10. La desolazione dell’abominazione

“L’altro giorno” disse Ines “sono stata ad un convegno su Jankelevitch, un filosofo, musicologo e fenomenologo…”
“E che significa?”
“E’ un filosofo che si è occupato anche di fenomenologia della musica…soprattutto dei simbolisti francesi come Debussy, Satie…Ravel…e si è interessato delle correnti teosofiche russe che hanno influenzato parte della produzione musicale decadentista…”
“Ah….ecco…ora è chiaro…”
“Sono arrivata al centro culturale francese a piazza Campitelli e ho incontrato Gustavo. L'ho riconosciuto subito: bruno, alto, gentile, mite. Anche lui mi ha riconosciuto subito. Abbiamo scambiato poche parole. Mi ha raccontato della vostra frequentazione d’estate nella tua casa a Gubbio, mi ha detto che si sta occupando di musicologia e filosofia…”
“Quisquilia e sbrodola…”
“Mi ha detto…peccato che Zeno si è ritirato in Inghilterra. Mi ha raccontato come vi siete conosciuti e come l'hai incontrato…”
“In una notte di tempesta…”
“Dopodiché mi sono dovuta sorbire tre ore di pippate, cicciate, coccoricate, pazziate, pinzillacchere e quisquilie su Jankelevitch. Il che non sarebbe stato male se a tenere la seduta non fossero state tre smutandate: due francesi e un’italiana, una era estremamente montata...e nella filosofia ci vuole grande umiltà. Odio le smutandate che fanno le professorine di filosofia…”
“Dovrebbero caciottare, smutandare o battere e non filosofeggiare…”.
“In questi posti e in quelle bocche la filosofia muore. Il povero Gustavo ha tenuto umilmente la sua esposizione seminariale sul concetto di biologismo musicale in Jankelevitch…”
“Scusa…ma chi cazzo è Jankelevitch ?”
“Era un vitalista come Bergson, ma non solo, è il tipico filosofo degli anni post-bellici, che si colloca nella corrente esistenzialista - fenomenologica e strutturalista, ma la vuole superare…Le tematiche da lui trattate sono appunto il rapporto con l’alterità, con la morte, con le situazioni limite che pongono di fronte al paradosso e all’enigmaticità dell’Essere, e tematiche legate alla riflessione sulle atrocità della guerra, lo sterminio degli ebrei…lavora in concomitanza a Levinas…”
“Ah…ora è tutto chiaro…”
“Gustavo è stato il migliore…la migliore esposizione...lui è sprecato nel mondo accademico. Oltre alle smutandate c'era pure un cicciobombo musicologo che coordina le sue tesi.…”
“Si sparano seghe mentali a vicenda…”
“La filosofia vive solo tra i filosofi e tra chi la vive attraverso la letteratura e la poesia...lo sto scoprendo con te...”
“Hai trovato la persona sbagliata…”
“La filosofia è un mezzo, non è un fine. Quando è fine a sé stessa si annienta, si svuota.
Debbo dire che alla Gregoriana i seminari in cui si discutevano temi e argomenti filosofici erano momenti di filosofia abbastanza vivi, nonostante si stesse nell'accademia, ma lì la ricerca è particolare, e poi il fine era l'esercizio della filosofia sistematica.”
“Ma i gesuiti ti toccavano?”
“I seminaristi ci provavano, ma i gesuiti no. Loro si fanno fare un’operazione che toglie gli istinti maschili. Sii serio…ascoltami…dai…Si prendevano delle categorie di pensiero e si scandagliavano in tutte le maniere nell'intero percorso della storia del pensiero filosofico. Lo sforzo era imparare a usare gli strumenti filosofici, tutte quelle quisquilie avevano questo fine.”
“Quisquiliavano e scaciottavano anche i gesuiti…”
“Già…quando il convegno finalmente è finito. Anche le smutandate hanno preso di corsa le loro carte e le loro borse perché non ne potevano più, e il cicciobombo ha chiuso allungando la minestra...”
“Una ribollita…il paese dei convegni del cazzo…”
“Ho salutato Gustavo di corsa, mi ha detto di scrivergli, mi manderà i pezzi di Nietzsche. Gli ho detto che ci tieni a sentirlo, e lui mi ha detto che anche lui ci tiene, ma che tu non hai risposto alla sua lunga lettera su Nietzsche, e c'è rimasto male.”
“Era una pippata. Anche quello che accoppa le povere pecore in Inghilterra ha tirato fuori Nietzsche. Senza leggerlo non ce la farebbe ad ammazzare le pecore…dimmi tu…”
“Gli ho detto dell'Inter e si è messo a ridere.…”
“C’è poco da ridere…..è tragico: un club…in mano agli imbecilli…”
“Ha detto di non cantare vittoria la Juve vincerà…”
“Diocristo fammi toccare il testicolo sinistro…”
“Un ragazzo molto dolce, solitario, quando ti avvicini ti accoglie umilmente, da lontano assume atteggiamenti un poco altezzosi. Aspira a diventare un professore...si vede...”
“Che tristezza i professori di filosofia…con una luminosa eccezione: Eugenio che di filosofia non vuol sentir parlare…e da lui andrai oggi….cara….sono impegnato per un lavoretto…
devo trattare tre quadri: un Marden, un Kolar e un Motherwell…parecchi miliardi…”

Dopo aver rifilato l’immonda balla all’ignara fanciulla e dopo aver baciato Orione sul muso mentre si faceva accarezzare la trippa dalla suora mostrandogli il minuto pipino dissi: “Cocca…stasera mi racconti quello che é accaduto nel convento…ok?”


*****

Heidi mi raggiunse mentre oscillavo con curiosità davanti alla tomba policroma di John Gower,
forse il primo grande poeta inglese. John se la dormiva beato nella sua tomba technicolor assopito sui suoi libri. I piedi erano appoggiati su un grazioso leone, che sembrava un barboncino e gli faceva la guardia. Eravamo nella cattedrale di Southwalk.

“Le dona quella parrucca bionda, cara, sembra Marylin Monroe…”.
“Sto emergendo da un autentico incubo….ho indirizzi e punti di riferimento…ma ieri sera c’è stato un incontro….da sbudellarsi dalle risate e vomitare allo stesso tempo ….c’era un suo connazionale, un romano…”
“Marco Fiori?”
“Lo sapeva?”
“Sono informato….e che ha detto?”
“Le solite cose incresciose….dice che stanno infiltrando gli stadi….che stanno portando la violenza purificatrice negli stadi…lo sa che c’era uno del Ku Klax Kan?”
“E ti pareva non possono mai mancare…”.
“Guardi che bella tomba piena di colori ….il vecchio Gower…”.
“Bella….dove mi porta oggi…”
“Mentre lei narra le faccio vedere delle cose carine…una simbiosi di orrido e di dilettevole…
è mai stata a Saint Paul?”
“No…”
“Io detesto Saint Paul….ma è un obbligo vederlo….procediamo…allora Fiori?”


*****


Abrogazione delle leggi abortiste, famiglia come fulcro della crescita demografica per
superare l'espansione dei musulmani e creare una razza italica;
blocco delle immigrazioni ;
rivendicazione di uno stato forte con un unico partito al potere;
ricostituzione delle corporazioni che imponevano l'iscrizione obbligatoria di dirigenti e
dipendenti in un unico organismo, per abolire la conflittualità.
La soluzione dei problemi è demandata allo Stato imprenditore;
uscita dalla democrazia formale;
l'Italia è proclamata eletta dal cielo all'impero radioso sull'umanità……


*****

A Saint Paul la Monroe mi spiegò che c’era un signore con un immenso riporto - una specie di monumento peloso edificato sul calvo cranio che risaliva dalla nuca creando una frangia ondulata sulla fronte - che l’aveva menata sugli ebrei per tutta la sera. Parlava con un forte accento cockney e leggeva una serie di citazioni. Ad un certo punto Fiori per non essere da meno passò in giro un opuscolo tradotto in pessimo inglese.

Eravamo davanti alla tomba del settimo presidente della Royal Accademy, Lord Leighton, consolato nell’oscurità della morte da due bronzee, celestiali fanciulle, una delle quali teneva in mano un omino, come una fatina un elfo, che sembrava un piccolo David di Michelangelo. L’altra, con due sode tettine, stava accovacciata presso il lato sinistro della tomba e forse rappresentava la pittura.

Dissi: “Siamo aggrediti dalle tette. Siamo sovrastati dalle vostre nudità. Non ci si capisce più niente.
Ovunque vado sono sopraffatto da seni gloriosi. Devo dire che li adoro quando sono abbondanti ma anche queste piccole dure meraviglie piramidali di carne - bronzo fanno effetto…come fa un essere di misera, tremebonda carne a resisterle….lo spirito è forte ma la carne…eh la carne è proprio uno sfascime…uno si sbraca e si sbrodola…”
“Vuol vedere le mie?”
“Lo sa che la DIKE non scherza su queste cose…certo che le vorrei vedere…e poi oggi ha questo delizioso profumo…profumo di mammole…oh Gesù, è il profumo di Padre Pio…”
“Blasfemo e spiritoso…ma è sposato lei?”
“Mi scusi….ho veramente l’aria del fesso?”
“E non ha un’amante?”
“No…sono disperatamente solo….sono sfortunato con le donne…”.

Davanti al Gordon disteso nel bronzeo sonno, una delle espressioni più bieche dell’imperialismo anglosassone, meditai su dove conduce la fama. C’erano generali pomposamente presenti nelle loro fattezze di pietra. Erano nulla, cenere, erano vaga memoria, e restavano lì esposti per essere protetti dal nulla. Erano menzogne di pietra vivente e il mausoleo di Wellington era qualcosa di pomposamente osceno.

Chiesi: “Che ha detto quel deficiente di Fiori?”
“Ha sfoderato Washington, Napoleone e Martin Lutero…” rispose.


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“Anti-semitismo” è una parola di cui si abusa molto nei media informativi, educazionali e ricreativi di oggi, sotto controllo giudaico. L’amara ironia è che le molteplici depredazioni e atrocità ebraiche contro gli arabi mostrano che gli ebrei sono i maggiori anti-semiti del mondo. Lungo la storia dell’umanità, l’ebreo ha usato il suo potere monetario per spossessare e perseguitare tutte le altre etnie; eppure lo vediamo continuamente pretendere di essere lui ad essere “spossessato” e “perseguitato”. Si potrebbe anche dire che il comportamento ebraico è a rigor di termini psicotico, piuttosto che parassitario e predatorio. Gli ebrei accusano quelli di noi - noi “Gentili” o “bestiame” - che descrivono le loro attività in termini non disgustosamente adulatori, di essere “odiatori” e “intolleranti”...se avete avuto a che fare con i figli di Satana, sappiate allora che non siete soli, e vogliate gradire le illustri schiere di “intolleranti” e di “odiatori” i cui nomi risuonano negli annali della storia…
Essi [gli ebrei] lavorano più efficacemente contro di noi delle armate nemiche. Essi sono cento volte più pericolosi per le nostre libertà e per la grande causa in cui siamo impegnati ... Ciò di cui dobbiamo biasimarci più di tutto è che ogni stato, già da tempo, non li ha messi alle strette in quanto flagelli della società e più grandi nemici che abbiamo per la felicità dell’America.

George Washington

E’ impossibile migliorare il carattere degli ebrei argomentando con loro. Per loro devono essere
stabilite speciali leggi esclusive...

Napoleone Bonaparte

Essi sono i veri bugiardi e segugi da sangue, che non solo hanno pervertito e falsificato le intere Scritture dall’inizio alla fine senza cessare con le loro interpretazioni…Non vi è popolo sotto il sole più avido di loro, di quanto siano mai stati e sempre saranno, come si può vedere dalla loro esecranda usura. Essi si consolano pensando che quando il loro Messia verrà, raccoglierà tutto l’oro e l’argento del mondo e lo dividerà tra di loro. I principi e le autorità siedono e sonnecchiano a bocca aperta lasciando che gli ebrei prendano…Quindi sappiate, miei cari cristiani, che oltre al diavolo voi non avete nemico più amaro, più velenoso, più veemente che un vero ebreo che desideri sinceramente di essere ebreo. E’ tutto in accordo col giudizio di Cristo il fatto che essi siano velenosi, sgradevoli, vendicativi e malvagi serpenti, assassini e figli dei diavoli che uccidono e infliggono ferite furtivamente poiché non possono farlo apertamente.

Martin Lutero


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Entrammo nel British Museum: una meraviglia. C’era una piazza con facciate neoclassiche coperta da una immensa cupola di vetro. Era stata fortemente criticata ma io la trovavo bellissima. Colonnati ionici, portali grandiosi in simbiosi con una grande cupola di vetro, cuciti con una grande tela trasparente di ferro e di vetro. Un grande spazio pieno di luce.
Condussi Heidi a vedere la mostra di Cleopatra VII, quella che si pappò Cesare e Marcantonio, ma toppò con Ottaviano. Davanti al busto marmoreo di Tolomeo XII, il papà della gran troia, Marylin disse: “Esistono siti neofascisti con vere e proprie liste nere di personaggi di sinistra definiti le “zecche” da debellare. Esistono siti grazie ai quali è possibile imparare a fabbricare ordigni veri e propri, uno dei più noti è Der kleiner Sprengmeister…Il piccolo bombarolo. Resta il fatto che oggi è semplicemente impossibile impedire la pubblicazione “on line” di siti di questo tipo…”
“Con questi finirà male….è un cancro che mai sarà estirpato…ci sono pure i nazi – maoisti…ma se l’immagina un orrore del genere ?”
“Secondo i dati forniti da Heinz Fromm - che è il presidente dei servizi segreti della Repubblica Federale - in un'intervista rilasciata a Limes nello speciale "I signori della rete", i siti tedeschi di matrice neonazista, antisemita e razzista che erano solo 32, nel 1996, oggi sarebbero circa 800. E’ l'inizio del delirio…”.
“E non si fermano più…..la desolazione dell’abominazione…”
“Sa cosa dicono i suoi connazionali delle Brigate Rosse? Aspetti che glielo leggo è troppo forte:
“La "Stella a cinque punte"….se rovesciata...diventa il simbolo dell’animalità degli istinti immondi; in essa, così rovesciata, si può inscrivere la testa di un becco (la testa del Baphomet). Il massone Jules Doinel, fondatore e vescovo della "Chiesa Gnostica", nel suo libro Lucifero smascherato è ancora più esplicito: “La Stella fiammeggiante è Lucifero stesso”. Questa è la stessa stella che compariva sullo stemma dell’ex PCI ed è sempre la stessa che compare, oggi, sullo stemma del PDS! La Stella a cinque punte, quindi, è il sigillo della Massoneria e il marchio della Bestia (Satana); in altre parole, la Stella a cinque punte simboleggia la prima "tappa nella via del male": quella che individua "l’uomo indipendente dai rimorsi della sua coscienza e dal timor di Dio"; "l’Uomo senza Dio", "l’UomoDio", cioè “l’Uomo satanizzato”!
“Ah ah ah…brillanti…..non c’è che dire…..la follia ha un suo fascino…..però la presenza del KKK deve essere stata deliziosa…..scommetto che dicono che non hanno nulla contro i negri…”

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….Tra le (cosiddette) falsità a proposito del KKK: spicca questa: “Il Klan odia i neri.”
È una menzogna e i mezzi di comunicazione liberali lo sanno! Noi pensiamo che tutti abbiano il diritto di essere fieri della propria razza, il che vuol dire che anche i bianchi hanno il diritto di essere fieri di essere tali. Quindi pensiamo che le politiche anti-bianchi dovrebbero essere abbandonate e che le persone dovrebbero essere assunte, promosse e ricevere borse di studio in base alle proprie capacità e non perché ci fanno pena o perché la loro pelle è di un colore “politicamente corretto”'. Questa frase riassume bene l'atteggiamento assunto dal Klan in questi ultimi decenni. Dopo i linciaggi pubblici dei volontari per i diritti civili negli anni Sessanta e i pestaggi e gli omicidi degli attivisti politici nei Settanta, il KKK si è dato almeno in parte una ripulita, presentando al paese una doppia facciata: da una parte - nei talk-show e nei raduni - viene manifestato lo spirito southern e redneck (insomma: razzista, bigotto e iperconservatore) del Klan, dall'altra viene proposto al pubblico - in molti siti Internet e pubblicazioni cartacee ufficiali - un volto moderato e quasi buonista della confraternita, attribuendo gli eccessi del passato a estremismi in buona fede o addirittura a una strategia della tensione messa in atto dai "ben noti radicali di New York e di Hollywood". La pagina è stata messa in rete dalla Chiesa dei Cavalieri Americani del Ku Klux Klan, sezione del Texas, una delle molte associazioni che fanno riferimento al Klan e tra le più attive in quest'opera di maquillage dei buoni vecchi cavalieri incappucciati…

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“Scusi….ma lei ci ride?”.
“E che vuol fare…? E’ comico….ma se la gente crede nei lucertoloni bevitori di sangue tutto può accettare…io potrei fondare una nuova religione….domani….su sei miliardi di mortali vuole che non trovo 50.000 persone che credono nelle mie stronzate?”
“Questi non credono ai lucertoloni ma al nuovo Ordine: The New World Order…”
“Pensi un po’ c’è gente che pensa che Bush, Nixon e Kissinger sacrificano bambini a Moloch in un posto chiamato Bohemian Grove nel nord della California…”
“Chi lo dice?”
“Un paranoico che si chiama Jon Ronson…roba alla “Eyes wide shut”…..ricorda il pezzo della danza satanica con tutte quelle splendide fanciulle?”
“Certo….con quella stranissima musica…”
“Esatto….questo folle dice che Bush, politici, banchieri, capitalisti, generali si ritrovano insieme per un evento satanico e sacrificano bimbi a Moloch….cosa vuole che le dica….Ronson è popolarissimo…”.

Eravamo davanti alla statua di basalto nero del prete di Hor, ci spostammo verso quella di
Pahemert, governatore di Tanis, durante il regno di Cleopatra.

“Certo…fuori di testa sono…..ascolti questo: “falce e martello sono entrambi simboli massonici, presenti nel “quadro di loggia” già nel primo grado di iniziazione, quello di “apprendista”, in forma separata di martello e falce di luna. Altro che alleanza tra operai e contadini! Il martello…simboleggia il potere e la forza con lo stesso significato del pugno chiuso. La falce, invece è l’emblema della filosofia, intesa come surrogato assoluto alla religione. Il simbolo della “falce e martello” nel suo significato di perversione sessuale…”
“Ah…ah…ah…é un simbolo fallico….scusi il francesimo: la falce è un autentico cazzo…però…che intuizione geniale!”.
“No…non rida….ascolti: “Si può desumere dall’interpretazione sulla natura dell’uomo della leggenda di Hiram illustrata da Mons. Meurin 26: questo simbolo non è altro che l’insieme delle lettere “G” e “T”, rispettivamente simbolo della “copula tra uomo e donna” e del “culto del fallo”, capovolte e fra loro incrociate, e stilizzate sotto le forme di una falce e di un martello per rendere irriconoscibile il loro significato scabroso e immondo! Ecco lo stesso significato presentato, ancora, a chiare lettere: “La lettera “G” significa Generazione, cioè i simboli e gli atti dei culti fallici dell’antichità, l’umanità scesa nel fango, nel regno inferiore della scimmia che reputa sua antenata; donde la soppressione della vita soprannaturale…il comunismo è il figlio della Rivoluzione francese; il figlio della setta satanica degli “Illuminati” e, quindi, del satanismo massonico, ossia di quella Massoneria…”
“Sublime! Quante cose si scoprono….eh la cultura…signora mia…”

C’era un Cesare austero e segaligno, una bella testa di Serapis e una statua della regina, anche in basalto nero, con tette e ventre solidi.

“Dio…che ha combinato questa troia con quel monte di Venere…”
“Deve essere stata in gamba…”.
“Guardi l’aspide che le morde il capezzolo…beato lui…”
“Ma lei ha una fissa con le tette…”
“Sono i frantumi, le briciole….i frammenti residuali del cattolicesimo…”


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“…La nostra è un'istituzione fondata sulla Cavalleria, l'Umanità, la Pietà e il Patriottismo. Incarnati in essa vi sono il genio e i principi di condotta cavalleresca, nobili sentimenti, generosa umanità e scopi patriottici. Il Ku Klux Klan lavora per ricostruire la nostra società in sfacelo sulle basi della fede, dell'onore, del dovere, del coraggio e della fratellanza. Siamo un movimento dinamico di crociati con una prospettiva storica mondiale, alla ricerca della creazione di un Ordine Bianco Cristiano sulla terra”. Ma non basta: “L'America è una nazione razzialmente coesa e il suo successo è costruito sull'unicità razziale. È Bianca ed Europea per leggi, istituzioni, valori e religione. L'America è stata costruita tra persone che condividono un legame comune di sangue, mente, cuore e progenitura. In questi ultimi anni le menzogne dei mescolatori di razze e dei radicali hanno astutamente indotto l'America a credere che due popoli possano occupare lo stesso luogo restando in armonia. La storia ci insegna che in questi casi nascono i conflitti razziali, che proseguono finché un gruppo riesca a dominare l'altro o finché i due gruppi si fondano in uno solo, distruggendo così le differenze peculiari che Dio aveva creato per ciascun gruppo." E per concludere: "Quindi la maggiore vocazione del nostro movimento è quella di assicurare la preservazione, la protezione e l'avanzamento della Razza Bianca e di arricchire la nostra razza spiritualmente, moralmente e materialmente. Dobbiamo cominciare a ristabilire l'ordine nei luoghi in cui viviamo e lavoriamo. Il Ku Klux Klan si sta preparando per il disordine ormai prossimo che metterà alla prova la sopravvivenza stessa della Razza Bianca e degli ideali Bianchi Cristiani. Noi siamo la nuova Elite dell'antico sangue promesso, gli uomini e le donne della Razza e dell'Onore…"


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Ci avviammo verso l’ala occidentale che conteneva le metopi del Partenone.
Attraversammo l’area del monumento di Xanthos, popolato da ninfe e Nereidi e occupato da una massa di giapponesi sbracati sulle panche. Uno spettacolo disgustoso. Ho sempre pensato, a differenza della stragrande maggioranza degli umani, che siamo una specie deforme. Basta contemplare, con un certo distacco, un bus pieno di turisti giapponesi per arrivare a questa conclusione. I turisti ti danno la dimensione giusta della tua specie. Osserva i tedeschi o gli italiani all’estero. Osserva gli inglesi quando visitano la Costa Brava, con le loro pance ricolme di birra. Il turista dà la dimensione giusta del vuoto, del nulla e dell’orrore. Siamo fisicamente ripugnanti con qualche eccezione luminosa. E sicuramente lo saranno stati anche i greci che ci hanno rifilato la menzogna dei corpi bellissimi. E poi offendiamo gli dei nel dar loro corpi umani. E’ un atto di hybris sfrontata. Ryszard Kapucscinski nel suo “Ombre nel sole”, un libro magnifico sulla guerra dei poveri in Liberia, descrive una stanza piena di scarafaggi giganti. Tutta la stanza è invasa da questi insetti grandi come tartarughe. Quando lo scrittore arriva gli scarafaggi fuggono terrorizzati e si raccolgono tremebondi in un angolo. Kapucscinski spiega: “chiaramente gli scarafaggi mi consideravano una creatura brutta, eccezionalmente ripugnante.”
“Sa Zeno….le rievocazioni storiche non sono però diffuse tra i siti americani, la maggior parte dei contenuti ha un altro tenore: ci si occupa di aborto, difesa della razza dalla “contaminazione”, educazione dei figli, consigli per gli acquisti. Alcune pagine, come la sezione femminile di Stormfront, rischiano persino di risultare divertenti perché promuovono una sorta di attivismo ideologico a misura di casalinga…”
“Le casalinghe ariane…”
“Già, dicono che la lotta politica non va abbandonata quando si impugna il carrello della spesa, anzi è bene ricordarsi di essere ariane prima di mettere mano al portafogli…”.
“Al portafogli ariano?”
“Già…ascolti: “Molti produttori pagano un rabbino ebreo per certificare i prodotti come adatti al consumo kosher. Ciò include articoli alimentari e non, e i costi sono caricati sul consumatore, ebreo o meno. Pensiamo che i consumatori non ebrei non debbano essere obbligati a pagare i costi di dettami religiosi ebraici. Buona parte del pubblico non è consapevole di questo costo aggiuntivo…
È importante fare caso ai simboli kosher, e dovremmo evitare i prodotti con questi simboli…”
“Ameno e dilettevole…”.
“In questi casi l'ideologia neonazista sembra aver inglobato le campagne di difesa dei diritti del consumatore a una scelta consapevole dei beni da acquistare. Il sito di Natalie Aka Priscus conduce una campagna antiabortista, e fornisce gli ultimi dati sulla crescita demografica prendendo in considerazione il territorio californiano, dove nell'anno 2005 i bianchi costituiranno il 39% della popolazione, i latino-americani il 40%, gli asiatici il 14% e i neri il 6%. Conclusione: “Come fanno le autorità a dire che siamo paranoici? ….Come possono dire che la razza bianca non corre il rischio di essere sopraffatta dai non-bianchi?”
“Sprofonderemo in un tragico meticciato universale ecumenico…”
“I gruppi di donne di estrema destra sembrano comunque interessati a far sentire la propria voce. Più rare sono le pagine private nate dall'iniziativa spontanea di una singola donna. La presenza maggiormente attestata è negli Stati Uniti, dove la quantità permette di esaminare prodotti diversificati. Per esempio, NSkingirls, dotato di croce celtica in rosa, è dedicato a Eva Braun e alla sua storia con Hitler. L'immagine di Hitler nell'angolo destro dell' homepage è un po' più grande di quella centrale di Eva. Il motto suona: “dietro a ogni grande uomo c'è sempre una grande donna”
“Appunto: sempre dietro…”
“Si… ma non mi faccia ridere…”.
“E poi c’è un pezzo sul diario di Anna Frank…”


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…il Diario di Anna Frank è un falso: renderemo come esempio Il diario di Anna Frank che é da tutti ormai considerato uno dei testi più commoventi ed elevati della letteratura prodotta durante la Seconda Guerra Mondiale. Edito per la prima volta nel 1947 é subito diventato un libro culto per milioni di giovani, ai quali viene insegnato, attraverso le pagine di tale Diario, il modo “corretto” di interpretare, anzi di accettare la realtà “storica” sull'Olocausto, che la storiografia ufficiale ci propone, o meglio, ci impone da almeno cinquanta anni. Ma Il diario di Anna Frank ha soprattutto un’immensa importanza psicologica, perché fa si che ogni persona, condizionata dall'esistenza della “testimonianza” resaci da Anna Frank, accetti la verità dell'Olocausto come un dato di fatto, della cui autenticità sono tutti ciecamente convinti, e ciò perché essendo detto Diario stato scritto da un'adolescente, é al di fuori di ogni sospetto. In questo modo a nessuno verrebbe in mente di negare l'Olocausto, perché dovrebbe negare l'autenticità del Diario. Gli storici sterminazionisti ritengono che Il diario di Anna Frank sia un testo che aiuta a rivivere i momenti più tragici della Storia dell'umanità, e che, soprattutto, serve a scongiurare che l'Olocausto possa riaccadere….


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Eravamo sotto la metope XXIX: un centauro semi calvo lottava, armoniosamente, contro un Lepido. Procedemmo verso la processione delle Panatenee di Fidia.
Salutammo cordialmente Demetra, Persefone e Bacco.
Dissi: “Secondo me, cara….Elgin fece bene a portare via i fregi del Partenone….ci facevano le case con i frammenti di marmo…”
All’altezza dei grandi guardiani di Khorsabad, con testa umana e corpo di leone, chiesi:
“Le va un bel un bel cappuccino?”
“Con piacere…”
“E Fiori, my dear, non l’ha menata con la Resistenza?”.
“E le pare…ha citato un brano di Massimo Fini…”
“Lo conosco quel brano. Lo sa, Heidi, Fini non dice cose sbagliate…il popolo era con Mussolini…. Benito non era un lestofante che aveva preso il potere con un golpe…francamente detesto il revisionismo storico di destra…. però la verità è che il popolo diede il consenso sia a Mussolini che a Hitler….Il popolo erano con loro….la Germania in maniera totale e peccaminosa…certo i fascisti strumentalizzano quello che Fini dichiara…”


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“….Non mi ha mai convinto la festa del 25 aprile, la Festa della Liberazione, non tanto e non solo perché divide il Paese in buoni e cattivi, causa ancor oggi, come tutti possono vedere, di catacombali risse fra antifascisti e anticomunisti, ma perché ha ingenerato il pericoloso e non innocente equivoco che l'Italia si sia riscattata in libertà dalla dittatura e dall'occupazione nazista in virtù della Resistenza e della lotta partigiana e non grazie alle truppe anglo americane. Storia deformata. Nell'ambito di quel grandioso e tragico evento che fu la seconda Guerra mondiale, la Resistenza fu un fatto marginale, che riscattò moralmente solo quelle poche migliaia di uomini e di donne che vi presero parte. Non il popolo italiano che aveva aderito compatto al Fascismo, e anche all'abominio delle leggi razziali, che lo abbandonò quando cadde e che poi stette alla finestra per vedere chi vinceva la partita, salvo scatenarsi, dopo il 25 aprile, nel più bestiale dei modi con lo scempio di piazzale Loreto. Il libretto. Questa è la verità della nostra Storia recente. La retorica, di cui abbiamo visto in questi giorni un gran dispiego, certo è un'altra cosa, ma la retorica, come avvertiva Alberto Savinio in un preveggente libretto del 1943, Sorte dell'Europa, “è un male endemico del nostro paese, è il male che inquina la nostra vita, la nostra politica, la nostra letteratura, è una delle cause principali, se non addirittura la principale, delle nostre sciagure”.
E in quel prezioso libretto, che dipendesse da me farei distribuire nelle scuole al posto di tanti manuali di retorica della Resistenza e dell'Antifascismo, Savinio scriveva anche: “Il nostro territorio non siamo stati noi a liberarcelo ma altri ce lo hanno liberato, la nostra libertà di opinioni non ce la siamo conquistata noi ma altri ce l'hanno data”.
Doppia pietà. Io ho il massimo rispetto per i partigiani che si batterono e anche morirono per un'idea di libertà, ma ho altrettale rispetto per i ragazzi che, in nome di altri valori, l'onore e la lealtà, andarono a morire per Salò, ingannati e traditi da Mussolini che, dopo tanta retorica sulla bella morte fu pescato a fuggire travestito da soldato tedesco. Le ritirate. Tutto secondo l'ignobile tradizione dell’armiamoci e partite che è tutta interna alla storia di viltà della classe dirigente italiana, dalla borghesia che si squaglia nelle retrovie, maledicendo i fanti - contadini che a Caporetto si erano stufati di immolarsi alla tattica omicida dell'attacco frontale del generale Cadorna (si legga La rivolta dei santi maledetti di Curzio Malaparte), al Re e Badoglio che abbandonano Roma in balia dei tedeschi, all'editore Gian Giacomo Feltrinelli, a Toni Negri, ad Aldo Moro che dalla sua prigione scrive le lettere che scrive, ad Adriano Sofri, a Bettino Craxi che scappa negando la legittimità delle istituzioni di un Paese di cui pur era stato Presidente del Consiglio e però pretendendo di essere considerato esule, martire ed eroe, fino al comportamento tenuto, in prigione e fuori, da quasi tutti i ladri eccellenti di Tangentopoli.
Guerra perduta. La retorica non è mai innocente. Quella della Resistenza ha consentito agli italiani di far finta di aver vinto una guerra che invece avevano perso, e nel peggiore dei modi, e quindi di non fare i conti con se stessi fino in fondo, a differenza dei tedeschi e dei giapponesi. Da questo voluto equivoco sono nati molti guai, molte sciagure per dirla ancora con Savinio, che hanno successivamente funestato la storia del nostro Paese, compreso il terrorismo e quel suo ritorno di cui oggi tanto si parla, con la consueta retorica….”

La Falsa Retorica del 25 aprile di Massimo Fini

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“Lo sa che gli alleati registravano segretamente le conversazioni degli ufficiali tedeschi prigionieri?”
“E che dicevano i tedeschi?”
“Il vice ammiraglio Utke chiede all’ammiraglio Engel se crede alle storie dell’olocausto.
E l’alto ufficiale risponde: Certo che ci credo….Lo sapevo da molto tempo.
A Polsen un uomo mi spiegò come uccideva gli ebrei….ed io gli chiesi: uccidi anche i bambini ?
E lui: certo non sono mica un vigliacco io…se non lo faccio io lo dovrà fare mio figlio….
No - continua Engel - io sapevo tutto….e il tedesco medio sa tutto….Non ha sentito come era il campo di concentramento visto da fuori? La gente doveva correre davanti allo Standartenfuerer…
Era semplicemente il limite estremo….e si sorprendono che sono odiati…ma via!”
“I tedeschi sapevano….anche se immagino che parte della gerarchia non conosceva i dettagli….
“Dove l’ha letto?”
“L’Observer di domenica…..un SS dice: Grieser mi ha detto che il caffè che beve mi è costato 32.000 donne ebree….” “E dove finirono?” Chiede Utke incuriosito. “Nell’inceneritore probabilmente…” risponde. E il registratore registra risolini.”
“Spesso ho pensato che un’atomica su Berlino non sarebbe stata male…”
“Per nulla…ma poi la nube tossica si sarebbe spostata verso l’Inghilterra o la Francia…. Altro che le lacrime per Dresden….una bella lichtung atomica…e poi dopo anni un bello stato Ebraico nel cuore della Germania…”
“Ma la storia più istruttiva è quella narrata da un tenente. Un SS suo amico organizza una cena.
O un party. Non ricordo con esattezza. Organizzano una bella partita di caccia. Fucili carichi sono sui tavoli. Che cacciamo ragazzi? Ma questi 30 fottuti ebrei….guardali….ognuno di noi si sceglie il suo ebreo…e pum! Caccia al coniglio!”
“Orrore innominabile….che nazione…”
“Un altro chiede: ma che hanno fatto ai bambini?”
“E un altro risponde: presero piccoli di tre anni per i capelli e li sospesero su una fossa e poi li uccisero con un colpo di pistola e li lasciarono cadere nell’umida terra scavata…”
“E mai un segno di pietà?”
“Si…raramente…. un generale, mi pare Schaefer dice: non siamo più legati al Führer. Dopo questi orrori non c’è più lealtà. Ti si drizzano i capelli ascoltando. Se la Germania è distrutta è solo giustizia….nulla di più…”
“E invece questi hanno ricominciato…”.
“Perché il verme non muore…il male ce l’abbiamo dentro…”.
“E hanno ricominciato come se nulla fosse. Le lascio questi fogli li legga, ci vediamo tra poco, le faccio pervenire una nota: ci vediamo all’ora stabilita al museo di Londra….mi interessa…avrò i nomi degli assassini, i loro indirizzi e gli indirizzi delle scuole ove vanno i figli…”
“Lo faccia…ma ricordi che occorre poco….bisogna portarli in un luogo dove ci si possa parlare…
Lei pensi al piccolo sospeso sulla fossa…”
“Vederli morire sarà un grande piacere…”.
“Com’è drastica lei…piano….relax…”


*****


…..Lo Zyklon e le camere di disinfestazione tedesche . L'insetticida Zyklon è stato brevettato nel 1924. Esso è ancora utilizzato per disinfestare i silos, i battelli…ma anche per gassare le tane delle volpi (nel quadro della lotta contro la rabbia). Durante la seconda guerra mondiale è stato utilizzato in molti campi di concentramento, compresi quelli in cui nessuno storico situa in camere a gas, e altrove per scopi di disinfestazione. Queste disposizioni operative erano state presentate a Norimberga come documento di accusa sotto il contrassegno NI-9912, quando invece ogni osservatore attento avrebbe dovuto notare che le indicazioni che esse davano sulle particolarità dello Zyklon contraddicevano palesemente gli assertori della gassazione in massa di esseri umani…

L'Olocausto allo scanner di Jürgen GRAF