VegetAlieni? 2004-07
Francesco Guerini

Possiamo dirlo: le ultime elezioni amministrative ci hanno regalalato qualche soddisfazione,in particolare con la presenza di Agostino Alloni alla vicepresidenza provinciale.

Alloni è una persona attenta alla gestione del territorio, portatore di una cultura di rispetto dell'ambiente naturale, tuttavia il programma elettorale desta preoccupazioni e sensazioni di deja vù.

Alla base dell'insoddisfazione c'è una considerazione fondamentale che può essere introdotta da una domanda:

di chi è il territorio?

E in secondo luogo:

chi/cosa fa parte dell'ambiente?

Provo a rispondere partendo dalla seconda e in modo molto semplice: l'ambiente comprende tutto.

Sembra riduttivo ma provate a pensare ad uno spazio fisico estraneo alla condizione di “ambiente”: semplicemente non è possibile, perchè ogni avvenimento in un luogo del pianeta genera conseguenze sui luoghi circostanti e sulle forme viventi che li abitano.

Si configura un'idea di “ambiente” come l'insieme del territorio e dei suoi abitanti, in relazione con altri luoghi e abitanti vicini. Anche le nostre città (con noi abitanti) sono “ambiente” nè più nè meno delle porzioni di campagna con i fossi e i campi agricoli coltivati a mais.

A questo punto è più facile rispondere alla prima domanda: il territorio è di tutti coloro che lo abitano. Per “tutti” si intendono tutte le forme di vita che hanno bisogno di quel territorio per vivere e che quindi naturalmente lo abitano: alberi, rane, uomini, pesci, uccelli, ecc... generalmente (e storicamente) la natura ne regola il numero, secondo le specie, in base a dinamiche di mantenimento dell'equilibrio dell'eco-sistema, col risultato finale di perpetuare le condizioni ambientali favorevoli alla vita.

L'uomo al contrario considera “l'ambiente” come terra propria e sorgente di “risorse” spaziali e naturali destinate ad alimentare un ciclo che non è più quello ecologico ma è limitato alla cultura umana e alle sue necessità: il centro della questione non è più l'ambiente nel complesso ma solo l'uomo.

Lampante dimostrazione di questo fatto sono tutte queste politiche di “tutela” del territorio, presenti anche nel programma provinciale, volte a eliminare gli individui “eccedenti” di questa o quella specie animale o vegetale (spesso introdotte dall'uomo) dimenticando che i più infestanti siamo noi: lottizzazioni “immerse nel verde”, strade, cave, coltivazioni (tutta la superficie disponibile non urbanizzata) e il nostro numero sempre crescente di individui.

L'approccio politico sostanziale all'ambiente presente e futuro è quello di eliminare gli animali in eccesso (facendo felici le associazioni di caccia e pesca) o cominciare noi per primi a consumare meno spazio, meno energia, meno acqua, meno ambiente?

Francesco

czec@interfree.it