|
14. Il problema del Nascere
Da Sua Eminenza Cardinal Erminio Rupestri.
A Padre Angelo De Liguori.
Caro Angelo,
... ho incontrato a Roma un interessante rabbino, si chiama Shlomo Bekhor e
proviene da un’antica famiglia sefardita. Ho letto il mensile da lui pubblicato:
Sabbat Shalom.
La peculiarità di questa pubblicazione è che ossessivamente medita sulla venuta
del Messia e ho pensato, inviandogliela, che la troverà molto interessante per i
suoi studi e per il suo libro su Ŝabbetay Şevi. Il misticismo ebraico è
affascinante. Ho anche acquistato un libro di Simon Jacobson sul pensiero di un
altro Rebbe, Menachen Mendel Schneerson, sul quale, se ben ricordo, Lei ha già
scritto. Questo mistico attendere è vago ma estremamente commovente.
Dopo Auschwitz la trepidante attesa del Messia mi sembra fuori luogo e forse un
tantino assurda, ma questo sarà a causa della mia povera fede anchilosata.
Shlomo Bekhor mi ha presentato un suo giovane allievo che mi ha spiegato il
pensiero basilare di questi santi che si consumano, come candele, nella
trepidante attesa del Messia e del “mondo a venire”. Questi rabbi credono che il
giorno della venuta del Messia le cose cambieranno radicalmente, che finiranno
le guerre e che palestinesi e israeliani se la spasseranno insieme dividendosi
allegramente i sacri luoghi della Spianata delle Moschee e della Città Santa: Al
Quds.
Il Mashiach dicono – e si riferiscono ovviamente al loro e non al nostro –
trasformerà la materia in sostanza spirituale. Anche il denaro non avrà più
senso e di questo si starà preoccupando la “Jewish lobby” americana che di
dollari ne fa a palate, e sembra particolarmente soggetta all’adorazione di
Mammona. Il giovane mi ha spiegato che la terra durerà 6000 anni. I primi 2000
anni sono stati gli anni della desolazione, seguiti dai 2000 anni della Torah e
dai 2000 anni del tempo messianico.
Il primo periodo è il tempo dell’idolatria, nel secondo, che inizia con la
conversione al monoteismo, si dispiegano i secoli della storia del mondo, il
terzo è il tempo della venuta del Messia. Il giovane allievo mi ha spiegato che
abbiamo raggiunto l’anno 5760, l’equivalente del nostro 2000 e che il Messia è
in dirittura d’arrivo, pronto per la volata finale.
Il Messia, mi ha detto il giovane, capirà attraverso le narici e non giudicherà
con gli occhi. L’olfatto ci conduce all’essenza delle cose.
Lei sa, Angelo, con che infinita pazienza ho ascoltato tutte le tesi sulla
venuta del Redentore del mondo, ma che l’amore di Dio si sentisse con l’olfatto
è per me un concetto nuovo e strabiliante.
Devo dire che ho trovato l’idea assolutamente sbalorditiva. Bisogna rivalutare
le bestie, caro Angelo, e le idee del suo amico animalista.
Secondo i santi rabbi, il Messia, lo troveremo tra i poveri, le prostitute i
drogati alle porte di Roma; tra il popolo dei barboni, dei travestiti e dei
bisessuali terzomondisti. E questa idea mi piace.
Sono sicuro, inoltre, che eviterà come un luogo di appestati la spianata dei
luoghi vaticani e i goffi rappresentanti della Curia, che, giustamente, alcuni
ritengono siano espressione di una sostanza diabolica e multiforme.
Ho ascoltato con grande curiosità e riportato. Di che cosa è veramente intessuto
il mondo a venire?
Ma L’idea del Messia alle porte di Roma mi ha fatto pensare a Korogocho e ad
Alex Zanotelli.
Giorni fa presi parte ad un dibattito promosso dai missionari comboniani e sa a
che cosa pensavo, Angelo, mentre ascoltavo Zanotelli? Mi domandavo ma perché non
fanno papa questo prete? Sarebbe un cambio radicale che ricondurrebbe la Chiesa
alle evangeliche origini, alla luce occultata e originaria. Un uomo come Alex ci
salverebbe dalla banalità vaticana e dal mondo spettacolo che maschera l’essenza
autentica dell’oscurantismo curiale.
La Chiesa di Korogocho è la Chiesa del Cristo Gesù, non quella della nobiltà
papalina nera.
Zanotelli ha detto, infervorandosi, che nel 2025 la popolazione mondiale,
attualmente di 6 miliardi di viventi, sarà rinchiusa in grandi metropoli alla
Blade Runner, 4,9 milardi di persone vivranno nei grandi centri urbani; ha
precisato che l’Africa, a causa di questa urbanizzazione mostruosa, soffrirà
enormemente. Nel 2020 il continente nero raggiungerà un’urbanizzazione del 52%.
Alex ha spiegato che fino alla seconda guerra mondiale l’Africa era al 90%
rurale ma che entro il 2020 il continente africano avrà una popolazione
urbanizzata di 765 milioni di persone con un altissimo tasso di povertà. Il
missionario ha snocciolato una serie di cifre da capogiro.
Ho provato una sincera vergogna. Ha parlato di 500 milioni di esseri abbandonati
nelle baraccopoli fatiscenti e delle 800 milioni di persone che vivono sotto il
livello della povertà assoluta.
Ha citato Gutierrez, che ho personalmente conosciuto, e letto brani dal suo
libro: “Parlare di Dio a partire dalla sofferenza dell’innocente”. Ha anche
parlato dell’ammirabile “Asian Theology” del gesuita dello Sri Lanka: Pieris, il
teologo del Dio neutrale e della plutocrazia mondiale.
Con serenità, Angelo, paragoni Zanotelli a Baget Bozzo o agli infidi prelati
dell’Opus Dei e avrà uno spaccato delle anime che volteggiano tra le volte
barocche di Madre Chiesa.
Ho seguito, con trepidante attenzione, la predicazione del comboniano che
sparava a raffica le domande epocali di questo secolo.
Zanotelli ha chiesto ritmicamente, come percuotendo un tamburo: fino a quando si
riuscirà a tenere sotto controllo la disperazione dei poveri?
Saprà la Chiesa proclamare al mondo che il modello di sviluppo capitalistico
occidentale è altamente immorale e che sta distruggendo il pianeta?
Saprà, la Chiesa, spiegare al mondo che non ci sarà mai ricchezza per tutti e
che il sistema del capitalismo mondiale è fondamentalmente eretto su un
piedistallo di scheletri?
Spiegherà che per essere funzionante, un tale sistema economico, necessita, e
necessiterà sempre, di un esercito infinito di affamati e di morti?
Lo dirà, finalmente, la Chiesa?
E sarà in grado di prendere le distanze dal capitalismo trionfate che mastica e
vomita uomini e cose come un orrendo Moloch?
Quando urlerà, come gli antichi profeti, la sua ira per denunciare il Dio
barbaro che sta divorando il pianeta?
Dirà la Chiesa che il sistema che permette al Nord del mondo (il 23% della
popolazione mondiale) di utilizzare l’80% delle risorse mondiali è un sistema
diabolico?
Spiegherà che il mondo rappresentato dagli affaristi che si fanno Stato è
profondamente immorale?
E sarà, la Chiesa, disposta a fare scelte concrete che puntino il dito contro
questo sistema di morte?
Quando leverà, autenticamente, la sua voce contro un modello di sviluppo che
condanna 140 milioni di bambini a morte ogni anno mentre l’Occidente produce
montagne di cibo che getta per sovrabbondanza?
Può la Chiesa tacere su questo flagello provocato da un iniquo modello di
sviluppo economico?
Zanotelli ha sfoderato l’enciclica di Giovanni Paolo II “Sollicitudo rei
socialis” (e se la poteva risparmiare, caro Angelo, dal momento che il messaggio
di questo papa polacco e della sua Curia è colmo di ambiguità) e ha chiesto come
è possibile che si spendono 1200 miliardi di dollari di armi all’anno,
l’equivalente di 2 miliardi di lire ogni minuto mentre 800 milioni di uomini
soffrono la fame e 15-20 bambini, sotto i cinque anni, muoiono di fame ogni
minuto?
Le spese annuali a livello di armi – ha detto il missionario – equivalgono ai
1250 miliardi di dollari di debito che i paesi poveri devono pagare ai ricchi –
e ha precisato – nel 1988 i paesi del terzo mondo indebitati hanno pagato un
tasso di interesse equivalente a 43 miliardi di dollari.
Zanotelli ha detto che è necessario comprendere le esperienze religiose degli
altri e che non è possibile adorare un Dio che è rimasto muto per un milione di
anni.
Parlando della strage dei bambini ha citato il teologo Ulchro: secondo il
tedesco i milioni di morti per fame sono il risultato di un sistema economico
iniquo e richiedono, da parte nostra, una domanda di perdono simile a quella
fatta per i crimini nazisti e per l’olocausto dei 6 milioni di ebrei. Ha anche
citato Ellacuria che conobbi a San Salvador.
Riguardo la possibilità del raggiungimento della prosperità da parte dei paesi
poveri, seguendo il modello di sviluppo occidentale, ha letto una lapidaria
frase di Gandhi: “Se per raggiungere la prosperità l’Inghilterra dovette
depredare metà delle risorse mondiali, di quanti mondi avrebbe bisogno
l’India?”.
Ha concluso spiegando che il tenore di vita occidentale sta distruggendo la
terra, e che gli stati del terzo mondo si stanno prostituendo davanti a questo
modello di sviluppo vendendo tutto agli speculatori occidentali: terre, foreste,
bambini, donne, organi, acqua, suolo, animali, piante...
E così mentre le statue di Lenin crollano e Veltroni e D’Alema ballano il loro
sublime, moderato minuetto, trascinandosi dietro l’ultracuoco mondiale, un
povero missionario ci dice come vanno le cose nel mondo.
Come se la nascita fosse la colpa originale. E’ stato un bel sentire, caro
Angelo...
Erminio Rupestri
Basho: Ma il problema è nascere...
Byron: La nascita è il destino.
Gretel: “Più non son gli Dei fuggiti e ancor non son venienti...”
Pimpa: Mi piace il volto di Hoelderlin... è puro...
Max: Impazzisce come Nietzsche...
Gretel: Logico i sani impazziscono... i folli governano... loro permettono lo
sterminio...
Asterix: Il luogo lasciato vuoto dagli dei è il sacro...
Pimpa: E lui sente questa traccia di sacro nel vacuo del mondo...
Gretel: E tenendo Hoelderlin sopra al letto si ricorda della traccia lasciata
dagli dei...
Azrael: Mentre per Ratziger il sacro è il luogo delle Madonne piangenti...
Ubu: E il tedesco si scatena contro la teologia della liberazione... aiutano i
poveri...
Asterix: Segue le direttive del patriota polacco...
Byron: Bestie, il tempo è venuto per un bel Papa nero, colore dell’ebano... che
venda tutti i tesori e dia tutto ai poveri come avrebbe fatto il Cristo...
Basho: Ve lo immaginate...
Max: Nero come l’ebano...
Pimpa: Il massimo scandalo...
Basho: Ma no... sul seggio di Pietro mettiamoci la Papessa Giovanna o una
femminista americana...
Beliel: Delizioso...
Basho: Una femminista americana lesbica...
Beliel: Non sarai pendente dall’altra parte gatto... sei sempre con Federico?
Basho: No... sono fermo nei miei principi.
Byron: Basho è un principe, tutti lo sappiamo, si muove con estrema eleganza,
profonda dignità...
Gretel: Concede il suo cibo agli altri con infinita generosità...
Basho: Un gatto alla San Francesco?
Azrael: Frate Sole?
Byron: Mangiava la carne di sorella gallina.
Basho: Eh sì...
Asterix: E che fa quando il suo odioso discepolo taglia le zampe del porco vivo?
Ubu: Lo ha scritto Federico al suo amico prete: restituisce i soldi al
porcaio... e del porco disperato, massacrato, neanche una parola...
Basho: E quando scannano i Catari...?
Azrael: Grande silenzio... grande controllo... neanche una parola...
Beliel: Eretici, figli di Satana...
Basho: Come è possibile chiamare gli animali fratelli e poi divorarli?
Pimpa: Una religione che immagina Cristo come agnello di Dio, e poi si divora
queste povere creature, rappresentazione stessa dell’innocenza, bestie
purissime, uccise a milioni durante la Pasqua e immolate sugli altari di Javhè
il padre misericordioso di Gesù...
Byron: E quando un povero prete grida dal pulpito: “Lasciate vivere queste
creature innocenti...” scoppia un boato di risa... l’ominide bonario deve
nutrire i suoi obesi piccoli.
Pimpa: E si sconquassa la sua interiorità... prega il suo Dio... che per il
Testimone della Verità è un angelo caduto...
Basho: Ominidi... correggiamo Paolo: “La nostra battaglia infatti, è contro
creature fatte di sangue e di carne, e contro i Principati e le Potestà, contro
i dominatori di questo mondo di tenebra...”
Azrael: Per l’autore della “Testimonianza di Verità” Dio cosa è?
Basho: Il dio della Bibbia ebraica è un angelo caduto che inganna, fa credere di
essere l’autentico Iddio, il testimone dice: la parola del figlio dell’uomo
“libera dall’errore degli angeli...”
Basho: Gli dei erano demoni generati da angeli caduti... abitavano le statue
degli Dei...
Byron: Il Dio biblico è un Dio vendicativo, feroce, usurpatore del potere del
Vero Dio. Quello ascoso... lontano...
Gretel: Molto ascoso... quasi inesistente...
Issa: I Catari erano gente santa...
Basho: Stavano giungendo alla Luce Infinita...
Asterix: Intuita dai neo – platonici e mi pare che Porfirio dica: “se non
cessate il massacro animale non ci può essere redenzione...”
Simon: Sì. Non ci sarà pace sulla terra...
Dik: Hai letto il libro sugli angeli?
Simon: Sì, ho letto il libro sugli angeli, ma queste presenze mi sembrano...
Azrael: Ti sembrano cosa? Il concetto umano riguardo gli angeli è roba da poveri
idioti. Arpe, canti, miserie... noi siamo pura potenza, ma nulla sappiamo di
Dio, o conosciamo molto poco del divino... e tutta l’oscena “paraphernalia”
delle vecchiette aiutate ed i bambini salvati, mi fa ridere. Per fuggire
dall’orrore dell’estinzione si sono inventati di tutto... ma crepate ominidi,
svanite nel nulla delicatamente... dissolvetevi... lasciate la terra agli
animali, avete capito i segreti dell’universo ma il vostro cuore è chiuso, è una
tomba murata; ricordate la saggezza di Sileno: meglio non essere mai nati...
Beliel: “Stirpe miserabile e effimera, figlia del caso e della pena, perché mi
costringi a dirti quello che per te sarebbe vantaggioso non sentire? Il meglio
non lo puoi raggiungere: non esser nato, non essere, essere niente! Ma la cosa
in secondo luogo migliore per te, è: morire presto”
Beliel: Forse il discorso di Rilke e delle potenze angeliche intuisce la nostra
natura...
Azrael: Voi ci vedete con abiti dimessi e con le nostre rose purpuree ma noi
siamo espressione del tremendo, precediamo la materia...
Max: Non agitarmi la rosa purpurea sotto al naso... preferisco odori più forti,
mi hai capito?
Beliel: Avete visto bestie, si è addormentato durante la partita...
Gretel: Non lo capisce questo calcio totale, 22 giocatori in 10 metri
quadrati...
Max: E’ ridicolo, nessuno scarta, scatta, supera, due metri e vanno giù... un
fallo ogni 10 secondi...
Asterix: Va bene al popolo italiota questo misero calcio...
Ubu: Lo ama...
Byron: Riduciamo le squadre a 10...
Max: Concediamo un secondo rigore da 15 metri per falli gravi in qualsiasi parte
del campo...
Asterix: Aboliamo il fuorigioco...
Simon: Permettiamo di cambiare continuamente i giocatori, utilizziamo tutta la
panchina, senza limiti...
Dik: Cambiamo... angeli.
Asterix: I difensori sono troppo protetti...
Basho: L’ho sentito difendere Sacchi, lo attaccavano in un bar...
Gretel: Federico ha detto, Sacchi ha rivoluzionato il gioco, prima giocavamo un
calcio vile, di rimessa... il catenaccio... un gioco codardo... e il grande
Brera... e gli scribacchini sportivi si erano inventati il mito dell’italiota
non atletico che poteva giocare solo di rimessa... Sacchi ha cambiato tutto...
sarà ossessivo, sarà maniacale... ma quello l’ha fatto... E quelli si
incazzavano... e Federico ha detto: “io ho giocato e so quello che significa...”
Issa: Anche noi abbiamo giocato, hanno risposto...
Gretel: Lui ha risposto: io ho vissuto all’estero, ove giocare all’italiana era
sinonimo di catenaccio... io mi vergognavo...
Basho: Noi no... hanno risposto... non bisogna dimenticare... la razza dei
furbi, bonaria e degenere... allegria, tarallucci e vino... ovunque andava
Sacchi attaccava... andava per vincere non per strappare pareggi... un gioco
eseguito con onore e dignità... un grande gioco...
Basho: Solo gli americani sono peggio di noi... dice...
Azrael: Ma dove vorrebbe vivere?
Byron: In Cornovaglia, ma dice che gli esseri umani sono orrendi ovunque...lì ti
rompono meno i coglioni… gli inglesi sono leggermente meglio degli altri...
Basho: Ma solo leggermente... dice... e forse si sbaglia... ma io vorrei
provare, forse finiremo tutti lì... in Cornovaglia... con Paolo...
Caro John,
sabato ho visto la mia cara Adelaide, la vedova Prandelli. Stava seguendo con
profonda attenzione la Venier che si spupazzava un giornalista sportivo di 200
chili, che ha scoperto la vocazione a fare il buffone, e lo scapigliava
allegramente. Adelaide rideva, mi ha chiesto se seguivo quel programma, ed io ho
risposto che generalmente non guardavo la televisione, ma che ero un fan di
Bonolis. Le ho portato delle rose rosse. Che tocca fare per una misera scopata;
mi ha chiesto se la pensavo durante il giorno ed ho risposto: “continuamente”.
Devo dire che l’amplesso con la vedova è un’esplosione di forze vitali che mi ha
portato un paio di volte vicino al coccolone. Io so che quando la vedova
desidera ardentemente la trapanazione trovo la testa ricciuta della buon anima
coperta da uno scialle nero. Il desiderio dell’Adelaide è forte ed io
vigliaccamente ne approfitto. La carne è debole, John….Quando invece la
buonanima non è coperta, devo seguire tutti i metodi della seduzione classica,
inclusa qualche coccola miserella, e ignorare tutte le mostruosità che
regolarmente, l’Adelaide, vomita contro la sinistra, i soviet dei magistrati e
il povero Di Pietro. E dal momento che l’ignoranza della vedova è abissale,
stringo i denti e resto silenzioso, pensando alla prossima penetrazione e cerco
di evitare o di approfondire i temi politici, perché l’ignoranza mi fa incazzare
e non la sopporto.
Dopo aver visto la Venier, ci siamo appartati, tra baci fugaci, carezze precarie
ed altre piccole vergogne, nella stanza da letto stracolma di merletti,
porcellane, bambole e Sante Rite.
Questa volta la cara donna ce l’aveva con Dini, per qualche occulta ragione, e
l’ho ascoltata con grande pazienza, come al solito approvando tutte le accusa
dementi che vomitava.
John, tu con le donne non c’imbrocchi molto, ricorda: non bisogna mai discutere
prima di una scopata, o inevitabilmente finisci per compromettere tutto. Fai il
fascista, il cattolico, il cacciatore, altrimenti non ti sarà possibile
espellere l’energie negative che ti si accumulano nel basso ventre e nei
testicoli. Devo dire, John, che per scopare, delle volte, perdo la dignità, come
quando assecondo la Tronchetti, che appartiene ad un gruppo segreto di
acchiappafantasmi e che fa sedute spiritiche e mi spiega che il marito non la
capisce quando gli racconta che è in grado di materializzare bottoni che
provengono dall’Oltre. Ed io chiedo: ma come diavolo fa tuo marito a non
crederti, se i bottoni si materializzano? Sono la prova lampante di messaggi che
giungono dal regno dei morti, non ti sembra? Certo, dice lei, è incomprensibile,
se i bottoni si materializzano, dovrebbe credermi, invece dice che sono fuori di
testa…. Noooo, dico io... sei destinata a grandi cose... hai un dono rarissimo.
Gli spiriti ti hanno scelto... e così via... Già potrebbe mettere su una
merceria la Tronchetti...
Ma quando arriviamo al sodo, comincia a menarla con l’amore spirituale, e dice
che sono un bambino perso con il mio zainetto, e che esser fottuta da un
bambino, da un immaturo dello spirito non la soddisfa e che lei necessita di ben
altro. Allora io comincio con le coccole, con le preghiere, con i
cazzeggiamenti, con i sogni e dopo un’ora di orrore e di pura banalità, lei
finisce con il pene in bocca ed i testicoli tra le mani. E’ automatico, John,
impara l’arte patetica della seduzione... è molto triste.
Federico
Caro Federico,
... utilizzare le donne per il proprio piacere non è giusto.
Mi fa ridere, ridursi per una scopata a perdere la propria dignità: mi pare
estremo.
Anche io l’ho fatto molte volte... ma noi americani siamo differenti...
John
Caro John,
estremo o non estremo, la Tronchetti dice di fottersi con la mente un suo tutore
spirituale, un guru che la cavalca con l’anima e con lo spirito. Io sono più
terra – terra e ci provo con la mia salsiccietta, senza pretese astrali. Devo
dire che preferisco il contatto corporeo a quello spirituale.
Con Adelaide è finita così: l’ho posizionata davanti a Santa Rita e ho scosso
l’Acheronte. Le grida salivano al cielo mentre il povero cornuto astrale era
coperto dallo scialle.
La vedova mi ha detto che la testa di rapa, che qualche bischero ha esploso, era
spesso infedele ed era sessualmente assatanato. Durante la sana montata il letto
cigolava e Santa Rita guardava verso
l’empireo, verso le brume iperuraniche. Come ho detto, quando l’urlo liberatorio
giunge dopo il continuo squittire, fisso la santa, che come al solito mi ignora,
e continua a contemplare un punto luminoso nei cieli. John, amo le pieghe del
collo dell’Adelaide che ritengo perfette per il morso di un vampiro
transilvanico. Domenica, mi ha raccontato che era presente all’uccisione del
maiale, una grande festa della civiltà contadina. Quello che eccita questi bruti
sono i gridi di dolore della povera bestia. Pura barbarie, estrema violenza,
forse le Brigate Verdi, un giorno non lontano, vendicheranno i suini...
chissà... Questi assassini usano uno strumento acuto e affilato che li fa,
atrocemente squittire, mentre le donne stanno a guardare e se la ridono beate.
La civiltà contadina! Miserabili, sadici burini...
Federico
Pimpa: Miserabili ominidi, senza pietà capaci di far tutto per i loro orrendi
cuccioli... anche polverizzare il mondo...
Max: Senza pietà, guardate mia madre abbandonata per la strada, perché era
gravida, vecchia e ammalata...
Basho: Senza pietà... esseri dell’orrore, come dice Paolo di Tarso, abitati da
creature della notte...
Asterix: Con il cuore pieno d’oscuro, padroni e tiranni della terra...
Basho: Con il loro Dio assassino...
Gretel: Che esagerazione...
Basho: Esagerazione? Salmo 109: 4-13: niente pietà per i figli senza padre...
Byron: Levitico 24: 16…massacrare il blasfemo…
Ubu: E lo splendido invito al massacro totale: Deuteronomio 20: 13-14
Byron: L’incredibile invito a non ribellarsi... 1 Samuele 15: 23
Gretel: Eccetera.... eccetera....
Issa: E poi arriva Paolo con gli splendidi suggerimenti agli schiavi.
Gretel: Angeli, ridete...? guarda lacrimano dal gran ridere...
Dik: E’ vero…Colossesi: 3: 22, 1 Timoteo 6: 1...
Basho: Efesi 6: 5 Servi siate obbedienti, curvatevi...
Max: Tito: 2: 9-10... fate quello che i vostri padroni vi chiedono... aprite le
natiche ai loro putridi i cazzi... e tacete!
Simon: E ci si mettono pure Pietro e la Bibbia...
Azrael: A cosa vi riferite?
Basho: Ma a Pietro 1-2: 18 e gli squisiti Esodo: 21: 2-6 e Levitico: 25:
44-45... pura barbarie...
Byron: Se consideri che questo Dio, nei secoli, evolve e diventa un Paparone
amorevole...
Max: Ma non verso noi .
Beliel: Ma vi salva con l’Arca di Noè...
Basho: Ma in Esodo: 9,3.6 distingue tra le bestie degli egiziani e degli
ebrei... ed affligge le bestie innocenti con ulcere pustolose... il peccato di
nascere... Il peccato è geografico... dice Russell. Il destino è geografico,
dico io... il destino è il tuo corpo, il tuo cervello…
Asterix: E il suo tempio è un grande mattatoio, straripante di sangue
innocente... ed ogni tanto dice: voglio la purezza del vostro cuore, non la
carne delle vostre bestie.
Ubu: Pochissime volte, ma mai lo dichiara con fermezza.
Byron: E affogano in un oceano di sangue innocente.
Gretel: Loro decidono le grandi ecatombe animali ed umane.
Issa: Il peccato geografico di essere un piccolo in America o in Brasile o un
gatto in Messico.
Basho: Questa specie dovrà soccombere, svanire come un esperimento sbagliato.
Simon: 14 -15 miliardi di anni fa il Big Bang.
Issa: 12 miliardi di anni fa la formazione delle galassie e degli ammassi
globulari.
Pimpa: 4.6 miliardi di anni di anni fa la formazione del sistema solare.
Max: 3.5 miliardi di anni di anni fa le forme unicellulari di vita.
Asterix: 450 milioni di anni fa piante, pesci, radici.
Ubu: Da 230 a 65 milioni di anni fa l’era dei dinosauri.
Dik: 4 milioni di anni fa i primi ominidi.
Simon: 70.000 anni fa l’“Homo sapiens”.
Azrael: 14 aprile 1997 Raul Gonzalez con la sua cravatta di Versace.
Beliel: E’ lo spaccio delle bestie trionfanti..
Esimio lettore, mi sono riposato nella profonda oscurità e ho meditato, ho
ripulito la mente dai pensieri ed ho fissato un punto nel buio. Delle volte
nella mia mente si formano immagini di assoluta nitidezza, vedo cose delinearsi
come forme pensiero, simili ai “tulpa” dei monaci tibetani.
Questa volta è tornata l’immagine dell’uomo dalla camicia sgualcita che si è
manifestato nella tenebra, che si è stagliato nella mente. Mi osservava con uno
smaliziato sorriso e ha ripetuto che tutto giungerà a compimento. Mi sforzo di
ricordare: l’ho sognato più volte, è come una presenza costante, quando lo vedo
mi si apre la mente, sono ispirato, canto la vita e la morte nelle mie povere
poesie. E’ da giorni che non esco, sono sporco e non rasato. Luce e tenebra,
sole e pioggia.
Il silenzio profondo desidero. E desidero la fine del Male. Il Male che questi
esseri, apparentemente bonari, portano nel grembo come una serpe velenosa.
Tutto è sacro, tutto quello che vive è sacro, meno quello che opprime e
distrugge l’innocenza. Combatto contro ciò che apparentemente è normale, e che
invece è il Male: é la banalità del Male.
|