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6. Due chiacchiere sull’annientazione e il Samsara
Caro padre Angelo,
ho scritto sulla Porta Magica, la famosa Porta Ermetica, situata a Roma davanti
alla chiesa di Sant’Eusebio. Questa incredibile Porta era un tempo nella Strada
Felice tra Via Merulana e Viale Manzoni e fu trasferita nell’ultimo secolo
presso Piazza Vittorio, una zona degradata.
Queste note la aiuteranno per il capitolo riguardante l’alchimista milanese. Mi
ha affascinato la storia di Francesco Giuseppe Borri nato a Milano nell’anno del
Signore 1627. Ho letto che aveva studiato presso un istituto di Gesuiti e che
era stato espulso dalla scuola. Un tipo interessante che ricorda Cagliostro,
Giordano Bruno e i maghi elisabettiani. Ha mai letto l’inglese Ackroyd, uno dei
massimi scrittori contemporanei? Ha letto il suo “The House of Doctor Dee”? Mi
ricorda la vicenda dell’alchimista italiano. Nel 1654 il Borri aveva cominciato
ad indagare sulle scienze ermetiche e aveva fatto seri studi teologici. I suoi
discepoli erano stati perseguitati dalla Chiesa ed era stato condannato
dall’Inquisizione. Quello che mi affascina in special modo è la sua eterna fuga.
Strasburgo, Lipsia, Dresda, Francoforte, la relativa pace di Amsterdam e la
susseguente persecuzione da parte dei protestanti. Ho letto e ho scritto sul suo
rapporto con Federico III di Danimarca, che lo protesse e finanziò i suoi
esperimenti, e della nuova persecuzione da parte del figlio del re, CristianoV,
che dopo la morte del sovrano lo costrinse nuovamente a fuggire. Mi ha
affascinato il suo incontro con Cristina di Svezia, una donna ribelle e
interessante, che si convertì al cattolicesimo; ricorderà che fu la fondatrice
di Arcadia. Il Borri fu da lei invitato a Palazzo Riario alla Lungara, l’attuale
Palazzo Corsini, lì incontrò Athanasius Kircher e altri alchimisti. L’alchimia
ossessionava la regina.
L’inquisizione cercava disperatamente di catturare Borri, che fu aiutato dal
Marchese di Palombara, Massimo che viveva in una grande villa e che l’ospitò.
L’alchimista visitò il laboratorio del nobile e cercò nel suo vasto giardino
l’erba Moly descritta da Omero nell’Odissea ( X-393-9), ricorda, padre, la
Nekyia di Ulisse? Il Borri fece molti esperimenti nella villa e lasciò al
marchese un “Corpus Ermeticum” di documenti che contenevano i segreti della
Grande Opera, con informazioni riguardanti l’aspetto metafisico e fisico dei
vari esperimenti. Nel 1675 fu catturato e arrestato in Moldavia nella città di
Goldigen. L’imperatore Leopoldo I lo consegnò a Papa Clemente X, fu quindi
trasferito a Roma ove, con estrema rapidità a causa del rischio di insostenibili
torture, abiurò. Nel 1695 morì a Castel Sant’Angelo all’età di 68 anni. Ho
studiato con attenzione, ma senza capirci un tubo, le varie scritte sulla porta
magica. Si dice che un consiglio di saggi, filosofi e negromanti decise di
esporre le magiche formule al popolo sperando che qualcuno fosse in grado di
interpretarle. Si dice anche che uno straniero visitò la villa e riuscì, una
sola volta, a trasmutare il metallo in oro, e che le iscrizioni siano la formula
appropriata per eseguire l’operazione. Si dice anche che l’alchimista
prostituisse la propria compagna per ottenere favori dai nobili. Un pappone
alchemico... non c’è che dire... e che avesse imbrogliato il marchese e la
regina convincendoli di aver trasmutato il metallo in oro. Ma una sola volta.
Riuscirei a farlo anche io...
Oggi arriverà il mio amico serbo Josip, resterà con me alcuni giorni, riuscirò a
conversare con un essere umano: il mio voto di silenzio sarà momentaneamente
interrotto...
Federico
Federico: Dicevi... qual è la tua definizione di Spirito?
Josip: E’ l’inizio della vita nel mondo materiale, esistono parecchie
definizioni di Spirito.
Federico: Che vuol dire inizio della vita nel mondo materiale?
Josip: Lo Spirito è quello che fa funzionare il corpo, l’assenza dello Spirito
produce la morte. Il mondo materiale procede da cenere in cenere, lo Spirito si
muove tra le cose precarie, transitorie ma è immortale.
Federico: Allora quando il corpo cessa di vivere lo Spirito si muove, procede
oltre?
Josip: Esatto.
Federico: Se qualcuno ti dicesse che il corpo si muove seguendo il suo
itinerario materiale, e che quando le sue funzioni cessano, quando sopraggiunge
la morte lo Spirito si dissolve nell’aria leggera come una bruma dissolta dal
vento... che diresti?
Josip: Ho scelto di credere che la morte non estingua lo Spirito...
Federico: Allora affermi che lo Spirito è l’essenza che trasmigra da corpo in
corpo?
Josip: Non so se trasmigra ma lo abita. Abita il corpo.
Federico: Allora cosa succede allo Spirito quando il corpo muore?
Josip: Ci sono parecchie versioni del dopo morte. Per me raggiunge una fonte di
immensa energia, si dissolve in essa, è come un ritorno nell’assoluto
primordiale.
Federico: E in questo assoluto primordiale ci finiscono Hitler e San Francesco?
Josip: Secondo me sì...
Federico: Non c’è il Bene e il Male? Non saranno giudicati?
Josip: Il Bene ed il Male sono gemelli, sussistono nella dinamica del Divino.
Federico: Allora, i massacratori e le vittime, i grandi santi e gli uomini
perfidi procederanno insieme verso questo assoluto primordiale... ho capito
bene?
Josip: Sì... diventeranno parte di questa primiera fonte di energia e non
saranno più né santi né peccatori... il gioco delle apparenze è finito...
Federico: Questa energia basilare è Dio?
Josip: Si potrebbe chiamarla così.
Federico: E questo Dio non giudica?
Josip: No, non giudica: è colpevole il leone di essere carnivoro e dotato di
certi istinti?
Federico: Quindi tra te e Mladic non c’è differenza?
Josip: Impara a pronunciare i nomi.
Federico: Va bene Mladic…. c’è differenza tra me e Mladic?
Josip: E’ una provocazione, Federico?
Federico: No, assolutamente.
Josip: E tra te e Mussolini?
Federico: Mi sento migliore di Mussolini.
Josip: Ma non cambia nulla...
Federico: Allora, salvare un bambino o mangiarselo è la stessa cosa..?
Josip: Nell’equazione cosmica forse sì.
Federico: Se la vita è tutta qui e non c’è retribuzione, allora il sogno di
giustizia si infrange... ma in effetti penso che sia vero: l’innocenza terribile
del reale è ciò che ferisce l’anima.
Josip: La dicotomia tra il Bene e il Male è una cosa puramente umana, alla fine
si è riassorbiti dalla fonte primaria: Gesù, Eichmann, San Francesco e Mengele
ritornano a casa.
Federico: Allora si è giocato sulla terra. Tertulliano che gode per la visione
dei dannati sofferenti è roba da ridere, forse un’idea piacevole per i santi che
si sono macerati nei tormenti. Ma esiste una spinta interiore verso il Bene?
Josip: Sì esiste.
Federico: Quello che Kant chiama l’imperativo categorico?.
Josip: La fedeltà ad esempio nasce da questo imperativo...
Federico: No. Nasce dal bisogno egotico di possedere.
Josip: Qui parliamo di emozioni, non d’intelletto...
Esimio lettore, ricordavo a Josip le esequie della bestia Prandelli, avvenute
nel cimitero di Terontola, luogo di angoscia e di becero provincialismo. I
cimiteri sono luoghi di menzogna ove la bestia egemone costruisce la
mistificazione della sua immortalità. Il culto dei morti è pagano e dimostra una
visione della vita non ispirata al Cristianesimo primordiale ma al Cattolicesimo
padellaro e gaudente. E’ una visione di abissale ignoranza poiché disconosce la
Morte e le ruba il suo profondo mistero. Basta osservare i cadaveri deposti sui
letti come würstel in mezzo all’insalata dei fiori. Basta contemplare la
susseguente beatificazione dei mostri. Poiché i morti vengono beatificati
secondo la pratica oscena di questa specie degenere. Mostri o santi, i morti
sono sacri.
Questo spiritualismo goffo e cialtrone è roba per piccoli uomini. E’
rassicurante, pacioso, e ordina il mondo in una struttura geometrico – mentale
con all’apice un iperuranio disegnato da una limitata immaginazione. Come una
torta cremosa su un teschio. Speriamo che Josip si sbagli con la sua energia
cosmica. Una religione che permette l’accumulo di ingenti capitali mentre i
poveri muoiono di fame e poi perdona tutto con le sue ridicole confessioni è
qualcosa di mostruoso. Che orrore questo cimitero, perché non bruciano questi
sacchi di vermi e spargono le loro ceneri al vento?
Forse non lo fanno perché anche il vento si contaminerebbe, specialmente con le
ceneri del ciccione. Ma almeno sarebbe come un sacrosanto dissolversi
nell’energia primordiale di Josip.
Rimarrebbero atomi, ma te ne impippi degli atomi, quello che si dissolve è
questa coscienza da formichina con pretese di immortalità. Spargimento nell’aria
del corpo e dissoluzione finale nel nulla: ecco una solida base per un’autentica
filosofia. Pensa in questi termini, lettore, e poi scegli il bene, volendolo
fino alla morte. Ecco una religione per uomini veri: volere il Bene senza
retribuzione L’idea della risurrezione limitata all’umano è la massima forma di
hybris.
Sai che disse un grande Bodhisattva, esimio lettore? Nel Nirvana ci vado con gli
animali, con gli alberi, con le pietre, con tutte le cose o si attaccano al
dirindello, resto piazzato nel Samsara, in un rumoroso appartamentino di Via
Parigi o in qualche altra parte del mondo...
Ricordavo il Prandelli impallinato, con mezza faccia tenuta insieme dal nastro
adesivo, è già quasi putrefatto. Occhiaie nere, palle dissolventi, mi asciugavo
gli occhi con un fazzoletto di seta come un attore da soap opera. Una signora mi
chiese se conoscevo il defunto. Risposi: “Non bene, ma essendo un cacciatore mi
identifico con il suo martirio. Una terribile barbarie signora...”
La vedova Prandelli piangeva, piangevano i cacciatori della Federcaccia,
dell’Arcicaccia, i sindaci, i potentati locali del PDSe di AN, i Carabinieri,
piangevano tutti. Pensavo: forse la povera vedova si getterà sulla bara. Quando
ero chierichetto scommettevo sempre sul possibile salto sulla cassa da morto; e
se la donna proveniva dal Sud accadeva spesso. Lo spettacolo da non perdere era
quello del salto nella fossa, con chiappone che crollavano rovinosamente in
fondo al buco.
Era esilarante, anche il prete rideva e un ragazzino chiamato Amore le imitava a
perfezione.
Cinismo, esimio lettore? Profonda intuizione del male di vivere, già presente
nei giovani chierici-mostri? Forse…. Durante il funerale ci interrogavamo: chi
si butta per prima sulla bara? La mamma... la moglie... la sorella... e si
scommetteva. Ne abbiamo viste di tutti i colori, una volta un marito si scatenò
contro un dottore invisibile colpevole della morte della moglie. Un match
pugilistico di altissimo livello, con finte, ganci e colpi al torace. Sì, fu
splendido... il dottore invisibile crollò alla prima ripresa, come fulminato da
un gancio di Tyson.
Memorie edificanti. Si, la vedova Prandelli si è gettata sulla bara.
Caro padre Angelo,
vicino alla Porta Magica ho trovato Basho e l’ho salvato. Era destinato alla
fine orrenda che fanno tutti i gatti della zona: muoiono mangiando il cibo
avvelenato per topi. Ho visto gattini ciechi, sofferenti, mezzi morti, ho
incontrato una donna tedesca che li uccideva, appena nati, con l’etere, per non
farli soffrire. Mi è sembrata un terribile angelo della misericordia. Un posto
d’orrore, padre, che mi ha reso sgomento. Il volto scavato, compassionevole,
tremendo di quella donna non lo dimenticherò mai, mi è penetrato nella mente
come una scheggia di vetro. Quegli occhi sono un’eterna ferita che fa sanguinare
la mia psiche. Basho, era completamente nero e solo dopo averlo lavato scoprii
che era un gattino tigrato, con le zampine e il petto bianchi. Il piccolo era
meraviglioso, ma stava morendo. Mi sorpresero le gatte, all’inizio ostili,
sentendo l’approssimarsi della morte si misero ai lati del piccolo e sembrarono
cullarlo. Dopo molte cure l’ho strappato al suo cupo destino ed è una gioia
contemplarlo. E’ nobile, bellissimo, dolce e l’ho trovato presso la porta
ermetica. Gli ho dato il nome del poeta zen giapponese: Basho, è un essere
magico...
Federico
Caro John,
... l’altra sera sono stato ad una cena orrenda con piccoli borghesi mostruosi,
mi ci vorranno due giorni per riprendermi... sono estremamente preoccupato per
una lettera di Federico riguardo alla mia filosofia, tu sai quello che penso dei
cacciatori e dei distruttori del non umano, ma essendo una persona
essenzialmente pacifica non riuscirei ad istigare al delitto, questa morìa di
cacciatori in Toscana mi fa pensare. John, ti chiedo: Federico è in qualche
maniera coinvolto in questi eventi eccezionali?
Paolo
Caro Paolo,
... come hai potuto considerare una cosa del genere, Federico è un non-violento
quindi non potrebbe essere coinvolto con le Brigate Verdi e la morìa dei
cacciatori. Come hai potuto pensarlo?…
... quel rapporto sulla possibilità della vita su Marte mi ha sconvolto, mi sono
incazzato con
Braco-Cro-Boy l’altra sera, ci sono milioni di galassie lassù, la nostra
concezione di Dio è troppo piccola, misera, deve essere rinnovata, rivista, come
i programmi di un computer. Se non si muovono con rapidità la gente perderà
interesse, specialmente i cristiani. Certe inconsistenze divengono inaccettabili
per una persona in questo secolo e Cro-Boy continua a menarla ancora con la
risurrezione fisica del Cristo...
Devo dirti, Paolo, che sono profondamente affascinato da Federico; è inutile
negarlo...
John
Carissimo padre Angelo,
un uomo di Singapore, un tour operator che ho conosciuto a Firenze, leggermente
più intelligente della media, che è spaventosamente bassa, mi ha descritto il
“matrimonio infernale” che praticano nella sua patria. Sembra che lo spirito di
una bambina morta, possa richiedere in matrimonio un povero disgraziato locale,
attraverso un sogno o facendo ammalare un membro della famiglia prescelta. Nella
cerimonia la sposa è un manichino alto circa un metro, agghindato come una morta
con tre vestiti sovrapposti. Il prescelto deve restare fedele al fantasma per
evitare sventure. E niente sesso. Affascinante e terribile, non trova? Io
creperei...
Un suggerimento: perché non ricorre alla pratica rabbinica di sedere con la
testa tra le ginocchia, digiuno per molti giorni, mormorando preci verso la
terra? Le si apriranno le porte degli “hekhaloth”, passerà attraverso metafisici
palazzi e potrà vedere le meraviglie che avvengono in quelle risplendenti
magioni. Invochi l’angelo del Volto, della Presenza di Dio, Surya... provi!
Cerchi di invocarlo: delle volte funziona...
Federico
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