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4. Frammenti Caro Yutaka,
... tra le cose dei greci alcuni miti mi hanno profondamente colpito.
La rinuncia di Chirone, il centauro, che sceglie una morte umana dopo aver
concesso la sua immortalità a Prometeo.
La scoperta del simulacro ligneo di Artemis Tauride da parte degli spartani
Astrabaco e Alopeco che divengono folli dopo il ritrovamento dell’immagine
capace di guarire chi la conosce e condurre alla follia chi ignora il suo arcano
potere.
La risposta di Sileno a Re Mida, quando chiede al satiro quale sia la cosa più
desiderabile per gli uomini e riceve come risposta lapidarie parole: non essere
nato, non essere, non essere niente.
La storia di Cleobi e Bitone, figli della sacerdotessa di Era, che vengono
premiati dalla Dea, per lo sforzo di trascinare un carro, privo di buoi, verso
il tempio, con il più grande dei doni divini: una morte serena nel sonno.
Il mito della follia di Aiace che simboleggia il rapporto tra l’umano e il non
umano e la natura stessa della volontà di potenza. Aiace è impazzito, lo trovano
con i piedi in una palude di sangue. Agamennone Ulisse ed i Greci lo osservano
sbigottiti, trasecolati mentre massacra gli armenti nel sacro recinto. Capre,
pecore, agnelli, montoni consacrati giacciono decapitati, sventrati. Arti
mozzati, teste recise, ventri spalancati: un orrore demoniaco si manifesta nel
sacro luogo. Un’ecatombe di animali sacri. E’ l’incedere umano. Aiace ha
massacrato bestie inermi credendo di colpire gli Achei che lo avevano derubato
delle armi di Achille. L’eroe si è scatenato contro pecore, vitelli, contro
esseri indifesi e consacrati agli dei. Si è aperto un varco con la spada e con
l’ascia tra l’attonita innocenza. Tecmessa la sua concubina e il figlio Eurisaco
sono in lacrime, il piccolo stringe lo scudo dell’eroe. Le ombre del Tartaro
avanzano ed oscurano la sua mente devastata da demoni. Le furie incalzano.
Aiace, corre verso il mare per bagnarsi, per lavarsi dall’abominio e cercare il
perdono di Pallade Atena. Urla di seppellire le sue armi contaminate
dall’orrore. Teucro veglia sulla sua famiglia atterrita. Alla fine, devastato
dall’orrore che ha scatenato, si getta sulla lama che gli penetra il petto. La
volontà di potenza si manifesta nella sua perversa follia. Si sviluppa l’orrore
che domina il mondo con i suoi infiniti tentacoli. Senza fine, senza inizio è
l’abominio. Prima lo sterminio degli uomini poi il massacro delle bestie sacre e
indifese. La perenne devastazione degli ultimi invita la Nemesi che annienta i
carnefici. Automedonte trema. I greci osservano increduli mentre le Parche
tessono i destini sotto il plumbeo cielo di Ananke...
Federico
“Marcullo punti sui pedofili, sui diversi, c’è un’associazione qui vicino ad
Arezzo, l’Arcigay sono esseri sensibili, hanno qualche problema con i
cacciatori, la morte degli animali li tocca... e tocca me Marcullo,
paradossalmente ho simpatia per questo serial killer che secondo me punta ad
essere arrestato per dar corso ad un processo clamoroso... forse è uno, forse è
tanti, forse è legioni come lo spirito immondo... ”
“Dotto’, ma che c’entrano i ricchioni? Hanno visto un tedesco, sulle montagne
all’altezza delle Celle e poi è sparito, quella gran fica con il bullo hanno
testimoniato... Dico le donne sono matte, che ci faceva quella ninfetta con quel
balordo?”
“Màh... e che faceva il tedesco, Marcullo? Hanno visto un tedesco con i capelli
bianchi che portava un bastone ed una borsa. Io penso che a Prandelli non gli
poteva sparare un vecchio, quello era un brigatista travestito... Lo hanno
descritto?”
“Minuziosamente, ma è introvabile..”
“Lo avete cercato negli alberghi, nei camping?”
“No, non risulta un tedesco, dotto’, non appare... c’è e non c’è... Abbiamo
chiesto al San Michele, al San Luca... nulla...”
“Avete parlato con tutti?... tracce?”
“Nulla, il teutonico emerge e svanisce nel nulla, dotto’...”
“Forse un travestimento, Marcullo, c’è un complotto animalista mi pare evidente.
Qui c’è un movimento di liberazione animale che ha cominciato a sparare in
Toscana, epicentro dei cacciatori del mondo. E fa fuori i comunisti, il ché non
è un male Marcullo. E perché avrebbe scelto l’Italia?”
“L’Italia è dove sparano di più, dotto’. Solo a Malta ci sono più cacciatori in
rapporto alla popolazione.”
“Ahhh…..questo è un paese Marcullo dove sparano con i cannoni agli uccellini,
sono dei figli di puttana, l’ho ripetuto mille volte…”
“Dotto’, mezzo volto era sparito, gli ha sparato a bruciapelo in faccia. Non è
rimasto niente, il cervello, quel poco che aveva, era fuoriuscito dalla testa,
rimetterlo insieme sarà un problema...”
“Quindi qualcuno ha avvicinato Prandelli e lo ha colpito in pieno volto, poi,
dopo aver legato il cane all’albero, ha attaccato il messaggio sull’innocenza
distrutta, ha coperto di arbusti e di foglie il cadavere ed è fuggito come un
ladro nella notte. Questa frase incredibile è di Paolo di Tarso, non la trova
stupenda? Ha mai letto Paolo Di Tarso, lo pubblicano in Terronia?”
“Paolo di Tarso chi?”
“San Paolo, ignorante di un maresciallo. Devo dirle che da quando Bossi si agita
ho scoperto una nuova dirompente simpatia verso il Sud. Ma come fa a tifare per
l’Inter se ogni volta che andate a San Siro vi insultano e vi chiamano
africani?”
“Dotto’, uno stato forte non tollererebbe chiacchiere sulla secessione, e
riguardo San Paolo io non sono colto come lei...”
“Insomma chi pensa che abbia cancellato la faccia al ciccione?”
“Stiamo cercando, stiamo seguendo una pista...”
“Mi tenga informato Marcullo, si sta agitando anche il Ministro degli Interni,
ma hanno altro da pensare... ”
Caro Federico,
... padre Elia mi ha detto: “Il buon Dio ci ha permesso di mangiare gli animali,
nella sua infinita misericordia, ma è bene ucciderli in maniera umana. Nulla
vieta, dal momento che siamo dei carnivori, l’uccisione di altri esseri. Questo
è decretato dalla Bibbia, non vogliamo essere come i Buddisti o gli Indù che
venerano demoni...”
E questo è considerato un santo! Pensavo a lei e mi veniva da ridere...
Angelo
Caro padre Angelo,
... ha ragione padre Elia: gli idolatri adorano culi, fregne sovrumane, elefanti
con teste di cazzo... mentre noi adoriamo il figlio di Dio incarnato sulla
terra, e crocifisso per i nostri peccati dagli infidi giudei...
Federico
Caro Paolo,
ho letto la tua lettera con attenzione, dunque siamo d’accordo su tutto meno che
su una cosa, cioè sull’idea che per difendere gli esseri oppressi e le bestie si
ricorra alla violenza.
Ti faccio un esempio, immagina questo: terroristi prendono possesso di armi
nucleari e le puntano sulla città di New York, chiamano i giornalisti e la
televisione e dicono: “Signori noi chiediamo che voi diate da mangiare agli
affamati del mondo, l’implacabile meccanismo che stritola i poveri va bloccato.
Voi, sedicenti cristiani, permettete l’inaudita vergogna dello sterminio per
fame sulla terra, mentre i vostri stupidi ed obesi figli, piccoli demoni del
benessere computerizzato, divorano la stragrande parte delle proteine
disponibili sul pianeta. Un Missionario ha detto, e sembrava un marxista: “
trentamila bambini muoiono di fame ogni giorno, come può la Chiesa tacere?
Cristo non lo fece...”
Allora, Paolo diletto, questi poveri terroristi dicono: “Per i prossimi tre anni
consegnate tutto il cibo necessario per mettere fine a questo orrore oppure
faremo esplodere sotto il vostro culo ordigni che consumeranno in un batter
d’occhio l’infame Babilonia... eccetera... eccetera...”.
Domanda del Baluba Federico al pensatore della torre di avorio:
“Stiamo trattando con folli o con eroi?”…
Federico
Caro Federico,
... penso che siano degli eroi, ma non metterti grilli in testa e non imitarli,
non rubare armi nucleari e non puntare ordigni diabolici sull’etrusca Cortona,
vivi in pace con te stesso.
Io abito in Cornovaglia, in una casetta in riva al mare ed ho per sempre
rinunciato alla violenza.
Una parte di me desiderava l’atto che sconvolge, ma non sono mai arrivato a
tanto…
Paolo
Caro Paolo,
... se ne sono andati tutti, mentre tu sei in Cornovaglia a leggerti i tuoi
libri e da quello che ho capito stai navigando Musil. Io, abbandonato da tutti,
vivo pacificamente in cima ad una montagna e sto riflettendo sulla vita. Verrò
presto a trovarti in quelle lande stupende e gloriosamente desolate...
Federico
Caro Federico,
Sei folle, amico, in questi casini non voglio entrarci, è troppo pericoloso.
Troppi sanno delle tue pericolose inclinazioni. Tutto quello che stai facendo è
errato e ti porterà alla distruzione, ricordati: affrontare la violenza con la
violenza non conduce a nulla, la violenza va affrontata con la non violenza,
restituire colpo su colpo conduce al Male... mi dispiace di averti fatto
conoscere l’arabo...
John
Caro John,
Secondo questo concetto, non bisognava resistere ai nazisti. Il mondo non doveva
resistere a Hitler. John lo sai perché tiri fuori questa storia della violenza?
Perché la violenza verso gli animali è accettabile, com’era accettabile avere
schiavi nel periodo infausto dell’antichità. Se massacrassero i filippini, i
tailandesi o i circassi, allora, da classico pseudo marxista, diresti: è giusto
intervenire in difesa dei diritti calpestati. Qui, John, si stravolge un mondo o
si muore.
Se la tirannia viene esercitata sulle bestie è cosa giusta, anche tu, giovane
intelligente e sensibile sei entrato nella logica banale del mondo dell’inaudita
violenza: l’accetti miseramente.
Ma quello che sto facendo è qualcosa di radicale: sto cercando di svegliare il
mondo attraverso l’azione.
Ho vissuto troppi anni inabissato nel turismo, ora nell’ultimo periodo della mia
vita sono solo, solo con me stesso e posso agire. Forse i piccoli un giorno
esalteranno quello che faccio e sarò per loro un eroe; ma io non cerco la
gloria, John, sono completamente vuoto. Essenzialmente sono una creatura del
Nulla che genera l’ultima compassione prima di eclissarsi nelle tenebre. Come
una ginestra leopardiana che fiorisce nel deserto. La mia compassione è questa
sacra violenza. Non temo che mi tradirai John... è impossibile. Diversifica,
John, dammi spazio, accoppa un cacciatore di cervi... aiutami... la pressione si
allenta: ho bisogno di un complotto internazionale…..
Federico
Esimio lettore, sarebbe bello dimenticarselo il mondo, piazzarselo sotto i
piedi, ma non è semplice.
Il mondo non ti abbandona, ti pesa sulle spalle come un macigno, si dovrebbe
cercare di essere felici, ma in effetti è impossibile. Basta contemplare quello
che ti accade intorno, per renderti conto che è una cosa irrealizzabile, ci puoi
provare ma non è facile. C’è il massacro degli animali, che è di portata
universale, nel senso della contaminazione che produce. C’è il silenzio di Dio
che distrugge interiormente. Quando i credenti si rivolgono a quella fitta
oscurità, che è il silenzio di Dio, a chi pregano? Essenzialmente siamo senza
fondamento, siamo esseri gettati nel cerchio dell’esistere senza apparente
ragione. Invecchiando diventiamo mascheroni di carne ripieni di vermi. Siamo
esseri dell’abbandono, che seguono l’inane blaterare della giustificazione, il
chiacchiericcio della provvidenza. Menala come vuoi lettore, ma sembra che
Schopenhauer abbia ragione, una Volontà cieca provoca tutto questo atroce
dimenarsi. E mettere figli al mondo come ho fatto io, è un atto di pura
criminalità, significa aiutare la volontà di potenza a perpetrarsi. Così diceva
il mio vecchio nonno che viveva di tristezza e di tedio, ma in una maniera
maestosa e deperiva in questo centro anale del mondo senza alcuna speranza.
Mi potrei uccidere, ma a che servirebbe?
C’è un residuo nella mia anima che è profondamente buddista e ho il
presentimento che l’energia karmica si riproponga. Mi fa autentico orrore l’idea
di rinascere.
Il mio stupido lavoro l’ho fatto onestamente ma non ci ho assolutamente creduto.
Vivo, ora, in uno stato di preparazione alla morte, assorbo il silenzio dei
boschi e la presenza della luce e delle tenebre per una tarda purificazione.
Forse un giorno vedrò uno gnomo, una fata, un angelo caduto; ma in questa
vallata sperduta non è dato neanche vedere un animale. Hanno distrutto tutto
questi assassini, sono la lebbra della terra, la contaminazione, il miasma che
appesta l’aria.
Caro padre Angelo,
... come sono patetici i cattolici che organizzano circoli per la liberazione
degli animali e la menano con Francesco. L’unico che ha accennato a qualcosa; ma
in effetti Francesco mangiava carne...
Ricorda l’incidente con il porco? Ricorda quello che disse Francesco al monaco
che tagliò le zampe al porco vivo? Restituisci il denaro al porcaio. Per la
povera bestia neanche una parola.
Questa, padre, è una religione antropocentrica, completamente basata sull’uomo,
non difende la natura, la ignora, e davanti al grande massacro animale, si
comporta come Pio XII davanti agli ebrei:
vigliaccamente tace. Le grandi religioni monoteistiche hanno permesso questo
continuo, orrendo massacro. Hanno permesso la violenza inaudita verso i deboli,
che siano uomini o animali, alberi o fiumi. Se invece il suo Padreterno avesse
sussurrato, mormorato almeno una volta: “Non distruggete gli altri esseri perché
sono vostri fratelli, rispettate tutto ciò che esiste, anche le foglie e i
fiori”, allora, forse, l’ominide spelacchiato avrebbe tentato di controllare il
suo terribile istinto distruttivo. Avrebbe tentato di contenere il suo impulso
tendente inesorabilmente al massacro.
Ma ormai i filosofi stanno dicendo da tempo che quest’idea del dominio sugli
altri essenti ha prodotto una signoria sulla natura che sta sconvolgendo il
mondo.
Deve capire, padre, che il carnefice, il torturatore, attraverso la sua efferata
attività, diventa interiormente e automaticamente, qualcosa di immondo. E sa di
esserlo. Crede di aver controllo sulle cose ma si ammala nell’anima: la civiltà
della tecnica ci distrugge interiormente ma non ce ne accorgiamo. La civiltà
della tecnica crea il fetido, invisibile miasma che lentamente ci soffoca...
Federico
Raniero: Federico, ma perché sei sempre così negativo, io leggo le tue cose ed
ho sempre l’impressione che non ci sia mai un barlume di luce.
Federico: Caro amico, io la luce nel mondo non la vedo.
Raniero: Non è possibile, c’è il sorriso dei bambini, c’è il sole, i fiori, la
bellezza delle donne...
Federico: I fiori li strappano, i bambini crescono mostruosamente, la bellezza è
apparenza, l’essenza è dolore...
Raniero: Ma non c’è nulla di bello nel mondo.
Federico: Sì c’è... ma è traviato nella sua essenza.
Raniero: E’ traviato alle radici?
Federico: Esattamente. Traviato alle radici.
Raniero: Mi piace la tua filosofia ma preferirei un barlume di luce... cosa dici
piccolo Zeno, è giusto ammazzare i massacratori degli animali?
Federico: Zeno dice: non è giusto, poi spiega che Riccardo grande dice che è
giusto. Gabriele dice: Dario piccolo dice che è giusto, Valentina dice che non è
giusto.
Caro John,
quando il colpo è partito, la prima volta ho sentito orrore.
Ora, mi sento come un angelo vendicatore, e non provo nulla, anzi come ho detto,
penso che la mia sia un’attività peculiare, in un senso eccezionale, e mi faccia
sentire bene.
Dimmi, John, quando i partigiani uccidevano i tedeschi si sentivano in colpa?
So quello che mi vorresti dire: è un essere umano che sopprimi.
Attenzione: io questa logica la sfido.
Vedi, John, un gatto, un cane, un coniglio sono esseri differenti, hanno peli
sul corpo, il muso formato in un’altra maniera, sono diversi da noi, sono come
piccoli ET.
E se ET fa piangere la gente, perché non provare lo stesso affetto verso un
povero gatto o anche un topolino?
John, noi non scegliamo di essere quello che siamo.
Siamo gettati nel cerchio dell’esistere senza scelta, per questo anche il
razzismo è assurdo. Questa è la grande verità: essere gettati nel mondo senza
scelta, con cervelli particolari, grandi o limitati, con corpi spelacchiati o
pelosi. Di conseguenza, caro amico, io vedo l’uccisione di un bambino come
l’uccisione di un gatto o di un coniglio. C’è un’altra grande verità: la
compassione è fondata sul Nulla, e agisce per l’impulso di un imperativo
categorico fondato paradossalmente sul Nulla. Dal Nulla germoglia il fiore della
pietà, e ritorna nel Nulla. Sono arrivato a questa conclusione dopo aver pensato
molto. E quello che sto facendo lo ritengo eccezionale, ma senza sentirmi
grande, poiché sono totalmente vuoto, non ho né ambizioni, né desideri. Solo da
un essere vacuo può nascere un atto essenzialmente puro, do you grasp me, John?
Tra cento anni i mangiatori di carne ed i vegetariani si combatteranno. Vegani e
vegetariani si odieranno. Intere nazioni diventeranno oasi per gli animali,
sopprimere un altro essere vivente sarà un atto di inaudita follia. E nascerà
una nuova religione, una religione della luce, radicata sulla compassione che
trascenderà le religioni monoteistiche, antropocentriche e limitate...
Federico
Niente cellule, niente gruppi, niente organizzazioni, assoluta solitudine
nell’azione, far credere che un esercito è in movimento, confondere, confondere
sempre il nemico...
Caro Federico,
disapprovo totalmente i tentativi di seduzione della vedova Prandelli, sembra
una storia da News of the World o peggio ancora da Sun londinese. Stai
precipitando in un abisso di banalità. Il finto pianto, i fiori, l’invito nella
tua casa, la foto del ciccione esploso, siamo ad una volgarità deleteria.
Pensavo avessi più gusto. Non è stato sufficiente scuoiarle il marito, ora
cerchi una seduzione lenta, attraverso regali, ed inviti. Per me il massimo
della sgradevolezza, tutto questo mi offende e i tuoi sogni di sodomizzazione mi
lasciano perplesso. Il mio amico Federico si è trasformato da un “serial killer”
a un maniaco sessuale. Tutti i dettagli sono di estremo cattivo gusto, da soap
opera Hollywoodiana.
I fronzoli, la sottoveste alzata, il patetico comizio davanti ai cacciatori
dell’Arci- Caccia:
“…stanno criminalizzando il popolo dei cacciatori, radicato da secoli in questa
gloriosa terra...”
Troppo Federico, stai andando oltre, ti avvii verso atti di estrema
pericolosità, magari ti immagini di essere un eroe, ma tu sei solo un serial
killer, stai molto attento.
Come fanno a non capire che tu non sei mai stato un cacciatore?
Puoi fidarti di me, ma bruciamo e cancelliamo queste stupidissime lettere.
Dissolviamo queste oscene e-mail... è troppo pericoloso….
John
Caro John,
scuoiava i conigli semivivi, poi inforchettava la monaca Prandelli, la quale
dopo aver assistito agli orrori diceva il rosario. Quei due mi ricordano
“Sangue” di Bashevis Singer.
E che vuoi che sia una piccola sodomizzazione invasellinata: un leggero squittio
di dolore e poi un universo di piacere. Un glorioso grugnire. Sono dotato di
dimensioni medie, non erompo dolorosamente attraverso la porta orientale. E’
un’arte. Ma la seduzione è stata umiliante, sono sceso in una voragine di
abissale banalità. Il morto veglia dal cielo metafisicamente più cornuto che
mai, e ha dovuto procedere oltre le soglie della morte, per incontrare le
schiere delle bestie trucidate, dove l’attendeva l’angelo vendicatore con la sua
spada di fuoco. E’ stato patetico, la Prandelli ha offerto una notevole
resistenza, poi i fiori, le finte lacrime, le reminiscenze, l’offerta di
matrimonio balorda e siamo giunti, dolorosamente, alla consumazione dell’atto.
Prima ovviamente la porta occidentale e susseguentemente quella orientale. Ma è
roba da marocchini, ha detto il cremoso bignè.
E roba da marocchini è stata con tutto l’armamentario del montaggio caprino e
l’emissione di gridolini e quisquilie mormorate. Assolutamente disgustoso da
parte mia. Penso che le rose siano state determinanti. Una donna ha le sue
necessità Nadali, mi ha detto. Fissavo Santa Rita durante l’atto per non
erompere troppo presto. Il rapporto anale produce l’ “ejaculatio precox”, quella
che ha rovinato Pavese e il mio amico Montanelli che esplodeva appena le sue
donnine si sfilavano le mutande.
Una tragedia, John: l’orrore della vita...
Federico
Caro Paolo,
... ho fatto tesoro della tua filosofia: chi semina vento raccoglie tempesta.
Con una minuta variazione musicale: non ho le palle di praticare quello che
predico.
Su un muro di Firenze ho letto che hanno scritto: ammazzateli tutti.
Come ammiro gli uccisori di cacciatori, ma per quello ci vogliono autentici
testicoli.
E sai... forse con le Brigate Rosse ci sarei cascato...
Ma noi blateriamo... cianciamo... e non combiniamo niente...
Federico
Caro Federico,
... non ho capito bene la faccenda della filosofia e della pratica, a quale
filosofia ti riferisci, al marxismo rivoluzionario? Ai diritti calpestati degli
animali? A Heidegger? A Severino?
A chi ti riferisci? Nei momenti di grande crisi farsi sempre una scopata: primum
fottere, deinde philosophari.
Padre Angelo mi ha mandato un suo articolo (che mi ha detto ti ha affascinato)
su Elisha ben Abuya, l’eretico per eccellenza, un uomo inviso e odiato dai
rabbini al pari di Spinoza perché credeva in due Dei. Lo chiamavano Acher, l’
“Altro” e “lo Straniero” poiché si diceva adorasse il “Dio Straniero”.
Una mito grandioso: Enoch era stato assunto in cielo da Jahvè-Seva’ot ed era
stato trasformato in un angelo di immani proporzioni chiamato Metatron: una
metamorfosi rara ma non unica. A causa della sua trasformazione era invidiato
dagli angeli che lo consideravano un essere superiore. Serviva il Trono della
Gloria e le necessità della Shekhinà, la presenza femminile di Dio sulla terra,
la sua carne era di purissima fiamma, le sue ossa erano carboni ardenti e i suoi
occhi erano torce di fuoco. Secondo il rabbino Ishmael intorno al suo corpo
luminoso si sviluppavano tempeste e si udiva un rumore assordante come di un
grande terremoto. All’inizio Enoch – Metatron sedeva sul Grande Trono presso la
porta del settimo palazzo. Gli angeli lo circondavano e provavano timore per la
sua potenza, Dio lo aveva trasformato, in effetti, in un “piccolo Jahvè”,
l’umile Enoch sembrava essere diventato un altro Dio. Un giorno Elisha ben Abuya
ebbe una visione e visitò gli alti cieli e mentre andava su e giù nell’ascensore
celeste del grattacielo iperuranico combinò un grande pasticcio.
Passando per i vari piani dell’edificio metafisico, Acher, vide Metatron seduto
sul Trono di Gloria, tremò di terrore, e si mise in testa che in cielo vi
fossero due divinità. E non solo una.
Tornato in terra annunciò la sua scoperta affermando che nella volta paradisiaca
vi erano due potenze, scombussolando così l’edificio monoteistico del pensiero
ebraico. Elisha ben Abuya gridò: “Davvero vi sono due potenze in cielo!” Jahvè
lo udì e s’incazzò oltre misura. Si levò una voce dai cieli che disse: “Tornate
figli apostati, tutti tranne l’Altro”. La furia di Dio contro il rabbino fu
terribile e il povero innocente Metatron ci andò di mezzo e subì una violenta,
quanto ingiusta, punizione: l’Angelo Aniyyel gli piombò addosso e lo colpì con
sessanta vergate di fuoco. Lo flagellò con immensa goduria. Scosso, pestato a
fuoco e sangue, mezzo distrutto ed umiliato, il povero Enoch, fu, da quel
momento, costretto a stare in piedi vicino al Trono di Gloria in castigo mentre
gli angeli invidiosi gongolavano e gli infiniti capricci di Jahvè, simili a
tuoni scuotevano il cielo. Dio strano questo….
Paolo
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