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Lettera a Michele Serra.
Caro Serra,
ho letto con grande attenzione il suo articolo e mentre scrivo
sento i colpi dei cacciatori che esplodono nelle vicinanze della
mia casa, ma non troppo vicino...
Vede Serra, io vivevo a Chicago con i miei gatti in cima ad un
grattacielo, al 59esimo piano. Queste povere creature le avevo
raccolte a Roma, mezze morte, le avevo curate e poi portate con
me negli Stati Uniti. Per cinque anni hanno vissuto in un grande
appartamento tra le nuvole. Quando sono tornato in Italia con le
bestiole, scelsi una casa isolata, come la sua, e li lasciai
vagare liberi per il giardino e per i campi di girasole. Erano
felici, assolutamente contenti della nuova condizione. Ma dopo un
alcuni giorni mi accorsi che, vicino alla casa, apparivano degli
imbecilli travestiti da Rambo che sparavano su tutto ciò
che si muoveva. Poveri fessi, con i loro fuciletti e con la loro
uniforme da massacratori che mi ricordavano quello che Bernard
Shaw disse riguardo i boy scout: 'cretini vestiti da bambini
- bambini vestiti da cretini'.
Ho riflettuto sul suo articolo, ed ho parlato con due amici, uno
di destra e uno di sinistra ed entrambi mi hanno detto la stessa
cosa: 'Diocristo quest'uomo è un coglione! Si è
fatto accoppare quattro gatti e sta lì a cincischiare sui
grandi sistemi dell'equilibrio naturale... ma non ha le palle?'
Serra, non funziona sempre così il mondo... non è
necessario subire violenze... neanche in nome d'una becera
civiltà contadina! Oreste, Nullo, La Bianchina, Lene, i
suoi gatti, sono stati impallinati da stupidi selvaggi. Io,
invece, i miei li ho strenuamente difesi, rischiando qualcosa;
cercando, prima, di comprendere le ragioni dei cacciatori, e poi,
notando che era totalmente inutile, reagendo, minacciando questi
sadici assassini. In poche parole ho detto: 'Se mi
impallinate i bambini, i cani o i gatti io faccio fuori voi...'
L'ho gridato a brutto muso ed ha funzionato. E quando uno di
questi bruti ha cercato di farmi fuori il cane gli ho urlato: 'Mi
guardi bene... questo è come mio figlio... lei lo uccide
ed è come accopparmi un piccolo...'
Detesto questa razza degenere che vomita 25.000 tonnellate di
piombo su esseri inermi e indifesi, poveracci esaltati dalla
violenza che assorbono quotidianamente da una televisione
perversa; sadici che uccidono, se lo ricordi bene Serra, solo per
puro sadismo, soltanto per la gioia di colpire, di sterminare. Sa
che in questo paese ci sono 900.000 cacciatori, e che la caccia è
un business con un giro d'affari di 20.000 miliardi?
Sa che la caccia è un'attività che distrugge ogni
anno 150 milioni di animali solo in Italia? E che esportiamo 5000
sadici all'estero per i loro miseri, sanguinosi orgasmi?
Meravigliarsi? Via! Questo è un popolo che abbandona alla
morte tra 150.000 e i 300.000 animali, che utilizza 5000 cani nei
combattimenti per le scommesse clandestine e che provoca,
annualmente, la morte e il ferimento di 2.000.000 di uccelli per
la follia di piromani (2300 incendi dall'inizio dell'anno). E'
stato uno spettacolo indecoroso vedere Di Pietro e Ferrara
lottare per accaparrarsi i voti dei cacciatori del Mugello, una
vergogna inaudita!
E lascerei anche perdere le seghe mentali alla Dersù
Urzula o alla Rigoni Stern. Questi non sono uomini che devono
uccidere per mangiare, ma sadici che passano il loro tempo a
sterminare, solo per il gusto di annientare, per la gioia di
colpire un bersaglio vivo e mobile. Questi uomini non uccidono
per l'armonia ecologica, se lo facessero per l'equilibrio
naturale sarebbero almeno parzialmente giustificati, questa
orrenda attività la praticano esclusivamente per il
piacere di massacrare. E mi perdoni se mi ripeto...
Sono uomini assurdi che sterminano storni, fringuelli, taccole,
corvi, passeri, peppole, creaturine di 22 grammi... Me lo spieghi
lei, Serra, qual è la logica, lo scopo di disintegrare un
passero?
Ed io sono un 'intruso, stupido e arrogante' che li
affronta, e l'assicuro che i miei gatti e i miei cani nessuno li
tocca perché chi vorrebbe provarci sa a cosa va incontro.
Il risultato è che non si avvicinano più alla mia
casa, e soprattutto non passano 'dove si vuole'. E del
loro 'Buongiorno' me ne frego, e se mi accettano o non
mi accettano mi è totalmente indifferente; ho il
sacrosanto diritto di proteggere i miei piccoli e i miei animali
che giocano tra i campi; e se non lo capiscono con le buone,
perché anch'io ci ho provato, allora bisogna che lo
capiscano con le cattive. Per questo è necessario
rischiare, spiegando che si è pronti a tutto. Non siamo
nel Far West, uno straccio di legge esiste ancora. Soprattutto si
ricordi che moltissime persone odiano la caccia e questi
assassini stanno calando rapidamente di numero.
E neanche provano ad avvelenarmi le bestie, anche se quest'area è
piena di maniaci avvelenatori, che farebbero invidia alla corte
dei Borgia. Mio figlio mi ha informato da Londra, che Chanell 4,
un canale televisivo inglese, ha trasmesso un programma, visto da
moltissimi telespettatori nel Regno Unito, ove la Toscana e
l'Umbria apparivano come luoghi di nefandezze e di orrori.
Un veterinario inglese residente in Arezzo era stato intervistato
ed aveva coraggiosamente denunciato queste orrende pratiche.
Chapeau!! Tutto questo aiuterà il turismo, spero... Io non
sono un violento, anzi detesto qualsiasi forma di violenza, ma
sono costretto a difendere esseri inermi da uno stuolo di folli
che hanno, come unico scopo, la volontà di annientarli,
perché, come ho scritto, queste creature si presentano
come bersaglio mobile.
Parli con i cacciatori che hanno rinunziato a massacrare, chieda
a loro perché hanno cessato di uccidere. Li ho ascoltati
con attenzione e ho sentito i loro schifati pareri e preso atto
della loro volontà di non voler più continuare.
Venga a trovarmi e le faccio raccontare alcune storie altamente
edificanti... Quello che mi sorprende è il suo civismo, la
sua ottusa tolleranza. Mi ricorda un sessantottino grondante di
sangue che cercava di spiegare ai picchiatori fascisti i limiti
della violenza.
Sembra pieno di comprensione verso i violenti che gli hanno
massacrato quattro, dico quattro, gatti. E mentre descrive
dolorosamente 'l'intatta morbidezza del pelo' delle sue
povere bestie trucidate, ascolta affascinato le ragioni della
civiltà contadina, la logica mistificatrice che giustifica
il ruolo del cacciatore nel riequilibrare la natura. Scrive che,
dopo averci provato con 'pazienza e curiosità',
è diventato amico degli amabili massacratori dei suoi
innocenti gatti.
Ma non sembra aver comprensione per coloro che definisce 'finti
animalisti', che 'antropizzano le bestie'. Ma gli
animalisti rispetterebbero i suoi gatti, e non farebbero del male
ad altri esseri viventi.
Si ricordi che sterilizzare è una forma di
antropizzazione. Anche i miei animali sono sterilizzati per non
moltiplicarsi, ma la sterilizzazione resta una forma di
antropizzazione, non ci vuole molto a capirlo.
Vede Serra, io seppellisco le mie bestie nel grembo della terra,
le antropizzo in una 'odiosa pantomina' cimiteriale.
Divento, quindi, ai suoi occhi, un 'finto animalista',
mentre i massacratori delle sue amate bestie, si trasformano in
amici che vanno compresi. Sempre più realisti del re.
Sempre aperti verso le ragioni della sopraffazione. Noi di
sinistra non cambieremo mai!
Sì, sono un finto animalista, ho sepolto con amore una
gattina che è morta di cancro. L'ho sepolta nel giardino
con infinita cura, anche se capisco la sua scelta. Il problema è
che qui, nella civilissima, simpatica Toscana di Pieraccioni e di
Benigni, gli animali morti giacciono per giorni in uno stato di
avanzata putrefazione.
Nessuna faina li mangia, dal momento che gli amici di Rigoni
Stern hanno annientato tutto, e non sembra che esistano più
tassi, istrici, volpi in queste lande desolate. Solo fagiani
allevati nei pollai per essere, susseguentemente, distrutti in un
sadico gioco.
Ma il suo suggerimento è ottimo e funzionerebbe
perfettamente per gli umani: i tibetani lasciano che gli animali
divorino i cadaveri dei loro cari, e gli zoroastriani li
depongono in cima alle Torri del Silenzio affinché vengano
consumati dagli avvoltoi. Mi sembra giusto. Con una pratica del
genere si eliminerebbero i grotteschi cimiteri da 'soap
opera cattolica', sparirebbero gli squallidi appartamentini
dei morti, la froceria kitsch dei serafini paffuti, gli angeli
ermafroditi, e le personificazioni di marmo delle virtù
dalle tette stupende.
E se mi consente, come direbbe l''Unto del Signore',
con i cacciatori ce l'ho anche per un'altra ragione: ho trovato
una povera cagna da caccia abbandonata, investita da una
macchina, era incinta, con un tumore ad una mammella. Abbandonata
perché inutile.
Dopo un parto cesareo ha dato alla luce uno splendido segugio.
Ora la cara vecchia riposa, vicino al suo giovane figlio, nella
mia casa quasi sempre su un lettino, assolutamente felice,
totalmente antropizzata.
Con che mostri ci misuriamo? Quali mutanti degeneri sta
producendo la terra? Abbandonare una vecchia, povera cagna perché
inutile... la fine del mondo! Altro che comprensione, altro che
equilibrio naturale!!!
Forse la tolleranza ha veramente un limite, se avessero accoppato
i miei animali, non so proprio quello che avrei fatto... mi
creda... ci penso spesso e tremo... Se avessero accoppato Basho,
Byron, Gretel o Issa sarebbe successo un finimondo... avrei
cercato questi sadici sterminatori ovunque e chissà...
chissà, caro Serra... io sono un tipo strano...
Un caro saluto.
Paolo Ricci
P. S. La sua lettera è molto utile perché evidenzia
la crudeltà dei cacciatori.
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