VegetAlieni? 2004-04
Francesco Guerini

Si avvicina la Pasqua.
Essendo stato cattolico per diversi anni so che si tratta della festa più importante, quella che dà il senso alla teologia cristiana: il tripudio della resurrezione di Cristo immolato per i peccati dell'uomo ridona all'umanità la speranza della redenzione (mi scuso per la descrizione sbrigativa).
Fin qui niente male.
La Chiesa insiste nella liturgia su Cristo-Agnello che si offre in sacrificio per l'umanità intera. La sua figura commovente rende chiaro il dolore che Gesù, agnello, vittima innocente, bianca e pura, accetta coscientemente di subire per amore nostro.
Tutto ciò è limpido e toccante.
Da sempre non capisco, invece, come questo ammirabile sentimento possa precipitare tristemente nella solita squallida legge del più forte.
Nel mondo cattolico l'agnello è nel giorno di Pasqua, l'ingrediente principale del pranzo della festa.
Fortunatamente, anche in tempi di professione di fede non ho dato credito a questa usanza barbara di nutrirsi di neonati.
Trovo veramente contraddittorio che una religione che vuol'essere portavoce di un Dio d'amore possa nel suo giorno più importante conciliare un comportamento oggettivamente crudele come questo.
L'agnello e il macellaio: l'immagine di uno scontro vile e impari che urla tutta la sua ingiustizia (per questo forse l'agnello è il simbolo dell'innocenza).
I simboli sono importanti, è quindi poco chiaro come possa sussistere il paragone fra il sacrificio del venerdì santo e l'esecrabile mattanza di cuccioli messi al mondo appositamente per saziare i fedeli nel giorno della festa. Come si può festeggiare la resurrezione del Cristo-agnello simbolico divorando agnelli vivi e reali?
Ai miei occhi miscredenti il messaggio appare illeggibile.
Sarà forse un rito per interiorizzare il corpo del sacrificio di Gesù, ma per far questo c'è già la comunione.
Al di la dei significati teologici e dei simboli pur necessari all'uomo di fede credo invece che sia solo un gesto feroce e vigliacco e mi chiedo se la fede ha ancora bisogno di queste manifestazioni e dimostrazioni?
Faccio appello ai cattolici perchè si astengano da questa abitudine fredda e incivile e nel caso fosse troppo tardi chiedo a tutti di meditare (e non di pregare perchè ufficialmente la Chiesa ha affermato che gli ANIMAli non hanno ANIMA e non hanno un aldilà) se sia più cristiano preservare una vita o assolvere ad un'abitudine millenaria? Un rito ci rende uomini migliori e migliori credenti o forse è la compassione per gli altri a farlo?
Se Cristo ha scelto di immolarsi i cuccioli certamente no, privi come sono [a causa nostra] della facoltà di decidere della propria vita e della propria la morte.
Francesco
czec@interfree.it