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10. Il dibattito angelico Caro
padre Angelo,
... ho letto ieri che: San Tommaso cita almeno 1700 volte lo Pseudo
Dionigi...
Tommasone credeva, come molti altri, che lo Pseudo Dionigi fosse vissuto
ai tempi di San Paolo e che non fosse un bonario mistificatore,
l’imbroglio lo scoprì Lorenzo Valla nel 1475.
Il De Caelesti Hierarchia, una costruzione neoplatonica ispirata da
Proclo, è ovviamente il testo più importante di tutta l’angiologia ed è
inventato di sana pianta. Ma lei queste cose le conosce bene.
Ma come faceva, lo Pseudo Dionigi, a conoscere, così minuziosamente, le
disposizioni angeliche se neanche il Cristo Gesù era informato?
Come faceva Sant’Ambrogio ad aver conoscenza delle classificazioni e delle
graduatorie celesti?
Infatti è al santo meneghino che risalgono le varie categorie, il quale è
a sua volta ispirato da una fonte sconosciuta; ma è l’Aeropagita che ci ha
dato una mappa precisa dell’ultramondo angelico e ha destrutturato e
classificato le schiere celesti come un cronista del Corriere presente nei
cieli con un taccuino per prendere appunti. Afferma, infatti, che esistono
tre gerarchie divise, a loro volta, in tre ordini: i Serafini, i Cherubini
e i Troni, poi le Dominazioni, le Virtù e le Potestà, quindi i Principati,
gli Arcangeli e gli Angeli. E li dipinge con mille colori, stole, tuniche.
Un’immaginazione pittorica di altissima qualità. L’Aquinate accettò la
disposizione di Dionigi mentre, mi sembra, che Dante si confuse nella
disposizione tra i principati e gli arcangeli.
Sì... la Bibbia ha descritto spesso gli angeli: ci sono gli angeli di
Balaam, di Tobia, di Esodo 25,18; di Salomone 89,5; 37,4 e 104,4; di
Giobbe 5, 1; ci sono gli angeli della visione di Ezechiele 10,4
eccetera... eccetera... Isaia descrive in un brano stupendo il serafino
con il carbone ardente ed i cori angelici del “Santo... Santo...”. Ci sono
gli angeli che si manifestano a Mosè, Abramo, Agar, Lot.
Negli Apocrifi si parla di Uriel e di Raffaele.
Nel nuovo testamento ci sono vari riferimenti ai Messaggeri di Dio, per
esempio in Matteo 22,30 e 18,10. Ci sono gli esseri celesti
dell’Annunciazione e della Resurrezione, ci sono Gabriele e Michele, gli
angeli che portano aiuto a Pietro e a Paolo e quelli dell’Apocalisse di
Giovanni.
Paolo parla degli angeli nelle sue lettere: Ebrei 1,4; 1 Tessalonici 4;
Romani 8,38; Efesi 1,21 eccetera... eccetera... ma appare estremamente
sospettoso nei loro confronti.
C’è il brano misterioso ove l’uomo di Tarso parla della nostra battaglia
“contro creature non fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e
le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli
spiriti del Male che abitano nelle regioni celesti.”
Che abitano le regioni celesti... proprio così scrive!
Ma da lì a costruire una classifica esatta dei cieli ce ne vuole,
eminentissimo Padre.
Lo ha scritto anche lei in “La Civiltà Cattolica”, il quindicinale dei
gesuiti: nel Concilio di Nicea nel 325 il culto degli angeli fu
incoraggiato e divenne dogma, e provocò un’esplosione demenziale simile a
quella che ha devastato ultimamente l’America con la proliferazione delle
creature celesti della New Age. Nel 343 il Sinodo di Laodicea condannò il
culto angelico come idolatria, ma nel 787 il Settimo Sinodo Ecumenico
restituì parzialmente l’onore ai messaggeri divini, anche se la Chiesa
Occidentale è sempre rimasta profondamente sospettosa.
Delle volte ho pensato, padre Angelo, che gli angeli esistano davvero, dal
momento che non sembrano graditi a Paolo di Tarso. Se l’apostolo li
detesta c’è una possibilità remota che siano veri; potrebbero essere
creature autentiche ed esilaranti. Ed immagino che dell’astio di Paolo se
ne fottono. E non credo che provino grande simpatia per i mortali.
Un brano del Libro di Enoch mi ha fatto riflettere: “Quando giunsi
nell’alto dei cieli, le creature sante, gli offanin, i cherubini, i
serafini, le ruote del Carro e i ministri del fuoco che divora, sentirono
il mio odore da 365.000 miriadi di parasanghe e dissero: “Che cosa è
quest’odore di nato di donna? Che cos’è questo sapore di una goccia di
bianco che sale fino all’alto dei cieli, sino a coloro che dividono la
fiamma?”
Signore Gesù puzziamo veramente? ...Oh Santa Vergine ci detestano anche
gli angeli?...
Federico.
Caro Federico,
... Sì, l’Aeropagita era un autore che scrisse tra la fine del V e gli
inizi del VI secolo, finse di essere il Dionigi convertito da Paolo, e
pretese di informarci su quello che l’apostolo aveva provato nei giorni in
cui fu scosso da Dio sulla Via di Damasco.
Ricorda il San Paolo di Caravaggio che contemplava nella chiesa di Santa
Maria del Popolo?
Ora, l’è venuta la fissazione degli angeli?
Ce ne sono infinite schiere, c’è una sovrabbondanza di esseri celesti: gli
angeli che incontrano Abramo a Mamre, quello della fornace ardente che
salva Shadrach, Meshach e Abnego nel Libro di Daniele, gli angeli Beth-el
nel sogno della scala di Giacobbe, Uri-el nell’Apocalisse di Pietro,
Ragu-el nella Rivelazione di Giovanni, Raziel nel Libro dell’Angelo
Razi-el, l’angelo distruttore dell’esercito di Sennacherib... una
fluorescenza di angeli: quelli della Kabbalà: Zaphi-el, Shaddai, Sama-el,
Zadki-el, Hani-el, Micha-el, Rapha-el, Gabri-el; quelli travolti dalla
luce e sprofondati nell’abisso che, sotto l’aspetto artistico, sono
oltremodo interessanti: Satan-el il principe degli inferi, Abaddon
l’angelo dell’Abisso, Sammael il signore della Morte, Beliel il principe
dello Sheol, Beelzebub il signore delle mosche, Azazel l’angelo dalle
sedici ali che si rifiutò di inchinarsi davanti ad Adamo, Mastema il
sicario di Dio che distrusse i primogeniti d’Egitto, Lucifero il figlio
del mattino. Ci sono gli incredibili angeli dell’Islam, un milione di
esseri celesti creati da Allah per glorificarlo e sono estremamente
pittoreschi: Israfil l’angelo degli ultimi giorni che piange rivolto verso
l’inferno, Mikail dalle ali color verde topazio e dai capelli color
zafferano, Jibrail dalle 1600 ali, Azrael, coperto da un milione di veli,
l’angelo della Morte che risiede nel sesto cielo e che spegne un essere
vivente quando chiude uno dei suoi innumerevoli occhi.
Le mie preferenze? Azrael e Beliel.
Ma trascendiamo le schiere angeliche che confondono e riscattiamo il
povero Dionigi che ha trattato da mistificatore. Le trascrivo la
definizione della natura divina dell’Aeropagita dalla sua Teologia
Mistica, trovo questo passaggio sulla inconoscibilità di Dio veramente
notevole. Lo segua con attenzione: “Diciamo che la causa di tutte le cose
e che sta su tutte le cose non è sostanza, né senza vita, né senza
ragione, né senza intelligenza; tuttavia non è un corpo o una forma, non
ha quantità o qualità o peso; non è in un luogo, non vede, non ha tatto
sensibile, non sente, ne ha sensibilità, non conosce disordine o
perturbazione, né è agitata da passioni; non è debole, né soggetto agli
errori del mondo sensibile, non ha bisogno della luce, non subisce
mutamento o corruzione o divisione o privazione o diminuzione; non è
alcuna delle cose sensibili, né le possiede. Quindi possiamo dire che non
è anima o intelligenza; non possiede immaginazione o opinione o ragione o
pensiero; non è parola né pensiero, non si può esprimere ne pensare; non è
né ordine, né grandezza, né piccolezza, né uguaglianza né disuguaglianza,
né similitudine né dissimilitudine ; non sta ferma né si muove né riposa;
non è potenza e non ha potenza; non è luce, non vive ne è vita, non è
sostanza, né eternità né tempo, non oggetto intellettuale, non è scienza,
né regalità, né sapienza; non è né uno, né divinità né bontà; non è
spirito come lo possiamo intendere noi, né filiazione, né paternità; non è
nulla che noi o altri esseri conosciamo... la causa perfetta e singolare
di tutte le cose trascende ogni negazione, supera ogni affermazione, è
l’eccellenza di chi è sciolto da tutto in senso assoluto e trascende
l’universo...”
Lei dirà: allora è il Nulla? Ma non è così...
Un consiglio: lasci perdere le creature celesti e non celesti, glielo
ripeto: confondono, vanno bene per i pittori, per gli esaltati della New
Age, per i poeti non nichilisti ma non per i marxisti in pensione...
Angelo
Una luce sale per le scale e penetra attraverso la porta lignea; saltella,
ballonzola, si impenna come una lucciola bizzarra, Basho la segue con
attenzione nell’oscurità, Byron che si è svegliato con la lingua di fuori,
sta cercando di colpirla con una zampa. La porta della stanza di Federico
si chiude da sola, mentre l’uscio della stanza dei cani si apre. Max
rapidamente sale le scale mentre Pimpa, accompagnata da una seconda luce,
faticosamente incede. Gli animali sono tutti nella sala del grande camino
i gatti sono saltati sul lungo tavolo, i cani sono vicini alla poltrona
ove dormiva Byron. Le due luci si diffondono gioiosamente, la stanza è
piena di un bagliore iperfisico che placa e sembra assorbire le bestie. Un
sole sta illuminando la stanza.
Federico sogna beato.
Il bagliore diviene, per un istante, una luce accecante e subito da quella
lucentezza si manifestano due uomini sorridenti: uno fuma una sigaretta
schiacciata, l’altro gioca con una rosa; se la ridono beati mentre le
bestie li guardano.
Dramatis personae:
Azrael: Angelo della Morte
Beliel: Angelo dello Sheol
Basho: Gatto
Byron: Gatto
Gretel: Gatta
Issa: Gatta
Max: Cane
Pimpa: Cagna
Basho: Quindi questi eventi, questi massacri sono epocali?
Azrael: Epocali, ma lui non sa che è come una marionetta agitata dal Caso.
Issa: Siamo tutte marionette scosse dal caso.
Byron: Gettate nel mondo, come dice Heidegger.
Gretel: O come dicono gli gnostici..
Pimpa: Lui uccide preso dalla furia e dall’amore, ma brucerà in eterno...
Beliel: Lassù quell’altro è molto incazzato...
Azrael: Come si è incazzato il Demiurgo – Padreterno... salivava agli
angoli della bocca, vene gonfie sul collo ed un linguaggio...
uhhh….veramente charmant...
Max: Ma voi non volevate la nascita dell’uomo?
Azrael: No, è una peste sulla terra.
Basho: Meglio che la vita finisca e con essa il dolore.
Pimpa: No meglio la vita e il dolore.
Basho: Preferisci l’eterna sofferenza?
Pimpa: Non voglio che tutto si estingua nella gelida notte degli spazi.
Azrael: Si fottono la vita a causa di quello che chiamano il silenzio di
Dio... ma lui è puro silenzio, l’essere primordiale getta esseri nel
cerchio dell’esistere e se ne sbatte... dormicchia, sbadiglia... si gira
dall’altra parte... è totalmente assente...
Issa: Ma voi lo conoscete?
Beliel: No.
Basho: Vonnegut dice “c’è un maniaco libero lassù...”
Azrael: Grande saggezza, piccolo gatto...
Gretel: Federico continua con la sua ossessione per quella povera cagna
nera.
Byron: E l’ha chiamata “Sike” che in greco vuol dire silenzio.
Issa: Lui è bruciato dal suo fuoco interiore.
Gretel: Che lo porta ai limiti della follia.
Beliel: Ricordate Nietzsche e il cavallo?.
Basho: Ma quello che fa è troppo limitato, bisognerebbe abbattere le
strutture dell’Essere, rifondare l’esistere... annientare la vita...
Azrael: Una cosa da poco...
Max: Cosa ne è degli esseri dopo il decesso?
Azrael: Scivolano nella notte tenebrosa...
Byron: Ma esiste un Oltre?
Azrael: Non fotterti la testa con idiozie, piccolo gatto, ascolta il
Buddha: ogni forma di esistenza è dolore, anche l’esistere tenue degli
angeli. Svanisci gentilmente, piccola bestia, la preservazione perenne è
il massimo dell’hybris... l’individuazione eterna è un’invenzione di
folli...
Gretel: Una notte senza sogni?
Beliel: O un’eternità di incubi...
Pimpa: Opera di un Dio di amore?
Beliel: Queste stronzate le dicono i cristiani... opera di
un’imperscrutabile, sconosciuta essenza originale...
Basho: E voi...?
Azrael: Noi dall’alto della nostra impotenza osserviamo...
Basho: Cosa osservate?
Azrael: Il fluire dell’esistere...
Gretel: E non intervenite?
Beliel: Siamo creature dell’immane impotenza...
Byron: Ma Federico vi intuisce...
Azrael: Come tutti i mortali... un fruscio... una piuma... un ateo che
crede nelle presenze angeliche è un folle...
Pimpa: Ma noi vi vediamo.
Beliel: Gli occhi vostri sono puri... conoscete la storia dell’asina di
Baalam?
Max: Cosa accadrà a Federico?
Azrael: Sarà massacrato o si massacrerà come i giusti, la dinamica del
destino rifiuta ciò che è nobile e grande...
Issa: Lui proviene dal vostro mondo?
Azrael: Forse...
Pimpa: O dal vostro?
Beliel: Forse...
Basho: Azrael e Beliel sono la stessa cosa...
Azrael e Beliel (insieme): Forse...
Gretel: La cagna nera è scomparsa, potrebbero averla uccisa, conoscendo i
metodi di questi pazzi...
Pimpa: Non c’è compassione sulla terra: il nostro destino è il nostro
corpo...
Basho: Siamo oggetti manipolati da una specie egemone e degenere...
Issa: Diffusa come un cancro sulla terra...
Basho: Una malattia sulla pelle della terra, dice Nietzsche...
Gretel: Ogni notte ho dormito con Federico... stringendomi abbracciava
tutti gli esseri sofferenti, abbandonati nella terra... era disperato per
la sua impotenza...
Beliel: Poi il dolore si è tramutato in furia ed è stato versato molto
sangue...
Azrael: Lui spera che un giorno qualcuno ottenga delle armi nucleari e
ricatti...
Issa: Date da mangiare ai poveri della terra, non straziate gli animali...
Max: O inceneriremo Londra, Parigi, Roma, New York...
Issa: Sogna di essere un Papa per vendere i capolavori artistici del
Vaticano e sfamare i poveri, comprando trattori...
Azrael: Ma le bestie continueranno a soffrire...
Byron: E allora...?
Basho: Annientiamo il mondo...
Byron: Facile a dirsi... in te, nobile bestia, alberga un’incontenibile
furia...
Basho: Ma è una razza dannata, lascia i suoi simili morire di fame... hai
letto sui monti di Zempleny...
Caro John,
Sui monti di Zempleny in Ungheria, dopo l’epocale crollo del comunismo e
la trasformazione della gloriosa nazione in un grande bordello, hanno
scoperto un passatempo simpatico: disoccupati e disperati, si esibiscono
in una corsa mortale per evitare feroci dobermann e pitbull. Diventano
lepri umane e gli viene concesso un minuto di vantaggio per raggiungere la
salvezza. Se giungono vivi al traguardo, questi nuovi eroi del capitalismo
selvaggio guadagnano una discreta somma: 200.000 lire, l’equivalente di
quello che Berlusconi spende per un pacchetto di stuzzicadenti. Ti rendi
conto, John, devono correre venti minuti per salvarsi?
A Zempleny sono moltissimi i turisti presenti: Tedeschi, Italiani,
Americani, Ungheresi.
Un divertimento eccezionale. Unico, selvaggio e originale.
Domanda ed offerta, caro John, la ferrea legge del capitalismo.
Il comunismo ha devastato il mondo, ora occorre rimettere insieme i pezzi
con metodi che potrebbero sembrare brutali.
Domanda ed offerta: i clienti chiedono, i clienti ricevono.
Reni dei bambini di Rio: pronti.
Ragazzine filippine da trapanare: pronte.
Infanti del terzo mondo da stuprare e trucidare: pronti.
Animali esotici da torturare: pronti.
E noi italioti siamo all’avanguardia.
Lo sai che siamo un popolo di potenziali pedofili?
Lo sai che tutti i culatoni del terzo mondo vengono qui a farsi trapanare?
Lo sai che masse di italiani partono per fottersi travestiti e minorenni
del terzo mondo?
T’immagini la merda che invischia i nostri poveri cervelli italioti?.
Una nazione con un buco di culo in testa, altro che patria turrita...
Meninghetti, lo stimato chirurgo bruciato vivo da quel pazzo a Roma,
stimatissimo professionista, esce la sera e dice alla moglie: “ciao cara
vado da Michelino Santuzza!” Poi prende la mercedes e finisce in un vicolo
tenebroso per farsi succhiare la rattrappita salsiccia da un frocio
terzomondista, nota bene non da una mignotta terzomondista, ma da una
culatella con pelliccia, tupé di coniglio e tette al silicone. Poi torna a
casa: “Ciao cara, hai letto l’ultimo Bevilacqua? Hai seguito Craxi?”
Sino a quando un pazzo lo brucia vivo... miserere mei, Deus... che razza
di merda siamo...
John, detesto due popoli: l’italiano e l’americano ma anche gli altri mi
piacciono poco...
Federico
Byron: Sì ho sentito: ottocento milioni di esseri umani muoiono di fame
ogni anno e ora propongono di ridurre gli affamati a quattrocento milioni
in venti anni. Osceno in venti anni, non in venti minuti...
Max: E pregano il loro Dio appeso ad una croce mentre i figli dei poveri
si spengono nell’indicibile strazio.
Issa: Nobile. E questo mentre in Occidente distruggono il cibo eccessivo:
è la dinamica del mercato.
Pimpa: E così inesorabilmente si distruggono...
Issa: E credono di controllare le cose...
Basho: Ma non controllano nulla, la tecnica li possiede.
Azrael: E gli squaglia quella poltiglia melmosa nel cranio che chiamano
cervello.
Beliel: E’ quello il loro autentico male: quel magma appiccicoso non
controlla il Male...
Max: Castro ha detto: le campane che suonano per coloro che muoiono di
fame oggi, suoneranno per voi domani...
Basho: Il marxismo è contro l’oppressione degli uomini e se ne fotte degli
animali, ricordate i vecchi stalinisti che cacciavano animali rinchiusi in
piccoli recinti?
Issa: E Castro il problema neanche se lo pone...
Gretel: Sarebbe assurdo chiederlo... è una visione antropocentrica la sua;
l’altra faccia della medaglia. Un’altra versione del cattolicesimo....
profeti mortali, umani, a una sola dimensione...
Azrael: Federico narrò di bestie sofferenti a Cuba...
Issa: E quando annientarono i passeri in Cina li maledisse...
Gretel: E da allora evitò il Terzo Mondo...
Azrael: Viltà!
Beliel: E sia... ma questo giochetto illusorio si spegnerà nel tempo...
Basho: L’universo scomparirà con un peto sublime...
Byron: Tra miliardi e miliardi di anni...
Issa: Mentre la terra, giustamente, svanirà: una roccia abbandonata nello
spazio, divorata dal sole, la vendetta di Febo...
Max: Il sole si spegnerà...
Gretel: Protoni, neutroni, neutrini, un gran “Ball of fire”... un
sontuoso, nobile ribollire...
Pimpa: Nell’universo moribondo...
Gretel: Ma adesso è la primavera della vita...
Issa: Siamo a 14 miliardi di anni dal Big Bang...
Gretel: Tra cinque miliardi di anni il sole si spegnerà, diventerà una
nana bianca e consumerà la terra..
Azrael: L’Apocalisse.
Basho: In un senso... poi si spegneranno le altre stelle... nane
bianche... nane rosse...
Pimpa: Il tempo delle stelle si concluderà...
Max: E la morte assorbirà l’essere...
Azrael: Con la e minuscola...
Pimpa: Nane brune appariranno: frammenti di stelle morte...
Byron: Poi i buchi neri e hammmm!!!!!!!!... si papperanno le nane
bianche...
Max: E il grande inverno comincerà...
Gretel: Poi l’inspirazione di Brahma e il riposo nell’Essere unificato...
Pimpa: E dopo… ussschhhh!!!! L’espirazione e di nuovo l’emissione degli
universi e della vita... e con essa l’immane dolore...
Azrael: Che è intessuto nell’esistere...
Gretel: Noi siamo tessuti nel dolore...
Issa: Eternamente... tessuti nel dolore...
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