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Lettera a Fulco Pratesi
Castiglion Fiorentino, 21/10/99
Fulco Pratesi
Egregio
Dr Pratesi,
le invio
una documentazione riguardante i bocconi avvelenati e la "Mala
caccia" in Val di Chiana. Spero troverà il tempo per
leggerla. Come vedrà ho vissuto troppo all'estero ed ho
reagito, a quelli che considero atti di provocazione e di
sopraffazione, nella maniera alla quale si dovrebbe sempre
rispondere. Da uomini e non da quaquaraquà.
Il
risultato è fortemente deludente. Sperare in questo paese
in un vago sostegno è folle. Un cittadino che si ribella
alla violenza rischia di essere isolato, preso per stravagante,
per matto. E' la cultura del sospetto, dell'infamia. Pensi
all'incredibile numero di persone che hanno avuto la propria
bestia avvelenata ed hanno taciuto per timore di reazioni da
parte dei cacciatori. La stessa Muriel Spark ha avuto sette
animali avvelenati e continua a ripetere che nessuno ha fatto e
fa niente.
In
questo paese bisogna subire sempre. Pizzi, Mafia, Camorra, Corona
Unita, scafisti, delinquenza minore, gente che vaga armata e
minacciosa nel tuo giardino. Tutto. E se reagisci si erge un muro
di gomma. Insomma non frega niente a nessuno. Sia gentile, legga
la documentazione e capirà.
Prendo
atto dell'indifferenza atavica e continuo. Io sono di quelli che
non mollano e vado avanti per la mia via. Ma moltissimi
abbandonano. I miei amici mi dicevano: farai un buco nell'acqua.
Nessuno ascolta. Per una settimana i bambini non sono venuti
nella mia casa perchè la madre temeva reazioni da parte
dei cacciatori. Uno rischia, ma è solo il sostegno morale
non è sufficiente. Mi chiedono di spedire il materiale, lo
ricevono, poi silenzio assoluto.
Mi
permetta di dirLe c'è gente che rappresenta i movimenti
ambientalisti e il WWF che è più eterea di un
fantasma, più inutile di un defunto.
Le dico
la verità: ho l'impressione di disturbare, di dare noia,
mi trovo sempre con persone che ascoltano annoiate, con aria
stressata, stanca, che hanno altro da fare. Questo vuoto, questo
senso di abbandono porterà i giovani direttamente all'
ALF, che mi sembra si sia già materializzata in Italia. Se
uno subisce violenze cerca appoggi non inviti a convegni di
spiritualità francescana.
Mi hanno
aiutato o almeno ascoltato Ennio Bonfanti della LAV, il Prof.
Consiglio Del LAC, De Piano, Grazini e le guardie del WWF di
Arezzo, la sig.ra Papais e Gallorini dei Verdi a Castiglion
Fiorentino. L'unico in un deserto ambientalista.
Ho
scoperto ieri una cosa inverosimile. In una chiesa di Foiano
della Chiana, provincia di Arezzo si svolge nella chiesa del
Carmine *, all'apertura della caccia, verso il 10 settembre, se
non erro, una funzione religiosa particolare, direi fantozziana.
Il parroco Don Vannuccio benedice i cacciatori pregando affinché
siano in grado di massacrare un buon numero di animali.
Il
sant'uomo spiega le ragioni dell'invocazione all'Altissimo così:
"Se i cacciatori accoppano un bel numero di allodole, di
passeri, di tortore e di altri animaletti di dieci grammi non
bestemmiano". Ha detto proprio così il buon prete, dr
Pratesi, siamo in puro medioevo. Terreno stupendo per Lucci e le
Jene o per Striscia la Notizia. Immagino che con i suoi contatti
non Le sarebbe difficile farli arrivare in loco.
Ecco un
sant'idiota, altro che menate sulla spiritualità
francescana, qui siamo ai livelli del trattato sulla caccia
"Ricreazioni legali" di San Francesco de Sales, lo
conosce ? Una grande vergogna.
Io sono
stato allevato da un nonno, che amava profondamente gli animali e
che aveva la fissa con Schopenhauer e mi ripeteva, come un
ritornello, la frase del filosofo tedesco, che rivolto al Dio
cristiano gridava: " Potevi dire una parola e non l'hai
detta". La seconda fissazione dell'avo riguardava il tempio
di Gerusalemme, che definiva un mattatoio, e Jahvè che
definiva un macellaio. Un Moloch degli animali. Immagini a
sentire la nefandezza della Chiesa del Carmine cosa
provo....vecchi ricordi mi svolazzano nel cranio come allodole.
Un’ ultima cosa, se quei delinquenti mi appaiono di nuovo
armati, davanti alla casa, con i bambini che guardano la scena, e
riprovano ad insultarmi io reagirò.
Poi accada quel che accada.
Distinti saluti.
Paolo Ricci.
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