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11. Il dibattito dimonico
Caro padre Angelo,
... mi chiede della casa?
E’ immersa in un antico e nobile giardino. Vi crescono alloro, lavanda, origano,
menta, rosmarino, salvia, rododendri. Vi germogliano rose, garofani, dalie,
ciclamini. Il giardino riposa nell’ombra di tigli e di pini. La casa sembra
un’antica chiesa romanica, è costruita con l’umiltà delle pietre. Ha una grande
scala e le pareti sono bianche. Pentole, padelle e tegami di rame, un grande
vaglio che qui chiamano “colatoio”, falci, falcetti, un falcione, una falce
fienaia, una falce messoria sono appesi alle pareti della grande cucina che ha
un enorme camino e una lunghissima tavola di legno con otto sedie. Ho attaccato
alle pareti maschere diaboliche messicane, tailandesi e nepalesi.
Nella piccola stanza della televisione ho posto su due colonnine lignee le
statue dei santi guatemaltechi che sembrano balzare fuori da una tela di un
grande espressionista. I quadri li conosce. La casa è piena di immagini di Bosh,
Sassetta, Giotto, Della Francesca, monaci Zen, serafici Buddha e angeli degli
ultimi giorni. E’ una casa traboccante di esseri angelici e demoniaci
armoniosamente bilanciati. Le dita della mano destra e sinistra di Dio
mantengono un’armoniosa stabilità. L’abitazione ha sei grandi stanze con antichi
mobili toscani: madie, armadi, armadi con specchi, comò, comodini, vetuste
credenze, letti di ferro. E’ un luogo magico che culla e che cura con la sua
tenera ombra. Sui tavoli ci sono le immagini incorniciate dei miei antenati, dei
miei figli e dei miei animali morti. Nel mio studio c’è un giovane Schopenhauer
ed una foto di due leoni marmorei romanici con gli occhi ricolmi di nulla. Sulle
mensole c’è un’immagine di Federico II che incontra Saint Just e figure
grottesche medioevali. Nello studio l’ingrandimento di uno scheletro marmoreo,
fotografato a Santa Maria del Popolo a Roma, è uno dei miei “Memento Mori”, gli
altri sono le defecazioni di Pimpa e la falce fienaia. Nella stanza da letto ho
posto su una colonna bianca l’amato Chirone, un centauro messicano in stile
naive. Sui tavoli riposa tutta la cianfrusaglia orientale raccolta nei viaggi:
ruote della preghiera tibetane, cavalli e cofanetti indiani e una varietà di
oggetti. E come immaginerà un mare di libri, inclusi i suoi sul misticismo
ebraico.
Nella parte bassa della casa c’è un materasso con lenzuola rosse dove dormono
Pimpa e Max: è il loro appartamento. Alle pareti sono appesi enormi gioghi e un
altro vaglio, negli angoli della grande stalla-abitazione, vicino alla
mangiatoia si trovano un torchio e un frantoio.
Sotto le travi lignee del portico le rondini hanno nidificato.
Porta bene, dicono. Rasentano la testa di gatti e umani con i loro voli
esilaranti. Sono simboli di resurrezione; gli antichi dicevano che questi
uccelli curassero la vista dei loro piccoli con la linfa gialla della Celidonia,
e che gli ricordavano il Dio che darà la vista ai morti nel giorno della
resurrezione. Ho letto che non posandosi mai sulla terra, la rondine, è per i
popoli africani un essere di grande purezza. Ma in questa pace ho introdotto la
morte: Byron e Basho sono spietati cacciatori.
E’ sempre così. Si giunge con le migliori intenzioni e si introduce lo
sterminio.
La casa, eminentissimo padre, è un’oasi nel deserto “nicciano” che avanza. Ma il
nichilismo è già entrato dalla porta. Rileggevo parti del Nietzsche di
Heidegger: con che abilità il vecchio Martin ha relegato il povero Friedrich nel
bosco dei fantasmi della metafisica per poi sgusciare fuori all’aperto, verso il
chiarore dell’Essere. “Sono io il primo pensatore esterno alla metafisica”
sembra che gridi…
Ieri ho trovato le foto degli animali morti stranamente rimosse dalla superficie
marmorea ove giacevano coperti di polvere ma non di oblio...
Federico.
Dramatis personae:
Azrael: Angelo della morte
Beliel: Angelo dello Sheol
Basho: Gatto
Byron: Gatto
Gretel: Gatta
Issa: Gatta
Max: Cane
Pimpa: Cagna
Rufus: Gatto randagio
I cani morti di Federico:
Asterix
Ubu
Dik
Il gatto morto di Federico:
Simon
Basho: Ma il nulla è da identificarsi con l’assoluto degli idealisti?
Byron: No. Il processo dell’Essere potrebbe seguire questo corso: un’evoluzione
dal non essere, dall’inorganico all’organico con coronamento finale: la presa di
coscienza, il loto che cresce dal fango. L’avvento della coscienza in un
universo apparentemente cieco.
Pimpa: Ma da dove deriva l’essere, piccolo gatto?
Max: Impossibile dirlo, sembra originare da quello che definiamo il nulla.
Basho: E non può essere logicamente provato.
Azrael: Lo credo bene.
Byron: Ma voi ne sapete di più...
Beliel: Molto poco... ci arrabattiamo... cerchiamo tra le cianfrusaglie
dell’Essere...
Basho: L’essere sembra una cosa non voluta, accidentale, venuta a compimento
attraverso la via che Shelling ha indicato, evitando la tarda spiegazione
gnostica del Dio personale.
Azrael: Accidentalmente che significa?
Issa: Non voluto, dettato dal caso, gratuito, qualcosa che, se così si può dire,
porta il peso del non essere, anzi che si fonda nel non essere...
Basho: L’Essere è intriso di non essere dal quale deriva, questo è rivelato dal
fatto che raggiunge la piena coscienza di sé attraverso la sua evoluzione, ma
non giunge mai ad una riappacificazione completa con se stesso, e trasporta,
attraverso l’arco del suo dispiegarsi, l’istinto distruttivo come un residuo
della stabilità anteriore verso la quale inconsciamente anela.
Asterix: Questo istinto ha, attraverso la tecnica, raggiunto la capacità della
propria autodistruzione. Ed è come una volontà immanente che annebbia la
ragione, che vuol preservarsi, è un impulso che spinge l’essere verso un telos
inevitabile a causa della struggente volontà che desidera il silenzio
primordiale, la notte infinita.
Beliel: In questa anabasis dello spirito non c’è posto per un sistema morale?
Basho: Forse... il comportamento degli uomini, delle volte, indica che il
dispiegarsi della storia del mondo punta verso la libertà dalla necessità e che,
forse, l’apocalisse finale può essere ritardata.
Byron: Già…forse uno straccio di stato razionale può essere raggiunto nel
dispiegarsi della storia, ma questo non deve far dimenticare, che data la
dinamica dell’essere, queste contraddizioni inerenti potrebbero portare ad
epocali conflitti.
Ubu: Ma se lo stato razionale è possibile queste contraddizioni non potrebbero
essere pacificamente superate? E questo pessimismo cosmico non potrebbe essere
trasceso come una filosofia datata di una particolare epoca?
Simon: Possibile, un’analisi ontologica dell’essere non contraddirebbe questa
possibilità.
Issa: A questo punto è bene chiarire...
Max: Che nulla è trascendentale... nel concetto dell’autodistruzione tutto è
immanente, tutto è parte dell’Essere...
Pimpa: Che si manifesta e si spegne come una Will Schopenhaueriana...
Basho: E cosa ne è della coscienza dopo lo svanire della materia?
Azrael: La coscienza è un cerino acceso nella notte infinita...
Beliel: Non fate l’errore di questi sciocchi umanoidi che hanno inventato la
redenzione universale, la colpa cosmica, l’immortalità dell’anima, la
risurrezione, l’incarnazione e il Nirvana...
Ubu: Ma voi siete immortali?
Beliel: No... svaniamo anche noi siamo come gli Dei nel Buddismo...
Azrael: Un eone, due e là... ci dissolviamo come le larve dell’Ade...
Asterix: Questo chiarisce tutto...
Basho: Già…un mondo cieco senza coscienza, pura oggettività, forse inizialmente
concepito da una conflagrazione, forse in movimento verso una cosmica
implosione, forse nuovamente emanato, come crede l’induismo. Un gioco sciocco di
Brahma - o chi per lui - che divertendosi affoga le sue creature in un oceano di
dolore: un scherzo tremendo e nulla più.
Pimpa: E il Dio d’amore?
Azrael: Eh sì... l’hanno pensata bene questi trogloditi cosmici...
Issa: Ogni volta che prendo un topo penso al Dio d’amore...
Azrael: Sentite come ronfa il vostro Federico, dopo la violenta scopata e Santa
Rita...
Esimio lettore, sono arrivato in questa città sonnacchiosa per discutere con
alcuni compagni di merenda la possibilità del lancio turistico di questo centro
anale nel mondo. Solite menate con gli albergatori, un’autentica razza dannata.
Questa città d’inverno è un’autentica desolazione, uno dei posti più squallidi
che ho visitato nella mia triste vita. Per ingannare il tempo sono entrato in
una chiesetta gialla con l’emblema dei Cistercensi, un tempietto perfettamente
simmetrico, sprofondato nell’ombra di un silenzio intensissimo. Un luogo sacro,
ove si respira la morte. Il crocifisso affondava nella tenebra, ho meditato sino
a quando non ho visto le cose acquistare un orlo luminoso e i pensieri sono
svaniti dalla testa. Mi sono calato nell’ombra perfetta della chiesa vuota.
Dopo venti minuti di totale raccoglimento nell’orbita vuota del tempietto ho
pensato al sogno della notte precedente. Ero in un villaggio afghano, un
esercito di professionisti controllava la nazione, era un piccolo gruppo armato.
Mi sono detto: senza esercito di leva ci sarà una rivolta popolare: non potranno
controllare il paese. Tra le case derelitte e vuote c’era una tartaruga morente,
ho provato una grande pena. Attraversando l’area ho sentito parlare di un
“Avatar” islamico che difendeva gli animali e tagliava la gola ai violenti. Mi
sono detto: queste manifestazioni si ripetono.
Il santo correva, urlando che le bestie sono sacre. Mi sono svegliato ed ho
pensato: evitiamo il delirio d’onnipotenza.
La sera mi sono sprofondato nel profano, ed un po’ me ne vergogno.
La vedova era eccitata e l’ho invitata ad una sublime “fellatio”. Ci ho messo un
po’ di tempo; le solite vergognose coccole, le solite inani promesse di viaggi,
di matrimonio e altre inanità di quel tipo. Ho acceso una candela vicino allo
specchio e l’ho osservata con morbosa attenzione, mentre si metteva al lavoro
infilandosi il pene in bocca. Fissavo la signora Prandelli e allo stesso tempo
l’immagine di Santa Rita con gli occhi rivolti verso il cielo, e tra lo specchio
e Santa Rita ho raggiunto un orgasmo primordiale. Ho urlato come un gorilla
equatoriale mentre osserva il primo sole. La vedova, investita dal violento
getto spermatico, ha tossito: un notevole calo di stile, che mi ha disturbato.
Un’ora dopo, ho ripreso i lavori stendendo la vedova sul letto e montandola da
dietro.
Ha squittito con immenso piacere, mentre continuavo a contemplare il suo
notevole deretano e allo stesso tempo Santa Rita. Mi piacciono le
piccole-borghesi un po’ troie. Adoro le donne religiose che sanno di commettere
un grave peccato ma non riescono a controllarsi. Il loro spasmodico squittire mi
stravolge. Il senso di colpa è la salsa piccante della passione.
Alla conclusione del coito, come coronamento della serata erotica, la vedova ha
cominciato a guardare un programma di Pippo Baudo ed a quel punto, mi sono
elegantemente dileguato.
Sono svanito nell’ombra dopo un bacio fugace. L’immagine del morto mi ha
salutato dalla stanza da pranzo. Occhi scuri, occhiaie violacee, riccioli di
pece, sei sottomenti, labbra fini come lame, sorriso da ebete, sguardo sadico da
cacciatore.
Momenti di vuota pienezza: torniamo da Max e leggiamoci un buon libro.
Beliel: E mentre gli uomini dormono i vivi ed i morti tornano insieme.
Ubu: Nella notte cupa i loro piccoli cervelli non intuiscono ciò che accade:
danzano nel loro mondo onirico.
Asterix: E angeli e bestie si incontrano...
Dik: Allora, dal nulla alla coscienza e di nuovo al nulla...
Gretel: Questo è ciò che appare... ma i morti stanotte sono con noi...
Issa: E questo contraddice i concetti dei vivi...
Beliel: Proseguiamo, frammenti mortali coperti di pelo...
Basho: Von Hartmann parla del suicidio dell’umanità quando capirà la vanità
della volizione...
Ubu: Certo... se questi miserabili umanoidi divenissero tutti asceti, il mondo
umano cesserebbe e resterebbero solo animali sulla terra... pensate... si
estinguerebbe questa sopravvalutata coscienza.
Il Buddismo e il monachesimo cristiano conducono direttamente all’estinzione, ma
non le religioni praticate da porci gaudenti... quelle ingigantiscono il
capitale e la speranza...
Pimpa: Ma l’astuzia della Volontà perpetua la specie: guarda l’insano dibattito
sull’embrione mentre noi siamo carne da macello...
Max: Dove?
Pimpa: Per esempio in Cina e Corea... ma forse una presa di coscienza
collettiva, totale porterebbe all’estinzione dell’uomo... e la terra sarebbe
felice...
Basho: Semplifichiamo: sono sogni... il cataclisma sarà prodotto dall’istinto
distruttivo e non dalla negazione della volontà, ricordate i terroristi
dell’Esercito delle 12 Scimmie?
Simon: Ma civiltà superiori nell’universo, praticano l’amore, il socialismo, il
vegetarianismo, e il culto della Luce Infinita; e accettano morte e precarietà,
dopo aver giocato inizialmente con il sogno dell’immortalità, che, nella loro
maturità, abbandonano come un’inutile scoria...
Ubu: Tu lo sai?
Azrael: Certo...
Basho: Il desiderio di estinzione è inerente nell’Essere, non la negazione della
volontà, e parlo di distruzione fisica e totale...
Beliel: Si spegne una lampadina nell’oceano – universo...
Azrael: E se ne accendono altre... cento... mille...
Byron: E l’unicità della terra?
Basho: Stronzate cristiane: Misere, cieche stronzate ebraico-cristiane
Issa: Ed islamiche...
Asterix: Questo teatro del mondo non ha senso, è puramente accidentale.
Dik: Lo è. Non c’è ragione trascendentale nell’acquisizione della coscienza. E’
tutto gratuito: gli esseri procedono verso il cuore nero dell’Essere.
Pimpa: E se il cuore dell’Essere fosse limpidissima luce?
Gretel: Ce lo auguriamo, ma...
Ubu: Qui vedo solo angeli dello sterminio...
Simon: Questo non nega l’esistenza degli angeli dell’amore infinito...
Basho: Ma se uno riconosce il nichilismo originario dell’Essere... il fondamento
dell’Essere nel Nulla... allora...?
Asterix: Allora, la scoperta produce un sentimento estatico, un senso di
profonda accettazione delle cose. L’idea dell’estinzione nirvanica nel Buddismo
è un’altra cosa... si basa ancora sulla giusta retribuzione...
Basho: E se il Nirvana fosse l’annientazione?
Beliel: Possibile, piccolo cane...
Byron: E cosa significa un principio etico in questo universo precario?
Issa: Significa varie cose: l’illusione religiosa, la lotta post – marxista,
l’autenticità esistenziale... mille sentieri che ci avvicinano al cuore delle
cose.
Gretel: O non ci allontanano dal cuore delle cose.
Beliel: Ben detto gatta..
Basho: Ma il nulla non può essere intuito nella sua nudità... è come il volto di
Dio...
Azrael: Vero!
Ubu: E il senso dell’alienazione?
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