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13. Non pensiamoci più
Eugenio: Ma il mondo è più complesso di questo; è
come dire che l’evidenza è che il mondo è piatto e che noi camminiamo su una
striscia di terra lunga e pianeggiante, e che la terra non può essere rotonda,
non è possibile che si viva su una sfera roteante con la testa penzolante nel
vuoto….si cadrebbe nello spazio infinito… come diceva Giordano Bruno nel suo
scontro contro gli aristotelici, questa è l’evidenza…poi la scienza scopre la
verità: e questo essere, incredibilmente, sospesi nel vuoto diventa la
normalità….poi il mondo subatomico fa capolino e allora si comincia a capire che
questa apparente solidità non conta un piffero…
Ines: In poche parole quello che appare non è necessariamente la realtà ultima
delle cose….
Eugenio: Quello che io nego è che qualcuno si arroghi il diritto di dare la
risposta finale al dilemma dell’esistenza e della realtà ultima…
Zeno: Lo stesso Wittgenstein, invece di fottersi la sua amante Marguerite, passa
il tempo in preghiera e meditazione, in Norvegia nel 1931…ma a chi si rivolge ?
E il tesorone si stufa…e se ne va: questo prega e non fotte – pensa – e
suggerisce al mondo di non fidarsi mai dei professori di filosofia….
Eugenio: E ha ragione facciamo schifo…però c’è qualcosa di grande nella rinuncia
al mondo di Wittgenstein …
Ines: Lui dice che si possono fare asserzioni vere e certe solo su fatti…di
quello di cui non si può parlare è meglio tacere…Dio e la metafisica…la
filosofia tratta solo falsi problemi…i filosofi perdono tempo…
Jason: Vero…ma riguardo i miei sermoni derivati da Eckhart vorrei dire questo:
Wittgenstein dice che la persona religiosa conduce la sua ricerca in una maniera
differente da quella di uno scienziato.
Forse prega per ottenere una guida: ma questo suo supplicare non necessariamente
ottiene una risposta nel senso scientifico, perché la persona religiosa cerca
soddisfazioni di un’altra natura; quella che voi chiamate la mia menzogna è un
balsamo: è come dare pasticche di zucchero ad un ammalato dicendogli questa è
una cura nuovissima inventata da un dottore tedesco. Ma potrebbe essere qualcosa
di più….i devoti potrebbero essere nel vero ed io paradossalmente nel falso….
Zeno: Io non mi ci raccapezzo con Wittgenstein…nel 1929 arriva a Cambridge per
il suo dottorato
ma non ha soldi e non ha il titolo di studio adatto…. i suoi vecchi amici Russel
e Moore lo esaminano….leggono il Tractatus e non ci capiscono un
piffero…conclusione: un genio!
Però anche io ammiro il suo ritirarsi dal mondo e la scelta della povertà…poteva
scegliere la vita da nababbo – play - boy ed invece vive con limitatissime
risorse….
Ines: per un periodo della sua vita fece il maestro di scuola elementare in un
paesino sperduto dell’Austria…
Eugenio: Anche lui ha problemi con gli uomini come avevi te in Umbria….
Zeno: Detestavo gli umbri? No..e chi non li ha i problemi?….Se sei leggermente
spirituale sei fottuto….anche io ho il rapporto che ha Sartre con la gente….ho
letto alcuni giorni fa un suo libretto su Napoli: Spaesamento. Napoli e
Capri…...
Eugenio: Napoli fatale vi giocate il campionato….
Zeno: Ecco mi manda di traverso i pomodori con il riso…Eugenio è un perverso
sadico….sto tremando…secondo me non si vince a Napoli….dammi del vino…mi hai
fottuto i pomodori…
più tardi un grappino….mi si è bloccato lo stomaco…
Jason: Ma come fai a seguire il calcio è roba per idioti….il calcio ha distrutto
questa nazione….ci ha sputtanato ovunque….l’Inghilterra è identificata con gli
hooligans del National Front….
Ines: Io gli dico sempre…di giocare la schedina...ha una capacità di previsione
sui risultati incredibile…ma a lui non va…
Zeno: Il calcio è pura arte contaminata dal capitalismo selvaggio… ma lasciami
continuare
perdo il filo del discorso….allora… Sartre, che sa descrivere come nessuno al
mondo “l’altro”, ci dona dei brani indimenticabili…aspettate li ho qui…ascoltate
sono stupendi:
“Mi sentivo immerso in una enorme esistenza carnivora: in un’esistenza sudicia e
rosa che si rapprendeva su di me…” e “ in questa città sifilitica”… che sarebbe
Napoli… “la carne delle donne aveva un aspetto di bollito sotto il sudiciume: il
vicolo aveva consumato le loro guance, queste tenevano ancora ma si sarebbe
potuto staccarne dei brandelli tirando con le dita. Vidi con sollievo le labbra
baffute d’una ragazza: se non altro sembravano crude….”
Jason: Sartre ha un rapporto con gli esseri umani di violento disgusto….
Zeno: Io lo trovo grandioso…si confronta con la realtà: “Tutta questa gente
pareva ripiegata su se stessa…non sognava neppure: circondata dai propri
alimenti, residui viventi, scaglie, torsoli, cibi osceni, frutti aperti, e
sporchi; gioiva di un’indolenza sensuale della sua vita organica. Dei bambini
strisciavano tra le sedie, sotto i tavoli, mettendo in mostra vicino alle
interiora dei pesci, i loro sederi nudi…”
Eugenio: Alla faccia dello spaesamento…..Zeno ama Bernhard, Cioran, Ceronetti,
Caraco i grandi apocalittici….oltre al suo adorato Schopenhauer…
Zeno: Stupendo….Sartre…per venti lire va in un casino e due prostitute sfatte
dalla lussuria e consumate dalla necessità gli mostrano le arti amatoriali
pompeiane: pompini, 69, pecorine….e in quel bordello il filosofo si apre
stranamente alla vischiosa, appiccicaticcia realtà…e prova un senso di
libertà…cade nel vortice del libero arbitrio…nell’abisso della libertà….
Ines: E già per lui erano tutti rapporti contingenti…l’unico vero rapporto
d’amore lo aveva con Simone de Beauvoir…con lei aveva un rapporto necessario…
Zeno: D’Amore? Via…
Eugenio: Se ci fosse stato il Buddha a Napoli si sarebbe ritratto con
compassionevole gesto…e sarebbe fuggito rapidamente nella foresta…ogni cosa è
dolore….Bikkhus….anche la fica….
Zeno: In particolare la fica….
Ines: Perché?
Zeno: Perché ti lega, t’incatena…se io fossi stato impotente sarei stato un uomo
decente…
Jason: Sai cosa dice il Dalhai Lama riguardo ai buddisti occidentali…?
Eugenio: No…
Jason: “Non bisogna mettere la testa di uno Yak sul corpo di una pecora…”
Eugenio: E che ci azzecca con quello che diceva Zeno?
Jason: Voi ricorrete sempre a riferimenti troppo remoti….il mondo è più
semplice…
Eugenio: Il problema di Zeno è che c’è una parte di lui che crede….
Zeno: Credo che certe cose siano possibili se si abbandona la logica
dominante…c’era una cosa di Wittgenstein che può aiutare a capire….il filosofo
amava una storia di Tolstoj che ricordo, ma non con grande
precisione…all’incirca è così….
Eugenio: La storia dei tre eremiti…
Zeno: Che grande cosa è la cultura accademica….però taci…fammi il santo favore…
Jason: Vai con Dio….
Zeno: Un gruppo di pellegrini e un vescovo veleggiano verso il monastero di
Solovetsk per un pellegrinaggio. Un giorno un pescatore indica un’isola lontana
nel mare rilucente e si fa il segno della croce. Un vescovo lo vede e chiede:
“Cosa stai indicando?” Il pescatore risponde: “Un’isola ove vivono tre
eremiti….” Il vescovo cerca l’isola con gli occhi e finalmente la vede e dice al
pescatore: “Andiamo in quell’isola voglio conoscere gli eremiti.” Il capitano
della nave dirige la nave verso l’isola e cala una scialuppa che porta il
vescovo dagli eremiti. Il vescovo li incontra sulla spiaggia: sono tre uomini
che si tengono per mano. Il primo è piccolo, curvo e sorridente, il secondo è
grande, forte e allegro, il terzo è alto e austero. Il vescovo chiede: “Come
servite il Signore?…Cosa fate per salvarvi l’anima?” Gli eremiti rispondono:
“Non abbiamo alcuna idea di come servire il Signore. Noi ci aiutiamo a vicenda e
l’unica preghiera che conosciamo è questa: “Tre sei tu e tre siamo noi…abbi
pietà di noi…” Il vescovo li ascolta e dice: “Ma no…dovete imparare le vere
preghiere….il Padre Nostro…almeno quella…” E gli insegna la preghiera.
Ma i tre eremiti che sembrano avere perso la capacità di parlare, balbettano e
non riescono a ripetere le parole. Dopo molto tempo imparano a recitare il Padre
Nostro. Il vescovo, soddisfatto, saluta gli eremiti e parte. Ritorna sulla sua
nave, si siede presso il timone e contempla l’isola che si dissolve lentamente
nella notte. Pensa agli eremiti. Improvvisamente sorge la luna e getta una lama
di luce sul mare. Su quella striscia di luce lunare vede una luce baluginante
che procede verso la nave.
Il vescovo sorpreso osserva ed improvvisamente vede nel lucore i tre eremiti che
planano, scivolano sull’acqua verso di lui. Quando sono sotto la barca i tre
uomini gridano: “ Servo di Dio, abbiamo dimenticato la preghiera che ci hai
insegnato…puoi ripeterla?”
Il vescovo si fa il segno della croce si inchina e risponde: “La vostra
preghiera raggiungerà il Signore….non posso insegnarvi nulla…pregate per noi
peccatori…”
Ecco l’unico Dio possibile….
Jason: Fuori da ogni logica….libero dal pensiero….libero dalla intelligenza
calcolante…il Dio del silenzio e dei solitari…il Dio che sconvolge tutto….che
non ha nulla a che fare con Jahvé….
Zeno: Sono grato a Wittgenstein per avermi indicato questa storia…e sommamente
grato a Tolstoj per averla scritta…
Ines: E’ quel Dio che cerchi nelle tue poesie…vero? Una presenza che sembra
emergere dal cuore nero dell’Essere, ma potrebbe essere pura illusione…può
esserci come può non esserci…una Luce baluginante nel fondo oscuro…
Zeno: Già…
Eugenio: E con Sartre come la mettiamo ?
Zeno: Anche Sartre è stupendo….e completamente in disaccordo con il mondo degli
eremiti….lui parla del contrasto cartesiano tra il “Pour – Soi” e l’ “En –
Soi”….la coscienza che confronta la densa solidità della materia….che poi non è
così densa secondo la scienza….
Eugenio: Ma lo è per come noi la percepiamo…è solida se ti spacco questo piatto
in testa…
altro che energia fluttuante….
Ines : L”En-Soi è il “ciò”, la cosa…un essere muto, opaco, chiuso, un caput
mortuum, pura fatticità…è l’ente che appare al Pour-Soi, la coscienza, qui e
ora…nello spazio - tempo….
È tutto ciò che dà la “nausea”…la nausea è la percezione dell’assurdità
dell’essere -in- sé…è la percezione del Nulla strisciante nella materia e nella
coscienza…è il verme che scava la mela…
La nausea o la superi o ti schiaccia e ti impedisce di vivere…
Zeno: La storia della coscienza che cerca disperatamente consistenza davanti
alla solidità inerte della materia mi affascina…l’uomo abbandonato nel mondo
derelitto…il folle egomaniaco che si agita nel silenzio di Dio…il sadico
egoista, fondato sul nulla, che vive in lotta continua con il suo prossimo….il
disperato che vive nel brontolio, nel gorgoglio pauroso e incessante della sua
coscienza…l’essere che rinuncia alla sua fondamentale libertà scivolando nello
“spirito della serietà”…che si arrende alla pesantezza del quotidiano…l’essere
che non capisce che è l’architetto del proprio destino…che rifiuta l’abisso
della scelta e della libertà…l’essere chiuso al bisogno degli altri…Antoine
Roquentin, il protagonista della Nausea è una figura grandiosa…anche se l’“En –
Soi” sartriano riguarda principalmente la vischiosità della natura….
Ines: La coscienza si scontra con il mondo…e scopre la relazione imprescindibile
del Pour-soi e dell’En-soi…nella Nausea Roquetin dice : “Io ero la radice del
castagno, o meglio io ero tutto intero la coscienza della sua esistenza”…questa
è la relazione che lega la coscienza al mondo…e che da la Nausea…
Jason: E tu della natura pensi….
Zeno: Quello che pensavano Leopardi e Schopenhauer riguardo a un giardino: una
guerra di tutti contro tutti…un continuo implacabile divorarsi, masticarsi,
digerirsi…ma anche una bellezza maestosa…un dare incessante con la finalità di
preservare attraverso la molteplicità…la natura è Plato, l’innocente cucciolone,
che stritola e digerisce la testa di un incolpevole coniglietto…ma la natura non
è solo quello…è i tramonti…le vette nevose nella luce del sole….è gli alberi….è
gli animali….il mio “En – Soi” io lo confronto con la compassione…che non provo
verso certi uomini….
Eugenio: Già…compassione per tutto meno certi uomini….
Ines: Che vuol dire…?
Eugenio: Che non ama certi uomini….
Jason: Avete sentito che hanno scoperto dove abita lo spirito?
Eugenio: Si…nel lobo parietale, nel lobo occipitale e in quello temporale…….
Ines: Hanno osservato monaci Buddisti e sante monache in preghiera….
Jason: E pare che lo stato meditativo faccia svanire i confini tra io e non
io….che dissolva i contrasti soggettivi tra soggetto ed oggetto…
Ines: Il cervello concepisce l’io intrecciato con il tutto…dicono…il cervello,
forse, tiene la mente prigioniera nello spazio – tempo…..
Jason: Ma si… è l’attività neurale, ma non prova nulla di nulla….tutto questo
non dimostra nulla…. il punto cruciale è questo: è il cervello che genera queste
illusioni oppure non le produce ma le percepisce, attraverso la meditazione e la
preghiera, ossia in una dimensione differente….percepisce la realtà
spirituale…la luce originale….il non - mondo di Eckhart…
Zeno: Quella che fa fluttuare gli eremiti sull’acqua….
Eugenio: In poche parole: il cervello crea Dio o il cervello lo percepisce….e tu
che pensi Ines?
Ines: Per me, il cervello si crea un’immagine di Dio… ma attraverso percezioni
reali della mente… la cui essenza è spirituale… lo spirito è l’energia vitale
della mente che opera nello spazio tempo attraverso la corporeità materiale e
dunque attraverso il cervello…ma la mente non è intrappolata nella
materia…necessariamente opera in questa dimensione attraverso la materia…ma ha
potenzialità…prettamente spirituali…la mente può trascendere la materia perché
la sua essenza è spirito…la mente forse è un medium tra cervello e spirito…la
mente apre una finestra sullo spirito…e vede ciò che il cervello non può vedere…
Eugenio: Posso dire questo: se qualcuno mi dicesse che c’è una mente esterna
alle cose intrappolata nella materia, o nell’illusione della materia…
Zeno: O nell’illusione di essere una mente intrappolata nella materia….
Eugenio: Si, ma non confondermi….non mi sgomenterebbe….una volta ho letto in un
libro di Alexandra David – Neel - che se non erro si intitola Magic and Mystery
in Tibet - che dei monaci tibetani, che si muravano vivi nelle loro celle,
riproducevano delle forme pensiero che, se non sbaglio, si chiamavano Tulpa…e
questi Tulpa erano forme illusorie ma avevano un corpo….in poche parole: dopo
anni di meditazione questi monaci uscivano dai loro buchi con un amico del
cuore, un companero, costruito con la loro psiche, e se ben ricordo era un
problema dissolverlo…. quello non voleva saperne di dissiparsi…era una specie
di…….
Zeno: Una specie di androide ectoplasmatico….
Eugenio: Esatto…bravo capoccione….e questo androide costruito con il pensiero
aveva una vita sua….un’esistenza propria….pensa: te ne stavi sette anni al buio
e prendevi il tuo cibo da un buco che non lasciava filtrare la luce e te ne
uscivi con Gesù Cristo o Napoleone…
Zeno: O Sofia Loren a venti anni…
Ines: E ti pareva….
Jason: Non ci credo….
Ines: Sembra impossibile…
Eugenio: Bèh…anche io ho difficoltà a crederlo ma penso che ci siano due
possibilità:…la prima che si tratti di allucinazioni a causa del silenzio e il
terrificante confronto con l’oscuro….la seconda è che questi monaci, veramente,
percepiscano cose da un’altra dimensione che si apre solamente a coloro che
sperimentano con il proprio corpo e la loro psiche e vanno oltre ogni
limite…forse questi santi diventano come i tre eremiti….io penso che la purezza
del cuore possa muovere le montagne ma non distruggere inconsapevoli alberi di
fichi….
Ines: In effetti la nostra coscienza può evolversi, può attraversare diversi
stadi, diverse stanze dello spirito e arrivare all’ultima dimora, che si apre a
chi veramente abbandona la propria egoità e si concede al tutto attraverso la
compassione universale…forse nell’ultima stanza dello spirito si incontra il Dio
degli eremiti, e il nostro sguardo riesce a vedere la verità delle cose…
un’altra dimensione del mondo…chissà…
Zeno: Possibile…ma devo essere sincero…penso che il cervello nella solitudine si
diletti in giochi di incredibile audacia….penso che l’idea di una mente che
contenga tutte le cose non regga…. sarebbe grandioso credere che il mondo sia
pura apparenza e che i coniglietti massacrati da Orione e da Plato si siano
immersi, dopo il martirio, nella luce originale……nell’Assoluto….ma io penso che
l’Assoluto sia la notte dell’ “En – Soi”…il diventare cosa…e quindi, nel senso
psichico, mentale non essere più….il dissolversi…l’annientarsi significa questo:
il cervello gioca ad illuderci su una realtà ultima…ma io credo che il mondo sia
tutto nella sua apparenza…e ne soffro indicibilmente…
Eugenio: E allora i tre eremiti?
Zeno: Quelli sono una possibilità remotissima…lo 000,1 %……
Eugenio: Ma non esclusa a priori….
Ines : Come fai a esserne così certo?
Zeno: Certo? Io non sono certo di niente…..no…non esclusa a priori…
Jason: No…non esclusa a priori….ma esigua….posso immaginare un mondo ove per
qualche disastro o ragione metafisica la luce primiera sia rimasta intrappolata
in questa energia che chiamiamo materia…e che non è affatto solida …
Eugenio: Uno gnosticismo moderno….
Jason: Si….questa essenza luminosa si frantuma e diventa materia…anche l’idea
delle emanazioni che si raffreddano non è peregrina….e questa essenza
originariamente unica, e ora fratturata, è come un unico corpo da dove originano
miriadi di frammenti, tutti limitati dall’illusione della propria individualità…
Zeno: Io parlo delle miriadi di esseri che pensano di essere il tutto…e questa
potrebbe essere la caduta…
Jason: Si…e queste individualità si arrabattano nel modo della materia – energia
ed è un gioco divino incomprensibile…i frantumi devono ritornare e riformare il
corpo originale…ma nel mondo della materia – energia sono abbandonati totalmente
a se stessi….come se qualcuno prendesse Ines e l’abbandonasse nel centro di
Bombay…e le dicesse: “ Here darling, prendi 100 dollari…e ora arrangiati…” e
Ines se la dovrebbe risolvere da sola….
Ines: Andrei al consolato italiano…
Zeno: Allora finiresti a battere….
Ines: O dalle Sorelle di Madre Teresa…e farei la missionaria…
Jason: Lasciatemi finire….si una grappa…grazie…e non ci sono né angeli, né
santi…non c’è intervento divino….e l’essenza individuale…può scegliere di
diventare Eichmann o uno degli eremiti….se diventa uno degli eremiti ritorna al
corpo della Luce Originale altrimenti si dissolve nel nulla…ecco l’inferno come
mancanza della presenza di Dio: il dissolversi nel nulla…che è eterno perché il
dissolversi significa non essere più…in poche parole l’eternità te la guadagni
senza desiderarla…
Zeno: Credi a questo?
Jason: No…è un fantasma che si agita nella mia mente e che vedo con lo sguardo
obliquo…
quello diretto vede il mondo che tu osservi:….la fame…il macello…l’orrore…penso
che sia la viltà davanti all’annientamento che ci faccia elaborare idee del
genere…
Ines: Un tentativo di giustificare il male nel mondo…
Eugenio: Mi sfugge una cosa…tu hai detto, Zeno, che il tuo Dio è quello degli
eremiti…
Zeno: E’ l’unico possibile Iddio…non ce ne sono altri….ma credo sia
un’illusione….e lo dico senza protervia alcuna…con profonda umiltà….Einstein
aborriva l’idea del Dio che giocava a dadi ma la
“Meccanica quantica” ci informa che questo è quello che avviene….il Caso danza…è
come il fanciullo di Eraclito….
Ines: La teoria dei quanti dice che per capire la realtà bisogna rinunciare alla
nozione tradizionale di materia… tangibile, concreta e solida. Spazio e tempo
nella meccanica quantica sono illusioni…una stessa particella può essere
individuata in due posti diversi nello stesso istante…
Ma dal caos deriva sempre un ordine…la vita si evolve attraverso processi
caotici che si condensano in momenti di ordine finalizzato…se dal caos non
emergessero momenti di ordine…niente sarebbe conoscibile…non ci sarebbero leggi
della natura…la regolarità di tali leggi preserva per lunghi periodi la vita…c’è
sempre un fine…una direzione …uno scopo…nel processo vitale… in tutti gli esseri
viventi…dal microcosmo al macrocosmo…il caos sembra armonicamente diretto da
un’intelligenza…che ha una memoria…anche la morte è usata con la finalità di
nutrire e rigenerare la vita…e tutto questo può sembrare assurdo o semplicemente
enigmatico…è il mistero dell’esistenza…
Zeno: Il caos diretto da un’intelligenza? Spiegami che direzione vedi nel far
nascere, magari dopo una lunga gestazione un povero coniglietto per poi vederlo,
dopo pochi giorni, sbranato da un
cane? Quale è la finalità? Quale è la finalità dei disperati che muoiono di fame
in Africa? Qual è il disegno dell’intelligenza riguardo i massacrati dal mondo?
Forse c’è una direzione nello svilupparsi dell’universo…. ma le individualità
sono gettate e abbandonate nel turbine della vita….dal caos deriva un ordine
generale….Dio….quando cominciano con la morte e la resurrezione…la fanno così
lunga sulle cose che si rigenerano…sarà…ma che ne è del coniglietto
massacrato?…E dell’agnello innocente, purissimo, appena nato, sgozzato …che
finalità vedono negli innocenti macellati? Che cristo di telos immaginano per i
141 milioni di animali fatti a pezzi ogni giorno? Quale?
Jason: E’ facile per noi, obesi figli dell’occidente, immaginare che il mondo
abbia un fine…che tutto sia giusto e santo…ma per coloro che vengono massacrati
che senso ha mai tutto questo?
Zeno: Finalità le mie palle…mi fa incazzare questo modo di ragionare…l’innocenza
del reale…
Jason: E poi dove sta scritto che l’intelligenza individuale derivi da un
disegno di una intelligenza cosmica? Questo è il discorso del creatore –
orologiaio?
Eugenio: E tu puoi provare che esista un intelligenza cosmica?
Zeno: Se c’è non è benigna….
Ines: Se c’è potrebbe essere impotente…
Eugenio: E allora gli eremiti?
Jason: Potrebbe essere che il coniglietto massacrato di Zeno attraversi la porta
della morte e sia raccolto da un angelo infinitamente misericordioso…Ines
immagina questo…io so che non è così…ma come Zeno ne soffro fino a sanguinare
interiormente….
Ines: No io non immagino queste cose… quando parlo di intelligenza cosmica mi
riferisco all’ordine che regge la vita naturale…l’universo…il mondo
fisico…l’esistenza…siamo sul piano della metafisica e della scienza…e non mi
riferisco assolutamente alla presenza o meno di un Dio personale…o alla presenza
di angeli che ti aprono le porte del dopo - morte…
Se si passa al piano etico il mistero diventa insolubile…e l’assurdo sempre più
radicale…
Dio non può essere dimostrato e il male nel mondo…non può essere giustificato
metafisicamente… le religioni lo fanno…ma fondamentalmente rimangono questioni
metafisiche insolubili…
Di una Realtà Ultima si può o non si può percepire la presenza…il male si deve
combattere fin dove è possibile secondo i limiti delle umane possibilità…
Eugenio: Raccontagli la storia di Falco…
Zeno: Va bene….dai un’altra grappa….un uomo viveva non lontano dalla mia casa in
Umbria in un luogo ameno tra Pietralunga e Badia di San Benedetto. Trascorreva
la sua vita in grande solitudine e raccoglieva animali abbandonati. Aveva dieci
cani e dodici gatti. Era solo in un piccolo casolare, la moglie era fuggita con
un cacciatore. Era silenziosissimo ed austero. Non sorrideva mai.
Era deriso da tutti perché era considerato un pazzo. Amore verso gli animali =
follia. Parlava pochissimo e balbettava…come i tre eremiti. Era stato un
impiegato del Ministero degli Esteri.
Ora si godeva, se così si può dire, nella solitudine e il silenzio la sua
pensione. Aveva 66 anni, lo chiamavano tutti Falco e lo detestavano. Io mi ero
affezionato a quest’uomo poverissimo.
Aveva perso tutto. La moglie se ne era andata con tutti i suoi risparmi. Lo
visitavo e gli portavo borse piene di cibo per lui e per i suoi animali. Lui le
prendeva, mi guardava ma mai ringraziava. Sorrideva solamente. Ma quello che
trovavo assai misterioso era un angolo del giardino.
Lì seppelliva tutti gli animali che trovava. Se trovava un cane sfracellato
sulla strada lo prendeva e lo portava nel suo cimitero. Raccoglieva gatti, topi,
porcospini, passeri, uccelli di ogni specie e amorevolmente li sotterrava. E
quello era un luogo pieno di fiori e di piante, un luogo pieno di amore e
protetto dall’ombra di tigli. Quando arrivavo nella sua casa, dicevo:
“Buongiorno Falco…”. E lui sorrideva fugacemente. Il cacciatore che gli aveva
sedotto la moglie e che era scappato con lei era ritornato dalla sua prima)
consorte…….
Eugenio: E Zeno per punirlo gli aveva, a sua volta, sedotto la baldracca….
Ines: Questa non la sapevo…sei un mascalzone, Zeno…
Zeno: E’ successo anni fa….ma non intervenite sempre….siete proprio
italioti….non lasciate parlare…la moglie del cacciatore mi disse che passando di
notte vicino alla casa di Falco aveva visto una luce stranissima presso il
cimitero degli animali. Un balenio, un lucore presso le tombe. Non ci avevo
creduto. Ma lei insisteva con fermezza spiegando che l’uomo era un mago. Un
giorno una mia amica mi visitò con una figlia sedicenne che si chiamava Irene,
che già conoscevo. Io provavo una profonda compassione per Irene perché aveva un
padre juventino, stronzo, ex DC, Forzista, da poco sottosegretario all’Ambiente
e Tutela sotto Altero Matteoli e coordinatore della caccia per Forza Italia.
Insomma questo padre miserando le aveva tutte e Irene era una feroce animalista.
Era sera, ricordo bene, quando raccontai la strana storia alle due donne. La
madre rise ma la figlia si commosse, cominciò a piangere e disse: “ Vorrei
conoscere Falco”. La mattina dopo lasciammo la madre a Gubbio per andare a
visitare Falco vicino a Pietralunga. Irene mi disse che giunta presso il misero
casolare sentiva che quel luogo era pervaso dall’amore. Era come se la terra
vibrasse di misericordia. Ma io non sentivo nulla. Per non farla lunga: lasciai
Irene con Falco e partii. Dovevo andare a ritirare qualcosa a Perugia…dai
continua ….stai fremendo….
Eugenio: Quando tornò riprese la piccola ninfa. Erano in macchina e Irene gli
disse: “L’ho spogliato, l’ho lavato e l’ho fatto salire su di me…L’ho fatto
perché volevo dargli il mio corpo come dono per tutta la sua grande
compassione.”
“E cosa è successo ?” Chiese Zeno: “All’inizio non riusciva a sentir nulla”
rispose Irene “ ma io l’ho accarezzato appassionatamente e alla fine c’è stata
una reazione notevole. Non diceva una parola. Era come se fosse oltre il mondo,
dopo aver goduto pianse disperatamente….”
E Zeno domandò: “Ma tu hai provato nulla ?” “E’ stata un’esperienza estatica”
rispose Irene…
“Lì c’erano gli angeli…”
Zeno: Un giorno portai con me Eugenio a visitare Falco. Eugenio gli portò del
vino di Montalcino.
Ricordo con chiarezza: Eugenio disse: “Falco tu sei un uomo di Dio…” e Falco
rispose: “ Dio non esiste….ma io sono presso di lui…” Eugenio andò verso il
cimitero degli animali e s’inginocchiò sui tumuli. E poi mi disse: “Questo luogo
è sacro.” e appariva sconvolto. Ecco la storia….
Eugenio: Quell’uomo era presso il Dio ascoso e sconosciuto….
Jason: Non Jahvé…
Eugenio: No…non Jahvé Sav’aot….e la deliziosa monachella che pensa di tutto
questo?
Ines: Penso che è una bellissima storia e che sono questi gli uomini più vicini
all’ultima stanza…il coraggio di uscire dal mondo…la forza di attraversare
diverse dimensioni della nostra esistenza…l’evoluzione della nostra coscienza…la
spoliazione della nostra egoità e attaccamento alle cose materiali…ci avvicinano
a quel Dio…il Dio degli eremiti…il Dio che parla attraverso la bellezza del
creato…la cui contemplazione riempie l’anima di amore e di misericordia…di
compassione verso tutti gli esseri…l’ultima stanza forse è il luogo della
santità…è il luogo dell’annientamento del male…
Zeno: Ma che relazione ha questo Dio degli eremiti con il coniglietto masticato
da Plato?
Ines: Non lo so…so solo che il Dio degli eremiti è un sentimento profondo,
intimo, personale…e universale di una percezione dell’Infinito e del Mistero che
comprende anche la Morte e il Male…
Jason: Cambiamo discorso sono esausto…l’arte come va?
Zeno: Sono andato con Ines ad esplorare la Summer Exhibition della Royal
Accademy….
Jason: E…
Zeno: E ho visto cose notevoli…..c’erano un Baselitz, dei Balthus…incluso il mio
vecchio amore: La Fanciulla che Dorme….ma anche Lecture Dans le Jardin….c’era
roba di Stella…che non amo per niente…cose di Kiefer, di Isozaki, di Gehry e poi
c’era un incredibile crocifissione di Craigie Aitchinson…stupenda con un cane
sotto la croce, c’erano tele di Peter Blake e di Bellany, un pittore, secondo
me, affascinante…e poi c’era un c – print montato su alluminio di Marcus Harvey,
il quale ha una fissa con le lesbiche…quest’opera rappresentava un’orgia di
lesbiche, le figure delle donne erano sfocate mentre in primo piano si vedevano
dei peni bitorzoluti con agganci vari su un tavolo …Ines ha osservato con grande
curiosità….
Eugenio: Lo credo bene che le donne cominciano a preferire le lesbiche….e chi ha
arnesi di quella grandezza cum – erezione - permanente? Quelle restano nella
vulva per un’ora con marchingegni del genere…un pene di plastica non viene…
Ines: Meglio che non parlo….
Zeno: Il quadro di Baselitz era intitolato: Fede Muove le Montagne e c’era un
cane….e quello delle lesbiche Ann Summer’s Party…un titolo innocente…innocuo…
Ines: Molto edificante……ma chi era la moglie del cacciatore ?
Eugenio: Lo racconto io…mi fa morire dalle risate…. successe così: Don
Chisciotte - Zeno…. voleva vendicare Falco….e che combina ?
Ines: Che combina ? …Reggiamoci forte…
Eugenio: Un giorno vede la Signora Marazzelli Erminia, née Caroselli, in un bar
di Umbertide e dice: “Signora lo sa che anche io ho visto la luce presso la casa
di Falco?” “Ma davvero? Fa la signora Marazzelli -Caroselli…“Si…”risponde Zeno
“potremmo parlarne a quattr’occhi, magari a casa mia? Si fida no?” “ Mio marito
non vuole che io visiti uomini soli” Risponde la matura megera. “ Signora…. io
qui nel bar non posso raccontarle quello che ho visto…tremo ancora….
eccetera….eccetera….” E l’Erminia ci casca…
Zeno: Era stupenda la Mazzarelli - Caroselli…i capelli erano di colore
arancione, un blocco di gel come un mattone…aveva una minigonna che copriva
appena la vulva, una sciarpa di seta dai mille colori, una voce rauca da troia -
fumatrice di 70 sigarette al giorno…aveva una piega ai lati della bocca che
indicava una passione segreta e allo stesso tempo una profonda amarezza…
Eugenio: Insomma il reprobo se la porta a casa…e comincia a raccontargli tante
di quelle cazzate: visioni, incubi, vaneggiamenti, apparizioni, spettri,
fantasmi, pericoli ultraterreni….e fanno amicizia. La porta a mangiare a Città
di Castello e diventano intimi….poi l’incontro fatale…lei non è gelosa Ines
vero? Mi sembra troppo intelligente per esserlo…
Ines: Noooo…..poi con Zeno…è meglio che mi rassegno…
Zeno: Sono fedelissimo….
Eugenio: Si…bene….la Mazzarelli - Caroselli arriva e dice di avere dei giramenti
di testa…lui, il galantuomo, la invita a riposarsi nella sua stanza,
l’accompagna verso il letto, lei lo stringe, lui la denuda e se la
ingroppa….scusa il francesismo…Ines…
Ines: Una soap opera brasiliana di infimo livello….
Zeno: Peggio….molto peggio….una soap opera guatemalteca….però…immane l’Erminia…
spalancata come una città conquistata, tutti gli orifizi aperti agli Achei….una
chicca: gira per il pianeta, sempre, senza mutande…
Eugenio: Ciò che desiderava più di ogni altra cosa al mondo era di far fuori il
marito…ma aveva paura….
Ines: Lo credo bene…scusa….ma tu non provavi niente ?
Zeno: Nulla di nulla….odiava Orione perché perdeva i peli e pensava, come la
stragrande maggioranza dei burini, che le bestie sono sporche…..era più fascista
della Mussolini e immaginava che il Maligno, con tanto di baffetti, si fosse
incarnato in D’Alema… ….era stupenda….era una completa frana mentale….mentiva
sempre… era più forte di lei…non rispettava mai gli appuntamenti….e quando
cominciava con la moglie dell’ex marito la gran troia di Falco era una sinfonia
polifonica…variazioni musicali stupende…insulti e bestemmie da inorridire…un
linguaggio da sballo….roba da puro Fellini con tocco Fantozziano….
Eugenio: Ma si era vendicata del marito…anzi di entrambi i mariti, aveva mollato
la passera a mezza regione…
Zeno: Orione la detestava… la guardava con un senso di meraviglia e
accondiscendenza… buonissimo questo dolce….
Ines: E vai fiero di tutti questi tuoi trionfi da patetico dongiovanni?
Zeno: No….me ne vergogno profondamente….però…l’Erminia era una che il piacere
sapeva darlo….e se mi permetti non è una cosa da niente….
Ines: Già….
Eugenio: Leggevo ieri…il tuo amico Severino….
Zeno: Mi affascina è un pensiero radicale…..
Eugenio: Ebbene…scrive che le trasformazioni del mondo gettano nel terrore i
mortali…
quando i mortali vedono la morte delle forme…quando vedono le trasformazioni
produrre: fame, tenebra, dolore, luce, piacere….e vedono le metamorfosi
dell’uomo in insetto, pianta, animale…ricorrono ad un dio….non appena il mortale
è confrontato dal terrore della trasformazione ricorre a una divinità…e appena
si aggrappa a qualcosa fuori di sé, esternamente o interiormente, le cose, per
lui, diventano altro da quelle che sono….
Jason: Eugenio mi ha parlato di questo filosofo….concetti impensabili per il
mondo anglo – sassone ….il ritorno a Parmenide o a qualcosa del genere…
Eugenio: Taci prete maledetto….il rimedio all’angoscia della trasformazione è
l’evocazione del dio…il dio è l’unica forza che protegge dal terrore…..
Zeno: Si…davanti al terrore c’è il dio…la vecchia di Camus, quando la lasciano
sola, prega il Signore Dio degli Eserciti….ora il problema è risolto… i vecchi
si possono guardare in TV: “Do you want to be a milionaire ?” e Coronation
Street…e Destine se li sta pappando….
Eugenio: Non interrompere….dice Severino: questo processo si mostra agli occhi
del popolo greco e si concretizza nel discorso delle cose che si inabissano nel
nulla…..si trasformano in ciò che è assolutamente altro: il nulla….e qui ci
vuole un goccio di Cabernet Sauvignon….
Jason: Ma lo svanire delle cose è il nulla? Ma…come fa a dirlo questo filosofo?
Eugenio: Attenzione: Severino continua e dice: con la morte e la sepoltura del
vecchio dio i mortali pensano che un nuovo dio sia sorto: la tecnica….la tecnica
è la difesa contro le cose che diventano altro…e poi ricomincia con i greci….
Zeno: E scommetto che dice che quella è la follia inaudita….
Eugenio: Esatto…la follia più profonda….cioè che la cosa sia il proprio
altro…ossia che diventi ciò che non è…insomma: il credere che le cose siano
nulla…e di conseguenza l’infinita manipolazione continua…diogesù come mangi
Zeno….ti sei fottuto tutti i tortoni alla mandorla…
Zeno: Der mensch is was er isst….
Eugenio: E quello che caga….
Jason: Già Severino criminalizza i greci….i Greci….
Eugenio: Già i Greci…la democrazia…ascoltate questa perla: nel 407 Alcibiade è
sconfitto, e condannato in absentia, a Notium…nel 406 non ha più il comando…lo
stesso anno, dopo la sconfitta della flotta spartana comandata da Callicratede,
presso le isole Arginuse, i generali, che hanno vinto la grande battaglia
navale, danno ordine a Teramene e Trasibulo di raccogliere i marinai e i soldati
caduti in acqua, ma c’è una violenta tempesta e non possono farlo…affogano in
molti…i generali stanno inseguendo quello che rimane della flotta spartana …ora
la democrazia ateniese si attiva…Socrate difende i generali che accusano
Teramene e Trasibulo che, a loro volta, accusano i generali. Conclusione: il
demos si esalta nella sua ottusa potenza e decide di condannare a morte i
generali. Gli strateghi delle Arginuse vengono soffocati nel Pozzo del Morto…nel
Barathron…il popolo sovrano distrugge sistematicamente i migliori dei suoi…i
generali vincitori vengono giustiziati….Pericle il Giovane e Diomede procedono
senza bende. Muoiono tutti senza dire una parola meno Diomedonte che mormora:
“Non pensiamoci più”….
Zeno: Stupendo….non pensiamoci più….già…l’isonomia e l’isotimia: l’uguaglianza
davanti alla legge e all’opinione pubblica portata al delirio…
Jason: Diomedonte sapeva di raggiungere il nulla…
Eugenio: E anche Alcibiade fugge da Farnabazo in Persia nel 404 e incontra il
suo nulla…..
Il Demos si è tagliato democraticamente i coglioni….
Zeno: Il popolo….prima Mussolini…poi i ladri democristiani….poi Previti,
Dell’Utri….
e il trionfo del Cesare di Baget Bozzo: Berlusconi….poi
piangono…si….ma….forse….non sapevamo…. ci hanno ingannati…
Eugenio: Si piangono…oddio che abbiamo fatto…abbiamo ammazzati i migliori….e nel
404 Atene cade e smantellano le mura….e gli spartani si chiedono: ma come fa
questo popolo del cazzo ad essere così stronzo?
Zeno: Già….come si fa ad essere così stronzi….
Jason: Ma il mondo è strano…guarda quegli scoiattoli nel giardino…tutti li
adorano….la marmotta, il ghiro, il cincillà, il castoro….sono accettati…ma i
ratti li sterminano…e cos’è uno scoiattolo se non un ratto con la coda
arricciata?…Qualche pelo in più sulla coda del topo e tutti l’avrebbero
accettato come animale domestico….stessa cosa per i greci…gli spartani
combattono ferocemente per preservare la Grecia dal giogo persiano….ma gli
spartani erano un popolo che sopravviveva come nazione per il terrore che
ispirava…gli iloti ridotti al rango di servi… eppure 35.000 di loro combattono a
Platea… e i perieci, gli abitanti della Laconia, della Messenia, della
Cinuria…sempre sottomessi agli spartani…e se i persiani battendo gli spartani e
gli ateniesi li avessero liberati?
Gli spartani che difendevano la libertà della Grecia vivevano nel terrore: una
loro sconfitta avrebbe scatenato una grande rivolta e il massacro…gli opliti
marciavano cadenzati sull’abisso del nulla…
Zeno: Danziamo tutti sull’abisso….
Ines: Ma come potete essere così sicuri del nulla?
Jason: L’evidenza è dalla mia parte e non dalla tua…Diomedonte diviene vermi e
cenere e quella spugna che ha nel cranio cessa di funzionare e diventa polvere…e
la coscienza svanisce…questa è l’evidenza fondamentale…tutto il resto sono
congetture, ipotesi….fantasmi della mente….
Ines: L’evidenza mostra anche che tutto continuamente si rigenera…da un deserto
può rinascere la foresta…dalla morte si ricostituisce sempre la vita…e dalla
vita la morte…
Zeno: E colui che ci dice che siamo immortali è il dio che maledice l’albero di
fico…
Ines: l’immortalità è un problema metafisico discutibile, ma insolubile, si
possono fare delle congetture…credere nella resurrezione è un atto di
fede…credere nell’Oltre è un atto di fede.
Cristo parla di resurrezione, ma per i cristiani solo l’uomo ha uno spirito
immortale. Per il Dio, che è padre di colui maledice l’albero di fico, il resto
è mera materia mossa da un soffio vitale, che lui concede o toglie a proprio
piacimento.
Zeno: I cristiani si perdono per strada un grandissimo pezzo della
creazione….manca la natura e gli animali all’annuncio cristiano…e non può
esistere religione della luce che non contenga un annuncio misericordioso verso
tutte le creature…
Ines: Si …sono d’accordo….
Eugenio: Mi dicevi di una setta cristiana….
Zeno: Una storia incredibile…ho scoperto una setta in Germania che ha
trasformato il vangelo…e devo dire ….anche a un miscredente come me… la cosa è
sembrata eccezionale….
era la prima volta che sentivo dei cristiani prendere fondamentalmente sul serio
il problema della sofferenza animale….sono cristiani - jainisti, curano e
proteggono gli animali….
Ines: Beh sul termine jainisti avrebbero molto da ridire…loro si ritengono
semplicemente cristiani delle origini…si vogliono distinguere dai cattolici…
Eugenio: Ma come hanno fatto a cambiare una fede e delle scritture così
radicalmente indifferenti al mondo animale?
Zeno: Hanno tirato fuori dal cappello una profetessa che ha totalmente
rettificato…direi stravolto il vangelo….facendo dire a Gesù che la vita animale
va rispettata….spiega tu Ines…dai…
Ines: Secondo loro Gesù tenne un famoso discorso della Montagna intrattenendo
l’uditorio per cinque ore…
Zeno: Oh Signore!…Come Castro a Cuba…
Ines: In questo discorso Cristo ha predicato la redenzione e l’amore per tutti
gli esseri viventi…la profetessa Gabriele vuole purificare i Vangeli dalle
falsità e dalle manipolazioni che la Chiesa storica vi ha introdotto…loro…questi
Cristiani della nuova era, pur volendo rimanere nel filone della cultura e
tradizione ebraico - cristiana, sembrano aver assimilato elementi dalle
filosofie orientali, come il concetto di legame karmico tra tutte le creature…
Jason: Interessante e folle….
Ines: Ma soprattutto sono i fautori di una religione universale esterna alle
istituzioni ecclesiastiche… non hanno né preti né gerarchie…la strada verso Dio
è un percorso interiore, e si esplica nella preghiera e lavoro comunitario…e
nella ritrovata armonia con il Creato…
Loro sostengono che Cristo era vegetariano…vivono in fattorie dove portano
animali salvati dal macello…coltivano prodotti biologici per il loro
sostentamento…nel rispetto della Natura…
Zeno: Il bisogno che hanno di utilizzare il cristianesimo per un’operazione così
contorta, elaborata
è per me incomprensibile…dovevano trascendere il messaggio antropocentrico
cristiano…. dovevano arrivare a un nuovo Iddio….e invece sempre con Gesù e i
profeti…dio che pippa…
non la smettono mai….
Ines: Non penso che loro siano antropocentrici…Cristocentrici si… non vogliono
condannare Cristo, il cui messaggio secondo loro è stato travisato, ma la Chiesa
storica…dicono che nell’Apocalisse di Giovanni c’è un esplicito invito ad
abbandonare la Chiesa per uscire dal suo peccato… Quello che ammiro è la
battaglia che conducono contro la Chiesa cattolica e la sua totale indifferenza
alla sofferenza animale…loro dicono che la Profetessa, Gabriele, è giunta ad
annunciare il rinnovamento della religione cristiana che deve ritrovare la sua
verità originaria …
Gli animali e tutti gli esseri viventi vivono nell’amore di Dio e devono essere
salvati, nella nuova era, dal dominio dell’uomo…questo è il messaggio che loro
vogliono diffondere…
Qualche secolo fa sarebbero stati perseguitati come degli eretici…
Zeno: Ve lo devo raccontare….se io immagino l’ “abominazione della desolazione”
sotto la specie della banalità, vedo nella mia testa il volto di Divine in un
film di John Waters, un regista americano….
Ines: Chi è Divine ?
Zeno: Un travestito mostruoso, truccato oscenamente….sopraccigli orripilanti,
parrucca biondo – arancione…..rossetto rosso fiamma…vestiti grotteschi…
Jason: E che fa Divine…?
Zeno: Sta per mangiare, per una scommessa, mezza testa di un maiale.
Il capo della povera bestia è stato tagliato a metà….ma gli occhi sono ancora
visibili, ricolmi di una disperata tristezza…e Divine spalanca la bocca….sta
cercando di provare di essere la persona più lurida del mondo…e divora la testa
del maiale….ma quegli occhi….l’orrore….non lo dimentico mai….miserere
nobis……come Kurtz in Cuore di tenebra: “..l’orrore…l’orrore…” Ma come è
possibile vivere? E qual è la via di uscita?
Ines: Forse…basta smettere di pensare e chiudere gli occhi interiori dell’anima
che vogliono incessantemente indagare sul mistero dell’esistenza…
Eugenio: Quella è viltà…Schopenhauer dice che la via di uscita da questo
scannatoio infernale consiste nell’annullare la propria volontà attraverso la
rinuncia….dice che il desiderio erotico è il maggiore ostacolo…. parla della
“cagna della sessualità”…della tortura del desiderio…altro che Grande
Fratello…devi rinunciare al mondo e a Ines….
Zeno: Bèh….no….ecco Destine con il caffè….
Eugenio: Ti sei pappata due ore di ospedale…diogesù…una perversione mentale…si
guarda un programma sugli ospedali….gente tagliata…bisturi che scintillano…gente
mezza morta… sventrata…..un orrore…e lei sta lì a goderselo….fammi toccare le
palle!
Destine: Invecchiando diventi petulante e noioso….
Eugenio: Ma la cosa migliore è il tenace assorbimento di tutte le ricette
culinarie possibili….e mai che cucini un piatto arcano…che so…un piatto armeno…
compra tutto già preparato da Marks and Spencer…ormai siamo tutti
spettatori…solo quelli che fanno televisione vivono…il resto della popolazione
guarda, vegeta e rumina…Dio che schifo di mondo!
Destine: Io me ne vado…rompe parecchio….
Zeno: Un’ultima grappa e….non pensiamoci più…
Jason: Ecco….non pensiamoci più!
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