Lettera al teologo Vito Mancuso
Ma voi cristiani veramente pensate di essere i soli abitanti su questo pianeta?
Dawkins nel capitolo The moral zeigeist del The God delusion
annuncia i nuovi dieci comandamenti dell’ateismo militante. Nel terzo
comandamento scrive: “Tratta gli umani, i viventi non umani e il mondo in
generale con amore, onestà, fedeltà e rispetto” (pag. 298) Un comandamento che è
- secondo la logica elementare - un chiaro invito al vegetarianismo. Se scrive
quello che intende bisogna chiudere i macelli e vietare non solo la corrida. E
ancora: “Il filosofo Peter Singer, in Liberazione Animale, è il più eloquente
avvocato dell’idea che dobbiamo indirizzarci verso una condizione post specista
che contempli un umano trattamento verso tutte le specie che hanno la capacità
di apprezzarlo. Forse, questo modo di pensare indica una direzione verso cui il
Zeitgeist etico si indirizzerà nel prossimi secoli. Sarebbe una naturale
estrapolazione di altre riforme fatte in altri tempi come l’abolizione della
schiavitù e l’emancipazione delle donne” (pag.308)
Ho letto con attenzione Disputa su Dio e dintorni. Ho notato alcuni riferimenti
al non umano fatti da Augias, e uno fatto da Lei quando parla “di amore come
simpatia per ogni frammento di essere: per l’essere personale degli uomini, per
l’essere impersonale del mare e del cielo, per l’essere a metà strada delle
piante e degli animali” (pag. 253-254). Augias è più chiaro quando racconta che
voleva abbracciare uno scimmione nello zoo (pag. 242) e quando chiede: perché
Dio ha sterminato gli animali con il diluvio? Perché lo ha fatto? Povere bestie
innocenti, che male hanno fatto?
Già, che male hanno fatto?
Mi domando se Augias sa quanti animali muoiono ogni giorno su questo tragico
pianeta.
Se non lo sa (e avrà voglia di leggere questa lettera) glielo dico io.
Nel mondo vengono uccisi a scopo alimentare: 170 miliardi di animali ogni anno;
oltre 14 miliardi di animali ogni mese; mezzo miliardo di animali ogni giorno;
19 milioni di animali ogni ora; oltre 300.000 animali ogni minuto; oltre 5.390
animali al secondo. Il numero di animali uccisi ogni 3 ore nel mondo per la
nostra alimentazione è pari al numero di abitanti dell'Italia. Nella sola Italia
vengono uccisi per finire sulle nostre tavole: 2 miliardi e mezzo di animali
ogni anno; 225 milioni di animali ogni mese; 8 milioni di animali ogni giorno.
Prima assorbire i crudi fatti “deinde philosophari”.
Quando leggo la teologia cristiana ho sempre la terribile impressione che questo
pianeta sia abitato solo da umani. Da anime umane. E’ una impressione tremenda,
perché questa visione del mondo ha fatto scaturire oceani di sangue. Il
monoteismo tout court è colpevole per la nostra odiosa weltanshaaung.
Va bene, non è il solo colpevole, ma colpe tremende le ha. E anche Lei, che ha
una visione eretica
(peculiarmente eretica, direi da rogo alla Giordano Bruno) del cattolicesimo,
raramente approda sulle sponde dello strazio del non umano. O ci approda
relativamente. Quando vi leggo ricavo sempre l’impressione che è come se il
pianeta sia abitato solo da umani con le loro anime immortali e non esista il
non umano (animali, i pesci, insetti, alberi, piante ecc…) o che sia relegato ai
confini del nulla o dell’insignificanza.
Una volta qualcuno mi ha raccontato una barzelletta riguardante un ebreo che
arriva in paradiso e vede una fortezza massiccia con grandi mura di pietra e
chiede all’angelo che lo accompagna: “Ma chi c’è là dentro?” E l’angelo risponde:
“I cattolici, perché credono di essere soli in paradiso”.
Così sulla terra. Più uno legge i santi padri e più si convince che solo l’umano
conta mentre il non umano è relegato ai margini del nulla, come gli enti di
Severino che dal nulla originano e nel nulla silenziosamente ritornano. Per i
cristiani, con dovute eccezioni, un randagio ha il valore di una lattina di
birra schiacciata.
Sa una cosa, Mancuso? La panzana dell’anima immortale riservata a un sola specie
e l’unicità della specie umana sono stati gli atti più presuntuosi, più
sconvolgenti, più ubrici della storia dell’umanità: hanno distrutto masse di
umani e non umani. Chi si è inventato la fandonia dell’unicità della specie
andrebbe fucilato come Ceausescu, in un cortile, senza nemmeno bendargli gli
occhi.
In Italia ho vissuto poco, ma quando ero bambino vivevo in un casa romana a
Prati, in Via Ciro Menotti 24. Negli anni sessanta era un vecchio convento
demolito e trasformato in un osceno abitacolo moderno. In quella antica casa mio
nonno Ettore spesso disquisiva con Don Cesare, un prete alto quasi due metri
appartenente all’ordine dei Pallottini, un baritono di 150 chili, concupito
oscenamente da beghine e forse anche da mia madre (una cattopagana classica: una
di quelle che credono a Padre Pio, alla reincarnazione, all’astrologia, alla
Madonna addolorata e alla dea Iside allo stesso tempo). Ricordo, come fosse ieri,
i due che ragionavano su cristianesimo e animali davanti a un lucido tavolo di
noce sul quale era posata, su un centrino merlettato e bianco, una caffettiera
d’argento ricolma di caffè ghiacciato. Fumo e caffè roba da far schiattare il
cuore.
Mio nonno venerava Schopenhauer e citava i Colloqui in ogni occasione. Io
l’osservavo incuriosito mentre imperversava sull’eunuco (così chiamava
segretamente Don Cesare) e aveva sulle gambe il vecchio gatto: Micio. E mentre
disquisiva giocava con il felino agitando, infilato in una mano, un logoro
Pulcinella.
Ricordo che una volta utilizzò il burattino per spiegare al prete, sbadigliante
e indifferente, il concetto della Will schopenhauriana: “Non c’è il vostro
babbone personalizzato, sublimato, umanizzato, antropocentrizzato nell’alto dei
cieli, quella è una fandonia, una pia frode, un imbroglio voluto e non voluto,
non c’è il gentleman barbuto dei protestanti inglesi c’è solo la Will che muove
le cose, la volontà cieca è il noumeno, l’essenza secreta dietro l’apparenza, la
cosa in sé kantiana, l’energia oscura e tremenda che tutto muove…” e aggiungeva:
“… vede Don Cesare; la mano che agita la marionetta è la volontà cieca,
magistralmente descritta da Schopenhauer, mentre il Pulcinella di stoffa, che
copre la mano rendendola invisibile, rappresenta le diecimila cose, gli enti,
gli essenti, i cani di paglia di Lao Tze. Noi vediamo i cani di paglia agitarsi,
ma non vediamo la volontà cieca che - perversamente - li scrolla, che li dimena,
che scuote umani e non umani. Viventi e non viventi.”
Don Cesare ascoltava sorridente, indifferente e compiaciuto. Esprimeva con il
ghigno quello che pensa la stragrande maggioranza dei cristiani. Sorridendo
voleva dire, con la sua spocchia curiale: “Cavaliere ma perché ci scassa sempre
i testicoli con questi stupidi animali?”. Mia nonna, cattolicissima, si
preoccupava, perché mio nonno, provocato oltre misura dal sogghigno pretesco a
un certo punto dava di fuori imbestialito. Ricordo che una volta levò il
braccino di Pulcinella verso il soffitto (che rappresentava l’Iperuranio, la
volta del cielo) e gli fece dire in un napoletano approssimato, con un notevole
accento genovese (mio nonno era di Genova): “putive ricere 'na parola pe 'llore
e nun le ritte....” “potevi dire una parola per loro” e indicava Micio “e non
l’hai detta”. Una sola parola. E non l’hai detta. E poi, vedendo Don Cesare che
continuava a sogghignare, cominciava una solfa tremenda e sostenuta d’invettive
che spaziava dagli gnostici (che amava) alle mille nefandezze della Chiesa per
approdare a Qoélet (che rispettava) e a Levitico 1; 1, 17 (l’odore della carne
bruciata che allettava le narici di Jahvè), per imperversare sul Tempio di
Gerusalemme, che lui chiamava il negozio della macelleria di Abba- Jahvè
provocando le reazioni della mia maman che temeva che il prete, provocato oltre
misura, si alzasse e ne andasse, come quasi sempre accadeva. Ed era roba ilare.
Irripetibile. Degna di Fellini. Roba da “8 e mezzo”. Nella filippica che sparava
davanti al pretone sbadigliante, mio nonno esprimeva la sua immensa avversione
verso Agostino. Diceva che la predestinazione e l’invenzione oscena della
regione limbica per gli infanti erano trovate da eunuchi pervertiti e che tutto
l’apparato teologico cristiano era un imbroglio tremendo. una fregatura
metafisica.
E chiedeva a Don Cesare che l’ascoltava con il solito sorriso beffardo: “ Mi
dica lei se un Dio d’amore può aver provocato le estinzioni di massa o un
diluvio universale per quattro sodomiti?” Un’altra cosa che detestava di
Agostino era l’ossessione della rinuncia al sesso. Mio nonno amava smodatamente
le donne. Non era a livello di Papi (quello del karaoke con Noemi) ma poco ci
mancava. E diceva sempre di Agostino: “Prima se l’è spassata con le donne e poi
come tutti i grandi puttanieri ha condannato il sesso. Ma se ci levano anche
quello, Don Cesare, che altro rimane?” E mica aveva tutti i torti! Ma Don Cesare
esaltava la castità e continuava a sogghignare e mio nonno si inviperiva; e,
rosso in faccia per la collera, produceva un torrente di invettive che facevano
sbiancare mia nonna e mia madre. Un fiume in piena rimuginante catari,
inquisizione, crociate, persecuzione degli ebrei, ecatombe per la conquista
dell’America, valdesi, roghi delle streghe, guerra dei trent’anni, notte di San
Bartolomeo, Giordano Bruno, genocidio croato, Pio XII (che detestava con
trasporto totale) e il silenzio sugli ebrei, per poi approdare alla pedofilia
raccomandandomi, davanti al prete sorridente e alle due donne pallide e
imbarazzate, di raccogliere sempre il sapone, durante la doccia dopo le partite
di calcio organizzate dai Pallottini, con le ginocchia piegate e mai con le
gambe dritte. A quel punto mia nonna s’imbestialiva e mio nonno si alzava e se
ne andava trascinandosi dietro Pulcinella e Micio. E io lo seguivo perché amavo
mio nonno, e lui mi diceva: “Ciocio
(così mi chiamava) un giorno tu anche dovrai difendere queste povere bestie!” E
mi metteva Micio tra le braccia. E io, nei miei limiti angusti, l’ho fatto. Devo
dire che Don Cesare dopo i primi attacchi si era preparato teologicamente per
rintuzzare con risolutezza l’assalto di mio nonno. Quando Ettore cominciava
l’aggressione il prete utilizzava quattro tesi classiche per proteggersi. La
prima era la privatio boni come spiegazione del male del mondo. La seconda era
quella che John Hicks, nel suo studio sulla Teodicea, chiama “soul making” che
faceva irritare mio nonno oltre ogni misura. La terza l’argomento di Tommaso
d’Aquino (domanda.XCVI della Summa teologica parte prima LXXXV- CII) riguardo il
diritto naturale (sic) nel massacrare gli animali. La quarta il sogno di Pietro
in Atti 10: 9-16. Ora capisco perché mio nonno s’imbestialiva. Allora non lo
capivo, erano cose troppe complesse per un bambino.
La privatio boni in nuce? Se splende il sole c’è anche l’ombra. Se c’è il bene
ha bisogno del male. E il male è solo privazione del bene. Il male in natura non
è voluto da Dio, ma il bene, che Dio vuole, contiene in sé un elemento di Nulla
e di privazione. Insomma, le forme del male presenti in natura – che sono
indirettamente volute da Dio - sono accompagnate dalle forme del bene - che sono
direttamente volute da Dio. Lo spiega Journet nel suo Le Mal . E se uno chiede
agli agostiniani: ma questo orrore non potrebbe essere più limitato? I santi
uomini rispondono: sì, ma potrebbe essere anche più grande.
Incassa e porta a casa! Non si vince mai con i cristiani!
John Hicks invece dice un’altra cosa. Dice: tutto il mondo con il suo dolore, i
suoi stermini, il suo male, la sua tremenda sofferenza è una palestra per
rafforzare i muscoli delle nostre anime. Quindi lo strazio animale è parte del
gioco. Corrida, macelli, vivisezione, sterminio delle foche e delle balene,
tutto! Tutto per rafforzarci i muscoli. Hicks dice che la sofferenza animale è
“baffling” sconcertante (mio nonno la trovava immonda) ma esiste per farci
raggiungere the human apex, l’apice dell’evoluzione spirituale.
In ducati sonanti? Le galassie, il multiverso (con i suoi infiniti universi
paralleli) sono lì per farci crescere spiritualmente. Il mondo e le sue specie
sono lì per far flettere i muscoli delle nostre anime e prepararci alla
beatitudine eterna. E sapete una cosa? Yeshua - Gesù da umile profeta ebreo è
stato innalzato a livello di ipostasi della trinità che riscatta l’intero
universo! Non questo pulviscolo roteante perso nello spazio immenso, ma l’intero
universo!Come costruire su una casupola di legno un grattacielo di 120 piani!
E non aveva ragione mio nonno quando sentiva corbellerie del genere a dar di
fuori?
E poi c’è Tommasone l’Aquinate che dice che è un diritto dell’uomo essere il
padrone degli animali e le piante. Che quello è l’ordine della natura. Che
cacciare e massacrare è giusto perché il superiore ha diritto sull’inferiore. E
che l’uomo fatto a immagine di Dio può fare quello che vuole con le bestie
perché sono soggette al suo dominio. Insomma il cristianesimo risolve il
rapporto con il non umano in termini nazisti. Abbiamo una űbergeschlech (super
specie) e delle untergeschlech (sotto specie), la űbergeschlech può fare tutto
quello che vuole alle untergeschlech perché è fatta a immagine di Dio e ha
un’anima immortale. Mio nonno sentiva questo e volava la caffettiera, tremava la
casa, oscillavano le teste bronzee di Scipione e Catone. E quando Cesarone
citava il sogno di Pietro (Atti 10: 9-16) (con Jahvè che dice all’apostolo
ammazza, scanna e pappati tutto quello che vuoi); mio nonno paonazzo gridava: “E
chi sarà mai questo Pietro, la verità assoluta? E sa una cosa Don Cesare? Quel
sogno era un sogno diabolico. Chi suggerì quella roba era un fottuto demone!”
Mio nonno tendeva verso lo gnosticismo, non lei professore! Enzo Bianchi sbaglia.
Lei non è uno gnostico ma un eretico col botto: il che Le fa molto, molto onore!
Vede Mancuso io non ho mai capito come la Chiesa possa restare silenziosa
davanti alla distruzione del pianeta, davanti ai massacri dei non umani, come
possa ignorare l’odioso sterminio delle piccole foche, un milione di esseri
massacrati, la ributtante strage delle balene, condotte verso l’estinzione, e
non si renda conto che l’invito alla procreazione folle e incontrollata
moltiplica lo strazio dei viventi su questo disgraziato pianeta. Come è
possibile che questi santi padri che si consumano d’amore per la propria specie
non trovino un grammo di compassione nei loro immensi cuori per ciò che non è
umano? Le mi dirà che ci sono eccezioni come Francesco d’Assisi, Pietro di
Verona, Benedetto Labre, Isacco da Ninive, Gertrude di Helfta, Cesare de Bus,
Macario, Edmondo di Canterbury, Filippo Neri, Atanasio di Alessandria,
Bonaventura, Nicola da Tolentino, Caterina da Siena…ecc…ecc…. e io le conosco
molto bene ma quelle sono mosche bianche insignificanti davanti al monumentale,
tetragono apparato teologico – ideologico ecclesiale che ignora il non umano.
Non capisco come la Chiesa non si renda conto di quello che facciamo agli
animali, alle foreste, alle piante concentrando tutta la sua attenzione sulla
fandonia della specie assassina (che si è espressa - attraverso la forma più
avanzata delle sue civilizzazione: l’Occidente - con milioni di morti ammazzati
nel secolo passato: 50 milioni solo nell’ultima guerra mondiale) creata a
immagine sia del Dio della tomistica, del Jahvè monoteista trasformato nell’Abba
amoroso di Gesù, sia di quello che è dietro (si può dire così?) all’espansione
del puntino cosmico primordiale, la singolarità del big bang - che mi sembra sia
il suo Dio.
Il nostro corpo e la nostra mente, lei dice, sono frutto di questa stupenda
avventura. Ma dal momento dell’espansione del puntino cosmico primordiale, la
singolarità del big bang, (come dice Lei) ci sono stati macelli incredibili,
inenarrabili, estinzioni di massa nell’ordoviciano, nel devoniano, nel permiano,
nel triassico inclusa quella tremenda avvenuta 65 milioni di anni fa, nel
cretaceo, che ha provocato l’estinzione dei dinosauri. In queste cinque
estinzioni che si conoscono fu obliterato circa il 70% delle totalità delle
specie viventi, e aver pensato – e lei non lo ha fatto – che questo fosse il
disegno di un essere perfettissimo sommo e onnipotente è qualcosa che mi fa
sentir venir meno dallo stupore. Come possono aver pensato teologi e filosofi
una cosa del genere? Lei ha variato passando dal concetto dell’essere
perfettissimo e onnipotente della tomistica all’essere energia ma è approdato
anche lei alla classica (e intellettualmente misera) conclusione della specie
riprodotta a immagine di Dio, che io trovo una cosa blasfema. Se c’è una fonte
misteriosa e divina che ha dato il via al processo dell’espansione cosmica
attraverso il big bang penso che l’ultima cosa che questa fonte abbia
“desiderato” è quella di riprodursi in una particolare specie in un qualche
oscuro, insignificante pianeta. L’idea che questa energia cosmica si sia
incarnata in questo stupendo e desolato mondo è pura ybris antropocentrica, è
tracotanza specista al cubo.
Io la vedo così: attraverso la storia tremenda dell’universo, tra i mondi
infiniti che esistono e che non conosciamo (considerando che solo nella Via
Lattea esistono 125 milioni di galassie e 200 miliardi di stelle) delle volte,
in casi rari, anzi rarissimi, la coscienza di una specie si è sviluppata (come
nel caso nostro) a tal punto da far diventare quella specie dominante sul
proprio pianeta; e raggiungendo, e spesso superando, il nostro livello
d’intelligenza questa specie (egemone nel proprio pianeta come lo siamo noi
umani sulla Terra) ha cominciato a pensare ed è inesorabilmente approdata
all’idea che l’ego coscienziale l’ego consciousness sia un’entità astratta
separata dal cervello - e non un epifenomeno del cervello stesso - e così
facendo ha relegato il suo pensiero, la sua percezione delle cose, a un livello
trascendentale, sublimato, oltremondano. E perché ha fatto questo? Perché i
viventi dotati di un ego coscienziale, gli essenti pensanti, quando scoprono
l’idea dell’annientamento, della morte, escogitano conseguentemente l’idea
bizzarra di essere immortali. Ma ogni mortale, come dice giustamente Heidegger
del suo Dasein è “un essere per la morte”. Neanche siamo nati e già si comincia
a morire.
Ma mi domando, professore, non sarebbe stato meglio addentrarsi lungo il
sentiero indicato da Shelling nelle sue Ricerche filosofiche sull’essenza umana?
Shelling capovolge tutto. Comincia dal basso. Stravolge il sistema platonico e
plotiniano delle emanazioni dall’alto. Abbatte la via discendente da Dio. La
stravolge. Spiega che tutta la creazione è un movimento perpetuo e temporalizza
Dio trasformandolo da un essere perfetto a una vita evolvente, proponendo una
teologia evoluzionista nella quale anche Dio, evolvendosi, si evolve nella mente
degli uomini. E così facendo, spiega il passaggio dal Dio guerriero Jahvè (come
lo chiama Harold Bloom) al Dio d’amore di Gesù di Nazareth, che altrimenti è
totalmente incomprensibile. Mi dica lei cosa a che fare l’Abbà del Cristo Gesù
con il Dio di Giosuè 6,21 o quello di I Samuele 15; 2-3, o quello di
Deuteronomio 13; 12-15, o quello di Geremia 7;20? Che ha che fare il Jahvè degli
stermini degli umani e dei non umani con il Dio amorevole e mite di Yeshua –
Gesù? Cosa?
La domanda che Le pongo è questa: perché vi è così impossibile aprirvi come
tentò di fare Francesco – incapsulato dalla tremenda teologia medievale – verso
il non umano? Perché non riuscite a guardare oltre l’ossessione angosciosa
dell’anima immortale e l’eccezionalità della specie?
Ammiro il buddismo per due cose: per il rigetto della deità personale e la
dottrina dell’anātman che nega l’anima e serve a eliminare l’attaccamento al
proprio ego, cancellando l’ossessione con l’immortalità, una preoccupazione che
i grandi mistici ritengono funesta in quanto lega e non libera dal mondo.
Se uno chiede ai grandi illuminati cosa accade dopo la morte, i saggi, che hanno
acquistato conoscenza, evitano la risposta quasi fosse una veste impestata.
Taisen Deshimaru una volta rispose che mai nessuno è tornato dall’Oltre e che
quindi quella è una domanda deleteria.
Ma guai aprirsi verso il mondo non umano. Se ci apriamo verso il mondo e i suoi
abitanti non umani apriti cielo! La stragrande maggioranza dei cattolici non ci
sente da quell’orecchio. Condanna.
Se legge le cose che scrivono Luigi Santambrogio e Messori rimarrebbe inorridito.
Legga quello che Santambrogio scrive su Libero (che oltre a difendere “papi che
fa il karaoke” difende tutto il negazionismo riguardante la responsabilità umana
verso la sistematica distruzione del pianeta):
“Le punte assurde a cui è giunta l’ossessione contemporanea per i diritti degli
animali è il segno più chiaro del desiderio di morte che affascina la civiltà
occidentale. ….Dietro questa commozione spacciata a quintali si nasconde il
mostro di una nuova dittatura: quella del nulla tenebroso dove tutti gli uomini
sono bigi
(i gatti già lo sono)… Occorre incrociare i movimenti animalisti per mettere a
fuoco l’inganno. Il nemico teologico di Peter Singere e Ralph Acampora? è lo
specismo, una variante del razzismo, altrettanto obbrobriosa fondata
sull’assunto che anche gli animali soffrono, quindi sono uguali agli umani”
e incalza lacerato dalla preoccupazione del vorticoso aumento del vegetarianismo:
“Tutto ciò ha forse a che vedere col vertiginoso aumento degli adepti del
vegetarianismo.
Un italiano su 10 lo è, in 6 milioni hanno bandito la carne dalla loro
alimentazione e le cifre ci dicono che nel 2050 saranno 30 milioni. A scanso di
equivoci faccio parte di quel 10 per cento, pure se considero imbarazzante la
compagnia dei verdurai…Alla scelta vegie o più estrema vegana sovente si
aggiunge la militanza animalista nella forma radicale. L’animalismo ateo (oggi
dominante che detta regole alimentari e comportamenti ambientali) si fonda
infatti sulla negazione del senso religioso e dei suoi tre elementi: ragione,
libertà e mistero. Che vengono assassinati a vantaggio di un biologismo
parascientifico che annulla ogni differenza…E’ ideologia spietata. Ecc…ecc…”
Voilà: il vegetarianismo come il vero pericolo mondiale! Altro che le nucleari
nord coreane di Kim Jong Il!
Messori, invece, in un pezzo dilettevole (ci vorrebbero Verdone o Sordi) sfodera
un attacco al povero Duca d’Edimburgo che ha un figlio, Carlo d’Inghilterra, che
parla alle piante e spara ai cervi. Il pezzo è sublime:
“ Malgrado queste alleanze, non si creda però che il Fondo Mondiale per la
Natura (le cui iniziali in inglese sono appunto WWF) sia qualcosa "di sinistra".
Come tutti sanno, questa, che è la più potente e ricca organizzazione
ambientalista del mondo, è stata fondata da Filippo, duca di Edimburgo, marito
della regina d'Inghilterra e dal principe Bernardo d'Olanda. Nella sua direzione
internazionale siedono alcuni tra i maggiori petrolieri, industriali, finanzieri
del pianeta. Singolare personaggio è soprattutto il "principe consorte" Filippo,
per anni in lotta con Edoardo, duca di Kent, per occupare il posto più
prestigioso e influente della massoneria di ogni continente: quello di Gran
Maestro della Gran Loggia Madre di Inghilterra. Vinto, alla fine, dal duca di
Kent, Filippo, pur restando altissimo e attivo dignitario massonico, a
quell'impegno "coperto" ha deciso di affiancare quello più "scoperto" del Wwf.”
Se difendi il pianeta, quindi, sei parte del complotto giudaico - massonico -
mondiale. Roba da “i protocolli (verdi) dei savi anziani di Sion”
Poi Messori passa allo stupendo:
“Come tutti i "verdi" coerenti, il duca di Edimburgo ce l'ha innanzitutto con
l'uomo e ne vorrebbe, se non la scomparsa, la drastica diminuzione. E' nota la
sua dichiarazione dell'otto agosto '88 alla DPA, l'agenzia di notizie tedesca:
"Se rinascessi, mi piacerebbe essere un virus letale, per contribuire a
risolvere il problema dell'eccesso di popolazione". E più volte ha ripetuto che
il vero problema ecologico è il fatto che, nel Terzo Mondo, ci siano più nascite
che morti.”
Il consorte della regina trasformato in un ecoterrorista da “esercito delle 12
scimmie”!
Cinque miliardi di morti e il pianeta restituito alle bestie! Quando tocchi la
procreazione illimitata tocchi nervi scoperti. E poi un consiglio alle masse
cattoliche sprovvedute:
“Quei molti cattolici che in buona fede si aggregano a certi carri "verdi",
magari tirando in ballo il povero e incolpevole san Francesco, non sanno che ci
sia dietro a certe organizzazioni che pur sembrano tanto benemerite.”
E forza diciamolo! C’è dietro il partito nazista di Himmler risorto! C’è la
Waffen SS!
Altro che salvare il pianeta! Ilari e tremendi questi cattotaliban!
Come possa ancora un apparato teologico – ideologico di questa bieca portata
sostenere l’urto del 21mo secolo è per me fonte di pura meraviglia.
Una domanda professore: perché non fate qualcosa di umano e compassionevole e
riconoscete gli animali come esseri senzienti che hanno bisogno di rispetto e
dite qualcosa, qualcosa di umano?
Solo un paio di parole sulla vivisezione, sugli orrori dei macelli, sull’infamia
della corrida, sulla zoomafia, sulla piaga dell’abbandono e il conseguente
randagismo, sui maltrattamenti perpetrati verso esseri indifesi, sul commercio
infame di esseri viventi non umani, sugli stermini delle specie, sulla
distruzione delle foreste e degli alberi, sul massacro di un milione di piccole
foche e sulla violenza inaudita verso le balene che hanno raggiunto livelli di
spaventosa carneficina, dite qualcosa di umano! Parlate! dite qualcosa di
compassionevole! Dite qualcosa anche contro la caccia oscena che la Destra
promuove in questo paese! Contro l’abbattimento degli uccelli migratori e il
fucile consegnato ai poppanti! Elargite la vostra pietà che riversate su
un’unica specie anche verso le altre creature, fate come i luterani che dopo
secoli di vergognoso silenzio alla fine hanno dichiarato:
“Questa è la confessione del peccato delle Chiese Tedesche Evangeliche fatto a
Clamberg nel 1988:
“Noi confessiamo davanti a Dio creatore degli animali e davanti ai nostri umani
compagni che abbiamo fallito come cristiani perché abbiamo dimenticato gli
animali nella nostra fede. Abbiamo tradito la missione di Gesù e non abbiamo
servito i nostri fratelli ultimi, gli animali. Come pastori abbiamo avuto paura
di considerare gli animali nelle nostre chiese, come Chiesa siamo stati assenti
davanti al travaglio, al maltrattamento, allo sfruttamento dei nostri fratelli
animali”.
Fate come Schweitzer un grande cristiano che curava i lebbrosi ma si prendeva
cura anche degli animali e che ha detto: se vedi un lombrico soffrire raccoglilo
e salvalo. Seguite Enzo Bianchi che dice: “Occorre….cessare di mangiare tutto e
non dimenticare che per poter mangiare carne occorre esercitare una violenza e
uccidere l’animale”. Fate come il grande cattolico, il filosofo pacifista Aldo
Capitini che nelle carceri fasciste salvava anche i pidocchi. Ritornate a
Francesco liberato dalla nefasta gabbia teologica.
Apritevi verso gli altri viventi! Non restate nel vostro angusto ghetto mentale!
Urlate contro il massacro dell’Amazzonia! Dite qualcosa di compassinonevole!
Ditelo!
Concludo con una storia, professore. E’ la storia dei fratelli Pandava, tratta
dal Mahabharata.
Quando il loro itinerario terreno finisce i Pandava si avviano verso il cielo.
Ma il loro karma è greve, oppressivo e li ostacola nel loro cammino. Draupadi,
la moglie che dividono, è una grande anima, ma anche lei, a causa del karma
negativo, esperimenta difficoltà nel trovare il sentiero divino. Alla fine solo
uno dei cinque fratelli, Yudhisthrita, trova la via. Nella sua peregrinazione il
Pandava ha trovato un piccolo randagio che l’ha sempre seguito e ora corre
felice verso i sentieri celesti. Alla fine i due giungono alle porte del cielo
ma arcigni guardiani impediscono al cane di entrare. Urlano che agli animali è
proibito l’accesso. Yudhisthrita dice ai guardiani: “O entro con il mio cane o
torno indietro. Se non lo lasciate entrare me ne frego del paradiso e ritorno da
dove vengo! ” I guardiani sono implacabili: il paradiso non è per gli animali.
Ne nasce una formidabile rissa e alla fine gli dei, disturbati dal clamore,
intervengono e commossi dalla storia lasciano entrare il cane. E Yudhisthrita e
il suo randagio si avviano verso la Luce Infinita.
Paolo Ricci
Ilfracombe - Devon
Inghilterra.
05.06.2009.
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