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Lettera a Luigi Scalfari
Sono
un uomo di sinistra favorevole ai bombardamenti della Nato, e se
fosse necessario all'intervento di terra, anche se mi auguro che
questo pericolo sia scongiurato. Sono favorevole agli interventi
esterni, alle "ingerenze umanitarie", perché
penso che è tempo che una forza internazionale ponga fine
ai massacri, ai genocidi, alle pulizie etniche e alle oppressioni
di ogni tipo. Desidero con tutto il cuore che svaniscano dalla
faccia della terra i Milosevic, i Mladic, i Duvalier, i Pinochet,
i Suharto, i Seselji, i Trujillo, i Dinko Sakic, i Karadzic, gli
Arkan, i Roshmann, gli Hudal del mondo e i loro aguzzini.
Desidero che non esistano più su questa povera terra campi
di sterminio come quelli di Choeung Ek, Murabi, Buchenwald,
Treblinka, Jasenovac, Mauthausen. Desidero che siano processati
le SS, i Tigrovi, le Aquile, gli Ustascia, i Tonton Macoutes, gli
Hutu, i Khmer rossi e gli sterminatori del mondo. Ho il massimo
rispetto per uomini come Ingrao, Bertinotti, Cossutta e gli altri
pacifisti, che lei cita, ma non capisco le loro posizioni.
Desidererei leggere e capire le sue e le loro risposte alle mie
domande. Non lo faccio per spirito polemico, ma per ignoranza,
perché non ricordo quello che la sinistra pacifista disse
e scrisse riguardo gli eventi indicati.
Ecco
le mie domande:
Cosa dissero i pacifisti quando nel 1979 le forze della Tanzania
e dei ribelli ugandesi misero fine al mostruoso regime di Idi
Amin con un intervento esterno (una chiara "ingerenza
umanitaria")?
Cosa dissero i pacifisti quando nel dicembre del 1978 il regime
di Pol Pot, che aveva massacrato oltre un milione di Cambogiani,
fu rovesciato da una forza militare composta da vietnamiti e
cambogiani appartenenti al Fronte di liberazione diretto da Heng
Samrin?
Cosa dissero i pacifisti quando, nel 1979, i francesi misero fine
al delirio megalomane di Bokassa, autoproclamatosi imperatore
della poverissima Repubblica Centroafricana, destituendolo con un
intervento militare?
Cosa dissero i pacifisti quando i cubani e i russi intervennero
in Angola per sostenere la MPLA che combatteva contro UNITA che
utilizzava mercenari europei e americani e aveva l'appoggio di
forze sudafricane?
Immaginiamo
cinque ipotetici scenari di "ingerenza umanitaria".
Cosa avrebbero detto i pacifisti se una potenza limitrofa avesse
abbattuto il regime vergognoso di Papa Doc che insanguinò
Haiti con pratiche barbariche (un misto di voodoo, magia nera e
di estrema repressione) che lo mantennero al potere dal 1957 al
1971? Avrebbero protestato i pacifisti se Papa Doc fosse stato
deposto da forze cubane che avrebbero posto fine al terrore dei
Tonton Macoutes e liberato Haiti?
Cosa avrebbero detto i pacifisti se forze dell'Angola, della
Tanzania e dello Zimbabwe fossero intervenute militarmente in
Ruanda, nel 1994, per metter fine ai massacri degli Hutu (800.000
persone massacrate in cinque mesi) e far tacere "Radio des
Milles Collines" che incitava spietatamente ai massacri? E'
importante ricordare che "Radio des Milles Collines"
era uno strumento malvagio, esecrabile che incitava al genocidio
in quel disgraziato paese. E se ricordo bene, la radio era
diretta da un italiano. E' ugualmente importante ricordare
che la televisione di Milosevic è uno strumento perverso
perché occulta la pulizia etnica e i massacri. Avrebbero
risposto i pacifisti: "Sono affari interni del Ruanda. Anche
se gli Hutu massacrano, a colpi di machete, tutti i piccoli Tutsi
noi non possiamo intervenire, si ribelli il popolo".
Avrebbero risposto così?
Cosa avrebbero detto i pacifisti se gli americani, illuminati
miracolosamente dalla luce del Signore, fossero intervenuti
militarmente in Cile per porre fine alla dittatura di Pinochet,
restaurando la democrazia? Avrebbero detto che è
un'ingerenza inaccettabile negli affari di uno stato sovrano?
Cosa avrebbero detto i pacifisti se una forza internazionale
avesse impedito l'annessione del Tibet da parte della Cina nel
1950? Avrebbero detto: "L'intervento non è
giustificato perché la Cina sta rovesciando una teocrazia
radicata nell'oscurantismo medievale"? Non era un'ingerenza
esterna quella della Cina che invadeva uno stato sovrano?
Cosa direbbero i pacifisti se una forza panaraba o panafricana
intervenisse in Sudan per metter fine al genocidio infinito degli
animisti che abitano nel sud di quel paese? Direbbero: "Questo
non lo potete fare, lasciate che il massacro continui!"?
Ma
i pacifisti hanno assolutamente ragione su un punto e bisogna
dargliene atto. Dopo l'intervento della NATO nel Kossovo e in
Serbia le cose dovranno radicalmente cambiare.
Quello
che vale per Sparta deve valere anche per Atene.
Se
l'UCK è un fronte di liberazione, il PKK curdo non può
essere un'organizzazione terroristica. Dire che la Turchia, che
sta perpetrando un genocidio contro il popolo curdo, non possa
essere messa sotto accusa perché membro della NATO mi
sembra mostruoso e avvilente.
La
Turchia si è spesso distinta per indicibili orrori, basti
ricordare lo stermino del popolo armeno nel 1915, che fu tra le
prime "pulizie etniche" del secolo. Un "enclave"
cristiana chiusa in un cerchio di etnie turcofane - musulmane fu
strappata con la forza dalla propria terra e sospinta verso il
deserto mesopotanico.
Prima
l'eliminazione dei maschi attraverso l'obbligo di leva, poi
l'espulsione della rimanente popolazione con l'intento di
distruggerla spingendola verso il deserto, verso ignota
destinazione. I bambini armeni trasformati in schiavi e
concubini, le donne violentate: una soluzione finale che produsse
un milione e mezzo di morti. I sopravvissuti furono solo
cinquecentomila. Un vero e proprio olocausto coperto dal velo
dell'oblio malgrado la tardiva denunzia del Parlamento italiano
(mozione di G. Pagliarini della Lega firmata da cento
parlamentari di tutti gli schieramenti.).
Un'ultima
domanda ai pacifisti: perché protestate tanto per le bombe
sulla Jugoslavia e parlate pochissimo di uno dei casi più
aberranti della storia moderna?
Non
ho mai sentito Bertinotti, che appare continuamente in
televisione, accennare ai massacri di Timor Est. Trasmissioni di
attualità come Pinocchio e Moby Dick non li hanno neanche
sfiorati. Nulla di nulla. O molto poco.
Quello
che è avvenuto nell'isola di Timor è semplicemente
inaudito.
L'isola
si trova nell'arcipelago della Sonda, nel Pacifico sudorientale
ed è a soli 400 chilometri dall'Australia. La parte
orientale dell'isola è stata parte dell'impero portoghese
dal 1586 al 1976.
La
parte occidentale è sempre stata indonesiana. Dopo la
rivoluzione lusitana del 25 aprile 1974 le cose cambiarono a
causa della visione antimperialista dei militari che avevano
conquistato il potere. A causa del disfacimento dell'impero
portoghese, il 7 dicembre 1975, le forze di Suharto invasero
l'isola, che fu annessa dall'Indonesia con il consenso di Lisbona
e con il "placet" americano. Terre lontane, quindi
inesistenti nella logica occidentale.
Gli
americani non mossero un dito. In Italia nessuno sapeva niente di
Timor, e anche adesso la gente sa ben poco. Se chiediamo agli
italiani che cosa è accaduto a Timor dal 1975 al 1999
forse solo il 3% conosce i tragici fatti.
Per
combattere l'annessione indonesiana la popolazione di Timor creò
un fronte di liberazione chiamato FRETLIN che ha combattuto e sta
combattendo per l'indipendenza.
Quello
che è avvenuto in quelle terre lontane è
semplicemente agghiacciante: un terzo della popolazione di Timor
orientale è stato massacrato dall'invasore indonesiano. Su
una popolazione di 600.000 abitanti 200.000 sono stati uccisi
dalle forze di Suharto.
Immaginando
una situazione analoga in Italia: un ipotetico invasore avrebbe
sterminato 19 milioni di italiani. Considerando il numero di
abitanti per chilometro quadrato il genocidio di Timor Est è
più grande di quello perpetrato dalle forze di Pol Pot in
Cambogia.
Per
renderci conto dell'enormità immaginiamo un altro
ipotetico scenario: Gheddafi decide di annettersi Malta. Le
truppe libiche conquistano l'isola, i maltesi resistono e le
truppe nordafricane sterminano 133.000 persone, l'equivalente di
un terzo della popolazione (Malta ha una popolazione di 400.000
abitanti).
Immaginiamo
le reazioni che si scatenerebbero nel mondo, nel Regno Unito,
nell'Europa, in Italia, in America: seguirebbe un immediato
intervento armato. Immaginate quello che scatenerebbero gli
inglesi sulla Libia, se Gheddafi occupasse Malta. E se sono
intervenuti per le Falkland, rocce lontane, battute dai venti e
abbandonate da Dio, immaginate quello che farebbero per l'isola
nel Mediterraneo.
Immaginate
il fermento italico e siculo e l'incontenibile reazione dei
media.
Ma
Timor Est è una terra lontana e gli abitanti dell'isola
non sono europei. Anzi non sono neanche bianchi. E se noi ce ne
fottiamo dei curdi, che sono abbastanza vicini, immaginate che
cosa ce ne importa degli abitanti di quell'isola sperduta nel
Pacifico.
I
turisti arrivano fino a Bali e lì si fermano.
Inoltre
Timor non ha il Dalai Lama con la sua religione esoterica e con
il suo il Libro dei morti che la possono rendere cara ai divi di
Hollywood che per il Tibet hanno scosso l'Acheronte.
E',
inoltre, importante ricordare che la nazione che ha perpetrato il
genocidio di Timor ha un odioso passato di sangue.
In
Indonesia, nel caos del 1965 - 67 che produsse il regime di
Suharto, mezzo milione di comunisti e simpatizzanti del PKI
furono massacrati da estremisti di destra e dall'esercito.
Mezzo
milione di persone perirono per quella purga sanguinosa. Lo
stesso regime e gli stessi militari, che massacrarono i comunisti
e i loro simpatizzanti, hanno massacrato 200.000 persone a Timor.
Quello
che sta emergendo dalle brume dell'oblio e dell'indifferenza è
che il governo australiano del laburista Gough Whitlam era
minuziosamente informato dei piani segreti di Suharto per
l'invasione dell'isola dal 1975. E che il socialista Whitlam,
considerato un difensore dei piccoli stati, si accordò con
Giacarta dal momento che considerava Timor "economicamente
troppo appetibile" per i giacimenti di petrolio e di gas che
si trovano in fondo al mare. La CIA diede il consenso per
l'invasione: moltissime ambasciate erano informate delle
intenzioni di Giacarta. Nel 1976 Malcolm Fraser, primo ministro
australiano, riconobbe l'annessione indonesiana, malgrado il
solito inane chiacchiericcio dell'ONU e la sua inefficace
condanna. Dopo la condanna delle Nazioni Unite, nel novembre del
1991, i militari indonesiani massacrarono, nuovamente, 400
persone nel cimitero di Santa Cruz nella città di Dili.
Terre
lontane, Scalfari, oltre l'orizzonte della psiche occidentale.
La
mia domanda è questa: perché il Kossovo e non Timor
Est?
Perché
i pacifisti non hanno mai dato la dovuta importanza a questi
terribili, sconvolgenti eventi in quella terra lontana? Sì,
hanno scritto su questo orrore ma troppo poco.
Certo,
quello che vale per la Serbia deve valere per la Turchia, per
l'Indonesia, per il Sudan e per gli altri stati massacratori e
per i loro tiranni assassini. Blair è stato chiaro e
speriamo che possa essere preso in parola: "Atti di
genocidio non possono mai costituire una questione puramente
interna." Ed ancora: "Abbiamo appreso per ben due
volte in questo secolo, che la pacificazione non serve (...)
stiamo assistendo al sorgere di una nuova dottrina
internazionale".
In
parole povere: una dottrina che porterà all'abbattimento
di tutte le tirannie che massacrano popolazioni inermi e che
eseguono pulizie etniche.
Così
almeno dice Blair.
Distinti
saluti.
Paolo
Ricci
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