6 Bortolo a Pyonyang

E’ il 3 di Dicembre del 2044. Dopo l’incontro tra Gesù e Bellestrini, prima di raggiungere a Perth l’Acontour, Mosul e mio padre passeggiano lungo il Thaw e giungono alla confluenza dei due fiumi, lungo la spiaggia, nella Baia di Barnstable dove il Taw si unisce al Torridge.
Mosul ama contemplare i giochi di luce su Appledore e passeggiare in silenzio da Crow Point fino a Saunton. Bonzo e Gracco sono fuori di testa dalla felicità. L’Anticristo contempla la luce che piove dall’apertura di nuvole grigiastre, raggi luminosi discendono verso la spiaggia della baia e piovono come un’illuminazione prodotta da angeli. La marea bassissima permette quasi di attraversare l’estuario per raggiungere Appledore. Giungono a Horsey Ridge e procedono verso Crow Point. Proseguono lungo The Neck verso Saunton seguendo la riva. Entrambi sono mascherati per non farsi riconoscere.

“Che meraviglia la luce, Erminio, ti ripaga di questa pioggia continua”
“Un posto sacro questo…a Horsey Ridge il silenzio è così intenso che ferisce…”
“Quello delle ore meridiane è un silenzio particolare …”
“Mosul, ho fatto un sogno stranissimo ieri notte, ho visto l’oceano trasformarsi in un fiume. Era come un gran fiume eracliteo ove tutte le cose galleggiavano trascinate dalla corrente.
Culle vuote, oggetti, bottiglie sventrate, tutti i simboli dell’umano venivano spinti verso oriente dal fiume Oceano. Più tardi, ho sognato di giocare al calcio e non riuscivo a colpire la palla nella maniera giusta; è una frustrazione tremenda se sai che puoi segnare ed invece la palla non ti raggiunge o la colpisci male. Se ne intende di calcio, caro?”
“No…però so quello che significa il sogno…è un sogno strano…”
“Mi dica, Mosul, cosa pensa di Quimper e della sua fissazione con il Rock?”
“Ho letto da dove origina…molto strana…”
“Da dove origina? Sono curioso…”
“Un giorno Quimper riceve nella casa di Betsy Howell un gruppo di amici cineasti.
C’è Campbell quello della “The House of Jane”, Watsey Brown quello del “ Concilio di Trento”, più i soliti attori ignoranti…Cartwell and Graham ed è anche presente l’attrice con i capelli rossi…quella che piace tanto a lei…come si chiama?”
“Sue Carter!”
“Ecco….allora Campbell comincia a dire che Lynch è stato un grande regista, afferma qualcosa come: Lynch, trae il suo fascino da un “perturbare”, da un toccare corde nascoste, in ognuno di noi, che creano sensi di angoscia e spaesamento in modo profondamente originale.
Avete visto Eraserhead? E Industrial Simphony, o Strade perdute, e Twin Peaks lo avete visto?
E Mullholand Drive è un assoluto capolavoro…. roba da sei stelle!
Ma cosa dici? risponde Watsey Brown, Mullholand Drive l’ha creato confondendo gli spartiti. Lynch mischiava le carte e girava. Come far dipingere quadri astratti dai macachi. Il film è un casino immondo! E ne viene fuori una buriana terribile….”
“Si ho letto: cazzotti a non finire….”
“Quimper a quel punto dice: voglio vedere questo cavolo di film! E rimane fulminato dalle scene della musica rock che risale agli anni 60’…. si ricorda?”
“Si… certo…”
“E da quel momento cerca la musica del periodo e rimane impressionato dai nuovi arrangiamenti che utilizzando la voce originale trasformano il sonoro…lei sa che ora, con gli strumenti che esistono si possono toccare i sosia che cantano…lo sa no? Insomma Quimper si innamora del Rock e in maniera particolare di Connie Francis…”
“Ma lei lo capisce questo Gesù virtuale?”
“No….a me sembrava un poveraccio caduto in un gioco terribile e più grande di lui…però l’altra sera mi sono ricreduto, ha detto cose molto giuste…”
“Lo sa che anche mio padre detestava Lynch? Diceva le stesse cose di Watsey Brown e Gervasi
s’incazzava da morire e lo chiamava uno squallido commissario del popolo di zdanoviana memoria...…”
“E mica sbagliava….ma perché lei chiama Gervasi il “Cantore del catenaccio”?”
“Perché lui apparteneva ai pensatori della pedata che esaltavano un certo tipo di calcio che si giocava in Italia tanti anni fa.”
“E che dicevano?”
“C’era una scuola di pensiero che, per anni, ha esaltato il nostro gioco efficace ma codardo, un gioco misero, un difensivismo degenere…. ma lei non può ricordare… ne è passato di tempo….. si poteva mai immaginare che la Juventus finisse in B? Eppure nel 2039 è successo…”
“Già… ho letto….un evento epocale…ma continui la prego…”
“Ecco…Gervasi apparteneva alla genia dei “pennaroli” che avevano esaltato per anni un giornalista chiamato Brera: una pietra miliare di quel gioco rachitico ma efficace….”
“E che diceva Gervasi?”
“Gervasi aveva ideato il doppio catenaccio…cioè il doppio libero…sa cosa vuol dire?”
“Si … vagamente …allora giocavano tutti indietro…. sbaglio?”
“Esattamente….ma con i giornalisti sportivi non si ragiona…sono stati il disastro della nazione…il calcio ci ha sconvolto il cervello attraverso la loro squallida interpretazione del gioco…
“Beh… non solo il calcio…”
“Vede, io pensavo, a quel tempo, che Gervasi e Zaino fossero gli uomini in grado di far fare un salto di qualità al nostro “animalismo degenere”…ma lui si perdeva dietro al calcio…”
“Arriviamo al punto…..che successe con Bortolo?”
“Mosul… non se lo può neanche immaginare…”
“Cosa fece?”
“Andò a Pyongyang, in Corea per fare lo scudo umano…”
“Ah ah ah ah…..diosantogesù….ma che forza!!!!!”
“Lei ride? Non le dico la vergogna…”
“Grandioso…racconti…”

Mio padre arriva a Pyonyang il 5 dicembre del 2003. Si presenta e corre subito ad incontrare il disertore americano Charles Jenkins, che disertò nel 1965 e diventò una rara icona della propaganda comunista. I due si abbracciano appassionatamente, mentre le due figlie del sergente, Mika e Blinda, sorridono un po’ ebeti.
Mio padre è un ammiratore del comunismo spartano e folle di Kim Jong, l’illustre figlio di Kim il Sole uno dei grandi distruttori del sogno del marxismo, anzi una pietra tombale seconda solo in potenza e grandezza a Pol Pot, altro esempio fulgente nella vita di mio padre.
Jenkins, insomma, il 5 gennaio del 1965 diserta presso il villaggio di Panmunjon nella zona demilitarizzata che divide le due Coree.
Quando ciò accade gli americani, sbalorditi, non riescono a immaginare che esista un essere vivente che voglia raggiungere, disertando, la Corea del Nord; pensano che se le due nazioni abolissero i confini ci sarebbe un’emigrazione di massa, di volume biblico, dai lidi del socialismo reale verso quelli del capitalismo selvaggio. E non si sbagliano.
E si domandano: come può un americano desiderare di finire in quel mondo di rossi mangia – cani? Ci riflettono e pensano: i Nord Coreani hanno preso di forza Jenkins e lo usano sotto tortura per inneggiare a Kim il Sole.
Vengono rapidamente smentiti: Charles Jenkins appare nel film coreano “Soldato Ignoto” che spiega alle masse socialiste le ragioni del conflitto del 1950-53.
In poche parole s’è squagliato convinto. Ed era un soldato modello.
Mio padre lo incontra con un’interprete sotto il gigantesco monumento di Kim il Sole nella piazza principale di Pyonyang, lo saluta affabilmente e gli dice: “Jenkins lei è un esempio per il mondo intero!”
L’americano lo guarda tristemente e risponde: “Sarà… ma i giapponesi non mi ridanno mia moglie. Io ci vivo male senza mia moglie.”
E mio padre: “Se vuole le regalo la mia… la chiamano “edera”, se la prenda quando vuole…”
Mentre, abbagliati dalla presenza munifica di Kim il Sole, i due, farfugliano del più e del meno arriva un generale nord coreano per incontrare lo scudo umano.
E mio padre immediatamente s’informa sulla situazione militare.
“Siamo in grado, compagno, di sostenere il bieco attacco dell’imperialismo americano?” Chiede.
Jenkins lo guarda tristemente e mormora: “Mmmm…. “
Il generale spiega che: “Illuminati dal nostro Caro Leader Kim Jong Il, siamo in grado di respingere l’attaco imperialista.”
Jenkins sorride
E mio padre: “Come siamo messi militarmente?”
Jenkins sospira: “Siamo messi bene…”
Il generale si aggiusta l’enorme cappello e dice: “ Stiamo riattivando a Yongbyon il reattore nucleare, stiamo riprendendo i lavori dell’altro reattore a Taechon …”
“Ma avete il plutonio per costruire le bombe?”
“No comment!”
“Ma i pakistani ve lo hanno dato l’uranio impoverito? Si o no?”
“Non posso rispondere”
“E l’esercito generale?”
“1.170.000 soldati, compagno, Boltollo…”
“Bortolo, generale, vediamo se ricordo le cifre della vostra potenza…. 2.270 mezzi corazzati, 3.800 carri armati, 11.200 pezzi di artiglieria, 430 unità navali, 310 elicotteri, oltre 500 missili, circa 1.400 aerei di combattimento e di supporto, e 40 sottomarini…giusto?”
“Ben informato, ma abbiamo molto di più…”
“E lei che ne pensa Jenkins, possiamo respingere l’attacco dell’imperialismo yankee?
“Mmmmm… ”
“Ecco…”
“Ma è vero che la popolazione è affamata, Jenkins?”
“Noooo…”
“Ecco!”
“Ma mi dica, Jenkins, è vero quello che dicono i giapponesi che il Caro Leader ha intorno a sé una brigata del piacere? O sono le solite infamie dei capitalisti?”
L’interprete rimane paralizzata dallo spavento.
“Eh…” bisbiglia Jenkins.
Mio figlio Erminio mi fa disperare, mi dice sempre che il Caro Leader è un alcolizzato con pancetta e tacchi alti… e che ci ha rovinato….
L’interprete interrompe spaventata: “Calunnie dei capitalisti!”
“Ecco…tutto chiaro ora…”
“Madaleine Albright però l’ha trovato preparato ed intelligente” aggiunge Jenkins sorridendo.
“Mio figlio dice che si fotte almeno una bottiglia di cognac al giorno…”
“Infamie capitaliste!” precisa il generale terreo.
Il cinquantacinquesimo anniversario della Repubblica Bortolo è nella grande piazza ad inneggiare, con il pugno alzato con un milione di persone, alla potenza nucleare ritrovata.
Suo figlio gli ha detto che se aprono la porta, 999.000 coreani su un milione se la danno a gambe.
Bortolo pensa: quel figlio degenere finirà con D’Alema, che per lui é come dire: finirà in un buco dell’inferno come il Bonifacio dantesco.

“Me lo ricordo come se fosse ieri, Mosul, lo rispedirono indietro dopo che cominciò la tiritera sui cani. Gli risposero che non c’è differenza se mangi vitelli o cani. Mi ricordo tutto perché ero afflitto in quei giorni per la morte di un poeta che amavo molto: Josè Hierro…”
“Francese?”
“Spagnolo caro….non lo conosce?”
“No…”
“Tù , que buscas el agua que corre trasparente,
No has de beber mis aguas rojas. ”
“Ma che bella lingua…”
“Heidegger diceva che è impossibile tradurre poesia e pensiero…”
“Ah… diceva così?”
“Insomma… mio padre ritornò a Modena e divenne famoso, tutti i giornali scrissero sul suo viaggio. Quando tornò scoprì la cosa che gli cambiò la vita. Zaino era partito per una strana missione. Era svanito da un mese….”

Mentre mio padre sta parlando di Zaino, Bonzo si precipita verso due cagnolini che una coppia di vecchi signori tengono al guinzaglio. Il più piccolo, appena Bonzo arriva scodinzolante, gli azzanna una zampa e il bruto reagisce masticandosi il sorcetto. Ne scaturisce un finimondo con una frettolosa ritirata.
Mosul dice: “Erminio, la vecchia sta urlando come se gli avessero scannato il figlio…”
“Mosul una rapida ritirata o siamo persi….”
“Si, un’elegante anabasis…”
“Questo bruto sarà la mia morte…sa qual è la mia unica speranza? Che s’ingolfi e affondi nelle sabbie mobili!”
“E dove sono?”
“Dicono che siano verso la riva di Appledore… bisogna che lo faccia correre da quelle parti….”


*****

Ibn al-Athir afferma che nell’Aprile del 1098 un grande esercito musulmano si muove da Mosul.
Lo scomposto e confuso potere selgiudico ha deciso di proclamare la Jihad contro i Franchi miscredenti e ordina all’atabeg Karbuqa di affrontare i crociati con trentamila uomini.
L’esercito islamico, diviso da dissidi interni, si avvia per rompere l’assedio di Boemondo ad Antiochia. Disperate invocazioni giungono dalla città assediata frammiste a voci che informano che i Franchi, che temono l’arrivo della forza maomettana, per fame stanno mangiando i propri cavalli.
Yanghi – Siyan il despota d’Antiochia respira: ragazzi arrivano i nostri. Pensa.
Ma qualcosa di strano è accaduto. Un gruppo d’ottanta cavalieri crociati invece di spingersi verso Antiochia ha conquistato, senza colpo ferire, la città armena d’Edessa, e Baldovino - come Boemondo alla ricerca disperata di un regno - si è fatto adottare come figlio da Thoros, il despota locale, dopo una cerimonia farsesca. Gli armeni detestano saraceni e bizantini, meglio i crociati, pensano, ed aprono le porte della città che gli arabi chiamano al –Ruha.
Karbuqa, informato, va in tilt e grida agli emiri: “Non va…io avanzo e ho i fottuti cani infedeli dietro al culo. No, non va: liquidiamo prima al –Ruha poi procediamo verso Antiochia.”
Gli emiri si arrabbiano ma l’atabeg non ci sente e Yanghi – Siyan da fuori di testa.
Karbuqa viene informato dalle spie che Baldovino è stato adottato da Thoros, che, durante la cerimonia d’adozione lo ha stretto a sé nudo, sotto un immenso camicione, tra l’ilarità generale dei crociati e i risolini degli Armeni. Poi, è stata la volta della moglie del despota che strusciando il suo abbondante seno contro il petto villoso del franco si è morsa il labbro inferiore dal piacere
“Eh la carne è debole!” ha pensato. L’ilarità dei franchi a quel punto è divenuta incontenibile.
Baldovino ha pensato: ma guarda che mi tocca fare per un fottuto regno: bisogna sfregarsi con un vecchio frocio e una bagascia eretica. Figlio devoto il crociato: passato poco tempo è divenuto il padrone di Edessa. La nobiltà armena ha eseguito un golpe eliminando il padre adottivo di Baldovino e concedendogli il regno.
Guy de Nuitville informato della conquista di Edessa si è unito ad una schiera di Franchi guidata da Drogo di Nesle, Rainald di Toul e Gaston di Bèarn che si sta dirigendo verso la città per unirsi al potere nascente di Baldovino.
Mentre Karbuqa indirizza i neri vessilli dell’esercito musulmano verso al –Ruha, Guy piomba nella casa di un cristiano ad Edessa.
Il povero cristiano, sbalordito, si trova un colosso coperto da una cotta di maglia che si sfila un elmo conico con nasale, lo butta su un tavolo e gli dice: “Questo è oro… guardalo … puoi scegliere: o tu mi dai, con le buone, il santo velo che serve all’esercito cristiano per vincere la guerra, oppure io, con le cattive, me lo prendo e mi porto via anche quella bella cocca nascosta dietro la tenda, che immagino sia tua figlia. Scegli tu e sii saggio.”
Il canuto armeno risponde: “Il velo, signore, non è più qui, ma è in Antiochia; lo trovi nella casa di un cristiano armeno tra la porta del Cane e quella del Duca, nel punto ove il fiume Onopriclas raggiunge le mura.”
Guy per poco non sviene.
Lo informano che l’esercito musulmano sta dirigendosi verso Edessa e parte con quattro normanni alla volta di Antiochia, prima che Karbuqa la chiuda in una morsa di ferro.
Guy de Nuitville è stremato. Arriva ad Antiochia e lo informano che la fame è trionfante al punto che l’esercito è vicino al collasso. Boemondo gli racconta una storia orripilante. Gli dice che anche Pietro l’Eremita se l’è fatta addosso ed ha cercato di fuggire. Era un giorno di gennaio quando il sant’uomo e Guglielmo di Carpenter se la sono data a gambe.“Ho dovuto mandare Tancredi a riprenderli” spiega. E gli ricorda che “ Guglielmo, quel gran figlio di puttana, aveva già disertato in Spagna, e quando li hanno riportati indietro, ha dovuto mettere tutto a tacere. Non potevamo far sapere all’esercito che l’ispiratore della crociata si era squagliato per paura. Ma Guglielmo, l’ho fatto stare in piedi tutta la notte e poi la mattina dopo l’ho chiamato vigliacco e gli ho sputato in faccia. Ha giurato che non lo farà più. Ma tu lo conosci meglio di me. Lo farà ancora…” Poi continua e dice: “Siamo vicini alla conclusione dell’assedio. Sto corrompendo un tipo chiamato Firuz, un musulmano armeno, un apostata, che odia Yanghi – Siyan il padrone di Antiochia. Ci lascerà entrare nella città. Ho grandi speranze.”
E gli chiede: “Ma tu che stai cercando?”
Guy, che non può più mantenere il segreto, racconta tutto a Boemondo.
Boemondo lacrima dal gran ridere.
“Se cuci tutti i Veli della Veronica insieme ci copri le mura di Antiochia”
Guy risponde: “Ma questo è quello autentico…”
E Boemondo: “Fai te…” e continua a ridere a crepapelle.
“L’altro giorno abbiamo scoperto spie cristiane nel campo…”
“E che avete fatto?”
“Ne ho fatta arrostire una a fuoco lento…abbiamo risolto il problema: sono svanite tutte le spie!”
“Lo credo bene… e ve la siete mangiata la spia?”
“Certo… arrostita come un porcello….. stai attento al tuo amico Rothrund de Soissons…fai molta attenzione!”
“Eh…certo…”
“Lo sai che ha combinato?”
“Lo so… è una testa calda!”
“Pensa…siamo a Dorylaeum….tutto fila dritto, tutto scorre secondo i piani, io sono a sinistra dello schieramento con Roberto di Normandia e Stefano di Blois. Raimondo e Roberto di Fiandra sono al centro, Goffredo e Ugo sono a destra. Ripeto: tutto scorre alla perfezione. I maomettani avanzano… e che succede?”
“Rothrund de Soissons inaspettatamente e senza rispettare gli ordini decide di muoversi..”
“Ecco…il gran figlio di cagna si scatena con altri quaranta pazzi…e va all’assalto.”
“E i maomettani li affettano….”
“Ah… lo avessero accoppato i fottuti saraceni!… Non bastava quello che aveva combinato con
Alessio…te lo ricordi?”
“Ehhhh…. si è seduto sul trono!”
“Già si è seduto sul trono e poi ha fatto di nuovo il pazzo a Dorylaeum mentre tutto filava perfettamente…. io l’avrei massacrato …ma ci hanno pensato i miscredenti, lo hanno ferito… ma tu dove eri?”
“Con Stefano di Blois….”
“E’ Rothrund che ti aiuta per il velo…”
“Si…”
“Allora finisce male…”
“Ehhhhh”
“Lo sai che Tancredi fratello di Guglielmo di Monte Scabioso e di Roberto di Parigi è morto?
“No….Dio Santo… nooo…”
“Ah! …..Cestui estoit valiant…liberal et cortois…“
“Aornè de toutes les vertues… “
“Ne moriranno altri….”
“Molti…”
“Lo sai Guy che Danishmend, l’emiro fottuto, mi è scappato?”
“Ho sentito: nella battaglia avevi puntato direttamente verso di lui….”
“Già… ma è fuggito… sai qual’è stato il momento più brutto?”
“Il viaggio da Coxon verso Marash e Antiochia con i cavalli e gli uomini che precipitavano dai dirupi…”
“Già…ho sentito…”
“Ed io me lo sono fatto due volte quel maledetto viaggio… “
“Ora conquistiamo Antiochia e poi si parte per Gerusalemme….ma Antiochia è mia…”

Guy osserva la posizione strategica dell’assedio.
Davanti alla Porta del Cane c’è schierato Boemondo, Goffredo è davanti alla Porta del Duca.
Il Ponte che conduce al Palazzo non è ancora sbarrato, non ci sono ancora Franchi davanti alla Porta di San Giorgio. I crociati stanno costruendo un ponte di barche che attraversa il fiume Oronte, verso il villaggio di Taleki, nella direzione del cimitero musulmano, il ponte permetterà ai Franchi di utilizzare la strada che conduce verso Alessandretta e San Simeone.
Tutto torna.

*****

Il giorno dopo, mio padre e Mosul, partono per Perth con un Superjet a 100 posti da Bristol. Arrivano in 12 minuti. Prendono un Elycator dall’aeroporto di Perth e atterrano nei pressi di Glover Street in uno spazio circolare dietro la stazione. Raggiungono la casa per l’intervista: sono informati che l’Acontour sta arrivando.

“Mi dica, caro” chiede mio padre divorato da una curiosità morbosa “ma veramente ha concluso un patto diabolico con Juanita?”
“E’ tutto qui in questa busta verde smeraldo”
“E cosa c’è scritto?”
“C’è scritto che appena arriva deve venire immediatamente nella mia stanza e concedersi senza esitazioni e senza esternazioni teatrali, sospiri o gemiti… in breve: deve concedersi totalmente…”
“Totalmente ha scritto, caro?”
“Si, totalmente e per tre giorni, e se non se la sente, chiamiamo la Berwyn della BBC WORLD e facciamo l’intervista con lei…considerando che la Berwyn è molto più intelligente di lei…”
“Ma meno attraente….”
“Ecco…ha centrato… siamo vittime dell’apparenza…”
“Proprio così le ha scritto?”
“Si, e ho precisato che ha tempo fino alle 15,00 di oggi per decidere…”
“E se Juanita decide che concedere le natiche per una spudorata pennivendola americana è un prezzo troppo alto da pagare, allora partiamo subito per Londra…e lei si fa la Berwyn..”
“Noooo… ma chiediamo un prezzo esoso per l’intervista…”
“Ma si figuri se Juanita si lascia scappare un’occasione del genere!”
“Parte dell’accordo è che non mi parli delle difficoltà nel concedersi a uno sconosciuto, perché sappiamo tutti che le giornaliste al suo livello per uno scoop del genere succhiano il cazzo anche a Belzebù…”
“Cioè a lei Mosul… secondo i cristiani integralisti lei è Belzebù…”
“Io sarei Belzebù?”
“Così dicono i cristiani e i satanisti…”
“Ma quelli sono poveri deficienti…”
“Ma scherzavo carissimo…e poi che fa…intendo sessualmente?”
“Quello glielo dico dopo…però anche un bel mucchio d’eurodollari glieli chiediamo… ma a quello pensa lei...va bene?”
“Ok…”
“Diventerà ricchissimo Erminio…. cosa si comprerà con i soldi?”
“Ehhh….mi vergogno di dirlo?”
“Dica…sono curioso… cosa comprerà?”
“Un clone!”
“Come un clone?”
“Un clone…”
“Un clone di cosa?”
“Un clone simile alla Madonna dell’Adorazione dell’Agnello di Van Eyck…”
“Ha una foto?”
“Si, la porto sempre con me.…”
“Uhhhhh… una.splendida fiamminga…”
“Mosul, sono pazzo d’amore per la Madonna…”
“Ma è blasfemo…ah ah ah…”
“E che ci posso fare? E’ il peccato d’Adamo….. da allora succedono queste cose…”
“Un clone come quello di “Scone Place” di Erith Glamour?”
“Si. O come nel classico di Ridley Scott…”Blade Runner”, un film insuperabile, se mi permette…”
“Ma chi l’avrebbe detto….e madame Pomeroy?”
“Ah… madame…già…. Abigail, il clone lo metto in un appartamento segreto…”
“Per vomitargli addosso tutta la sua passione…”
“Come farà lei con Juanita…”
“Si mi vergogno…delle volte mentre la guardavo intervistare qualcuno mi venivano erezioni primordiali…”
“Ed ora la stringe tra le sue grinfie…”
“Tra i miei artigli acuminati e diabolici…”
“Ma perché solo tre giorni?”
“Perché se funziona me la porto via con me…”
“Come Quimper con la Betsy che si crede la Maddalena…”
“La bellezza inganna…siamo vittime dell’apparenza!”
“Sa che mio padre Bortolo diceva sempre che la bellezza è diabolica…”
“Bortolo….che grandezza…mi racconti di Zaino…”


*****


Un giorno di novembre del 2004, una donna in un tailleur blù con calze scure è avvicinata da un imponente nigeriano in una via di Amsterdam. La donna ha capelli e occhiali neri, ancheggia e dondola armoniosamente.
Il coccò nero chiede: “Are you Spanish?”
Lei non risponde.
“Are you French? Francaise?”
Lei non risponde.
“Italiana?”
Improvvisamente una voce gutturale mormora: “Why don’t you fuck off before I call the police?”
Ma il nigeriano non demorde.
La donna dimena le natiche verso la Wesper Straat e gira alla Heren Gracht, se la fa tutta ondeggiando. Poi si rivolge verso il nigeriano che insiste nel seguirla e dice: “Vuoi che ti spacco il tuo culo nero, ciccione di merda…levati dalle palle che fai schifo!”
“Ah… non sei una donna…. sei un transessuale figlio di puttana” dice il nero “facevano bene i taliban a seppellirvi vivi sotto i muri…”
“Se non ti levi dalle palle ti stacco a morsi le tue flaccide natiche…do you read my lips motherfucker?”
Che caratteraccio del cazzo! Pensa il nero e si allontana ballonzolando.
La donna lascia la Heren Gracht e procede lungo la Utrectse Straat, arriva all’altezza della Prinsen Gracht gira a destra e si ferma non lontano da una chiesa.
Sale le scale di una casa imponente. Una donna bionda apre la porta, la lascia entrare e prima di dileguarsi mormora: “The son of a bitch is upstairs!”
La donna sale, estrae una Beretta con un silenziatore dalla borsetta Fendi e si avvia verso un uomo sulla sessantina, sorridente, calvo, adiposo e sbracato su un vecchio divano foderato di rosso.
Non esita un istante. Mira e fa fuoco sei volte nella direzione della fronte oleata.
Mezza testa dell’uomo calvo si sparge nella sala illuminata dalla luce del sole e sul divano di raso. Circonvoluzioni, corteccia, emisferi celebrali si spappolano e si mischiano con schegge della calotta cranica e dell’osso frontale. La donna riceve un frammento celebrale sul nero tailleur, ma non vacilla come Himmler davanti alla fossa degli ebrei, lo spazza via con un moto gentile della mano inguantata dicendo: “Uhhhhh trippa al sugo…” Poi esce. Prende la Prinsen Gracht gira all’altezza della Vijzel Straat e all’incrocio della Noorder Straat dove trova una Micra verde che l’attende. Mentre viaggia verso Amersfoort si cambia e sulla schiena nuda appare un drago immenso che si morde la coda.
Una giovane, con i capelli fulvi raccolti indietro, che sta guidando chiede: “E’ stata dura?”
“A piece of cake… una passeggiata mia cara…sai cosa vorrei fare ora?”
“No”
“Scopartiiiiiiii….”
“Ma non pensate ad altro voi italiani?… Sei appena uscito dalla casa della morte….”
“Lo so… facciamo schifo, cara… però Eros e Tanatos si alternano e si uniscono in un’eterna simbiosi come l’ombra e la luce…”
“E dove vuoi scopare?”
“Nel primo albergo che capita… ora passami quell’acquavite svedese…per favore “
“E dov’è?”
“Nel mio zaino… ”
“Senti non provare a scoparmi ubriaco perché detesto quelle cose… ma che hai provato?”
“Un infinito…estatico piacere….”

*****

“Ma, Zaino, chi uccise?” Chiede Mosul.

Il nome del morto è Diugasvili Lerkov, grande amico di Djatol Khaidarov e dei fratelli Chernoy, quelli della mafia russa che con uzbechi e ceceni traffica in un bell’albergo a Posillipo mignotte, droghe ed animali.
Tutti sanno che l’arresto di Alimjan Tokhtakhounov detto “Taiwanchink” ha provocato lo smembramento della mafia dei Chernoy.
“Taiwanchink” ha il compito di trasformare denaro grondante di sangue in iniziative commerciali candide e verginali. Si sfruttano povere mignotte, si vende droga a disgraziati, si affama il popolo caprone e poi si compra una squadra di calcio o una multinazionale. E questo mentre i ragazzini moldavi dormono nelle fogne.
Quando l’uomo d’affari Khaidarov vuota il sacco - seguendo la strada di Giuffrè detto “Manuzza”, che accusa Berlusconi d’inciuci mafiosi - e decide di collaborare con la giustizia, l’impero dei Chernoy s’incrina e collassa per ricomporsi e risorgere come una nuova fenice dalla cenere.
E parecchi rubli e dollari sono riciclati. Ne viene fuori un’immagine di una “Repubblica Italiota delle Banane” che sotto gli auspici del grande presidente del consiglio, forte del consenso del popolo italico, è penetrata dal denaro sporco e intriso di sangue delle mafie del mondo.
L’italietta appare come un passino europeo ove filtra tutto, mentre il suo popolo di navigatori, di artisti e di santi si diletta con Pippo Baudo e contempla Morandi in mutande.
Dopo che Khaidarov vuota il sacco, Diugasvili Lerkov, si dilegua con un mucchio di dollari e si ricicla puntando sull’ecomafia; ce lo conferma Alexander Zhukov quello della “Sintez”, un ex agente del KGB. Lerkov coltiva l’amicizia di mafiosi e di deputati italiani ed è accolto in Sicilia trionfalmente. Insomma - scrive mio padre nel Diario Segreto - sotto gli auspici di Berlusconi e Putin, i Chernoy infiltrano l’Italia che si dimostra un autentico colabrodo legale.
E’ il tempo che il clan degli oligarchi tiene banco in Russia che è passata dalla dittatura del
proletariato - tanto amata da Bortolo Polpotta – a quella dei nuovi ricchi, nata sotto l’egemonia del clan del presidente alcolizzato Boris Yeltsin. Gli oligarchi sono i nuovi boiardi, ma in quel momento non c’è ancora un Ivan il Terribile che li terrorizzi e li accoppi.
Questo avverrà più tardi: Ivan si reincarnerà nel Generale Mikhail Malinkov che manifestandosi “come un ladro nella notte”, dopo la seconda rivoluzione cinese del 2036, imporrà una democrazia controllata che è, in effetti, una dittatura semisocialista. Nel 2027 quando, sciaguratamente, nasce Giacomino, concepito da un modesto e languido amplesso, la prima rivolta dei nullatenenti cinesi scatena una serie di paurose rivoluzioni che scombussolano lo scacchiere del mondo. Esplodono in ordine: Indonesia, Cina, Russia, Pakistan. Il capitalismo va in crisi. La via americana per il mondo fallisce miseramente e la Russia ritorna ai secondi Soviet riassorbendo frammenti del vecchio impero.
Ma torniamo al 2003: Diugasvili Lerkov si ricicla e assolda eserciti di massacratori per liquidare gli animali dell’Africa e dell’Asia. Agisce sotto l’ombrello delle mafie di Semion Mogilevitch e Gregory Loutschansky. La sua base diventa Amsterdam.
Zaino stanco dell’eterna, penosa menata animalista ha preso una decisione che farà vacillare le fondamenta della casa dei Polpotta e avrà ripercussioni fatali. Michelino ha letto con attenzione ed è stato messo minuziosamente al corrente su quello che il russo sta combinando. Due donne olandesi della MIDOLB, “Movement In Defense of Living Beings” lo informano costantemente degli spostamenti di Lerkov. Tra Ruanda e Congo, sulle montagne del Vulcano Virunga, il russo ha fatto massacrare oltre 300 esemplari di gorilla. Ha pesantemente trafficato in avorio, ossa di tigri, corni di rinoceronte, pelli d’animali in via d’estinzione. Ha trucidato migliaia di elefanti asiatici assoldando bracconieri disperati. Si è comprato interi governi africani. Ha massacrato antilopi tibetane attraverso l’ecomafia cinese. Ha fatto cacciare anche i leopardi delle nevi per la pelle e le ossa usate per la medicina cinese. Il CITES, l’organizzazione che regola il commercio internazionale di specie protette, lo ha accusato ripetutamente. Diugasvili Lerkov ha acquistato di nascosto zanne di elefante comprandole dalla scorta di 80 tonnellate accumulate dopo i continui massacri perpetrati dai bracconieri nel Parco Kruger.
Quando legge dell’uccisione delle madri dei piccoli gorilla, Zaino, va fuori di testa dalla rabbia. Dice a mio padre: tu vai avanti con le tue coglionate leniniste animaliste, ma io prendo una scorciatoia. E pensa: perché non si dovrebbe accoppare un figlio di puttana che traffica in corpi umani e animali, e massacra esseri viventi senza pietà alcuna? Ecco il bel risultato del crollo del comunismo: siamo a tutti i livelli penetrati dall’orrore.
Mio padre risponde con la solita inane omelia sul non fare fesserie. E Zaino incazzato lo manda al diavolo: voi siete più inetti di statue di plastica. Tu continua a scrivere sulla rivoluzione mentre io prendo un’altra strada.
Parte e liquida Diugasvili Lerkov.
Poi svanisce per tre anni.

*****

“Vede…Mosul, allora non era come adesso…. ora se un fottuto russo si muove in quella direzione qualcuno lo fa fuori. Ora agisce il MIDOLB o il MAVALB …che lei conosce molto bene… il “Movement Against Violence Against Living Beings” e soprattutto il LBU, “Living Beings United”. E tra loro c’è gente terribile…”
“Ringraziando il cielo non scherzano…”
“Ma a quel tempo, e parlo di 42 anni fa, era tutto un florilegio medioevale di chiacchiere….lei sa che noi siamo un popolo di chiacchieroni…. per carità gli animalisti erano gente compassionevole, preparata… ma assolutamente incapace… bravi a fare proclami… e poi…poca roba…considerando la loro forza…”
“Ho letto: avevano una forza tremenda che non sapevano usare… e poi quell’inane pacifismo…”
“Diugasvili Lerkov non l’uccidi perché è un uomo…. ma i gorilla si… ehhhh non sono umani…”
“Ehh… l’anima immortale…”
“Ehhhh…… l’egemonia dell’intelligenza…”
“Già… e la cosa mi disturbava parecchio…”
“E lei lasciò il suo paese per questo?”
“No… io lo lasciai per un insieme di cose…”
“La politica… I presume…”
“Beh….si … non capivo perché un popolo dovesse sostenere con il consenso un governo di destra che creava leggi speciali per difendere dei malfattori… c’era un parlamento con 100 inquisiti….si rende conto…un parlamento ricolmo d’inquisiti….si, devo dire che la cosa mi offendeva profondamente: come si fa a negarlo?“
“Ma la destra da allora ha ancora il potere….”
“Se la tengano la destra… io non ci sto…”
“E la mafia…”
“Come si fa a spiegare a un giovane nel 2044 cos’era l’Italia d’allora….”
“Ci provi…”
“Troppo complicato… l’intero sistema dell’informazione era controllato da gruppi asserviti ad un uomo ricchissimo…
“Berluscani…”
“Berlusconi…C’era poi un giornalismo che faceva pena… e un popolo che sottostava all’orrore della corruzione….eravamo in balia di un concentrato di “opinion leader” da spavento…li nomino solo per ricordarli perché ormai i loro nomi non significano più niente… Fede, Sgarbi, Ferrara, Sofri che pontificava dalla prigione…e poi i grandi statisti sepolti, misericordiosamente, dalla polvere del tempo….D’Alema…le dice niente D’Alema?”
“Noooo… e c’era anche il papa polacco…”
“Certo anche lui… eccome…eravamo in balia di una televisione per deficienti… roba da soubrette pontificanti, transessuali adiposi e platinati, deputati cretini, ministri - avvocaticchi, legislatori azzeccagarbugli… Dio che grande tristezza…Mosul…e io, “cupio dissolvi”, ebbi il coraggio di prendere, con il sistema “Analogue”, anche la RAI da Ilfracombe….”
“E perché?…”
“Perché il mio paese era così pazzo e ridicolo che nonostante tutto mi divertivo a guardarlo in tv…il calcio era una cosa da farti morire dal ridere, la politica poi era esilarante”
“E l’opposizione?”
“Una sinistra miseranda…”
“E pensare che mio zio era innamorato dell’Italia…”
“Magari di Michelangelo e di Raffaello… consideri che il governo Berlusconi fece leggi che in un paese civile avrebbero portato ad un’insurrezione armata … e invece gli italiani dicevano: tutti rubano… e allora?”
“Ma non erano tutti così…”
“No… c’era una minoranza notevole che detestava il governo Berlusconi, ma la maggioranza era dall’altra parte… ma se le immagina leggi in Inghilterra per aprire i parchi nazionali alla caccia?”
“Sarebbe scoppiata una guerra civile come con Cromwell…”
“Ma allora nessuno si aspettava l’esplosione del terrorismo animalista che fu conseguenza, in un senso, delle azioni di Zaino e di suo nonno Bortolo….”
“Certo… allora non era sorta ancora la Twitty Army, e poi la scissione susseguente e il terrore provocato dalle tre brigate internazionali: Bailador, Regalon e Jaqueton….ma che idea geniale chiamarle con i nomi dei grandi tori che si difesero strenuamente nelle corride…”
“Se lo immagina Mosul che ho un nipote transessuale che lavora come mignotta nella città di Lussuria?”
“Sta scherzando?”
“No…e il suo pappone è un nano nazista…”
“Parla sul serio?”
“Si…un nano nazista che odia arabi, neri e zingari…”
“Diosanto ma è comico…nel 2044?”
“E sa qual è stata la fortuna del nano?”
“Si è fatto impiantare un pene di grandezza mostruosa…”
“Oddio…”
“Sempre eretto… pensi Mosul…se lo deve legare tra le gambe…”