VegetAlieni? 2004-05
Francesco Guerini
Progettogaia è un'associazione animalista (ne
faccio parte) che promuove nuovi stili di vita per sostenere l'equilibrio
naturale terrestre.
In questi giorni nel gruppo di discussione on line si dibatte aspramente sulla
necessità che tutti gli iscritti debbano essere veg*ani (vegetariani/vegani).
Si distinguono due linee di pensiero: la prima, largamente minoritaria, è quella
rappresentata dai non vegetariani, che difendono il diritto di essere
animalisti/ambientalisti pur nutrendosi di carne, il secondo, maggioritario,
ritiene incoerente che ci si definisca animalisti senza essere veg*ani e invita
i carnivori a meditare (e in alcuni casi anche ad andarsene).
Il caso mette in evidenza quel rigore ideologico comune agli animalisti, a tante
parti della Sinistra e in genere a chi vede l'ingiustizia e vi si oppone: non si
è disponibili a trattare.
Essendo vegano penso che un’animalista credibile come tale debba assumersi
responsabilità definitive e smettere di nutrirsi di carne, per usare un'abusato
retorico refrain diciamo che è il caso farlo “senza se e senza ma”.
Questo perché la condizione animale oggi è talmente intrisa di sofferenza che è
moralmente inaccettabile continuare a infierire.
Tuttavia penso che un'altra buona ragione per la diffusione del vegetarismo OGGI
sia il suo alto grado di sostenibilità contro il costo ambientale della dieta
carnea, che divora su tutta la linea 'produttiva' le risorse di tutti a
beneficio di una parte infinitesima della popolazione mondiale (di TUTTI gli
abitanti della terra, non solo degli uomini). Accetto di buon grado quindi il
veg*ismo di matrice ambientalista.
Diventando vegan si riduce di tre quarti la propria impronta ecologica, molto
più di quello che si potrebbe sommando risparmio energetico, biologico, utilizzo
di mezzi pubblici invece che privati, boicottaggio alle multinazionali,
eccetera(*)
Per questo è necessario che veg*ani e onnivori si incontrino nell'intenzione di
un cammino che al rispetto della vita degli altri come imprescindibile segno di
civiltà e giustizia affianca negli effetti un miglioramento sostanziale delle
condizioni ambientali: cominciando dalla misura di cui si è capaci (far quel che
si DEVE, nella misura in cui si può) per giungere al veg*ismo.
È necessario e giusto accogliere nei gruppi animalisti a maggioranza veg*ana
coloro che intendono “essere parte” di un gruppo che agisce per un mondo meno
ingiusto di quello di oggi, impegnandosi individualmente (e responsabilmente) a
fare POLITICA scegliendo di non alimentare sistemi che sfruttano e fanno
soffrire gli altri e il mondo.
Francesco
czec@interfree.it
(*)
www.progettogaia.it
www.saicosamangi.info
www.oltrelaspecie.org
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