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3. L’apertura dell’Essere Il 15
dicembre ero presso il cimitero di Lizzano in Belvedere non molto lontano da
Porretta Terme, luogo angoscioso di morti viventi: stavano seppellendo un mio
vecchio amico, deceduto per un tumore al cervello. Mentre stavo, presso la
fossa, raccolto nei miei pensieri (e non pensavo per nulla alla morte),
intravidi la madre della ninfetta Irene: Elvira Garbati. Una mia vecchia amica.
Era alle esequie di Ottavio Trutti con il marito, il grande Conducator
marchigiano (o marchigiota non so come si dice) di Forza Italia. Elvira appariva
sbiadita, come fosse consumata dal tempo e dagli elementi, ma il portentoso
deputato berlusconita schizzava energia da tutti pori.
Mi riconobbero. Elvira aveva letto un mio libro di poesie ed era una dei miei
numerosi fan: circa 50 in tutta Italia. Si avvicinarono e mi salutarono
cordialmente, e la mamma spiegò alla ninfetta che io ero il poeta di “Voce di
silenzio sottile”, che tanto era piaciuto alla piccola. Pensavo che scherzasse o
mi prendesse per i fondelli. La ninfetta mi guardò con curiosità. Anch’io la
guardai con curiosità e puntai subito nella direzione del seno: due bocce
luminose chiedevano imperiosamente di essere rese manifeste alla luce del sole.
I genitori si allontanarono con la giovane ninfa. Finì la cerimonia con moglie,
figli, genitori piangenti e tutti ci allontanammo. Ci ritrovammo a Lizzano in
Belvedere ove abitava il defunto. Dopo aver bevuto qualcosa i parenti ci
ringraziarono ed io mi avviai verso alcuni grandi tigli nel giardino.
Improvvisamente giunse la ninfa Egeria - Irene e mi disse:
“Senta… non è che mi accompagnerebbe in macchina alla Madonna dell’Acero, c’è un
santuario con un gruppo ligneo del XV secolo…e mio padre non mi ci vuol
portare.”
“Va bene” risposi sorridendo “andiamo al Santuario…”
Prendemmo la macchina e partimmo. Misi la marcia “drive” nella mia automatica.
La fanciulla esclamò: “Ma che guidi la macchina dei deficienti?”
Eravamo passati rapidamente al tu.
“E allora ?….Non lo vedi che sono un deficiente…”
“Ascolta...è da tanto che te lo volevo dire…lo sai che la tua poesia
espressionista è stupenda?
Lo sai che dalla destrutturazione e dalle lacerazioni del reale nei tuoi versi
emerge lo spirituale?”
“No ….veramente non me ne ero accorto….”
“Si…dalla distruzione degli “idola” emerge la verità...capisci?”
“Si….confusamente….”
“Della tua scrittura ho amato l'abilità di destrutturare il reale, la capacità
di analizzare spietatamente la realtà facendo emergere l'ipocrisia che copre,
come una crosta, la vera essenza delle coscienze borghesi italiote cattoliche, o
di quelle marxiste - staliniste, e della coscienza collettiva
del mondo occidentale lanciato come un treno senza meta verso il vuoto, la
distruzione…”
“Scusa…..ma quanti anni hai?”
“Sedici anni… perché? Il 3 Settembre è il mio compleanno sono della Vergine…”
“E dove hai imparato queste cose?”
“Ho sempre amato la speculazione filosofica da quando avevo 8 anni…non sono
molto ferrata nella storia della filosofia…ma amo empatizzare con le cose…da
sempre…la natura, gli animali, gli oggetti, le persone diverse…la poesia e
l’arte…il dolore del mondo…mi piace cercare delle risposte agli enigmi
dell’esistenza…”
“Ma neanche sei nata e già parli di filosofia?”
“Beh…Simon Weil a 14 anni aveva letto tutto il Capitale di Marx, Gobetti a 20
aveva fondato riviste e a 23 la Rivoluzione liberale, e poi se pensi a
Leopardi…o a Mozart compositore bambino…Non mi paragono a loro, non sono un
genio, io non sono nessuno…ma con certe cose, con certe persone entro in
sintonia, ho uno strano contatto spirituale…sono un po’ troia ma anche parecchio
intelligente…”
“Ma dove hai studiato?”
“Uh che palle …al Liceo Antonianum dei gesuiti a Roma…faccio il primo Liceo,
studio con i preti…ma non credere che io sia una bigotta cattolica…tutt’altro. I
gesuiti sono dei preti …e questo è un limite, ma a livello di studio sono dei
marziani, alcuni di loro sono anche dei veri e propri eretici. Lo studio li
porta lontano…a volte anche lontano dai dogmi…Certo l’antropocentrismo rimane
sempre, fa parte della loro religione, ma molti di loro hanno preso la strada
della fenomenologia che libera il pensiero…Ma torniamo alle tue poesie…”
“Si...non essere impaziente…sono solo curioso...allora dicevi?”
“Dicevo che tu nelle tue poesie fai emergere la crisi della coscienza dell’uomo
occidentale, che si trova in una fase di passaggio, una transizione epocale
difficile, le cui incognite fanno molta paura.”
“Eh certo…già…”
“La forza e l'energia dissacratoria che pervade ogni pagina danno la spinta ad
andare avanti con coraggio, quel coraggio che serve ad aprire gli occhi, a
risvegliare la coscienza di fronte ad una realtà difficile da decodificare.”
“Decodificare eh ?”
Ero fuori di me, questa pupa deliziosa di 16 anni parlava come un’intellettuale
di 40.
Ero affascinato e sorpreso, procedevamo, lentamente verso il santuario e il
gruppo ligneo del XV secolo.
“Va più forte…..ma che sei impedito?”
“Si….un po’ impedito sono…dai continua…”
“Allora….la riflessione poetica porta lentamente la mente a vedere, ancora una
volta, emergere lo spirituale di fronte ad un reale fatto di materia, carne,
bisogni fisiologici, corporeità, violenza e distruzione…”
“Ascolto…”
“Così il tuo io – poetico, pur schiacciato dagli eventi, dal suo congenito
dolore, e dalla sua brama di verità e conoscenza, riemerge come una figura
vincente…”
“E sanguinante…”
“Si…la tua ferita sanguina sempre, ma questo sangue è il sangue della
compassione, unica cosa che può alimentare l'armonia in un mondo come il
nostro…”
“Che l'ha persa….vai avanti…”
“Tu sei il pellegrino dello Spirito che dopo un lungo cammino trova
l'illuminazione, diventa un Bodhisattva, e io voglio seguire il tuo insegnamento
e conoscerti meglio…”
“Conoscermi come?”
“Totalmente….anima e corpo…e pure presto…è tanto che aspetto questo momento.
Tu non sai che effetto mi hanno fatto le tue poesie…io sono completamente presa
dalla tua persona…e quando ti ho visto finalmente…è stato per me un momento di
liberazione…”
“Guarda che se ti conosco carnalmente finisco rischio di finire in galera……e poi
mi hai appena conosciuto….Diocristo sei rapida…”
“E chi ci fa più caso a queste stronzate….appena conosciuto…e stì cazzi?”
“Sti cazzi… eh?”
“E poi io ti conosco da un pezzo…ho letto tutto quello che hai scritto e che hai
regalato a mia madre...sei tu che ancora non mi conosci…e poi l’età…è una grande
stronzata…i cervelli…le menti sono le cose che contano…e l’attrazione animale…Tu
mi sembri integro…sei bello…mi piaci anche fisicamente…e hai degli occhi
incredibili…lo sai hanno un colore cangiante…hanno già cambiato colore tre volte
da quando ti ho visto.”
“Va bene…grazie dei complimenti…ma sei minorenne non dimenticarlo…mi sento in
imbarazzo…
E poi se lo viene a sapere tuo padre…quello è un bel tipo…”
“E allora ? E chi gli dice niente a quello stronzo di mio padre?….Ma non
m’interrompere con queste pippate…….mi dai l’angoscia…..ok ?”
“Si, vai….devo avere la cupio dissolvi…”
“Allora….nell'ultima parte della Voce Sottile c'è uno strano stacco: da una
dimensione quasi onirica, o comunque da una spazialità coscienziale, strutturata
nei tempi della durata, ossia costruita attraverso il ricordo e il ripercorrere
della vita passata alla ricerca di risposte esistenziali, tu vuoi fare emergere
la dimensione del tempo reale: uno spazio di tempo purificato dalla catarsi
attuata dal travaglio…”
“Ecco…però siete in pochi a prendere seriamente le mie poesie….è
illuminante….sono commosso….”
“Da una dimensione di dolore spirituale, dicevo, tutto interiore, quasi
asfittico si passa a una dimensione di serenità con le cose, con gli animali con
le piante, con il manifestarsi della luce obliqua…il vento sembra far rinascere
la materialità reale delle cose.”
“Ma sei brava…”
“E bella…”
E a quel punto aprendosi la camicetta espose alla luce del sole due gloriose
tette ed io per poco sbandavo.
“Ma sei proprio impedito…sbandi…non crepiamo ora…eh…”
“E’ stato quel manifestarsi epifanico dalla camicetta….vai…”.
“Già….belle vero? Si..il tuo è un libro di carattere iniziatico e segue il
percorso di un’anima verso l'illuminazione e la chiarificazione del proprio
dolore che trova un senso nella compassione universale…”
“Ma sei una meraviglia…”
“Sai che facciamo…vengo con te…poi chiamo mio padre e gli dico che sono tornata
a Roma…
dove abiti ?”
“In un buco di culo presso Gubbio……in un eremo…”
“E allora dispieghiamo le vele…….lascia perdere sto cazzo di gruppo ligneo….sono
pippate…”
E cosi fu: telefonò al padre e l’ingannò con grande eleganza. Disse due
stronzate alla mamma mentre si spogliava. E poi nuda si coricò sul letto con i
capezzoli ritti come fossero scolpiti nel legno.
“Vuoi bere qualcosa?”
“Si da quel biscione che hai dietro la patta…ma all’età tua ti si drizza ancora
? Fai vedere…
adesso ci penso io…”
“Ma ho solo 47 anni…solo 31 più di te…”
“Ma lo sai che puoi finire in galera….? Vuoi finire in galera?”
Cominciò a calarmi i pantaloni, a succhiare e leccare avidamente il mio pene
eretto e io cominciai ad eccitarmi incredibilmente.
“A questo punto rischio, cocca mia….sono completamente preso da quelle due bocce
luminose…”
Mi spogliai, in un attimo, la ninfetta era sulle mie gambe e si era ficcata il
pene nella vulva.
Andò su e giù per una decina di minuti, mentre mi infilava un chilo di lingua in
gola.
Mi poppai le splendide tette come un infante perverso. Ad un certo punto mi
disse:
“Ora galoppami da dietro….e fammi male…sei troppo gentile….fammi male…sono la
tua zoccola…la tua troia…la tua concubina filosofica…”
La presi per i capelli e la montai da dietro con una forza e vitalità
sorprendenti.
Ero totalmente preso da questa metafisica troietta. Ora il suo volto si
contorceva, strabuzzava gli occhi e con un filo di voce mi disse:
“Non venirmi dentro…”
Quando la informai che stavo erompendo, si girò rapidissima e prese il pene in
bocca succhiando, con gran gusto, l’esplosione spermatica.
“Amaro…”
“Mi scuso…”
“No è piacevole…è come il Fernet Branca……ora possiamo chiamare la polizia…
lo sai che fanno ai pedofili?”
“Li impiccano…”
“Eh….ma se ti impiccano…chi mi scrive le poesie ?”
“Eh già forse è meglio non farlo….e poi papà magari pensa che sei ancora
vergine…..
hai un ragazzo?”
“Si, ma sono stufa….è troppo giovane……ha rotto…..vuole troppa attenzione….
E poi a me piacciono gli uomini maturi…e amo le anime…
Mi sono innamorata pazzamente anche di un mio professore ultrasettantenne…padre
Schwartz…studioso del marxismo e dell’anarchismo russo…”
“Sei una necrofila…”
“Eh si forse...un po’ rincoglionito lo sei anche tu…”
“Non esageriamo…”
“Va bè……accendi la televisione vediamo che fa quello stronzo di Berlusconi…”
“Guarda che tuo padre dipende da quello stronzo…..magari la sera prega davanti
all’immagine del Cavaliere…”
“Si…ma è buffo…mi piace sentire le cazzate che spara…..pensa che oltre il 55%
degli italiani lo ama… non sembra un venditore di lavatrici? Spara cazzate a
tutto spiano…darà il lavoro a tutti, toglierà le tasse e costruirà il ponte
sullo stretto di Messina…e gli italiani lo credono…”
“Per questo siamo un popolo da buttare via…”
“Senti facciamo un patto: io sono la tua schiava bambina….la tua troia
fanciulla…..
ma in casa non faccio niente…va bene….? Leggo quello che scrivi…le tue poesie…e
le commento…”
“Io cucino, lavo i piatti, cucio, porto Orione a passeggiare, pulisco casa e tu
in cambio offri quelle splendide natiche quando te lo chiedo….così?”
“Pompini…pecorine….sodomizzazioni…..tutto…ma niente cucina…”
“Va bene…”
“Esatto…e guarda quando cucini, niente esseri viventi…..io sono vegetariana…”
“Anch’io…”
“Questo lo avevo capito….e guarda che resto con te sino alla consumazione dei
secoli….e non scherzo…io ti adoro…ti amo…rimango avvinghiata a te come
l’edera…tu sei l’ossigeno della mia anima…”
“In eterno?….Lo dicono tutte…”
“No…io lo intendo veramente…ma che cazzo di lavoro fai…oltre a fare il poeta?”
“Poi te lo dico….principalmente vivo di rendita…”
La mattina si gettò nuovamente sulle poesie, la seconda parte di “Voce di
silenzio sottile”,
se le ingoiò e le digerì con una rapidità incredibile.
Le portai il caffè a letto, mise giù i fogli, e, girandosi con un malizioso
sorriso, offrì nuovamente le stupende natiche per un’altra gloriosa galoppata;
aveva sistemato uno specchio per vedere meglio. Disse: “Mentre mi monti
strizzami i capezzoli. Voglio vedere che faccia fai quando vieni….”
E fu un nuovo galoppo da favola. Dopo l’eruzione mentre crollavo disfatto sul
letto, la piccola Irene riprese, senza esitazioni, il filo del discorso:
“Ma che t’è preso un coccolone? Senti lascia entrare Orione che lo voglio
abbracciare mentre leggo le poesie.”
Orione entrò e le diede una bella leccata sulla faccia.
“Ciao bel cucciolone….ma che ti hanno mangiato la coda? Che bel cane …cosi
liscio, con un muso così delicato….dai siediti qui, rincoglionito, non voglio
che mi muori adesso…ma che hai sniffato qualcosa?”
“No…non sniffo…ma tu passi con questa rapidità dal sesso sfrenato alla lettura
delle poesie?”
“E allora? Sai cosa….mi piace questa tua capacità di vedere la bellezza del
mondo in cose semplici e insignificanti….”
“L’umiltà delle cose…”
“E poi c’è questa tensione all'autodistruzione, come annientamento della volontà
e dell'egoità, come annientamento del mondo, come movimento necessario della
vita…”
“Già…”
“E’ un rientrare in se contraendosi, nel se del tutto che è nulla, è un
rientrare dall'estasi alienante dell'esistenza e della storia, è un ritorno a
"casa", è un ritorno allo stato originario che è il nulla”
“In effetti….ma un po’ ti perdo…”
“La lettura della seconda parte mi apre strade di comprensione…”
”Bene...”
”Ma cosa intendi per luce obliqua?”
“Intendo che le cose affrontate nella luce livida e diretta della cosa pensante
di Descartes negano la loro essenza…”
“Intendi il pensiero calcolante?”
“Quello…”
“E che c’entra il fariseo?”
“Il fariseo è qualcosa che appare nel cerchio dell’Essere, come un albero….una
cosa qualsiasi…
Ti faccio un esempio: un ministro presbiteriano scozzese, Robert Kirk, diceva
che l’unica maniera per vedere i coboldi o i fairies, gli esseri invisibili, era
attraverso la “seconda vista” e bisognava non fissarli ma contemplarli
obliquamente…il fariseo è lì…esposto nel tempo spazio, ma se l’osservi nel
momento della sospensione del pensiero, nell’istante estatico, allora lo puoi
cogliere nella sua essenza, se così si può dire…lo puoi vedere senza la scia
bavosa, la patina scura dei significati del mondo…le cose lasciate essere
appaiono solo nell’istante estatico, nella sospensione del pensiero calcolante o
dei giudizi….il fariseo o una lattina di birra…sono la stessa cosa…”
“E la luce infausta?”
“Appena il fariseo rientra nel suo mondo riprecipita nella luce infausta del suo
cosmo, si riposiziona nel quotidiano…si ricostituisce nel suo essere ebreo, nel
credere in un “framework” di credenze: i romani…il tempio…la resurrezione….il
Messia……vedi te……ed è il suo destino in un senso….gli uomini non si inventano la
natura delle cose, ma solo la spiegazione illusoria della natura delle cose…”
“Solo la spiegazione della natura illusoria delle cose, è vero…”
“Sono precipitati in questo mondo….la loro libertà è limitata e la comprensione
del momento estatico è qualcosa che non li sfiora…è troppo marginale, eterea per
preoccuparli…siamo una genia che non si meraviglia di essere sospesa nel nulla,
che non si meraviglia che - come dice Heidegger - ci siano le cose invece del
Nulla.”
“C’è la volta stellata….c’è il miracolo dell’Essere e tuo padre pensa a
Berlusconi… osserva….non guardano mai il cielo ma solo dove mettono i piedi….è
più importante un televisore nuovo che l’essenza delle cose……è il Das Mann di
Heidegger…”
“Ma tu guardi la mia piccola, umida fica…”
“Non solo quella…ma io non sarò mai schiavo di nulla…..questa è la differenza…”
“E poi si creano i loro mondi…”
“Certo….mentre circa 900 milioni di persone muoiono di fame e ogni 15-20 secondi
muore un bambino di malattie o di stenti, loro pensano a vivere bene e ad
accumulare capitale….e per giustificare questo orrore si creano un Dio a loro
immagine….tuo padre ha Berlusconi e la Chiesa, entrambi edificati sulla
menzogna….e poi muoiono e dopo non aver fatto un piffero per salvare gli
affamati e gli ammalati sono convinti che c’è il cielo, il paradiso che li
aspetta come premio….e riposano sotto lastre marmoree ove è scolpita la
menzogna….buon padre….dolce marito…..uomo onesto…..e tutto questo è puro
abominio….ma l’uomo non si è fatto da solo è scaturito gratuitamente da
qualcosa…”
“Da una singolarità misteriosa…”
“Si…arcana incomprensibile e forse totalmente gratuita…e poi per risolvere il
problema dell’autentico orrore, si sono inventati che possono, scannare,
massacrare, fare a pezzi gli altri esseri viventi…e il Dio loro glielo
permette….leggi Paolo…o la visione di Pietro…mi pare che sia negli Atti….ma si –
dice Jahvé - mangiatevi di tutto, anche i cervelli delle scimmie vive…E così in
un convento tengono un maiale in una gabbia di un metro per cinquanta
centimetri. E lo fanno vedere ai bambini. Gli uomini di Dio osservano
quell’orrore e pensano che sia la cosa più normale del mondo…”
“La normalità….la banalità del male…”
“Ma ti dico…quando uno arriva alle mie conclusioni ha finito di vivere….io sono
un defunto che almeno si gode quel bel ventre duro da ninfetta e si pappa quelle
tette da fiaba…..ma defunto sono….in me non c’è più vita…”
“No, tu sei vivo, i morti sono quelli che vivono nella normalità, avvolti dalla
banalità del male….
Lo sai ieri….avevi gli occhi cangianti...lo sai che non riesco a dimenticare
quello che ho visto nei tuoi occhi…nel cimitero ho visto qualcosa di strano, di
straniero, di marziano...era un colore veramente strano...non so
definirlo...forse fluorescente...un verde fluorescente e luminoso...mi ha
completamente assorbita...come una spugna...la mia sensazione, ieri in macchina,
era di essere completamente assorbita da te...e quegli occhi mi vedevano, non mi
guardavano, ma mi vedevano...vedevano la mia nudità spirituale...e non avevo
paura di niente...avevo solo voglia di appartenerti…e ho deciso che sarò la tua
amante…la tua unica, personale concubina filosofica…”
“E se lo scoprono?”
“Nessuno lo scoprirà…tra poco sarò maggiorenne….e da te vorrò un figlio
marziano…”.
“Piano cocca….piano…..fammi vedere che ha fatto la Roma…”
“Il calcio…Dio che palle!”
“Diocristo ha vinto !!!! Wheee….!!!!!”
“Senti ma lo guardi quel programma da deficienti….il processo di Guiscardi?”.
“Biscardi!”
“Mio padre l’adora…”
“E ti pareva…..che ha fatto la Juve?”
“Ha vinto…”
“Porca di una madosca…”
“E’ la squadra di mio padre…”
“E ti pareva….sempre con i vincenti…”
*****
Elvira…leggi qui…oh Dio…leggi…è spuntato fuori dal nulla quel delinquente di
Cirillo….ti
ricordi lo avevano preso le Brigate Rosse nell’aprile dell’81 ?….Te lo ricordi?
Allora ero sottosegretario, lavoravo con quel grand’uomo di Forlani….Dio quello
che ci ha fatto passare quel deficiente di Cirillo…ma io lo dicevo sempre…ma
fatelo crepare come Moro…..lasciate che lo accoppino…così ci vendiamo un altro
martire ….ma quello parlava e parlava e chi lo fermava…si Elvira lo so….anche
Moro parlava….sei irriverente però…e allora Gava….un altro buono, che il Signore
ci aiuti, disse: “ Chillo sape troppe cose e parla parla stu sfaccimme….”….ed
eccolo qui…guardalo Elvira con la sua camicetta di seta trasparente, osservalo
sembra una diva di Hollywood, con il pantaloncino bianco – attillato e il
pancino, con la stilografica nella tasca trasparente, con il toscano in bocca,
guarda il fetente…..guarda Elvira….si vede la canottiera sotto la camicetta di
seta….Dio Santo che schifezza….e minaccia…ha dato tutto al notaio…40 pagine….te
lo ricordi che fecero intervenire Cutolo, e poi ci fu quella troia…come si
chiama la comunista?…..Brava la Maresca che scrisse tutte quelle cazzate….e il
giudice….brava…Alemi che se ne venne fuori con la storia dell’intreccio politico
camorrista….eh si erano altri tempi! Allora il capo – camorrista – politico Gava
lo liquidò….eh si…erano momenti differenti….altro che l’analfabeta molisano….ti
ricordi…brava….lo stigmatizzarono come un giudice fuori dal circuito
costituzionale ...si…si… ridi…. come ridevi quando Forlani aveva la bava alla
bocca mentre il fetente molisano lo torturava…. ora sei contenta che devo
baciare il culo al cavaliere…quello ti fa piacere vero ? Già….per mandare la
piccola troia dai gesuiti….ma si…certo…guarda Elvira: il Cirillo Redivivus….e te
lo ricordi il Senzani quello delle Brigate rosse….? E già abbiamo dovuto
pagare…….ti ricordi che fece Gava ? Disse: “Stu fetente l'avimme salvà a tutte
'e coste…”
e mise insieme la banda a delinquere degli imprenditori edili napoletani….quelli
che si erano fottuti mezza città e gli disse: “Guagliù arapite 'o
purtafuoglio....cà avite a pavà. Po a rroppe
ricevite chella ca è possibile. Tenite nu poco 'e pacienza ..firateve…..”
e quelli sborsarono i soldi e salvarono il miserabile…l’assessore regionale
all’urbanistica…ma dimmi tu….ci ha distrutto….brutti fetenti….hai capito Elvira
? Fermezza per Moro ma comprensione per questo ladro di polli che ora dice che
gli hanno distrutto la carriera politica….e ha 80 anni….dimmi tu…..ascolta: in
un senso ha ragione quel pazzo di Bossi….occorre un muro per dividerci da
Terronia….quaranta pagine di misteri e verrà fuori anche il mio nome…e
certo….scusa….non ho trattato e parlato con i servizi segreti ? Non te lo
ricordi…? Acqua passata….oh Dio ho sposato una deficiente….quale acqua passata
dice…leggi: il fetente ripete che è stato umiliato….ma vai a cacare terrone di
merda…..
stanno suonando alla porta….vai a vedere….ma che hanno portato fai vedere..? Un
kit…e che cazzo di kit hanno mandato ?.Oh… Cristodiundio…guida normativa alle
elezioni…e che c’è ?….un libro… “Una storia d’Italia”….oh Dio qui si perdono le
elezioni….dico stò cazzo di popolo non può ingoiarsi tutte queste stronzate….ci
sono le bandierine di Forza Italia….oh Signoregesù…il “vademecum” del
candidato…..oh Dio “L’Italia che ho in mente” e “Discorsi sulla Democrazia”…non
c’è limite all’impudicizia….ci ha preso tutti per deficienti quella testa
pelata….guarda Elvira…..guarda l’argomentario per i candidati….e il video….oh
Cristosignore….quel noiosissimo intervento alla Confindustria….e qui che c’è ?
Il blocco notes….la guida per il rappresentante di lista….e le sue lettere agli
elettori…..ma ti rendi conto Elvira? Ci prende tutti per deficienti…io faccio
politica da venti anni e quel fottuto mi viene a dare lezioni….io ero con il
grande Forlani….parlavo con quel grande statista, Craxi….si ridi….ridi…..e
questo mi manda un kit come se fossi uno sprovveduto venditore di preservativi…e
che dice qui….leggi Elvira…argomentario dei candidati….chi è Berlusconi…ecco la
solita menata: sono emerso dal nulla…..ho portato il Milan hai trionfi
calcistici…..e ti pareva…allora Agnelli dovrebbe essere stato eletto presidente
americano: ha vinto 25 scudetti.….ed ancora…ha sfidato il monopolio Rai….altra
cazzata….ha fondato un nuovo partito…si con Previti e Dell’Utri….ma si sto
attento…ma chi ci sente qui ?….Eh si…ora fa la stessa cosa che ha fatto con il
Milan con l’Italia…da ultimi saremo primi….come il vangelo….Diocristogesù…l’uomo
è pazzo….e poi comincia con le solite oscene menate: la criminalizzazione, la
manipolazione, i giudici rossi, la demonizzazione, il ribaltamento della
verità…..e via….il comunismo….il terrore….l’odio….la morte…il gulag….l’esilio
….la galera….e via….ma per chi ci prende ?…..E lo sapevo che avresti detto
così….sono con lui perché voglio fare il deputato….e se non faccio il deputato
che cazzo di lavoro di merda faccio ? Non so fare altro…..sai che ti dico…se
questo popolo di pecoroni gli molla il 55% dei voti, come credo che farà, è un
popolo fottuto…..guardalo lì il cavaliere…con Stallone e mamma Rosa, con il
figlio e con il cane….con i ciclamini……ora ti dico una grande verità
Elvira….chiunque avesse creato un partito, dopo che noi eravamo stati annientati
e i socialisti erano svaniti nel nulla avrebbe preso quel mare di voti….e sai
perché ? Perché il popolo italiano, girala come vuoi, alla sinistra non concede
quasi mai più del 30% dei voti….con il PCI e anche adesso….somma i voti DS a
quelli di Rifondazione e a quelli dei Comunisti di Cossutta….somma….che ottieni
? 22 + 5+ 2 = 27%….OK….facciamo 30% per arrotondare…siamo generosi……ma più di
quello, Elvira mia, non raggiungono…forse prendono un ulteriore 2% dagli ex DC
tipo Rosi Bindi…ma lì ti fermi…la sinistra non si muove da quella cifra….i Verdi
dici…? Ma si mettiamoci un altro 2%….ma li resti: oscilli tra il 27% e il 32 %….
ma lì resti…secondo me mai più del 30%…..e se Forza Italia si fosse chiamata
Peppino Delcazzo o Camurria Unita sarebbe stato lo stesso….il 60% di italiani
detesta la sinistra….non dimentichiamolo mai….il popolo italiano vota sempre
contro la sinistra…e direi che questo è un trend europeo….con le dovute e
momentanee eccezioni….squilla il telefono…. dai rispondi….. e vai..…..chi è ?
L’Onorevole Guizzi? Dammi qui….è vitale…Onorevole….si ho ricevuto il kit.. che
idea geniale….si è un autentico genio….i sondaggi ci danno al 62%?….Non mi
meraviglio con questa trovata….però un collegio più facile me lo potevate
trovare……come stanno la signora e i piccoli ? Tutti bene….mi saluti chi sa lei…
si la Juve ha trionfato….siamo a 4 punti dalla Roma….si immagina la faccia di
Sensi….si il complotto…sa cosa manca alla Roma? La cultura della vittoria….sono
dei parvenu…ecco….. si ce lo fottiamo noi lo scudetto onorevole…ma non dica
nulla al grande uomo….mi raccomando…a presto…
Dici che faccio schifo Elvira…? Ma si, sai che ti dico?…Un giorno di questi
divento del Milan…può aiutare…
*****
15.4.2001.
Caro Zeno,
ogni volta che torno a casa, qui a Viareggio, piombo in uno stato confusionale
che mi riporta indietro nel tempo. La mia stanza mi sembra la stanza di un'altra
persona. Ma poi i libri di quando ero bambina e la mia immagine ritratta da una
foto in primo piano di quando avevo otto anni, mi ricordano chi veramente sono.
Quell'immagine riflette il mio vero carattere, che in quegli anni non era ancora
contaminato dal mondo perverso che ti rovina mentre cresci, che ti fa scordare
piano, piano chi sei, e ti costringe perennemente a pensare a chi vorresti
essere.
In quegli occhi castani e furbi, pieni di dolcezza rivolti all'obbiettivo della
macchina fotografica, c'era il mio vero sguardo sul mondo, uno sguardo diretto,
coraggioso e spavaldo, ma di una semplicità infinita. E' l'unica immagine di me
che amo guardare perché mi fa ricordare sempre la mia vera essenza. La mia
stanza è piena di oggetti e foto antiche, che ho raccolto dalla casa della mia
nonna materna. Quelle immagini mi fanno pensare alla fugacità della vita, amo
tenerle lì composte in due quadri. Mio nonno bellissimo su un ponte del Tevere.
Mia nonna ventenne abbraccia il suo adorato Gipsy, sdraiata su un prato di Villa
Ada, in una giornata di sole. Immagini di gruppi famigliari, mettono in risalto
dei volti austeri, storici. A destra mio zio Alfonso, l'anarchico, a sinistra
mio zio Lucio, il fascista, al centro mia nonna con il suo sguardo ribelle. Ai
lati i miei antichi bisnonni dai volti ottocenteschi. Quando guardo le immagini
della mia nonna materna, sento dentro di me tutto quello che mi ha lasciato di
lei, l'amore per la natura, per gli animali, per la verità e per la libertà. Poi
guardo i miei libri di quando ero bambina, e le mie letture di storia della
musica. Amavo e amo spassionatamente Robert Schumann. In lui ho sempre sentito
una forte tensione, un continuo streben nella ricerca artistica e musicale che
lo ha portato alla pazzia come tutti i grandi geni. Ho sempre amato suonare i
suoi pezzi come le Kinderzenen, i Fantasienstuke e il Carnaval. Mentre li
suonavo sentivo il dolore creativo che li aveva prodotti. A volte era veramente
una sofferenza e smettevo, perché mi faceva stare male. Ho ripreso in mano il
suo scritto “La Musica Romantica”, ho aperto e ho trovato un foglietto appuntato
da me anni fa con una frase di cui non ricordo la fonte. Questa frase cita così:
“Chi una volta s'è posto dei limiti, da lui si richiede purtroppo che vi rimanga
sempre dentro”. Io penso che quella frase mi si è bene impressa nella mente,
perché ho sempre cercato di uscire dai miei limiti, o dai limiti che mi venivano
imposti dall'esterno, a volte riuscendoci, a volte no. Ma da quando ero piccola
ho sempre desiderato fuggire. Viareggio è una cittadina molto triste. Qui ho
sofferto molto di malinconia, anche se ho qui molte care amicizie. E’ una città
che dà il senso del vuoto. Assomiglia da una città fantasma. L'unica cosa
veramente bella è il mare e la montagna che le sta alle spalle. Ma io sono
voluta fuggire. Sono voluta andare a Roma. A Roma volevo ritrovare delle radici,
che non ho mai avuto e che poi non ho trovato. La mia nonna paterna mi ha
ospitato ma mi sono ritrovata in una nuova gabbia. Trascendere sempre i propri
limiti, trascendere sempre i limiti esterni. Questa è la lotta quotidiana che la
vita autentica ci costringe a fare. Amavo molto suonare i Preludi di Chopin. E
riaprendo lo scritto di Schumann trovo un suo appunto che li descrive così:
"sono schizzi, principi di studi o, se si vuole, rovine penne d'aquila, tutto
disposto selvaggiamente e alla rinfusa. Ma in ciascuno dei pezzi sta scritto con
delicata miniatura perlacea: "Lo scrisse F. Chopin"; lo si riconosce dalle pause
e dal respiro impetuoso". Schumann conclude l'appunto con un distico di
Schiller, da me sottolineato: "Quella legge che con una bacchetta di rame guida
chi la resiste, non vale per te. E' tua legge ciò che fai, ciò che ti piace".
Anche questo mi fa pensare alla tensione che ha guidato la mia ricerca
filosofica, che in fondo è la ricerca del senso di un principio etico interiore,
in un mondo dove domina uno strano ordine, anzi un disordine, un mondo immerso
nel dolore e in una fugace bellezza. Così anche nelle tue poesie e nella tua
scrittura questa ricerca è continua. La ricerca del superamento dei limiti della
materia e dell'individualità, la ricerca di una legge, di un principio etico che
valga e che liberi, capace di trascendere ogni legge e ogni principio etico. Il
dover essere si perde. Rimane l'essere e la sua libertà. Solo quando il
persecutore lascia andare le cose, solo nella disattenzione della luce obliqua
si libera la vita. Questa è una delle poesie che più mi ha parlato di questa
libertà, di questo lasciar essere...di questo mancato dover essere, di questo
fuoriuscire dai limiti.
Il fariseo si manifesta
nella luce glaciale.
E dalla gola dell'uomo
sgorga un demonio.
Nessuna cosa
emerge dalla fissità
o dalla luce convessa
E mai nello spazio
dello sguardo diretto
compaiono le cose.
Ma forse erompono
dalla disattenzione obliqua
Quando le grinfie
del persecutore
lasciano andare le cose
lasciano le cose essere
Ines
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