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On.le Mussi.
p.c. On.le D'Alema
On.le Mussi,
Tempo fa ho letto un articolo di Guido Quaranta sull'Espresso (24.2.2000,
pag.31) intitolato: "Onorevole La Gaffe". In un
quarto di pagina velenoso il giornalista spiegava, elencando le
sue varie gaffe, che Lei, durante un comizio elettorale a
Campiglia, nel Livornese un centro del Far West italiota ove
tutti hanno una doppietta attaccata alla parete, si era distinto
per aver chiamato i cacciatori "cretini" gettando
nello sconcerto e nella confusione più totale il candidato
sindaco.
Quaranta scriveva,
inoltre, che per questa precisa definizione, Lei si era alienato
il sette per cento dei voti. I cacciatori, infatti, erano ricorsi
al ricatto politico, molto caro alle "lobby", e la
fedeltà al partito era andata a farsi fottere davanti ai
superiori interessi di ludici passatempi: massacrare fagiani e
lepri addomesticate. In poche parole, Onorevole, era stato
punito: i cacciatori avevano votato per una lista venatoria
indipendente.
Quello che a Quaranta
sembrava una gaffe politica, una bravata suicida, era sembrato a
me, e a coloro che la pensano come me, un atto di grande spessore
etico. Era la prima volta che leggevo di un dirigente dei DS che
sfidava apertamente i cacciatori ed aveva il coraggio morale di
dire quel che innumerevoli simpatizzanti della sinistra pensano e
che Lei ha espresso a Campiglia con ammirevole chiarezza.
Ci ho riflettuto, ho
letto alcune lettere riguardo l'avvelenamento degli animali
e mi sono deciso a scriverLe.
La prima lettera
riguarda una signora che ha avuto dieci cani avvelenati e che
versa in condizioni critiche per questa esperienza. Una storia
abominevole e vergognosa. La seconda riguarda una giovane donna
della Città di Cortona che ha scritto a Lorenzo Jovanotti
una toccante lettera per l'avvelenamento della sua cagna. E
mi auguro che il cantante trovi il tempo per rispondere. La terza
riguarda un giovane di Frassineto nella provincia di Arezzo che
ha narrato eventi che ricordano i metodi della N'drangheta
e della Mafia. Accludo le lettere e spero che trovi il tempo di
leggerle e che La facciano riflettere.
Invio, inoltre,
queste lettere, per conoscenza, all'On.le D'Alema,
dal momento che ho letto della cagna Lulù e dei suoi
cuccioli, affinché leggendo quello che è accaduto
riesca ad identificarsi con la sig.ra Cavani, distrutta dalla
violenza subita: dieci cani avvelenati in un anno in una riserva
di addestramento amministrata dall'Arci- Caccia.
Ho incontrato la
Sig.ra Cavani e sono rimasto esterrefatto per le sue condizioni
psicofisiche. La signora rifiuta cibo da molti giorni ed è
in condizioni molto serie. Sarà sufficiente, per l'On.le
D'Alema, immaginare Lulù e i suoi cuccioli
dibattersi in agonia per ore per capire quello che la signora di
Narni ha provato e che rischia di segnarla per sempre.
Tempo fa scrissi
all'On.le Veltroni spiegando che ho passato una vita nel
PCI e che non riuscivo a spiegarmi la perversità suicida
dei DS nel sostenere la lobby declinante dei cacciatori. Una
"Cupio dissolvi" irrazionale, se mi permette. Non ho,
logicamente, ricevuto risposta. La cosa comica è che
neanche la Sig.ra Acciarini che coordina un gruppo chiamato "Vita
Animale" si è degnata di rispondermi. Il fatto che
ho militato nel PCI per 30 anni e che ho continuato a votare per
i DS non ha meritato neanche lo straccio di una parola, neanche
una sillaba sussurrata tra i denti.
Mi permetta alcune
domande:
Perché in un
mondo che si trasforma radicalmente, nel tempo della rivolta di
Seattle un grande partito continua a sostenere una lobby che reca
imbarazzo e rappresenta una presenza inquietante, ingombrante,
anomala, aliena? Perché la Sinistra deve essere
necessariamente identificata con i cacciatori? Si rende conto di
quanta gente come me che vota abitualmente a sinistra ed è
radicalmente contraria alla caccia? Ha un'idea di quanta
gente come me è offesa per la presenza avulsa dell'Arci-
Caccia nella sinistra? A che serve il buonismo spirituale quando
si dà copertura ad organizzazioni che allevano nel loro
grembo una minoranza, e ripeto minoranza, di sadici avvelenatori?
A che serve scomodare Ghandi e il Dalai Lama, senza capire il
messaggio fondamentale dell'equanimità verso gli
altri esseri senzienti? Come può un militante o un
simpatizzante non provare vergogna davanti alle lettere e le
minacce dell'Arci- Caccia rivolte alla Sig.ra Cavani?
Legga, On.le Mussi, questa perla di saggezza venatoria del
coordinatore dell'Arci- Caccia di Narni:
"Sarebbe invece
perfettamente logico che ad avvelenare un campo d'addestramento
sia chi si manifesta e professa contro ogni attività
venatoria. La zona esiste da venti anni ed ha sempre funzionato
in armonia con i residenti e gli animali esistenti in loco".
Se ne deduce che la
Sig.ra Cavani ha avvelenato i suoi cani, riducendosi in una
condizione ai limiti dell'anoressia, per demonizzare i
poveri cacciatori! Esilarante On.le Mussi! Mi ricorda la storia
del pazzo che metteva i testicoli sui binari del treno per
sentirli schioccare. Un passatempo, come può immaginare,
stravagante e doloroso.
Legga con attenzione
le sublimi lettere dei rappresentanti dell'Arci- Caccia
alla Sig.ra Cavani. Questo tesoro epistolare sta vagando
incontrollato negli interstizi d'Internet, tradotto anche
in inglese. Il livello di sputtanamento è micidiale e la
gente che legge queste inani accuse ci mette poco ad identificare
l'Arci- Caccia con i DS. Ma non potevano legarli questi
signori umbri?
Ma veniamo al punto
On.le Mussi, sia gentile e mi segua con pazienza:
Perché
sostenere ed essere identificati con una lobby declinante?
La LAC ci informa che
i cacciatori stanno disordinatamente calando: "Il numero dei
cacciatori in Italia continua a diminuire... ... Continuando
con il ritmo dal 1990 in poi, la caccia dovrebbe terminare nel
2007 per mancanza di cacciatori! Il motivo di questa progressiva
diserzione è in parte il diffondersi di una maggiore
coscienza ecologica ed animalista, in parte la sempre maggiore
rarefazione della selvaggina. (LAC mail 90 31 marzo 2000)
Analizziamo le statistiche:
NUMERO DEI CACCIATORI IN ITALIA DAL 1980:
Si può,
senza alcuna esitazione, affermare che i cacciatori sono calati
in 20 anni di un milione d'unità: una cifra
straordinaria, incredibile.
Cerchiamo di capire
cosa intende la LAC quando parla di "rarefazione della
selvaggina" un termine elegante per definire
l'annientamento, a fini ludici, di tutto ciò che
vive oltre l'umano. Per capire il termine "rarefazione
della selvaggina" bisogna considerare quanto segue: in
Italia con una popolazione di 57.600.000 abitanti si massacrano
150.000.000 di animali, negli Stati Uniti, con una popolazione di
250.000.000 di abitanti se ne uccidono 134.000.000.
Legga con attenzione
quest'altra perla del coordinatore Arci Caccia di Narni:
"In riferimento alla terra di san Francesco posso dire che
noi la conosciamo benissimo anche perché è la terra
in cui siamo nati e abbiamo sempre vissuto. Di conseguenza
abbiamo molto cura e rispetto degli animali".
Si rende conto cosa
sta girando su Internet?
Abbiamo un
francescano armato che fa parte di associazioni che praticano lo
sterminio di 150.000.000 di animali e parla di cura e rispetto
per gli animali. Puro Fantozzi!
Ma intanto in Europa
le cose cambiano: Un sondaggio indipendente svolto da Mori per
l'associazione IFAW basato su 1.957 interviste tra il 2 ed il 7
settembre 1999 ha rivelato che il 76% degli intervistati sono
contrari alla caccia. Il 70% non considera che la caccia sia
importante per la vita in Gran Bretagna e il 76% negano che la
caccia sia necessaria per il controllo di alcuni animali come le
volpi (Escape, maggio 2000). E se un popolo è al 76%
contro la caccia le cose devono cambiare. E' inevitabile.
Scrissi a Veltroni:
"Non capisco il vostro accanimento, specialmente a livello
locale, nel difendere la lobby perniciosa, nociva dei cacciatori.
Lobby votata al declino, detestata, offesa, ma temuta. La difesa
storica dei cacciatori da parte del partito, specialmente a
livello locale, è offensiva, è un insulto alla
compassione, alla decenza, all'umanità. L'ambiguità
di avere nella stessa casa cacciatori e ambientalisti è
una cosa che alla lunga pagherete e dimostra una profonda
incoerenza. Le contraddizioni, prima o poi, esplodono o implodono
e riducono le organizzazioni a pezzi."
Ed ancora: "una
lobby declinante che vi aliena migliaia di voti e chi vi può
seriamente danneggiare. Inoltre è, eticamente, una macchia
sul tessuto di un partito... "
Quanti voti vi aliena
la caccia, dal momento che leggo su innumerevoli lettere che la
democratizzazione della caccia ha trasformato qualcosa di
essenzialmente ripugnante in qualcosa di assolutamente mostruoso?
La caccia proletaria
ha portato ad un orrore fantozziano di enormi proporzioni.
Ho parecchi amici
cacciatori che hanno rinunciato a cacciare perché
ritengono la trasformazione della caccia in uno spietato gioco al
massacro e scrissi a Veltroni: "Vorrei vederLa, Veltroni,
contemplare, con la sua sensibilità, questi bruti mentre
cercano di snidare l'ultima disperata lepre, dopo aver annientato
ogni altra forma di vita. Immagini la povera bestia, braccata
senza scampo, circondata da sette doppiette. La immagini, nel
terreno davanti al suo giardino, proverebbe una vergogna inaudita
nell'osservarla. Che direbbero i suoi figli? Pensano che sia
giusto uccidere animali per sport, a "fini ludici"? E
Lei che pensa nel profondo del suo cuore?"
Quanti voti perdete
per sostenere una minoranza invisa, Onorevole?
E cosa pensano gli
italiani della caccia?
Un punto di
riferimento è il referendum del 1990. Nel 1990: gli
italiani aventi diritto al voto erano 49.000.000 e se non erro,
per raggiungere il quorum erano necessari 24.033.209 votanti. Il
quorum non fu raggiunto per la mancanza del 7,7% dei voti.
Evitiamo riflessioni sul non raggiungimento del "quorum"
per non spargere sale su ferite ancora aperte. Si, lo sappiamo:
il 23% degli italiani non votano per protesta, il 44,4% per
apatia. Inoltre nel 1990 esisteva ancora un esercito di elettori
defunti o irreperibili nelle liste "Aire": circa
1.200.000 persone. E se non si riescono a mobilitare i cittadini
davanti ad una potenziale svolta maggioritaria, che possibilità
esiste di raggiungere il "quorum" in un referendum
riguardante poveri animali, "res nullius"?
Ma analizziamo il
voto del 1990, cerco di interpretare cifre che non conosco alla
perfezione: il 43,3% degli aventi diritto al voto votarono per il
referendum del 1990 = 21.070.000. Di questo 43,3% il 92,3% si
espresse contro la caccia = 19.447.610. Il 7,7% si espresse a
favore della caccia = 1.622.390. Se ne deduce che circa
19.447.610 italiani erano potenzialmente contro la caccia. Non è
difficile intuire che chiudere i terreni privati ai cacciatori
equivaleva ad una specie di morte venatoria. Nel 1990 i
cacciatori erano 1.446.935 ora sono meno della metà. Se ne
deduce che il sentimento degli italiani verso la caccia ha
raggiunto livelli di negatività abissale. Conclusione: i
partiti li difendono e li corteggiano. Perché?
Una dirigente di una
grande organizzazione animalista mi ha informato che, durante un
incontro, una funzionaria della regione Toscana, quando si
accennò alla caccia, troncò con inaudita fermezza
qualsiasi apertura verso un salutare dialogo ed esclamò:
"I cacciatori non si toccano hanno una forza politica
trasversale fortissima".
Prendiamo atto,
Onorevole, che abbiamo una lobby di intoccabili che, mentre
precipita vertiginosamente nell'abisso- pattumiera della
storia, ove il tempo inesorabilmente la relega, acquista,
simultaneamente, un maggiore potere politico. Paradossale ed
incredibile: i miracoli dell'Italietta perversa.
Se ne deduce che
coloro che rispettano gli animali sono sconfitti da una
declinante manipolo prussiano che confronta un grande esercito
verde- animalista, vergognosamente, non in grado di combatterlo.
Questa è la triste realtà. Va riconosciuta a questa
lobby perdente una capacità luciferina di sopravvivenza.
Una capacità incredibile di manipolazione della realtà.
Una capacità mefistofelica di stravolgimento del reale.
Strumentalizzando un
giornalista della Nazione, legga che cosa sono stati capaci di
inventarsi (Lac Mail 126): "In Provincia di Firenze
Legambiente si è accordata con i cacciatori dell'UNAVI per
combattere il fenomeno dei bocconi avvelenati, formulando
l'ipotesi che a mettere i bocconi avvelenati non siano i
cacciatori, ma" i cittadini trasferitisi in campagna (La
Nazione, 26 maggio).
E' seguita una
rapida smentita da parte di Legambiente, che ritengo innocente di
una tale cavolata, ma sono fermamente convinto, per averlo
sentito e letto, che i cacciatori spargono queste criminali
menzogne in giro da molto tempo e il Coordinatore dell'Arci
– Caccia di Narni le ha anche scritte. Basta leggere la
lettera indirizzata alla sig.ra Cavani per capirlo.
Pensi che scoperta
deliziosa, Onorevole, noi tutti pensavamo che i bocconi
avvelenati fossero elargiti compassionevolmente da sadici, da
tartufai, e principalmente da cacciatori "deviati"
nel periodo del ripopolamento. Pensavamo che ciò fosse
evidente. ed inconfutabilmente provato e invece abbiamo scoperto
che la sig.ra Cavani, Muriel Spark, Alexander Chancellor, la
responsabile del coordinamento dei Verdi, e innumerevoli
stranieri, si fa per dire, erano i veri colpevoli. Erano loro e
non i cacciatori ad avvelenare le nostre terre. E ci metta anche
me nel numero degli avvelenatori dal momento che sono romano e ho
scelto di vivere in campagna.
Ma se esistono ancora
700.000 cacciatori, con il loro assurdo peso politico, esiste in
questo paese anche un popolo che rispetta gli animali?
Sono 43.500.000 gli
animali che vivono nelle case degli italiani, tra i quali
6.500.000 cani e 8.000.000 di gatti. Alcuni animali appartengono
ai cacciatori ma la maggioranza dei possessori di animali detesta
i cacciatori. Consideri i giovani, i militanti dei gruppi
ambientalisti: un agguerrito esercito di oppositori: Verdi, WWF,
Lipu, Lega Anticaccia, Lega Antivivisezione, IFAW, Italia Nostra,
Greenpeace, Animali Fra Noi, UNA, Aispa... .un esercito... ...
Consideri i
vegetariani, lo zoccolo duro dell'animalismo, che sono ora
1.500.000. Così abbiamo 1.500.000 di vegetariani, il
nucleo del popolo animalista, contro 700.000 cacciatori, ma i
partiti curano solo i cacciatori, perché?
La risposta come un
allegro "refrain" è sempre la stessa: portano
voti e sono radicati nel territorio. Ma è così?
Portano voti? E dove sono i cacciatori in questo paese?
Secondo i dati
pubblicati dalla LAV, nel 1999, nel nord, dove i DS e la sinistra
boccheggiano e sono in calo, i cacciatori sono 262.406.
Nella fascia rossa, se mi permette di usare questa logora espressione,
dove i DS e la sinistra raccolgono un notevole numero di voti,
sono 244.508.
Nelle Marche e nel Lazio, esterni
alla fascia rossa, sono 112.609.
Nel
Sud che non concede un grande numero di voti ai DS e alla
sinistra i cacciatori sono 202.527 (e mancano le statistiche
della Sardegna)
Affermare quindi
che i cacciatori siano generalmente di sinistra è un grave
errore. Più giusto sarebbe dire che forse un 30% della
totalità dei cacciatori vota a sinistra. Arrivando al
nocciolo della questione quanti possono essere i voti elargiti ai
DS da parte dei cacciatori? Diciamo circa 200.000 On.le Mussi?
Sto esagerando?
Ora immaginiamo uno
scenario differente. Un partito lungimirante, disposto a
rischiare, fa una radicale scelta di campo definendosi difensore
dei diritti degli animali e dichiarandosi apertamente contro la
caccia. Immagini la notizia ampiamente pubblicizzata dai media.
Immagini i milioni di possessori di animali che leggono una
notizia del genere. Non c'è dubbio il partito
lungimirante perderebbe i voti dei cacciatori e delle loro
famiglie, ma quanti voti acquisterebbe dai settori del mondo
animalista - ambientalista- ecologista? Le sembra logico quello
che dico? Varrebbe la pena rischiare? E' fantapolitica?
Ma molti dicono: ci
sono interessi economici notevoli dietro la lobby dei cacciatori
e si riferiscono all'industria della caccia. Nel 1999: 6000
miliardi di fatturato, 1000 miliardi di fatturato nel 1994;
32.000 addetti; 1760 armerie eccetera...eccetera.. Un giro
d'affari di 20.000 miliardi di lire del settore se si includono
le spese di abbigliamento e gli accessori. La spesa pro capite
per ciascun cacciatore per armarsi, camuffarsi da Rambo e
massacrare conigli è di circa 5.000.000 di lire
eccetera... ... eccetera... ... .
Non riesco ad
immaginare tangenti elargite ai DS da parte del mondo delle armi.
Non posso crederlo.
Ma qualcuno potrebbe
dire: esiste già un partito i Verdi. Giusto. Ma il
problema è che numerosissimi animalisti e ambientalisti
non votano per i Verdi per una semplice ragione: i Verdi appaiono
come un partito che difende gli animali ma che non ha fatto una
scelta radicale di campo. Agli animalisti i Verdi appaiono come
una galassia composita, come un agglomerato di fazioni in un
partito ove i cacciatori convivono con chi li detesta.
Personalmente ritengo
vitale la presenza dei Verdi in Italia e nel mondo e mi auguro
che crescano elettoralmente, ma capisco quello che numerose
persone pensano. Ho incontrato moltissimi dirigenti di movimenti
animalisti che non danno il loro voto ai Verdi o alla sinistra
per le ragioni che ho esposto.
Onorevole, quando una
lobby precipita radicalizza la sua lotta. I cacciatori stanno
crollando e quando qualcosa finisce rigurgita, spesso, l'ultimo
orrore: una cornucopia di violenze e di menzogne. Faccia
attenzione perché gli avvelenatori genereranno violenza a
causa dei bocconi avvelenati e provocheranno molto presto una
violenta reazione. Già in molti parlano di ronde.
Forse il mio è
un esercizio di pura futilità me ne rendo conto, ma
rifletta su quello che ho scritto, anche se capisco perfettamente
che anche quando i cacciatori saranno ridotti in 100.000
continueranno ad influenzare negativamente la sinistra. Forse la
caccia è fatalmente nel vostro DNA.
Un'ultima
domanda: che prova Onorevole, sapendo che la Toscana, la sua
regione, appare agli occhi del mondo come una regione ove una
minoranza di assassini pratica lo sterminio di innumerevoli
animali con l'uso di veleni?
135.204 cacciatori =
numero uno negli avvelenamenti in Italia. Altro che cittadini
stranieri: i conti tornano.
Paese normale? Ma si,
riparafrasiamo Totò: Ma ci facciano il piacere!
Un caro saluto.
Paolo Ricci.
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