9. L’enigma dei sogni

Se c’è una cosa, esimio lettore, che odio è far credere che io sia un cacciatore: mi dà i brividi.
Quella notte ho sognato di essere morto e che mi avevano portato in una cripta piena di sepolcri, a Gerusalemme, ove era custodito il corpo del Cristo Gesù. Su uno di quei sepolcri, quello centrale, c’era una statua di legno del Nazareno tagliata a metà, sembrava la pietà del Bellini con il Cristo leggermente reclinante sostenuto da due piccoli angeli in sottoveste. Intorno al sepolcro di Gesù erano disposte tombe marmoree di apostoli e santi.
I santi, che sembravano essere plasmati in argilla, erano sdraiati su sarcofagi, come i rilassati defunti delle urne volterrane, ed avevano volti arcigni ed espressioni imperiose; le immagini, a differenza delle statue etrusche sui coperchi di terracotta, erano perfettamente proporzionate. Su uno dei sarcofagi intravedevo un santo barbuto che mi sembrava fosse Girolamo, solo leggermente più in carne, ma con le gote arrossate come quelle dei tisici. Su un altro coperchio era invece spaparacchiata una santa, che aveva un’aria sfacciata da Armida tiepolesca, con i solidi seni esposti agli occhi del Salvatore, e sembrava tra quelle penombre mistiche sovranamente profana, spudoratamente fuori posto. “E’ la Maddalena?” Mi chiesi.
Su un lato dell’urna del Cristo - un guardiano mi spiegò - era scolpito un bassorilievo raffigurante il fratricidio di Etocle e Polinice, che non c’entrava un bel niente con il Salvatore. Il mito ellenico era un soggetto molto amato dai mercanti del periodo, immortalati sulle urne.
Il guardiano che mi spiegava le cose ricordava vagamente l’uomo vestito di bianco che veglia durante il sogno di Costantino di Piero della Francesca, aveva la stessa enigmatica espressione, ma sembrava annoiato per le mie domande e dava l’impressione di pensare: “Ma come, questo fesso lo purifichiamo e fa tutte queste domande del cavolo...”
L’uomo in bianco mi spiegò che sarei stato inumato nella cripta e che le salme, portate a Gerusalemme, dovevano essere purificate dai fumi e dall’inquinamento della City di Londra dal momento che il denaro aveva contaminato i cadaveri ed era necessaria una purificazione in Terra Santa. La terra sacra di Gerusalemme avrebbe decontaminato le salme.
Io non capivo e chiesi: “Ma perché mondare cadaveri se l’anima sopravvive alla morte?”
L’uomo in bianco mi rispose che le anime vivevano nella cripta con il Cristo Gesù e che la notte parlavano, cianciavano, discutevano di cose mistiche e sante, ma restavano legate ai corpi.
“Dio che noia!” pensai e domandai: “Ma questi rivolgeranno la parola ad un peccatore?”
Il guardiano mi fece capire che Gesù e i santi mi avrebbero ignorato.
Allora capii che il Cristo Gesù era un’anima moralmente seria ma totalmente priva di amore.
Capii che era, come un’icona bizantina, pieno di potenza e di regalità ma privo di misericordia e che l’ultima speranza, in quella tenebrosa eternità, erano le tette erette dell’Armida.

Dal diario dei sogni di Federico Nadali.

3 Dicembre
Sono gli ultimi giorni della terra.
L’universo si sta dissolvendo e rotola come un tappeto.
Una voce annuncia la fine.
Satana conclude il suo regno, che non è altro che una lastra ondulata distesa sul mondo.
La lastra svanisce ed il mondo sembra tornare all’originale bellezza.
Satana trafitto da un dardo divino affonda in limpidissime acque.

21 Dicembre
Staccandosi da un monumento capre bronzee corrono per la città e sgravano per le strade.
Capretti stupendi di bronzo lucido e metallo, appena nati, inseguono le madri.
Sorpreso mi sveglio.

4 Gennaio
Una vecchia con sua figlia ed un servo mi incontrano.
Rapporti incredibilmente tesi.
La figlia mi consegna un pacchetto pieno di piccole cose.
Ricordo un orologio rotto. Sono in una città straniera, in un grande albergo.
Qualcuno guida una macchina di notte con i fari spenti.
Sono preoccupato, la corsa è tremendamente veloce.
Alla fine dell’incredibile viaggio il sogno cambia: qualcuno travestito da Arlecchino, ma con una maschera grottesca, mi dice: “You don’t know who I am... but I run the show!”
Dopo aver parlato si leva la maschera: è un uomo dal volto austero, dai capelli candidi, ha occhi di cielo ed un sorriso tristissimo sulle labbra.
Mi sveglio per l’intensità del sogno.
L’Arlecchino è il “Sé “?

28 Febbraio
Un cane e un destriero.
Il cane appare in una réclame televisiva.
E’ perfettamente felice – mi dicono – tra erbe ed arbusti.
Vive all’aperto. Nel sogno mi domando: “perché ha gli occhi così profondamente tristi?”

29 Febbraio
Un ronzino macilento, moribondo.
Ha la corona di spine, è l’Ecce homo animale ma il mantello che indossa è bianco e non purpureo.
Provo un senso di dolore, tutti gli esseri sono in fondo crocifissi.
Un uomo tarchiato si avvicina al ronzino lo bacia, lo sfiora con una rosa.
La sua testa è avvolta da una nube. I lineamenti non sono chiari.
Fa pensare ad Ade.

3 Marzo
Vedo uno dei cacciatori morti, è contento di vedermi.
Possiede un grande ristorante a Parigi, moderno ed elegante.
Mi dice che sta bene, che è in forma e mi invita a mangiare dei dolci di riso, specialità della casa.
Ha una T-shirt cinese e salutandomi mi dice: “Hitler danza con gli ebrei e sono tutti felici e cantano nel palazzo imperiale”.
Mi sono svegliato ed ho pianto di gioia.

17 Marzo
Devo raggiungere il mostro di Firenze, oltre un ruscello, passando un guado fangoso.
Devo togliermi le scarpe per attraversare dal momento che sto affondando nel fango.
Pacciani è triste ed attende. Devo raggiungerlo sull’altra sponda per fare il bagno.
La scena cambia, stavolta mi tuffo in un mare limpido e caldo.
Mi sveglio sorpreso: è il mattino.

28 Marzo
Visito un sotterraneo dove due operai lavorano, entro in una stanza: ci sono otto persone.
Tra questi vedo il vivisezionatore con il corpo orribilmente ustionato.
Sono tutti membri di un’associazione segreta dedicata ad una Dea Egizia, forse Iside.
Non so se prenderli seriamente, durante la meditazione stringo una pietra.
Siamo stesi sotto coltri di lino bianche, ma non sono convinto che la cerimonia serva a qualcosa.
Prima di questo incontro stavo nuotando in limpide, trasparenti acque.

4 Aprile
Devo partire per un lungo viaggio, Jane – Adele, sono ormai la stessa persona, sono preoccupate, ho un cane color oro che mi segue. E’ identico a Max che nascerà alcuni mesi più tardi.
Nel giorno della partenza qualcosa di misterioso sta accadendo nel mondo.
Giunge un uomo con una spada conficcata nel petto e mi dice:
“Da oggi sarai un’essenza vegetale...”.
Non so se prenderlo sul serio, sembra uno scherzo o è un annuncio di morte?

14 Aprile
Incontro la Regina d’Inghilterra che parla italiano molto bene. E’ vestita per lo jogging: calzamaglia nera, pantaloncini corti. Mi prende in simpatia, parliamo un po’ di tutto.
Incontro più tardi il re, non è Edimburgo il consorte di Elisabetta, ma un altro monarca.
Parliamo affabilmente di tutto, in particolare di calcio e di sesso.

3 Maggio
Sto studiando in un posto come Lourdes ove avvengono fatti miracolosi, una donna, che mi sembra non abbia simpatia per gli uomini, mi consegna un libro sui miracoli.
Apro il libro, sfoglio le pagine e trovo un dipinto eccezionale: Merlino – Re Artù fusi insieme nel sogno, attendono Ginevra e si riproducono all’infinito.
Un gruppo di cavalieri osserva l’evento da un monte.
Colori di incredibile intensità: oro, verde, azzurro, rosso purpureo, giallo che divengono sfocati come quelli dei Macchiaioli.
Ginevra è immobile vicino al castello con le braccia aperte, ma l’immagine del Re-Mago si ripete ogni cento metri e si estende all’infinito. Il re sembra trascendere la donna, il castello, il mondo e raggiungere l’orizzonte e il cielo.
Merlino-Artù si perde oltre l’Oltre.
L’evento miracoloso è qualcosa che riguarda la Tavola Rotonda e la Ricerca del Graal, ed ha luogo nella valle di Oz, che nel sogno è vicina a Bolzano.

12 Maggio
Il Tevere è inaridito, dal letto del fiume emergono montagne, il fiume è svanito.
Non capisco, sono confuso.
Sull’altra sponda vedo il turista tedesco, colui che distrugge i cacciatori.
Sorride beato, mi fa un cenno con la mano.
“Vai sicuro” sembra dire.
Il cielo è colore del sangue, dietro di lui appare sorridente l’uomo austero dai capelli candidi.
I due sono circondati da moltissimi animali che sembrano adorarli.

27 Maggio
Sogno che devo morire e mi preparo.
Un signore mi dice : “Vada nel cimitero e si prepari a morire: scelga una bara!”.
Ho un male incurabile e devo partire.
Rispondo: “Spero di esser vissuto onorevolmente” e “…forse mi libererò dalla morte”.
Devo morire con un’iniezione.
Mi sveglio, sono vivo. Provo uno strano attaccamento alla vita.
Un sentimento che provo nei momenti di profonda noia e di grande disperazione.
Qualcosa sembra indicare che l’esistenza è un’esperienza speciale.
Un concetto Buddista: quello dell’unicità della vita umana. L’unica via verso il Nirvana è l’estinzione del ciclo del dolore.


6 Giugno
Ho rotto il mio flauto e cerco disperatamente di incollarlo.
Gretel mi osserva.
Viene l’uomo tarchiato dal volto offuscato e lo incolla, ma senza usare
alcuna sostanza.
Gretel dorme. L’uomo dice: “Mai temere per lei...”
Mi sveglio e penso a mia madre.


Caro Federico,
Sono veramente preoccupato mentre scrivo queste righe. L’orribile fine del “cignale”, ovverosia del mio ex datore di lavoro, del quale ti avevo scritto tempo addietro, mi ha lasciato davvero perplesso. Sembra quasi che quei misteriosi “giustizieri” mi abbiano preso in parola quando auspicavo che si occupassero anche di lui. Ti prego di distruggere le mie missive. Lette in un certo contesto potrebbero condurci entrambi alla forca!
Vorrei avere una tua opinione su questi fatti. Benché abbia ben poco rispetto per i cacciatori ed i vivisezionatori, queste morti orribili e crudeli non possono certo trovarmi consenziente.
Mi dirai che uccidere un essere umano non è più ingiusto che uccidere un animale. In un certo senso potrei essere d’accordo con te, eppure mi è difficile dare una sistemazione razionale a questo sentimento. I problemi pratici e teorici che si presentano, infatti, sono notevoli e forse insormontabili. Voglio provare ad enumerare (solo enumerare!) le molte domande senza risposta che si accavallano nella mia mente quando cerco gli argomenti per giustificare i tuoi assunti.
Innanzitutto, se si decide di cibarsi di sole piante, che fare di tutti questi animali da allevamento che, inevitabilmente, si riprodurrebbero in maniera esponenziale? E’ concepibile che un mondo il quale non è capace di regolare le nascite umane sia in grado di tenere sotto controllo il numero degli individui di ciascuna specie animale? E se anche ciò fosse in qualche modo possibile, che fare nel caso di un improvviso incremento di una di esse dovuto a nostri (possibili, se non inevitabili) errori di controllo? Come si potrebbero diminuire gli individui di quella specie, dato che ucciderli sarebbe un assassinio? E dovremmo preoccuparci di nutrire quelle specie che non si riesce a tenere sotto controllo, per evitare che gli individui di quella specie muoiano di fame? Sarebbe giusto farlo, quando non siamo in grado di nutrire le persone che in mezzo mondo muoiono di inedia? E nel caso si debbano soccorrere tutti gli esseri viventi, a chi dare la priorità? Agli esseri umani o agli animali? E se uomini ed animali hanno la stessa valenza, bisognerà allora anche curarli allo stesso modo? E’ immaginabile un mondo che costruisca ospedali per tutti gli animali della terra, dove essi vengano curati esattamente come si fa per gli umani? E questi sono solo interrogativi iniziali, caro Federico, ma ve ne sono altri ancora più difficili da risolvere. Per esempio, come potremmo muoverci liberamente se anche schiacciare una formica o investire un moscerino con il parabrezza dell’auto non potrebbe essere considerato, secondo il tuo modo di vedere, che un omicidio, benché colposo? Se tutti gli esseri viventi hanno diritto alla stessa protezione, che differenza passa tra il verme che il contadino trancia con l’aratro ed il maiale che il porcaio sgozza col coltello? E se si deve assolutamente evitare di uccidere un essere vivente, come potremmo noi mantenere la nostra libertà di movimento? Quanti piccoli insetti uccidi tu, Federico, ogni volta che passeggi nei dintorni delle Celle o nel tuo giardino? Quanti ne hai ammazzato (senza rimorso!) ogni volta che hai giocato al calcio? Dovremo forse fare come lo Stilita, che si rimetteva addosso i vermi che cadevano dal suo corpo sozzo affinché anch’essi potessero avere il proprio pasto?
Vedi, mio caro amico, come è difficile passare dall’enunciato teorico (“tutti gli esseri viventi hanno gli stessi diritti, tutti devono essere salvaguardati”) alla sua attuazione pratica? Viviamo in un mondo basato, fin dai primordi, sulla lotta tra specie diverse e sulla sopravvivenza dei più forti. Al leone non passa minimamente per la testa l’idea di garantire il diritto alla vita della gazzella. E non dirmi che lui non ha coscienza mentre noi sì. Che cosa cambia, in fondo? Non è Dio che ha dato agli uomini il diritto di imporsi sugli altri animali, è stata la Natura, questa belva feroce che non ha rispetto per nessuno se non per i vincenti. Mi fanno ridere gli animalisti e le loro litanie sulla bontà della Natura! Non è mai esistita una dea più sanguinaria di essa!
Ecco perché il comunismo è fallito, mio caro amico. Ecco perché siamo quello che siamo.

Spartaco