11. La mannaia di Chuang Tzu

In breve: l’olocausto se lo sono inventati i giudei e l’élite segreta dei lucertoloni.
Procedetti verso il padiglione Orientale. Cercavo come un disperato il mio amato Lohan.
Alla fine dopo un lungo vagare lo trovai. Era al centro di una di piattaforma lignea ed era grande come un monaco in carne e ossa. Lo trovai assiso centralmente tra una deità taoista della dinastia Ming e un Budai, il Buddha che segue Shakyamuni, e trascende l’orrore del mondo con la sua squillante risata. Il Lohan cinese era una scultura di ceramica piena di grandezza e dignità.
Anni fa lo visitavo spesso. Mi sedevo davanti al santo fino a quando non lo vedevo respirare. Mi guardava con intensa serenità. I suoi occhi semichiusi erano come un rimprovero. Aveva una tunica verde sotto un manto di uno strano colore rossastro che ricordava un plaid scozzese. Era l’immagine stessa della sobrietà. Un capolavoro cinese della dinastia Liao - Jin che durò dal 907 al 1125. Sedersi immobili davanti a quel serio e frugale Lohan mi faceva riflettere. Era come se mi dicesse: ma che fai? Perdi tempo a uccidere. E non vedi che per il sesso ti discioglie in mille rivoli. Vivi male, Zeno.
L’altro giorno mentre stavo montando Ines da dietro con passione inusitata vidi un’immagine riflessa nello specchio: era l’immagine di un Bodhisattva appesa alla parete. Mi guardava sorridendo. Dovetti muovermi per non incrociare quello sguardo. Vidi anche il mio volto riflesso ed acceso dalla passione ed ebbi vergogna. Mi facevo schifo. E’ tutto qui? Mi chiesi.
Ora, il Lohan mi fissava e mi calmava. Sembrava che dicesse: non uccidere.
Ed io rispondevo: con il culo su una pedana non cambi il mondo.
E lui diceva: neanche massacrando idioti lo cambi.
Ed io dicevo: come si poteva affrontare Hitler con le chiappe sui cuscini?
E lui rispondeva: cos’è la morte e la schiavitù davanti alla grande liberazione.


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…..La cifra mitica di sei milioni di ebrei assassinati è apparsa fino dal 1942 nella propaganda sionista. Nahum Goldmann, futuro presidente del Congresso mondiale ebraico annunciava il 9
maggio 1942 che, di 8 milioni di ebrei che si trovavano in potere di Hitler, da 2 a 3 milioni solamente sopravvivevano (Martin Gilbert, Auschwitz und die Alliierten, C.H. Beck, 1982, p. 44). In seguito le statistiche demografiche sono state manipolate fino a che la cifra desiderata non fosse raggiunta, almeno approssimativamente. Per far questo gli storiografi conformisti procedono come segue: dopo l'occupazione dell'Italia da parte dei tedeschi, Primo Levi si unì ai partigiani. Fu fatto prigioniero ed inviato a lavorare ad Auschwitz. Malgrado fosse ebreo e partigiano, egli è sopravvissuto e ha scritto dopo la sua liberazione il libro “Se questo è un uomo”.
L'ebreo austriaco e socialista di sinistra, Benedict Kautsky, avrebbe dovuto trovare cento volte la morte. Egli passò sette anni nei campi: Dachau, Buchenwald, Auschwitz e ancora Buchenwald. Egli ha scritto dopo la guerra la sua opera Teufel und Verdammte (Zurich, 1946). Sua madre ottuagenaria morì a Birkenau nel dicembre 1944. Otto Frank e le sue figlie Anne e Margot sono sopravvissuti ad Auschwitz. Anne e Margot furono trasferite a Belsen, dove morirono di tifo all'inizio dell'anno 1945. Otto Frank è morto in Svizzera in età avanzata.
Se i nazisti avessero voluto sterminare gli ebrei, come mai 600.000 di essi hanno potuto sopravvivere ai campi tedeschi? Fra la conferenza di Wannsee, nella quale si dice sia stato deciso lo sterminio, e la fine della guerra, i tedeschi avevano avuto tre anni e tre mesi per compiere la loro opera….


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E cos’è un Lohan? Un Lohan è un Arahat .
Cos’è un Arahat? Un Arahat è un mortale che si è liberato dall’orrore perenne dei desideri e liberandosi dal desiderio è fuoriuscito dalla ruota vorticosa della vita e dal ciclo miserando delle miriadi di reincarnazioni. In breve è un mortale che ha raggiunto l’illuminazione.
E cos’è un Bodhisattva? Un Bodhisattva è un essere vivente illuminato che ha raggiunto la sfera finale della liberazione. Ma non è un santo che cerca, egoisticamente, la salvezza individuale. E’ un essere che sceglie di aiutare tutte le altre creature verso l’illuminazione e la liberazione dal ciclo delle rinascite. E’ un essere che attraversa il territorio del Samsara innumerevoli volte per aiutare gli esseri sofferenti. E cosa deve fare un Bodhisattva per raggiungere l’illuminazione?
Deve: rispettare la disciplina monastica. Evitare l’hybris. Mai incazzarsi. Scansare l’invidia come la peste. Non essere mai geloso. Non essere attaccato a cose materiali. Essere compassionevole e distaccato. Liberare tutti, ripeto, tutti gli esseri dalla sofferenza. Mantenersi fermo nella vera legge.
Il Bodhisattva rinuncia alla liberazione finale fino a quando l’ultimo essere vivente non abbia raggiunto il Nirvana.
Il Lohan respirava mentre lo guardavo. Sorrisi e gli dissi: sono andato oltre l’oltre. Ma in un senso secolare. Pensai: forse tutto è luce. Poi presi i fogli e lessi.

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“…Leuchter partì per la Polonia nel febbraio 1988 in compagnia di sua moglie Carolyn, del cameraman Jurgen Neumann, del disegnatore Howard Miller e dell'interprete di polacco Tjudar Rudolph, per sottoporre ad un esame minuzioso le pretese camere a gas di Auschwitz-I, di
Auschwitz-Birkenau e di Majdanek…...L'impossibilità tecnica delle pretese gassazioni e incinerazioni di massa aveva colpito ricercatori come Felderer e Faurisson già dagli anni settanta. Ma, per offrire concrete argomentazioni a confutazione delle teorie sterminazioniste, occorreva uno specialista di camere a gas. Le conclusioni di Leuchter furono inequivocabili: in nessuno dei tre campi vi erano state camere a gas destinate allo sterminio di esseri umani. Le sole vere camere a gas esistite erano state le camere di disinfestazione destinate allo sterminio dei pidocchi……
…..La dimostrazione di Leuchter si basava su tre punti:
1. Le «camere a gas» non erano state costruite per uccidere esseri umani e comunque per questo uso non avrebbero mai potuto funzionare. Esse non erano stagne, di modo che il gas mortale
avrebbe continuato ad espandersi all'esterno. Mancavano meccanismi di diffusione del gas, così come dispositivi capaci di riscaldare le camere. Infine, gli impianti d'aerazione che vi si trovavano erano insufficienti. La ventilazione della «camera a gas» del Krema I, per esempio, non era assicurata che da un lucernario; il gas si sarebbe immediatamente sparso raggiungendo l'infermeria delle SS, situata di fronte alla «camera a gas», uccidendo pazienti e medici. Si può supporre che sarebbe ristagnata nelle camere per una settimana, dopo ogni gassazione, una quantità di Zyklon sufficiente per spedire all'altro mondo chiunque fosse entrato. Le maschere antigas non avrebbero offerto sufficiente protezione. Le «camere a gas» erano in realtà degli obitori. Quella del Krema fu trasformata più tardi in rifugio antiaereo.
2. I forni crematori esistenti, d'altra parte, non avrebbero potuto bruciare che una minima frazione delle pretese vittime e le «fosse d'incinerazione» erano pura fantasia.
3. Leuchter e la sua équipe hanno prelevato dei campioni di calcina sia dalle «camere a gas» che da una camera di disinfestazione. Bisogna sapere che [in virtù del legame tra lo ione Cn con gli atomi di ferro del calcestruzzo] il cianuro permane nella calcina e nei mattoni per secoli sotto forma di
insolubile ferrocianuro. Mentre il campione prelevato nella camera di disinfestazione presentava ancora, dopo 44 anni, un tenore di cianuro piuttosto elevato, le tracce di cianuro presenti nei campioni prelevati nelle «camere a gas» erano infime, persino nulle. Che si siano trovati tali residui in qualche campione si spiega, secondo Leuchter, col fatto che questi locali erano stati disinfestati una o più volte. Bisogna dire tuttavia che Germar Rudolf, in un'opera recente (Gutachten
über die Bildung und Nachweisbarkeit von Cyanidverbindungen in den «Gaskammern» von Auschwitz, Media World, Box 62, Uckfield, E. Sussex, 1993) propone un'altra spiegazione: si tratta di un fenomeno chimico naturale. In una fattoria della Baviera sono stati rilevati residui di cianuro più abbondanti che nelle pretese camere a gas di Birkenau (G. Rudolf, op. cit., pp. 85 e 93).

A ulteriore garanzia la prova del cianuro non è stata effettuata da Leuchter, ma da un dottore in chimica, di nome James Roth, che non aveva alcuna idea della provenienza dei campioni.
Se il rapporto Leuchter fosse stato confutabile, gli sterminazionisti avrebbero immediatamente ingaggiato i migliori chimici ed ingegneri col compito di realizzare una controperizia. Ma nessun chimico e nessun ingegnere hanno effettuato una tale controperizia….

Il Rapporto Leuchter

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Ecco la risposta: fenomeno chimico naturale…

Kapucinsky scrive in “Ombra del sole”: un uomo arriva nel 1821 in un luogo che diventerà Monrovia, la capitale della Liberia. Punta una pistola contro la tempia di un capo tribù locale
e per quattro moschetti e uno scatolone di quisquilie perlacee compra un pezzo di terra.
Gli americani vogliono trasferire i loro schiavi in Africa e ristabilirli nelle loro terre d’origine.
Dopo l’acquisto della terra, dal continente americano arrivano navi piene di schiavi liberati che raggiungono la terra promessa. Quando sorge la Repubblica di Liberia, nel 1847, questa minoranza di schiavi liberati costituisce una esigua parte della popolazione di quella terra. Sono e resteranno circa l’1% della totalità degli abitanti. Gli schiavi liberati non saranno mai più di 20.000.
Erano tornati nella loro Palestina pieni di speranza, si erano allontanati dall’abominio bianco.
Avevano evitato la morte dell’olocausto nero. Una nuova vita cominciava. Ma l’uomo è quello che è. I nuovi schiavi liberati conoscevano un unico tipo di rapporto: l’oscena relazione tra padrone e schiavo. Così questa esigua élite di nuovi arrivati si erge come razza padrona del nuovo territorio.
Abbiamo: da una parte la piccola minoranza egemonica degli ex - schiavi, dall’altra i proprietari autentici della terra che diventano, agli occhi dei nuovi padroni, una massa barbarica e superstiziosa. Disgusting niggers. Negri disgustosi. Proprio così: il primo apartheid lo fanno i neri d’America, creando un nuovo stato a macchia di leopardo con varie “homelands” come faranno più tardi i razzisti bianchi di Pretoria: gli Afrikaners. Ma come era possibile per la nuova élite definirsi padrona se entrambi i gruppi erano neri? Come era possibile definirsi signora se era del colore dei suoi schiavi? Provare con la varechina, come farà più tardi Michael Jackson, non era consigliabile, allora il gruppo egemone escogitò un’altra soluzione: i nuovi arrivati si vestirono da padroni, come i bianchi con guanti e bombette, e le donne si conciarono come bianche scimmiette vittoriane mostrando un assortimento svariato di parrucche, di sottovesti merlettate, soffocanti busti, cappellini piumati di ogni genere e di tutte le coglionerie alla moda occidentali. E così definirono la differenza e la legittimità della razza padrona. E logicamente tutto l’osceno armamentario dell’apartheid venne fuori. Tutto lo scialbo orrore del dominio si manifestò.
Non bisogna sposarsi con quei sporchi negri. Non bisogna lasciare giocare i nostri piccoli con quei pagani, sporchi e pidocchiosi. E tutte le idee brillanti degli Afrikaners si manifestano nel potenziale inferno di Moldovia. E se a qualcuno non andava bene la filosofia del gruppo minoritario allora c’era la morte e la prigione. L’élite dominante faceva fuori tutti coloro che ostacolavano il suo dominio. La dissidenza veniva brutalmente eliminata. E per aggiungere la panna al delizioso gelato dell’orrore: gli Americo - Liberians si arricchirono attraverso il commercio degli esseri umani. Divennero ricchi con la schiavitù. Piccole miserande guerre portarono il bottino degli schiavi.
Il cerchio si chiude: dalla schiavitù al possesso di schiavi. La ruota della vita gira e macina esistenze.

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…..L'opinione di Faurisson sulla questione dell'Olocausto. A prima vista, sembrava incomprensibile che un sistema democratico difendesse, con l'aiuto della censura e del terrore, una leggenda così orrenda come quella della gassazione di milioni di innocenti. Sembra ancora più inconcepibile che coloro che si aggrappano col massimo accanimento a questo mito orripilante siano proprio coloro per i quali la fine della leggenda del secolo significherebbe la fine di un incubo: gli ebrei e i tedeschi. Se la leggenda è difesa con tutti i mezzi, è perché la vittoria della verità storica rappresenterebbe, per un numero enorme di persone immensamente potenti, una catastrofe incommensurabile e irreparabile. Robert Faurisson, che forse, più di ogni altro, ha contribuito a smascherare il mito (senza di lui il Rapporto Leuchter non avrebbe mai visto la luce), ha riassunto la sua tesi in una frase di 82 parole, esposta qui di seguito: «Le pretese camere a gas hitleriane e il preteso genocidio degli ebrei formano un'unica menzogna storica, che ha permesso una gigantesca truffa politico - finanziaria, di cui i principali beneficiari sono lo Stato di Israele e il sionismo internazionale e di cui le principali vittime sono il popolo tedesco, ma non i suoi dirigenti, il popolo palestinese tutto intero, e le giovani generazioni ebree che la religione dell'Olocausto chiude sempre di più in un ghetto psicologico e morale.»…

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E se c’è un orrendo Samsara quello è l’Africa. Tubman il dittatore nero imita perfettamente l’arte politica e nefasta dei bianchi. Dopo Tubman giunge Tolbert: un autentico Papà Doc.
Corruzione, violenza, crudeltà, delirio religioso, tutti i mali cominciano ad abitare queste terre.
I bianchi ne hanno combinata un’altra di quelle belle: hanno aperto un’ennesima scatola di Pandora nel continente nero. E in quei luoghi lussureggianti è sempre in agguato lo spirito demonico di Kurtz che si agita, che si tormenta. C’è l’hybris più vile che guata e desidera il dominio spietato.
Anche la storia dei Tutsi e degli Hutu ha radici nell’orrore di una genia minoritaria e dominante.
E quando una minoranza utilizza spietatamente il suo potere qualcosa, sempre, succede.
Dall’oppressa maggioranza fa capolino un confuso messia: Samuel Doe.
Il soldato prende il potere dopo un golpe militare eseguito con 17 uomini, il 12 aprile del 1980, e liquida, implacabilmente, Tolbert e il suo male, e i cani randagi divorano gli intestini dal ventre dilaniato del dittatore massacrato. Ma il messia si rivela un fasullo liberatore e nulla cambia.
L’inferno sussiste. Ora Doe, corrotto come gli altri ricorre alla sua élite: si circonda con membri della sua tribù: i Krhan. Costituisce un nuovo gruppo egemone tra l’orrore e la corruzione trionfanti.
Dall’inferno barbarico emergono nuove rappresentazioni del male. E questi demoni fuoriusciti da una putrida bolgia usano bambini come guerrieri in una guerra di tutti contro tutti. Taylor, Prince Johnson, Doe lottano per il potere, per il loro misero campo di ossa, per la ricchezza potenziale che questa disperata terra possiede. Basta leggere le pagine nelle quali Kapucinsky descrive Johnson che tortura Doe catturato, mentre una disperata mignotta gli fa vento con un ventaglio, per capire che chiunque si sia inventato l’idea di un inferno eterno oltre il tempo e lo spazio è un perverso. La Geenna è qui e se è stato Gesù Cristo a sostenere un’idea malsana di questo tipo, peggio per lui.
La Liberia, intanto, incede verso la follia. Intervengono gli stati africani. Un orrore senza fine.

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……In prossimità della fine della guerra, dunque, oltre alle camere a gas la propaganda parlava di altri metodi di sterminio. Uno di questi consisteva nel bruciare le persone vive. Questa variante del mito dello sterminio si è mantenuta viva nell'ambiente ebraico fin verso il 1960. Come dice R. Faurisson, Elie Wiesel doveva scegliere fra due menzogne della propaganda alleata, e si premurò di scegliere la peggiore. Belzec o il campo di sterminio fantasma. Situato in Polonia, il campo di Belzec (da non confondersi con quello di Bergen-Belsen) fu, secondo la storiografia ufficiale, al terzo posto fra i campi di sterminio: 600.000 ebrei vi sarebbero stati gassati. La storia di Belzec è una versione in miniatura dell'insieme della leggenda dell'Olocausto, per cui vale la pena di presentarla in modo relativamente particolareggiato.«Nell'ultima settimana di marzo (1946), la stampa romena annunciò una notizia straordinaria: nella piccola città di Folticeni si sono solennemente sotterrate al cimitero giudaico, durante una cerimonia di inumazione conforme alle regole, 20 casse di sapone. Le casse portavano la marca RIF - Rein Judisches Fett ...È alla fine del 1942 che fu pronunciata per la prima volta l'espressione «trasporto di sapone»! Avveniva nel Governatorato Generale e la fabbrica era in Galizia, a Belzec: 900.000 ebrei furono utilizzati come materia prima in questa fabbrica dall'aprile 1942 al maggio 1943... Il mondo culturale non può concepire il piacere con il quale i nazisti e le loro donne contemplavano questo sapone. Essi vedevano in ciascun pezzo di sapone un ebreo che era stato fatto sparire per incanto e si era anche impedita la crescita di un secondo Freud, Ehrlich o Einstein. ... L'inumazione del sapone in una cittadina romena ha qualcosa di soprannaturale. Il dolore stregato che alberga in questo piccolo oggetto d'uso quotidiano spacca il cuore già pietrificato dell'uomo del XX secolo. Nell'era atomica, il ritorno alla oscura cascina medioevale delle streghe fa l'effetto che può fare un fantasma. E però è la verità!»…….

Der neue Weg, Vienna, n•17/18, 1946.

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Perambulavo, solitario, nelle gallerie egizie del British Museum. Ero davanti al sarcofago nero della mummia di Diedkhonsefankh, ammantata di notte, avvolta nella tenebra. Pensavo a Göring, in cella, sbracato con il suo pancione, durante il processo di Norimberga. Il nazista ha perso tutto. Lo sfarzo grottesco e il lusso sono svaniti. Una morte sicura l’attende. Il ciccione si rivolge al soldato americano che lo controlla e gli dice: “lo sai che io amavo la caccia? Oh…come amavo la caccia! Ma sai, caro, non potevo dirlo al Führer perché lui si arrabbiava…lui non amava la violenza verso gli animali. Hitler, amico mio, era vegetariano…”. Pensavo proprio a quello. E mi saettò nel cranio un’immagine - memoria. Vedevo con gli occhi della mente il macellaio di Chuang Tzu.

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……Poiché non vi sono prove dell'Olocausto - niente documenti, niente cadaveri, niente armi del crimine - e le sole minacce in sede politica di Hitler costituiscono un fondamento veramente troppo scarno per un'accusa così grave, i tribunali dopo la guerra furono incaricati dai vincitori, poi dai governi tedeschi successivi, di trovare le prove di un genocidio perpetrato su milioni di persone nelle camere a gas, senza che del delitto fosse rimasta la minima traccia. L'obiettivo del processo di Norimberga è stato quello di configurare un crimine, unico nella storia mondiale, attribuendolo ai tedeschi. Certo le potenze occidentali non hanno indietreggiato, nell'occasione, davanti alle torture fisiche - si pensi a Rudolf Höss e ai guardiani di Dachau - ma essi hanno generalmente utilizzato una tattica più sottile: poiché l'Olocausto era da considerarsi come un fatto definitivamente stabilito, gli accusatori hanno dato prova di una grande disinvoltura quanto alla colpevolezza individuale di tale o talaltro accusato…….

Il processo di Norimberga

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Chuang Tzu racconta che il macellaio del principe Wen Hui sta tagliando un bue ed é micidiale nell’operazione di sventramento. Colpisce con la mannaia e, con un colpo solo, fa cadere una spalla, con un’altra rasoiata fa crollare una zampa, un altro colpo e vola la groppa, un’altro e si stacca il garrese, un altro e il ventre si spalanca. Preme con il piede, facendo forza con il ginocchio, e la carcassa del bue magicamente si separa. Il macellaio danza con la lama scintillante della mannaia e dischiude la carcassa con fendenti di grande eleganza e precisione.
Il principe meravigliato gli dice: bravo testone….sei proprio un artista !
Il macellaio fa un salto indietro, mette da parte l’affilata mannaia, e risponde: “Io seguo il Tao.”
All’inizio vedevo solo una massa di carne. Dopo tre anni, ho notato le distinzioni. Ora non vedo più nulla con gli occhi. Tutto il mio essere osserva ed assimila. Lo spirito segue solamente l’istinto, segue la via della natura. Ora cerco i varchi segreti con il mio coltello e la mia mannaia. O meglio: il mio coltello segue la sua via. Taglia tra i nervi, le giunture e non intacca le ossa. Un cuoco necessita di un nuova mannaia ogni anno. Ma io con la mia vecchia mannaia ho tagliato mille buoi in diciannove anni. E la mia lama è ancora perfetta, non ha mai bisogno di essere affilata. La tenuità della lama trova gli spazi vuoti e come un soffio di vento apre la carcassa. E se trovo delle giunture rassodate rallento e osservo con attenzione. Trattengo la lama e poi colpisco e la carne cede e si dischiude. Fatto questo mi ritraggo. E lascio la gioia del lavoro possedermi. Pulisco la lama e la ripongo.
E il principe Wan Hui risponde: Bravo testone ! Mi hai insegnato come vivere la mia vita.


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….L'Olocausto costituisce inoltre per Israele un mezzo collaudato per assicurarsi l'appoggio incondizionato degli Stati Uniti. Sono i palestinesi che fanno le spese di questa politica. Essi sono tra le principali vittime del mito dell'Olocausto. Molti di loro vivono miserabilmente da decenni in campi per rifugiati, espiando senza alcuna colpa la leggenda sionista delle camere a gas.
Infine, tanto lo Stato di Israele che le organizzazioni sioniste internazionali si servono dell'Olocausto per mantenere permanentemente gli ebrei di tutti i paesi in uno stato di isteria e di psicosi di persecuzione che costituisce il miglior cemento fra di loro. A ben guardare, un solo legame unisce tutti gli ebrei del mondo, askenaziti e sefarditi, religiosi e atei, persone di destra e di sinistra: l'orribile trauma dell'Olocausto, la caparbia volontà di non essere mai più gli agnelli che vengono portati al macello. È così che l'Olocausto è diventato un succedaneo della religione al quale può credere anche l'ebreo più indifferente; è così che le inesistenti camere a gas di Auschwitz sono diventate le reliquie più sacre del mondo……

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Ero giunto davanti ad un sarcofago ove era dipinto il volto di una sfacciata ninfetta con gli occhi
oscurati da eccessivo mascara. Sembrava una troia di periferia degli anni 50’. Se la rideva beata. Era scesa nella tenebra ma ci aveva concesso un ultimo atto di vanità. Se ne stava lì, nel suo nulla, sorridendo come una giovane sgualdrina e mostrava due micidiali tette. Era una donna dell’Egitto del primo secolo dopo cristo. Incredibile – pensai - non mollano mai. Siamo aggrediti anche dalle tette delle mummie. Non bastano la fottuta pubblicità, la televisione, il cinema. Mi avviai mestamente verso i ritratti stupendi del Fayum.
Pensavo: il Fűhrer considerato, giustamente, un massacratore si preoccupa dei poveri cervi, delle allodole, dei tordi, e il grande filosofo taoista, nella sua stimata saggezza, ci dona questa menata, molto apprezzata da miriadi di menti illuminate, per dirci che il macellaio ha raggiunto l’illuminazione scannando buoi. Facendo a pezzi i corpi di esseri viventi. Chuang Tzu adorato dagli occidentali parla dei poveri buoi come se fossero cose.
Cos’è un bue? Qualcosa che tagli a pezzi e divori.
E pensavo: immagina se un Kapò dicesse: io, a Buchenwald, ho bruciato migliaia di corpi fino a diventare uno con il mio agire trascendendo l’orrore dell’atto. Sono diventato così preciso e distaccato nei miei movimenti, quando gettavo nei forni i cadaveri, che agiva solo il mio spirito ed io, attraverso la mia arte, superavo il ribrezzo. Ci sarebbe un urlo di raccapriccio. Verrebbe giù il mondo. E allora io chiedo: ma perché non urlate sentendo questa perla di saggezza taoista riguardo queste povere bestie macellate? Perché restate ammirati e non provate disgusto per questa storia?
E i saggi rispondono: ma quelli sono ebrei e gli altri solo buoi; c’è un’enorme differenza.
Ed io allora dico: chiedetelo ai buoi se gli va bene questa spiegazione.

Ci ho pensato bene: sono un nazista capovolto.


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….Ma prescindendo dalle «tecniche di sterminio» quali prove abbiamo dell'assassinio di 600.000 persone a Belzec? Un'ispezione sul sito del vecchio campo di Belzec non è di alcun aiuto poiché non vi si trova che un prato, e niente altro. Non possediamo un solo documento al riguardo. Si risponde che i nazisti avrebbero sempre trasmesso oralmente gli ordini concernenti gli assassinii.
Non si sono trovate fosse comuni. Si risponde che i nazisti avrebbero bruciato i cadaveri.
Anche i resti delle 600.000 vittime sono però spariti. Si risponde che i nazisti avrebbero disperso le ceneri. Non ci si spiega però che cosa sia avvenuto delle ossa; la maggior parte delle persone ignora che le ossa, e a maggior ragione i denti, non bruciano che parzialmente, e che essi devono essere macinati. Delle camere a gas non è restata che l'ombra. Si risponde che i nazisti avrebbero fatto saltare le camere a gas ed avrebbero sgomberato le macerie. Belzec è assolutamente assente dalle statistiche del SIR di Arolsen, nelle quali il campo di concentramento di Neuengamme, per esempio, figura esattamente con 5.780 decessi provati - i morti di Belzec non sono stati registrati da nessuna parte. Non ci sono più testimoni oculari sopravvissuti. Uno solo dei 600.000 ebrei deportati a Belzec, un certo Rudolf Reder, è sopravvissuto nel campo, ma è deceduto negli anni Sessanta.
Quali prove abbiamo allora dei 600.000 assassinati di Belzec?
Nessuna. Non la minima prova……

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E ti pareva? Nessuna prova!
All’inizio cominciano con l’imbracatura della terra e del sangue. Fruscianti foreste, Reno maestoso, e nel cranio affumicato si manifestano: dei, giganti, nani, ninfe, i gemelli Walsidi, Hunding, Sieglinde, Brumhilde, le Ondine dell’Anello, Sigfrido, l’incontaminato eroe di Wagner. La sbronza di birra continua. Poi fa capolino il puro folle Parsifal stringendosi Kundry e palpeggiando le fanciulle – fiore, poi il giardino incantato di Klingsor e le terre del sofferente Amfortas.
Si continua e si passa, ritmicamente, all’antica, dispersa Thule e alle radici di Atlantide.
Si procede: micidiali intellettuali, avvelenati dal trattato di Versailles e dalla vergogna della nazione, escogitano la ricerca dell’essenza della loro terra. I grandi capitalisti tremano per una possibile conquista bolscevica, gli storici elaborano alcune idee dalle pagine di Tacito sulla grandezza degli antichi Germani. Si cercano in Tacito le antiche virtù di razze virili non compromesse dalla decadenza del mondo romano. Terra, spazio, foreste nebbiose, eternità, querce secolari e Arminio che svetta sulle cime mormoranti degli alberi. Arminio sovrasta le cupe foreste del pensiero. La battaglia della Selva di Teutoburgo del 9 a..c diventa un evento epocale e non l’errore di Varo che si fa fottere tre legione dai Cherusci. Si procede. Himmler comincia a rimuginare: questa fede giudeo - cristiana decrepita ci ha fottuto la mente dobbiamo tornare all’antica religione dei padri. Sangue, terra, foreste mormoranti, quattro lune, Thule lontana e l’Atlantide. E comincia la devastazione della mente. Questo cattolicesimo nefasto gli va stretto a Himmler, le radici di questa religione degenere lo fanno infuriare: l’ebraismo con il suo culto – gregge è la causa di tutto ciò che è deforme e degenere. Echi di Nietzsche. Gli intellettuali intimoriti dal pericolo bolscevico fanno il resto. Patria dell’anima offuscata da brume: il mito ariano sorge.
Dalla scatola di Pandora fuoriescono Odino, Frigga, Thor, Baldur, Freya, Tyr, Loki, Bragi, Vithar, la madre Terra Erda. Il mondo pagano, che covava sotto le ceneri, erompe e si manifesta nella sua pienezza. Wagner, la società di Thule, Chamberlain e le razze. Nel calderone del cranio di Himmler ci finisce tutto. E’ come una grande passata di verdura. Getti tutto nella pentola e mescoli.
Hitler procede incontrastato perché il mondo lo lascia fare. Sulla vergogna di Versailles e sui tristi giudei che approfittarono della disfatta della patria per arricchirsi creano un’ideologia intrisa di umida terra e di sangue. Tamburi, fiaccole, gagliardetti, morte. Si passa al destino della razza tedesca indissolubilmente legato a quello dell’universo. C’è un filo tra Göring e il Big Bang, tra la perversità di Goebbels e il fascio delle galassie: l’hybris galoppa furiosa e si trasforma in follia. Non c’è dubbio: gli dei li vogliono perdere. Idee mal digerite portano alla visione mostruosa della notte del mondo. Il pensiero dei massacratori è come l’incubo di Fuseli sul corpo della Germania che però si concede al mostriciattolo peloso offrendo le candide natiche. Tre lune, quattro lune, una razza padrona nelle terre dei ghiacci. Basilico, prezzemolo, aglio e cipolle nella grande pentola.
Gli intellettuali imperversano: gli ebrei ci hanno rubato l’età dell’oro. Hanno contaminato il primordiale sapere. Ci hanno rubato il senso del mondo. Abbiamo perso la primiera Weltanschauung per perfidi pastori ossessionati dal loro dio geloso. In questa palude malsana ci sguazzano, volenti o nolenti, Nietzsche e Heiddegger. Ci sguazzano Fichte, Hegel, Spengler e camerati vari. Si danza. Popolo come sopporti l’inimmaginabile? Volk come puoi sostenere la contaminazione? 1923: i nazisti sono 55.000. Dalle schegge del movimento di massa fuoriescono i nuovi eroi. Sedici morti nel fiasco del putsch del 1923: una pagliacciata diventa un trionfo.
Sedici eroi sono assorbiti dalla luce del Wallhala. Il lumpenproletariato raggiunge Odino.
Hitler scrive Mein Kapf. Himmler s’innamora di Hitler e marcia con lui verso l’eternità.
Il Führer, si sporge dall’Assoluto e sussurra nell’orecchio del discepolo: “Occorre un nuovo ordine di cavalieri purissimi. Necessita un ordine che sia l’essenza del sangue germanico.”
Thule, ghiacci, Atlantide, terre lontane, foreste fruscianti, Odino, il Graal, i Cavalieri Teutonici.
Ora Himmler sogna una Camelot nazista. Il suo cervelletto si fonde, fuma, e l’hybris galoppa selvaggia. E nasce l’ordine nuovo. E’ il 1929 e Himmler crea un corpo pretoriano per difendere il Fűhrer: nascono le Shutz Staffeln, le SS. A Wewelsburg si concretizza l’essenza dell’élite assoluta.
Ecco il nuovo ordine dei Cavalieri Teutonici. Comincia la sbornia della Lebensraum verso Est.
Ora, dalle brume si delinea la figura di Enrico I e il fondatore del Primo Reich conduce la danza.


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…..Nel New York Times del 27 agosto 1943 si poteva leggere a proposito di Auschwitz: «Le condizioni di vita sono particolarmente dure nel campo di Oswiecim (Auschwitz). Secondo stime, 58.000 persone vi sono perite.» Sorprendente è che il numero di vittime stimato era piuttosto al di sotto della realtà, mentre la menzione delle dure condizioni di lavoro era esatta. È impossibile tuttavia che gli Alleati abbiano ignorato per due anni ciò che davvero avveniva nel più grande dei campi di concentramento germanici. È solo nel corso del penultimo anno di guerra che la leggenda prende forma concretamente… Il Museo di Auschwitz ha preteso fino al 1990 che 4 milioni di persone fossero state assassinate in questo campo. Di colpo, senza fornire spiegazioni, si sono recentemente ridotte queste cifre a «poco più di un milione», riconoscendo così che ci si era ingannati per mezzo secolo. Ma la nuova cifra non è provata più di quanto lo fosse la vecchia. Secondo il ricercatore italiano che più d'ogni altro si è specializzato su Auschwitz, Carlo Mattogno, la cifra dei decessi in questo campo sarebbe attorno a 170.000 unità, il 50 % ebrei…….
(Ernst Gauss, Grundlagen, pp. 306-307).

La genesi del mito di Auschwitz.


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Chi è Enrico I ?
Enrico I è il primo imperatore Sassone, il fondatore del primo Reich.
Eletto dai Sassoni e dai Franchi.
E perché Himmler ha questa ossessione con il Re?
Perché oltre ad essere il fondatore del primo Reich, Enrico I, si è reincarnato nelle spoglie mortali del leader nazista. Questo per amor di chiarezza e siamo al Libro Tibetano dei Morti. Si, Enrico I, Heinrich I, è divenuto il Comandante Supremo delle SS: Heinrich Himmler: tutto torna.
E perché è tanto importante per Himmler e i nazisti il ruolo del re?
Perché il Duca dei Sassoni eredita un regno da quattro soldi composto da Franconia e pezzi di Sassonia e crea un nuovo impero. Il mondo carolingio sta andando verso la disintegrazione quando Enrico è eletto. Il re, nel 921, sottomette i baroni -e nel cranio di Himmler saettano le immagini della “notte dei lunghi coltelli” e di Rohm fulminato mentre è a letto con un giovane -, nel 928- 929 muove guerra agli Slavi. E ci siamo Nach Osten ! Lebensraum! Poi assoggetta Veleti e Abodriti
E con la sua cavalleria pesante schiaccia gli Ungari, nel 933, presso Riade. Con Enrico inizia tutto.
Senza Enrico non ci sarebbe stato Ottone il Grande. E senza il figlio non ci sarebbe stata la vittoria di Lech, nel 955, contro i Magiari, né la conquista del Regno d’Italia, né l’incoronazione a Roma.
Già la Lebensraum! Ma si, vendichiamo la sconfitta di Tannenberg e Marienburg caduta.
Vendichiamo gli anni cupi del 1410 e del 1457. Vendichiamo l’onore dei Cavalieri Teutonici sconfitti. Ma senza la nera croce sul bianco mantello, stavolta con la svastica ariana di Thule su sfondo bianco e rosso. Si, verso Est, verso la Prussia e la Pomerania, verso la Lusatia e Meissen, verso la Silesia e gli spezzoni del regno di Boemia. Si,verso Est. Questo è il nostro destino, foreste fruscianti, essenza della patria preservata nel grembo dei sacri boschi!
Si, come i Cavalieri Teutonici verso la Livonia, Pernau, l’Estonia, Dago, Osel, fino al lago di Peipus. Verso Est! Si, verso la Bielorussia, verso la Polonia, verso l’Ucraina!


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……..Ma Hitler non aveva «annunciato» l'Olocausto?
In mancanza di prove dell'assassinio di milioni di ebrei, gli sterminazionisti producono citazioni di Hitler e di altri gerarchi nazionalsocialisti, che minacciano gli ebrei di sterminio. Nell'ultimo capitolo del secondo volume del Mein Kampf, si può leggere così: «Se, all'inizio e nel corso della guerra, si fossero sottoposti una sola volta dodici o quindicimila di questi ebrei corruttori del popolo ai gas tossici che centinaia di migliaia dei nostri migliori lavoratori tedeschi di ogni provenienza e professione hanno dovuto subire in guerra, il sacrificio di milioni di uomini sul fronte non sarebbe stato vano.». Il contesto in cui si situa il passaggio mostra per intero, col numero da dodici a quindicimila persone da eliminare, che Hitler non annoverava tra i suoi progetti lo sterminio degli ebrei nella loro totalità, ma solamente la liquidazione di quelli attivi nel movimento marxista e che reputava responsabili della disfatta della Germania nella prima guerra mondiale…


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Wewelsburg è il centro delle cose del mondo: nuova religione, nuovo ordine, nuova società ariana, catarsi della razza tedesca, uomo germanico nuovo. Il resto non conta. Ci si inchina davanti alla luce solare di Extersteine, verso le rocce che emergono dalla grande foresta: gli dei ritornano, il cristianesimo collassa come una stella morente. Fuma il cervello di Himmler: cominciano le ricerche archeologiche per riportare alla luce l’antica essenza. Ora fa capolino Otto Rahn il ricercatore del Graal: cappello sulle ventitrè. Aria da sciupafemmine.
E se il Graal fosse più antico del cristianesimo? Si chiede.
Domanda pertinente: lo cercano dall’Iran ai Pirenei: la follia incede. L’Archeologia rivelerà l’enigma dell’identità.
Otto Rhan troverà il Graal?
Himmler imperversa a Quedilinburg e omaggia Enrico I. Cerca il corpo nell’ipotetica tomba dell’imperatore. Non trovano nulla. Allora un certo dottor Hoehne raccoglie uno scheletro da una tomba e lo depone nel sepolcro.
Eccoti stò cazzo di re ….pazzo furioso….
E’ il 1936 e Himmler se la beve, si inchina e resta in silenzioso raccoglimento circondato da un gruppo di ariani con prominenti pancioni: forse sta omaggiando i resti di un ebreo.
Ora sorge la follia dell’Ahnenerbe. La ricerca ancestrale delle radici diventa furiosa.
Otto Rhan fa vela verso Perù ed Islanda. Cercano dappertutto. Rompono le palle anche ai buddisti del Tibet. Arrivano a Lhasa e alla Potala. Un misero teschio nel lago Valencia in Venezuela eccita disperate speranze. L’essenza ariana non si trova. La sbornia continua. Bevono birra e pisciano sangue. A Monaco un professore mentalmente corrotto, paragona il Fűhrer a Gotama Buddha.
Crolla l’iperuranio per le grandi risate. Gli dei sono in lacrime e si tengono la pancia dal gran ridere.
Il tempo dello sterminio matura. Da Merlino a Heichmann, da Artù all’angelo dello sterminio, Mengele. L’élite germanica dei cavalieri purissimi amministra l’olocausto. Organizza sterminio e forni. Himmler dice: “E’ la maledizione della grandezza scavalcare cadaveri per creare una nuova vita.” Da Lancillotto a Priebke: Il cerchio si chiude. Dal regno fatato di Merlino e degli elfi a Belsen, Buchenwald, Ravensbruck, Mauthausen, Treblinka, Sobiror…..


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….Nei fatti e per la verità Treblinka era, come Sobibor e Belzec, un semplice campo di transito. Dopo la repressione dell'insurrezione nel ghetto di Varsavia nella primavera del 1943, i sopravvissuti furono inviati, via Treblinka, sia in altri ghetti sia in campi di lavoro.
Ora, benché la convinzione dell'esistenza delle camere a gas nei campi dell'Ovest sia ancora largamente diffusa nel pubblico, non vi sono più storici seri che credano a gassazioni nel castello di Hartheim o nei campi di Ravensbrück, di Buchenwald e di Dachau, e ciò da decenni. La lettera indirizzata a Die Zeit il 19 agosto 1960 da Martin Broszat, allora collaboratore dell'Istituto di storia contemporanea di Monaco di cui doveva diventare direttore, ha suonato a morto per tutte queste camere a gas: «Né a Dachau, né a Bergen-Belsen, né a Buchenwald ebrei o altri detenuti sono stati gassati.... L'annientamento massiccio degli ebrei con il gas cominciò nel 1941/42 ed ebbe luogo unicamente in rari punti scelti per questo scopo e provvisti di installazioni tecniche adeguate, soprattutto in territorio polacco occupato (ma da nessuna parte nell'ex-Reich): ad Auschwitz- Birkenau, a Sobibor, a Treblinka,Chelmno e Belzec.» (Si noti la mancanza di Majdanek.)
In poche parole, Broszat ammetteva che tutto quanto era stato detto sulle camere a gas del Reich germanico dal 1945 era menzogna (per «Reich germanico» si indica il territorio della Germania nelle sue frontiere del 1937). Né in questa lettera, né più tardi, Broszat ha prodotto la minima prova di quanto affermato: non ha mai rivelato perché le dichiarazioni di testimoni relative alle presunte gassazioni di Auschwitz e di Sobibor dovessero essere più degne di fede di quelle che riferivano delle gassazioni negate di Dachau e Buchenwald…
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1934 Comandante della pulizia prussiana. 1936 Comandante delle Polizie unificate
1943 Ministro degli Interni. E’ il 25 maggio del 1945. Himmler osserva, sbalordito, l’ufficiale inglese che gli dice: “Si tolga i vestiti e metta le sue flaccide chiappe su quel letto…”.
“Ma lei sa chi sono?” Chiede. E sembra un democristiano fermato da un vigile a Napoli che come Totò grida: “Ma lei non sa chi sono io?”
Il soldato lo guarda e gli risponde qualcosa come : “So esattamente chi è…si tolga quei vestiti del e deponga le sue flaccide chiappe sul letto…”
Himmler inghiotte il cianuro e concretizza l’antica essenza.
Eccolo: avanza attraverso le nebbie del Wallhala incede verso l’abbraccio di Wotan.
E’ nel palazzo di Odino, ove gli eroi attendono Ragnarok , lo scontro finale con i giganti che cercheranno di distruggere la terra. Odino lo premierà lasciandogli fottere una Brumhilde da duecento chili e passa. E se ha ancora forza, e gli si drizza ancora, dopo aver avuto Brumhilde galoppante e ondeggiante sul suo esiguo pippo, gli concederà la bionda vulva di altre tre Ondine.
Questo è il destino della grandezza altro che scavalcare cadaveri.


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……Credere all'Olocausto è come credere alle streghe nel XX secolo
Il mito dell'Olocausto è assurdo. È un'offesa ad ogni spirito riflessivo che consideri i fatti con obiettività. Non passa giorno che i giornali non ricordino un «sopravvissuto dell'Olocausto» - se i tedeschi avessero veramente voluto sterminare gli ebrei, non ne sarebbero restati molti nel maggio 1945. Gli «storici» ci raccontano che sono stati assassinati ad Auschwitz un milione di ebrei per mezzo dello Zyklon B, a Belzec e a Treblinka un totale di 1,4 milioni di ebrei per mezzo del gas di scappamento dei motori Diesel. Si sarebbero bruciati a cielo aperto una gran parte dei morti di Auschwitz e tutti quelli di Belzec, Treblinka, Chelmno e Sobibor senza lasciare traccia di ceneri o di ossa. I libri consacrati all'Olocausto riempiono biblioteche intere, legioni di autori e produttori traggono profitto dall'Olocausto; Claude Lanzmann è diventato una celebrità mondiale grazie al suo film “Shoah”, in cui descrive come 16 o 17 parrucchieri taglino i capelli di 70 donne nude in una camera a gas di 4 metri per 4; «storici» come Poliakov, Hilberg, Langbein, Jäckel, Friedländer, Scheffler, e Benz devono le loro lauree universitarie alle camere a gas, e in numerose scuole americane gli «Studi dell'Olocausto» sono materie obbligatorie allo stesso titolo della fisica o della geometria. Quando questa follia sarà cessata e l'umanità si risveglierà, noi proveremo una vergogna immensa, infinita, al pensiero che essa abbia potuto accettare una mistificazione di tale portata….


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Nella Camelot tedesca c’è una cripta con un cerchio di pietra con dodici piedistalli vuoti.
Il centro di quel cerchio è l’ombelico nazista del mondo. In quel centro, un cavaliere ariano, senza macchia e senza paura, solleva per i capelli un piccolo ebreo di tre anni, gli spappola il cervello con un colpo della sua Luger e lo lascia cadere nel punto ove poggia l’asse del mondo.

L’essenza vetusta ha raggiunto il suo compimento.