TI CANILI - LAGER ITALIANI
LA “GOMORRAH” ANIMALE
LA PARTE DI “GOMORRAH” CHE
SAVIANO NON HA RIPORTATO NEL SUO LIBRO
Ad Agosto di quest’anno sono stato contattato da tre ragazze,
avevano letto una lettera che scrissi a un teologo cattolico riguardante la
sofferenza animale. Mi domandarono di aiutarle. Incontrai le ragazze a vicino a
Roma. Registrai tutto quello che dicevano. Le ragazze, poi, mi mostrarono delle
foto e io,
per poco, non vomitai per l’orrore che vidi. Ero scioccato, profondamente scosso.
Le foto erano assolutamente orrende. Provai una profonda vergogna. Quello che mi
sorprese fu che le ragazze dissero che le persone che lavoravano nei canili
erano ricattate; se dicevano qualcosa su quello che accadeva nei canili
avrebbero trovato la porta sbarrata. Domandai siamo in Colombia o in Italia? Che
diavolo state dicendo?
Le ragazze risposero: le donne che denunciano questi orrori rischiano la vita.
Il giro d’affari dei lager è troppo grande. Presi le foto, registrai quello che
dicevano e creai con alcuni amici un sito web.
Noi italiani andiamo in giro dicendo al mondo che possediamo tra il 40% e il 70%
dei tesori del mondo (in effetti è solo il 4,8%), che abbiamo incalcolabili
monumenti, cattedrali, chiese, abbazie, musei, siti archeologici. Nell’Italia
della “bella vita”, di Armani, di Valentino, della Ferrari, della cucina
sontuosa dei vini deliziosi, del grande cinema, dell’arte, delle splendide
spiagge, dei laghi gloriosi, ho scoperto l’esistenza dei canili - lager. Devo
essere stato cieco a non immaginare un simile orrore. Nel mezzo di tutta questa
bellezza esiste lo schifo di come trattiamo gli animali. I media ogni giorno
parlano della prostata deperita di Papi, dei prosseneti di alta classe, delle
escort, delle glorie del nostro paese (che, secondo Berlusconi, annovera il
miglior presidente degli ultimi 150 anni e – forse - il più grande leader
mondiale dai tempi di Alessandro il Grande) ma mai, mai puntano il dito verso
l’orrore che infliggiamo agli animali.
Gli animali in Italia non esistono. Siamo al livello della Spagna e della Grecia.
Siamo nel G8, nel G20, siamo la quinta potenza mondiale per alcuni e la
ventesima per altri, raccontiamo al mondo intero che siamo un faro di civiltà,
parliamo continuamente di Impero Romano, del Vaticano, del Rinascimento, di
Michelangelo, Raffaello, Venezia, Roma, e viviamo con la vergogna dei canili
lager.
Analizziamo la radice del problema.
Siamo una nazione che ogni anno abbandona oltre 135.000 cani e gatti. Ci sono
600.000 cani che vagano liberi nel suolo patrio e solo il 33% è accalappiato e
portato nei lager. Le Regioni che hanno più randagi sono: Puglie: 70.600;
Campania: 70.000; Sicily: 68.000. Calabria 65.000; Lazio: 60.000. Il Sud, come
si può vedere, è la parte d’Italia più esposta a questo problema. Il Sud è anche
l’area, con il massimo livello di corruzione e criminalità. E’ sufficiente
analizzare il giro d’affari di Cosa Nostra, Camorra, N’drangheta e Sacra Corona
Unita, che raggiunge i 130 miliardi di euro all’anno, per capirlo. I guadagni
della N’drangheta nel 2007, sono stati di circa 44 miliardi di euro, che
equivalgono al 2,9% del PIL nazionale. Gli Italiani che vivono in aree dove la
delinquenza organizzata ha ascendente sono oltre 13 milioni. L’equivalente del
22% della nazione. Se si analizza il livello di corruzione seguendo la
classifica (in percentuale) delle denuncie per corruzione, si ha il seguente
quadro: Sicilia 13,07%; Campania 11,46%; Puglie 9,44%; Lombardia 9,39%; Calabria
8,19%. Economia in nero, evasione fiscale, traffico d’armi, mercato e spaccio
della droga, violenza, prostituzione, schiavitù del sesso, costruzioni abusive,
cementificazione della costa, zoomafia, fuochi dolosi, deforestazione
l’avvelenamento della terra e del mare con navi colme di rifiuti tossici. E ora
i canili - lager.
La radice del problema è che noi abbandoniamo cuccioli nelle autostrade.
Abbandoniamo cani e gatti come lattine di birra usate e schiacciate. L’altro
anno abbiamo abbandonato 90.000 gatti e 45.000 cani.
Quest’anno solo nel mese di Giugno abbiamo abbandonato, 65.000 gatti e cani.
Questa è la radice del problema. Ma fate attenzione: l’abbandono crea fortune.
Rende la gente ricca. E così si approda alla mercificazione dell’animale vivo o
morto.
Lasciatemi spiegare, brevemente, come opera la mente di un proprietario di un
canile- lager.
Entriamo nella sua psiche. Questo è quello che vi suggerirebbe se volete creare
un canile – lager.
Prima di tutto scegli – preferibilmente - un territorio dove la legge è uno
scherzo. Il Sud è perfetto.
Le aree di Benevento, Campobasso, Caserta, Irpinia, le regioni del Molise, della
Sicilia, della Basilicata,
della Calabria, sono ideali per questo lavoro. Scegli un area di intenso
abbandono degli animali
La Campania è perfetta (si legga il libro di Saviano o si prende il CD Gomorra
di Matteo Garrone dal vostro “video shop” locale e si capirà di cosa si parla)
Assicurati di avere solidi contatti: centro, sinistra o destra non conta.
Diventa amico dei parroci. Dona generosamente alle chiese locali.
Assicurati di avere una statua di padre Pio a casa tua. Evita come la peste San
Francesco. Amava gli animali. Non fa per noi.
Una volta che hai solidi contatti cerca di apparire come un benefattore. Come
Marlon Brando nel “Padrino”.
Fatto questo, costruisci un canile in posto desolato e distante. Assicurati che
sia in un area non facilmente accessibile.
Assicurati che il canile, come molti canili in Calabria, abbiano alte mura.
Silenzio e privacy sono assolutamente determinanti per la riuscita
dell’operazione. Come nei lager nazisti la visibilità non deve essere permessa.
Altrimenti gli animalisti ti rompono le scatole. Sono matti e malati.
Quando il canile è pronto impiega – preferibilmente - lavoratori extracomunitari
che puoi controllare affinché non parlino. Se parlano creano grandi problemi. Se
parlano licenziali e denunciali per farli rispedire nel loro paese.
Quando il canile è pronto fai un accordo con i comuni dell’area (nel caso del
notorio canile di Cicerale, non lontano dai tempi di Paestum, 97 comuni sono
coinvolti nell’operazione)
Usa il tuo carisma. Olia la macchina. Elargisci tangenti. Fai contratti solidi.
Scegli il partito più forte ma tratta anche con l’opposizione.
Assicurati di avere buone relazioni con il magistrato locale.
Stabilisci solidi contatti con le multinazionali internazionali della
vivisezione. Vendere randagi ai Mengele
del mondo animale rende molto.
Ora puoi andare ad accalappiare cani. Più accalappi e più guadagni.
Ogni cane che accalappi sono 50 euro più una parcella mensile o annua che
stabilisci con i vari comuni.
Sii furbo: accalappiamenti, più mantenimento, più morte dei cani con
incenerimento equivale a un bel mucchio di euro. Segui un ritmo fluente: più
cani vivi o morti, più verdi dollari!
Assicurati che:
Un controllo nazionale dei canili non sia mai operante. O siamo fregati.
Non ci sia un CCTV, una telecamera a circuito chiuso, nei canili.
Le visite siano proibite così che nessuno sappia quello che accade dentro al
canile
La sterilizzazione non sia eseguita in maniera adeguata. Le sterilizzazioni
devono essere minime così nascono cuccioli ed entra altro denaro.
I controlli medici non siano adeguati, anzi inesistenti
Le ASL veterinarie siano assenti, meglio se corrotte, così potrai assicurarti
che scrivano sempre rapporti falsi dicendo che tutto va bene.
Il microchiping sia impiegato in maniera limitata.
Chi vuole avere un cane non lo adotti, meno cani hai nel canile, meno soldi
guadagni. Ricordati: le adozioni sono fatali per i guadagni. Trova tutti i
cavilli possibili per non concedere adozioni.
Gli animalisti siano sotto schiaffo e ricatto: “Se dici a qualcuno quello che
accade qui trovi la porta chiusa.
Questa è casa nostra” Se gli animalisti si avvicinano qualcuno esca con un
fucile.
Nessuno sappia che i cani muoiono, e se un cane muore evita di denunciare la
morte così continui a ricevere i contributi.
Che il canile sia sempre pieno di cani; se hai troppe adozioni assicurati che le
cagne facciano cuccioli.
Nessuno provi compassione, sono solo animali che non hanno un’anima immortale.
Chiedi al prete locale e te lo spiegherà.
Non ti preoccupare:
Del numero di animali nelle gabbie;
Del controllo medico;
Delle condizioni fisiche degli animali;
Del fatto che i ratti mangiano dalle scodelle dei cani;
Dei cani ciechi che muoiono di fame perché non trovano le scodelle;
Dei cani che si divorano tra di loro;
Dei cani con le corde vocali tagliate, senza occhi e senza zampe;
Dei cani con le zampe amputate e con orrende ferite;
Dei cani che girano continuamente su stessi nella gabbia;
Dei cani feriti, massacrati e morenti;
Dei cani malati di malattie tremende e morenti per cancro;
Dei cani che gli attivisti portano a passeggiare e che quando ritornano nel
canile ululano disperati;
Della mortalità che ha raggiunto il livello di 97% (come nel notorio canile –
lager di cicerale);
Del fatto che gli animali non escono dalla loro gabbia per 14 o 15 anni;
Del fatto che i cani nati nelle gabbie muoiono nelle gabbie;
Dei media: ai giornalisti non frega nulla dei cani si preoccupano solo delle
donne di Berlusconi;
Degli animalisti: sono vergognosamente divisi. vogliono farci condannare ma la
politica ci difenderà.
La legge e il potere dei politici fermerà tutto.
Non preoccuparti:
Delle ispezioni ministeriali, il potere politico ci difenderà con i suoi
contatti romani e fermerà ogni azione.
Dei documenti di denuncia: possono sparire come i documenti di Cicerale che si
sono dissolti nell’aria.
Dei carabinieri e della polizia: vengono vanno e non fanno niente. Siamo ben
protetti.
Dei magistrati. Offri un lavoro a un loro parente.
Se le autorità chiudono il canile. Sii furbo come Cafasso che ha portato i cani
da Cicerale a Cirò Marina in Calabria, a 400 chilometri di distanza.
Quando sposti cani da un canile all’altro: malati, morenti o ciechi ammassali
tutti in un grande camion staranno bene. E se muoiono è la volontà dio Dio: è il
Signore che concede e toglie la vita.
Concludo raccontando due storie:
La prima riguarda il familismo degenere, la seconda è orrore puro.
Il proprietario del canile di Cicerale è Cafasso. Uno degli uomini più odiati
dagli animalisti del nostro Paese. Questa è la rete che ha creato per coprire
l’operazione. Cafasso era un consigliere della comunità montana di Torre Orsaia,
il sindaco e l’ex sindaco di Cicerale erano parte dell’operazione, il giudice
Martuscelli passava le solite sentenze assolutorie: come le tre scimmie: non
vedo, non sento, non parlo; Nese, il direttore della notoria ASL – 3 aveva la
moglie del giudice tra i suoi dipendenti. Un nipote di un giudice faceva
l’accalappiatore per Calasso. I Carabinieri e i Nas erano, per ovvie ragioni,
incapaci di intervenire. Una rete di famiglie, collusioni e silenzio (document
of the 29, 07. 2009, signed by Arkus, la Zampa e la Mano, Amicicani e Lega
Nazionale in Difesa del Cane sezione: Puglia)
Risultato? Il cucciolo che vedete nella foto:
http://www.lasaggezzadichirone.org/site/wp-content/uploads/2009/10/cucciolo.jpg
L’altra storia riguarda la città di Modica in Sicilia.
Nel marzo del 2009 un bambino di 10 anni, Giuseppe Brafa, venne ucciso da un
branco di randagi nel quartiere di Scicli, nella città di Modica, non lontano da
Ragusa. La popolazione era ovviamente scioccata, ma nessuno spiegò che la
ragione della morte del bambino era causata dal fatto che in Sicilia c’è una
massa di incivili bastardi che abbandonano oltre 68.000 cani all’anno. Questa
era la ragione di quello che accadde. La ragione fu che i cani non vennero
catturati, portati nei canili e adottati. I cani non sono randagi per loro
scelta: non originano dal puro nulla. Un prete, Don Salvatore Cerreto, cominciò
a predicare contro gli animali nella chiesa di San Giorgio, a Modica. “Viviamo
in una società nella società degli idoli, in cui anche gli animali prendono il
posto della persona umana” (La Repubblica 18. 3.2009) In poche parole il
sant’uomo diceva che se rispetti altre forme di vita, altri viventi, sei un
pagano. Adori scimmie, pezzi di legno e simboli fallici. Dopo il sermone la
gente iniziò a formare i “lynching party” e il sindaco di Modica Antonello
Buscema, cominciò a urlare nel suo dialetto (o qualcosa simile al suo dialetto):
“scendo il cane e lo sparo” E la carneficina iniziò. Sparavano ai cani da tutte
le parti. Si possono vedere foto dei carabinieri che sparano ai cani nelle
spiagge. (La Repubblica 18. 3.2009). A quel punto il Ministro dell’Interno,
Roberto Maroni, intervenne per fermare il massacro. Non si poteva ignorare
quello che accadeva. Il geniale scrittore siciliano, Vincenzo Consolo, vincitore
del Premio Strega, informato dei fatti è stato di chiarezza cristallina e ha
spiegato che “gli animali sono amati da persone che vorrebbero vedere morti gli
extracomunitari” (La Repubblica 17. 3. 2009). Dai lascivi pagani siamo passati
agli animalisti neo - nazisti. Il genio siculo, erede di Tomasi di Lampedusa e
Pirandello, ci ha informato che se si rispettano altre forme di vita si diventa
automaticamente degli sporchi razzisti. Non si finisce mai di imparare in questo
mondo. Una volta lessi che un consigliere palermitano, che, incredibilmente, si
chiamava Nerone, propose un accordo: la testa dei randagi (cani o gatti) in
cambio di un certa somma di euro. Mi sembra fosse di 25 euro. Così si risolveva
il problema del randagismo a Palermo. La notizia fu anche riportata dal The
Indipendent inglese (“Dog’s Sicilian enemy”)
Fu immediatamente allontanato, ma ci provò
Gandhi ha detto: dimmi come tratti gli animali e ti dirò in che nazione vivi.
In Italia abbiamo una norma della legge datata 14 agosto 1993 che stabilisce che:
“i cani vaganti ritrovati, catturati, o comunque ricoverati presso strutture non
possono essere soppressi” e l’articolo 544 del codice penale recita: “delitti
contro il sentimento per gli animali” prevede che “chiunque, per crudeltà o per
necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi
a diciotto mesi”.
Quello che mi ha sorpreso è stato L’Espresso (1.10.2009) che ha pubblicato un
reportage molto commovente sul massacro dei delfini da parte dei pescatori
giapponesi, otto pagine e foto.
L’Espresso vede l’orrore di Taiji ma non quello che avviene nel nostro paese.
Cani e gatti sono il nulla. Cinque milioni di persone hanno i cani in casa ma
nessuno dice nulla.
Solo una campagna internazionale per questo tremendo problema può aiutare.
Aiutateci solo a diffondere questa notizia: non chiediamo altro.
Cliccate qui:
http://www.ahimsa.it/canili gomorrah foto.html
E per favore, informate tutti vostri contatti di quello che accade in Italia.
Aiutate i cani che avete visto nel sito.
L’Italia è stata la culla d’Europa: questo non può essere tollerato.
Paolo Ricci
www.lasaggezzadichirone.org
www.nothuman.org
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