VegetAlieni? 2004-03
Francesco Guerini

La natura è una madre terribile. È sufficiente imbattersi in un documentario naturalistico per assistere all'orrido mangiare/essere-mangiati cui si riduce lo svolgimento della vita su questo pianetino.
Ricordo con angoscia una scena in cui un lupo affamato divora un neonato di foca nel momento preciso in cui esce dall'utero della madre, che impegnata nel parto non è in grado di fuggire e mettersi in salvo col suo piccolo: ricordo lo sguardo della madre foca, l'immenso grido di ghiaccio dei suoi occhi, l'inutile vita del neonato, venuto al mondo per finire nello stomaco di un lupo. Che significato ha avuto il suo passaggio nel mondo?
Davanti a questo sembra impossibile poter fare qualcosa per limitare l'infinito strazio delle cose viventi e tutto sembra inutile.

Eppure rimuginando lungamente sulla questione credo che l'impronta umana sulla biosfera sia ancora peggiore dell'orrore fatale della natura.
Siamo l'unica specie ad aver pianificato la vita delle altre (animali e vegetali) a nostro uso e consumo. Ciò che succede nelle stalle e nei laboratori di ricerca non è meno ingiusto della natura, nel cui disegno le cose avvengono per necessità ultima di sopravvivenza (che giustifica tutto).
Al contrario il rapporto 'umani/resto-del-mondo' è strutturalmente rivolto al benessere/progresso della sola specie umana, non alla sua sopravvivenza in simbiosi con l'ambiente.
Un'esempio dell'antropocentrismo sfrenato? Dopo aver causato le varie epidemie di mucca pazza e polli avvelenati alla diossina a chi ne ha fatto pagare le coseguenze? Agli umani responsabili o ai MILIONI di mucche e polli (e chissà chi altro) ammazzate e incenerite per la sicurezza del mercato e della salute pubblica? (quella degli uomini naturalmente, gli animali vadano pure al rogo purificatore).

Non già per sopravvivenza ma per garantirci agi, comodità e privilegi cui il nostro stile di vita ci ha abituati: ipernutriti, ipermobili, troviamo tutto al supermercato senza conoscere minimamente la storia del prodotti che acquistiamo, se hanno causato danni all'ambiente o sofferenza di altri esseri viventi (avete mai visto un camion per il trasporto dei maiali al macello? Quando vi capita cercate il loro sguardo).

Preoccuparsi è impegnativo, ma è impossibile provarci?

Eppure per limitare lo strazio, la sofferenza del mondo basterebbe semplicemente scegliere cosa mangiare, cosa indossare, quali vacanze, ecc, quali sono le azioni e i comportamenti da cui astenersi.

Eppure è possibile progredire senza infierire sul mondo.

–Sai, oggi ho salvato una donna da uno stupro!
–E come hai fatto?
–Semplice, mi sono trattenuto.

Francesco
czec@interfree.it